Cultura e forme di comunicazione nel mondo antico
Premessa: tecnica
L’arte di “inventare”. Teoria del palinsesto.
I parte: teatro in Grecia
- Che cos’è un teatro, le sue parti.
- La tragedia.
- Perché nasce la tragedia (quale esigenza dell’uomo).
- I tragici e le loro opere.
II parte: teatro a Roma
- Tragedia.
III parte: Europa moderna
Shake-Racine
IV parte: recitar cantando
Vincenzo Galilei “il melodramma”
V parte: l’opera d’arte totale
1848 Wagner “L’anello del Nibelungo”. Arte totale e tragedia collettiva.
VI parte: de-costruzione della tragedia
Memoria letteraria: strumento fondamentale di qualunque forma di produzione. La memoria è alla base di qualunque nuova creazione. Da un lato può sembrare strano perché attraverso immagini, insegnamenti l’artista viene visto come originale. Nessuna opera d’arte sussiste senza la memoria del passato, perché un’opera d’arte che non considera il passato è un concetto privo di un veicolo comunicativo, privo di un medium che renda il prodotto finale fruibile dai destinatari.
Perché è difficile per l’artista ignorare ciò che ha alle spalle? Per un motivo di tecnica come si fa ad apprendere una tecnica se non si guarda indietro? Ciò vale per i pittori che escono in genere da botteghe di altri pittori, per musicisti, per gli artisti della parola, del linguaggio, anche a tutti gli ideatori del linguaggio (modelli pubblicitari studiati per portare alla mente qualcosa, gioco allusivo continuo a qualcosa che è dato per scontato, ha una base comune che ci contraddistingue).
Poi ci sono artisti, grandi innovatori che rompono con il passato, ma si può rompere con il passato senza conoscerlo? Creare qualcosa di nuovo senza avere un termine di paragone? No. Per esempio in Montale (Piove) è una risposta alla poetica di D’annunzio, è una parodia della “Pioggia nel pineto”. Montale crea qualcosa di completamente nuovo, ma il modello d’annunziano è presente in tutta la poesia come modello negativo da superare per costruire qualcosa di nuovo che porti i segni del genio dell’autore, ma anche qualcosa che porti i segni della modernità.
L’idea dell’artista che dal nulla crea è difficile da sostenere, allontanandosi dall’idea romantica. Il passato è il vocabolario a cui si deve ricorrere per tradurre in qualcosa di comprensibile e fruibile l’idea. Percorso che si vedrà con il teatro europeo, fenomeno culturale più vicino alle forme espressive della modernità.
L’idea della comunicazione affonda le radici nel teatro antico, è impossibile per la modernità non fare i conti con il passato, devo prendere in considerazione ciò che è accaduto prima. Con il tempo cambia l’umanità e il recupero dell’antico deve fare i conti con questo mutamento e noi ne prendiamo atto non dobbiamo porci come giudici, li dobbiamo considerare ed analizzare, affinché possa essere utilizzato al di fuori e quindi si deve avere una buona capacità di lettura.
Ugo Foscolo
Componimento non propriamente suo, in quanto è presente nel testo a confronto in lingua latina. Evidente in Foscolo la ripresa con variazione di un modello latino, in cui un poeta (Catullo) racconta il suo viaggio per gente e per mari. Nella seconda parte dedicata ad un terzo personaggio, la madre, idea c’è ma le parole sono mediate, in quanto il personaggio della madre, mancanza lamentata da un esule, si ritrova in un altro poeta che è un elegia di Tibullo, che parla della madre, I libro delle elegie di Tibullo nel Catullo “vagare di gente in gente Tibullo” madre I libro elegia i versi 3-6 ad un certo punto imposta l’idea della madre delle ceneri che non parlano. Colloquio immaginario della madre con il fratello salta fuori da Catullo c’è perciò un incrocio tra due modelli.
Ma io deluse ... > Tibullo ancora, lamenti da esule terzina che è espressione immediata dell’animo foscoliano primo verso ultima terzina. È un’esclamazione disperata, che deriva direttamente dalla canzone 268 di Petrarca. Perciò anche un testo breve come può essere un sonetto che apparentemente è immediato dell’espressione del poeta in realtà è frutto di una mediazione tra l’idea guida e la memoria letteraria. È il verbum che deve incarnarsi. Per incarnarsi il verbum ha bisogno di un tramite, il quale è la memoria poetica. Il ricorso ad un mediatore non fa di Foscolo un plagiaro (un copione), non è in discussione l’originalità di Foscolo.
