Pedagogia sperimentale e ricerca educativa
Definizione e obiettivi
In senso stretto, la pedagogia è sperimentale quando il ricercatore si occupa di indagare i “fatti educativi” ricorrendo al metodo ipotetico-deduttivo.
La pedagogia sperimentale è quella branca della pedagogia che vuole fare asserti sugli eventi, i fatti e i processi educativi, sottoponendoli a verifica empirica. Ha intenzione, cioè, di spiegare i fatti educativi.
Didattica e contesti educativi
La pedagogia sperimentale concepisce la didattica come il banco di prova dei modelli pedagogici.
La pedagogia sperimentale studia i fatti, i processi, le istituzioni, i contesti educativi.
La scuola è un contesto formale poiché è un’organizzazione espressamente finalizzata per sviluppare apprendimenti a seguito di un’azione pianificata allo scopo, definita insegnamento.
Nei contesti informali, l'apprendimento non ha i caratteri della intenzionalità, è generalmente apprendimento tacito, che spesso non è neppure pienamente cosciente.
Metodologia della ricerca
Fare un'indagine scientifica ricorrendo a un campione significa scegliere di esaminare un sottinsieme della popolazione, opportunamente selezionato, per generalizzare i risultati alla popolazione complessiva.
La principale criticità del campione è data dalla rappresentatività.
Sperimentazione e innovazione
A scuola si è parlato (e si continua a parlare) di sperimentazione come sinonimo di innovazione piuttosto che come la predisposizione di setting sperimentali, in grado di restituire risultati attendibili.
Innovatività e sperimentazione non sono strettamente sinonimi: solo quando l'innovatività è controllata, verificata nei suoi effetti, diventa propriamente sperimentazione.
Psicologia e pedagogia
La psicologia, spiegando come avvengono i processi di apprendimento, offre alla pedagogia la possibilità di ripensare i propri metodi di insegnamento.
I pedagogisti sperimentali hanno guardato sempre con estremo interesse alla psicologia sperimentale in quanto hanno ritenuto che questa potesse contribuire a fornire i fondamenti per impostare scientificamente il lavoro pedagogico e la pratica didattica.
Ricerca e sperimentazione
Per fare sperimentazione è indispensabile un'ipotesi di partenza chiaramente formulata, testata attraverso un adeguato dispositivo di monitoraggio e controllo.
Fare ricerca sperimentale non significa organizzare le cose in maniera da avere ragione sulla ipotesi posta, ma significa essere aperti a valutare i dati, quali essi siano, che l'esperienza ci restituisce.
Una ipotesi di ricerca per essere valida non può essere generica.
La ricerca ha uno strutturale carattere di provvisorietà e dinamicità.
La deontologia del ricercatore impone che si parta da una convinzione, che si cerchi, con ogni ragionevole mezzo ciò che possa smentirla.
Metodologia e strumenti di ricerca
Nel Seicento due studiosi evidenziarono l'esigenza di avere metodo nel costruire il sapere: Cartesio e Galileo.
L'ipotesi di ricerca è una affermazione da verificare o falsificare.
La ricerca empirica fornisce linee guida per la corretta progettazione e valutazione di interventi formativi.
La ricerca in campo pedagogico è finalizzata alla individuazione di linee-guida in grado di funzionare come repertori di criteri per l'azione.
Pianificazione e conduzione degli esperimenti
Nel pianificare un esperimento, posso individuare il campione solo ricorrendo a degli strumenti che garantiscano quantomeno una costanza di risultato.
In un esperimento in cui si lavora con un gruppo sperimentale, uno di controllo e un gruppo placebo, la variabile agisce solo sul gruppo sperimentale.
Un esperimento è una studiata semplificazione della realtà.
Buone prassi e modelli educativi
Con il termine “buone prassi”, indichiamo esperienze che hanno bisogno di monitoraggio, documentazione e di essere sottoposto a controllo critico.
Docenti ed educatori preferiscono generalmente il modello delle "buone prassi" perché l'operatività pedagogica è propensa ad esprimersi in termini di impegno, se non addirittura di militanza, a favore di una visione del mondo piuttosto che un'altra.
Strumenti di ricerca qualitativa
Non è uno strumento di ricerca qualitativa: l'analisi statistica dei dati.
Lo scopo della ricerca qualitativa è delineare local theory che sappiano rendere conto di azioni situate.
Ricerca sulla robotica educativa
I destinatari della ricerca sulla robotica educativa sono ragazzi con difficoltà di apprendimento in contesti scolastici.
La conoscenza tacita di cui parla Polanyi è quella conoscenza che è incorporata nelle azioni e nell'esperienza degli individui.
Riduzione della complessità nella ricerca
Per fare ricerca sperimentale bisogna diventare abili a ridurre la complessità. Ciò significa individuare un numero finito di variabili e tentare di trovare delle risposte “certe”.
Dettagli sulla ricerca sulla robotica
Il Lego - Logo è un modo per mobilitare gli apprendimenti informali verso la dimensione più astratta e formale.
