Farmaci fibrinolitici
I farmaci trombolitici (anche definiti agenti trombolitici o fibrinolitici) sono medicinali che vengono impiegati in tutte quelle patologie cardiovascolari che si manifestano a causa della formazione e del distacco di trombi. Infatti, il compito dei suddetti farmaci è proprio quello di "sciogliere i trombi patologici" che si sono formati nel circolo ematico.
La fibrinolisi è un processo atto a controbilanciare il sistema della coagulazione del sangue, con la quale si trova in equilibrio dinamico. Le funzioni della fibrinolisi sono essenzialmente:
- Degradare i complessi solubili di fibrina;
- Limitare la formazione del tappo emostatico nelle sedi di danno vascolare;
- Rimuovere la fibrina al termine dei processi riparativi.
Agiscono come trombolitici stimolando la trasformazione di plasminogeno in plasmina che degrada la fibrina. Quando maggiormente veloce agiamo a livello di queste situazioni, tanto maggiori saranno le probabilità di successo della terapia. Il plasminogeno è una glicoproteina formata da 579 AA legata mediante residui di lisina alla fibrina, che agisce da cofattore per la trasformazione in plasmina. La fibrinolisi è iniziata da attivatori del plasminogeno che trasformano quest'ultimo in plasmina. Possiamo avere attivatori endogeni (come il t-PA) ed attivatori esogeni (urochinasi e streptochinasi).
Farmaci
Prima generazione
La streptochinasi, il farmaco più utilizzato, non ha attività enzimatica, è una proteina prodotta da streptococco beta-emolitico. Forma un complesso stabile non covalente con il plasminogeno che, cambiando conformazione, dà vita ad un complesso SK-plasmina efficace il doppio rispetto alla sola plasmina e ha una migliore immunità rispetto i fattori inibitori della stessa. L'emivita biologica è 80-180 minuti.
L’urochinasi è una proteina di origine umana che esplica la sua azione con un meccanismo d'azione leggermente differente rispetto a quello degli altri farmaci trombolitici. Infatti, questa proteina è in grado di degradare sia la fibrina che il fibrinogeno, esercitando così un'azione fibrinolitica diretta. Questa molecola presenta il vantaggio di essere di origine umana, pertanto, l'organismo non la riconosce come agente estraneo. Non a caso, l'urochinasi veniva impiegata soprattutto in quei pazienti che presentavano ipersensibilità nei confronti della streptochinasi. Tuttavia, anche l'urochinasi presenta alcuni limiti, quali l'elevato costo e la sua non selettività per la fibrina.
Seconda generazione
Alteplasi, è l'attivatore tessutale del plasminogeno umano (t-PA) ottenuto mediante...
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