- Idea guida: che non porta ad un prodotto finale.
- Mediatore: Catullo, Tibullo, Petrarca.
- Ri-uso adeguamento appropriazione: la memoria letteraria sono un vero e proprio possesso del poeta che viene riadattata alle situazioni. Eliminazione, elementi nuovi reinseriti e alla fine si dà vita al nuovo.
- Risultato: idea guida fondamentale non basta, mediatore linguistico culturale ma anche lui non basta tutto deve essere sostanziato dalla tecnica e dal talento del singolo artista.
Teoria del palinsesto
Palinsesto: pergamena raschiata su cui si è riscritto. Oggi palinsesto: testo doppio, quello che vediamo e quello che c’è dietro, che non è visibile, ma possiamo rendere visibile con dei procedimenti chimici. Nel 1982 uno studioso, Genette, scrive “Palinsesti, la letteratura di secondo grado” sostiene che ogni testo che noi leggiamo in realtà ne nasconde molti altri, un po’ come se fosse un palinsesto appunto. In questo libro egli teorizza il processo creativo utilizzando una terminologia che sarà anche la nostra. Palinsesto --> metafora.
Modello: presente nella testa di un artista e l’artista al termine del suo percorso compositivo porta a compimento un testo, il quale è un testo derivato, il modello lo chiamiamo ipotesto (testo che sta sotto o archetipo). Il testo derivato lo chiamiamo ipertesto. Tra i due testi c’è un rapporto costante, un doppio rapporto. L’artista per arrivare al testo derivato agisce sul modello, attraverso delle azioni che sono azioni di sottrazione che chiameremo di demotivazione, per addizione cioè rimotivazione o può agire per sostituzione, transmotivazione o combinare tutte le tre.
Quando leggiamo un testo, guardiamo un film c’è sempre qualcuno che fa qualcosa, chi agisce lo fa per una motivazione, quando riprendo un modello posso cambiare le motivazioni aggiungendo sottraendo o cambiare totalmente aggiungendo le mie. Difficile trovare una ripresa netta dove le motivazioni siano tutte annullato, solitamente tutto si trova in una forma di combinazione. Oggi chi riprende un modello rimotiva, l’artista ha il terrore del vuoto e rimotiva in continuazione, nell’antichità si preferiva transmotivare o reinterpretare.
Esempio classico di combinazione delle azioni è il caso delle azioni di Giovanni Battista (biblico) il cui il modello è evangelico ed occupa tre o quattro righe i due autori che scrivono gli ipertesti rimotivano e trasmotivano in maniera esponenziale l’ipotesto da quattro righe salta fuori un racconto lungo e teatrale. Esempio di combinazione delle azioni che porta ad un ampliamento del modello.
16 Ottobre 2012
La retorica è uno strumento necessario per chi vuole capire un messaggio di tipo vario (iconografico, scritto etc.).
- Cosa vedo cosa sento? Per rispondere a questa domanda ci serve la griglia dei generi (letterari, oratori, drammatici).
- Primo piano dell’analisi=> piano denotativo (argomento del messaggio).
- Come? Secondo piano dell’analisi=> piano connotativo (struttura e articolazione del messaggio).
- Per dire che cosa? Messaggio intrinseco.
Dove si innesta la retorica? Soprattutto nel piano connotativo, nel riconoscere una determinata articolazione, struttura. Testo descrittivo: Immagine PRENATAL=> riproposizione che vuole contraddire una certa immagine=> PARODIA di una maternità, si riprende un atteggiamento materno applicato ad un soggetto che non può essere in gravidanza. Il contatto tra bambino e mamma è la traduzione di una figura retorica ellissi (consiste nella sottrazione dell’elemento di congiunzione=> asindeto=> ammissione di spazio separativo. La figura è ironica=> la figura vuole affermare una certa cosa con il suo contrario.
18 Ottobre 2012
Testo narrativo: La scena di Psycho => il genere è horror, reinterpretazione ironica (nonnetta che compie un omicidio => ironia tragica (nel momento in cui si rilassa le arriva il colpo. Humor acido Britannico.
Come viene trattata questa rivisitazione? Soul Bass se ne attribuisce la paternità, la sequenza era formata da una serie di immagini ripetitive, pochissime azioni (essere colpito, scivolare), 70 cambi di inquadratura ci danno l’impressione di essere nella doccia => dinamismo.