La ricerca sulla robotica presa in esame è caratterizzata dalla seguente ipotesi: le possibilità offerte dalla costruzione di piccoli robot (Lego Dacta) possano offrire possibilità utili a stare meglio a scuola e realizzare importanti obiettivi didattici.
Selezione del campione nella ricerca sulla robotica
Indicare come è stato individuato il campione nella ricerca sulla robotica presa in esame: gli allievi sono stati individuati in primo luogo dagli insegnanti e successivamente attraverso l'ausilio di strumenti psicometrici e docimologici.
Gruppi sperimentali e di controllo
Nella ricerca sulla robotica, chi ha condotto la ricerca ha utilizzato un gruppo sperimentale e uno di controllo.
Risultati della ricerca sulla robotica
I risultati della ricerca sulla robotica presa in esame dimostrano che l'ipotesi è corroborata ma non provata.
Dalla ricerca sulla robotica presa in esame possiamo evidenziare che è auspicabile impostare un'attività didattica che unisce l'attività manuale con la destrezza mentale.
Scale di misura
La scala nominale raggruppa i risultati per categorie.
Indicare quale tra le seguenti scale di misura ha la caratteristica di non avere lo zero assoluto: scala ad intervalli.
L'uso dei voti espressi da 1 a 10, a quale scala di misura fa riferimento: scala metrica.
Analisi fattoriale e scale di Likert
Quale tra le seguenti coppie di aggettivi non può comparire in una scala basata sul differenziale semantico introdotta da Osgood: bello – gradevole.
Se si applica la tecnica di analisi fattoriale a una batteria di variabili provenienti da un differenziale, tenderanno ad emergere tre fattori generali, definiti rispettivamente di: "valutazione", "potenza" e "attività". A quale dei seguenti items è correlato il fattore “attività”: stabile – instabile.
Quale tra i seguenti gruppi di nomi non è un corretto esempio di scala di Likert: 5 Completamente falso – 4 Un po' falso – 3 Né vero né falso – 2 Un po' vero – 1 Abbastanza vero.
Statistiche descrittive
Date le seguenti cinque osservazioni (140, 160, 160, 170, 200) la mediana è: 160.
Date le seguenti cinque osservazioni (180, 160, 120, 170, 200) la mediana è: 170.
Date le seguenti cinque osservazioni (140, 160, 160, 170, 200) la moda è: 160.
Nella curva di Gauss: il punto di massima è attorno alla media dei valori misurati.
Variabili e ipotesi di ricerca
La domanda di ricerca che lo sperimentalista può trattare è definita in termini di concetti dal significato molto chiaro, operazionalizzati e definiti eventualmente da indicatori.
Gli indicatori sono concetti più vicini alla realtà empirica.
La variabile indipendente è quella la cui variazione, nell'ipotesi di ricerca che abbiamo definito, produce degli effetti.
In un'ipotesi di ricerca di questo tipo: “quante più calorie si ingurgitano tanto più aumenta il grado di obesità”, la variabile indipendente è la quantità di cibo ingerito.
Nel campo della pedagogia sperimentale, nella maggior parte dei casi, si cerca di comprendere la correlazione insegnamento/apprendimento assumendo l'apprendimento come variabile dipendente.
Evidence Based Education
Recentemente in ambito pedagogico si è diffusa la prospettiva definita “EBE”, che intende proporre un nesso più stringente tra letteratura scientifica e pratiche educative, per rinnovarle su basi dotate d'una qualche certezza. L'acronimo sta a significare: Evidence Based Education.
Ipotesi zero e disegni di ricerca
È detto procedimento dell'ipotesi zero il procedimento per cui si parte dalla formulazione negativa dell'ipotesi per trovare prove che portino a rifiutarla e assumere per vero il suo contrario.
Nei disegni di ricerca quasi sperimentali il ricercatore non può formare i gruppi secondo un piano di campionamento e assegnazione preordinato.
Quando nell'ambito della pedagogia sperimentale si adottano “esperimenti propriamente detti”, si suppone che sia sempre presente almeno un gruppo sperimentale e almeno un gruppo di controllo.
Fasi di un esperimento di ricerca
Le fasi di un esperimento di ricerca sono: misurazione della “linea base”; trattamento; re-test; follow-up.
Operazionalizzazione e scale di misura
L'operazionalizzazione è un processo che permette di trasformare un concetto in variabili osservabili.
Credo religioso, razza, sesso, sono esempi di variabili su scala nominale.
Le scale che misurano qualità continue, esprimendole attraverso intervalli che le discretizzano in qualche modo, sono definite scale ad intervalli.
Validità e attendibilità delle misure
La validità delle misure dipende dalla loro attendibilità; una procedura che consente di verificarne l'attendibilità è quella che permette la divisione del questionario in due metà da confrontare. Indicare come viene definita tale procedura: split alpha.
La validità delle misure dipende dalla loro attendibilità; un criterio di attendibilità di uno strumento è la stabilità.
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