Non si vede un nudo ma si intuisce chiaramente, venne criticato. La chiave della scena è lo scarico con il sangue alla fine, (venne addirittura censurato), è una conclusione volgare, plebea, inquadratura sullo scarico, l’epilogo punta alla chimica alla fisica, non c’è nessun segno di accanimento ulteriore ma una fine povera e triste, la fine di una vita è dunque sia una tragedia sia una cosa banale=> un travaso di liquidi, dal corpo allo scarico, la morte è semplice, banalizzata=> cinismo nei confronti della morte.
Testo argomentativo
Nota diplomatica diffusa dal governo cinese:
È un comunicato stampa (chiarisce la posizione del governo riguardo al problema) rientra nell’ambito del testo argomentativo. Il persuadere spaccia il verosimile per il vero. Il 15 marzo 2008 rivolta dei monaci buddisti in Tibet per liberarsi dal governo cinese che lo reprime.
Come è la forma del testo? Forma classica, entilema=> sillogismo retorico, parte da premesse verosimili e giunge a conclusioni verosimili. L’insurrezione tibetana è una sovversione alla sovranità, al potere cinese=> la Cina deve intervenire ma il problema sta alla base; ovvero che il diritto alla sovranità e al potere su uno stato dipende dalla legalità nell’acquisizione del territorio, i cinesi si sono appropriati con la forza di questo territorio per cui non hanno il diritto di sedare la rivolta=> smonto un sillogismo con un altro sillogismo.
Retorica e “partitiones oratoriae”
Sono le varie fasi da percorrere per elaborare un discorso, che viene completato da varie tappe che come in una catena portano alla riuscita di un discorso.
- Inventio: prima di scrivere un discorso bisogna reperire gli argomenti, che per gli antichi, vanno ricercati in se stessi, ognuno ne è portatore, la retorica tenta di mappare i grandi argomenti e topoi. Argomenti non solo di natura intellettuale ma anche di tipo emotivo e psicologico come fa qualsiasi spot pubblicitario.
- Dispositio: Bisogna poi disporli in ordine una volta trovati, secondo una determinata struttura logica in modo che convincano chi ascolta.
- Memoria: il testo andava memorizzato, chi legge non convince.
- Actio: rappresentazione drammatica del testo, la parola, l’argomentazione deve diventare immagine.
Dice Cicerone: “Sai quali avvocati vincono le cause? Non quelli che sanno il diritto ma quelli che sanno recitare”.
8 Novembre 2012
Tesi di Creonte
Invito molto pesante a ripudiare Antigone, Creonte dimostra che Antigone non è solo nemica sua ma anche sua per una proprietà di transizione tramite una sorta di entimema. L’approccio verbale è fortemente violento e impregnato da fortissimo misogenismo, che non appartiene a lui soltanto come individuo ma alla cultura greca in se (perché la donna è alogos). Diversa è la misogenia romana che non pensa che la donna sia alogos ma che sia un impicciona.
Antigone deve morire, ma perché? Perché se Antigone non morisse sarebbe un esempio destabilizzante. Creonte usa un metodo dal particolare al generale. Argomento “afortiori”, Creonte usa una nuova struttura composta da due necessità una come premessa e una come conseguenza, se c’è accordanza sulla premessa c’è accordanza sulla conseguenza. Antigone ha trasgredito due volte sia il ruolo di cittadina che il ruolo di familiare. Creonte parla delle conseguenze che potrebbero capitare se Antigone rimanesse in vita potrebbe scatenarsi un processo di degenerazione anarchica che è il male peggiore bisogna sacrificare Antigone per il bene non solo dello stato ma anche dello stato, perché tutti questi si reggono sull’obbedienza e sulla legittimazione di chi comanda legittimamente. La tesi difensiva potrebbe essere sulteggiata in uno slogan “obbedienza anzitutto e comunque” a richiederlo non è un tiranno come si è detto ma è un legittimo comandante a deciderlo.
Ma fin dove può arrivare il potere dell’opposizione? È ancora una questione moderna. (es. un medico può non erogare delle cure se lo stato lo prevede? sono ancora ora aperti contenziosi molto forti). L’utos è l’inizio dell’epilogo in cui Creonte conclude il discorso. Si può parlare di pirotecnia linguistica spara infatti effetti fortissimi, Creonte dice “mai cedere ad una donna” Antigone è sovversiva nei ruoli sessuali. Il discorso di Creonte comincia in “medias res” e ha una chiusa stretta e allarmata.
Discorso di Emone
Che rispetta il padre e intanto lo critica. Gli ordini di Creonte erano stati due: molla la fidanzata e io la metto a morte, la replica sarebbe dovuta essere una risposta al primo ordine e poi al secondo ma non esiste nella replica di Emone nessuna replica a riguardo non fa menzione dei suoi sentimenti nei confronti di Antigone e lascia cadere qualsiasi commento circa i temi generali su donne e famiglia e donne e politica. Dal punto di vista strutturale questa è una replica parziale, un silenzio solido viene opposto alla decisione del padre, Emone si concentra sulla questione puramente politica, è un silenzio parlante, una sorta di no comment opposto a questa violenta intromissione nella vita affettiva di due persone.
Emone è sottomesso e deve fare appello alla comprensione del destinatario “captatio benevolentiae” in questo caso consiste nell’esibire un profilo asso cioè Emone dimostra un comportamento modesto umile pari al suo rango e di suddito nei confronti del re. Le ragioni di Emone sono addotte in forma molto cauta di uno che non ha sicurezze dogmatiche. “Può succedere che anche qualcun altro si trova nel giusto” quindi significa io non mi sento di dire che tu abbia sbagliato ma è possibile che esistano verità e giustizie altre dalla tua, Emone relativizza il punto di vista del padre. Emone dice che la ragione sia un dono divino per cui non sempre gli uomini sono in grado di fare sempre scelte giuste senza la presenza degli dei nelle verità assolute, singolare questo esordio così pio di fronte ad un disconoscimento degli dei da parte del padre (nella seconda sequenza gli dei vengono indicati da Creonte come i suoi antagonisti).
Strutture:
- Ring composition=riprende l’esordio nell’epilogo.
- Concentricità dell’argomento=Emone la prende alla larga, leggendo i versi precedenti dopo la cautissima introduzione Emone, non parla dell’intervento pesantissimo del padre come ci si aspetterebbe, ma comincia interpretando la vox populi (rapporto governante-governati) poi parte con il rapporto tra padre e figlio (rapporto padre-figlio) per poi arrivare all’enunciazione della tesi. Questa struttura riflette una psicologia di figlio rispettoso tramite un iter che intreccia famiglia e poleis intrecciate anche nel discorso di Emone (chi disubbidisce in famiglia disubbidisce anche alle leggi).
Pistis:
- 688-700 Emone è molto furbo sta parlando non solo ad un padre ma anche ad un leader politico e non esiste un leader politico che non sia sensibile ai sondaggi di opinione, che non possa misurarsi con il consenso o dissenso del popolo. Sta dicendo al padre infatti che è in atto in città una silenziosa ribellione nei confronti in città-> calo di popolarità. DEVI CAMBIARE IDEA PERCHÉ IL POPOLO NON LA PENSA COME TE.
- 701-717 Questa ha un valore morale, fa appello al buon senso del padre (adesione spontanea dell’uomo comune ai valori comuni, al comportamento usuale e normale in determinate situazioni) il richiamo di Emone ai valori morali e simmetrico al richiamo avvenuto più volte al bene comune all’agire giusto che permeavano il discorso di Creonte.
Protesis: consiste in un solo verso il 118 “ma tu deponi l’ira muta il pensiero” Emone richiama Emone a quella che era la norma aurea basilare di tutta la base valoriale greca il “meden agan” (niente ci sia di troppo, evita ogni eccesso, era inciso anche sul tempio di Delphi) in questo caso l’eccesso è costituito dall’eccessiva ostinazione di Creonte, solo contro tutti, di essere nel giusto, Emone lo mette in guardia e lo richiama alla morale tradizionale, la saggezza è anche sapersi distaccare dalla proprie idee e convinzioni, può darsi che non ci sia una verità soltanto ma che ce ne siano molteplici.
A rendere evidente il proprio punto di vista seguono due esempi:
- 1. Tu padre saggio dovresti fare come fanno gli alberi di inverno che cedono e hanno flessibilità e sopravvivono.
- 2. Il nocchiero dovrebbe sforzarsi di non tenere stretta la vela con troppo vento.
13 Novembre 2012
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Tragedia - Origini
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Appunti lezioni del secondo semstre riguardante la tragedia
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Cultura Classica - Appunti del secondo semestre (Tragedia classica, romana e moderna)
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Tragedia di Edipo