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Topografia antica

Introduzione al corso

Alessandro Jaia - Sapienza, Università di Roma
CdL in Scienze Archeologiche (triennale), 6 cfu, a.a. 2019-2020

Il file comprende tutte le lezioni in aula (ad eccezione delle pratiche e di una passeggiata archeologica a Veio) ed indispensabili per l'esame: gli argomenti sono validi per ogni a.a. e dovrebbero costituire l'ossatura per lo studio dell'intera materia poiché i materiali forniti dal docente sono di scarsa reperibilità e soggetti a varie modifiche. Il seguente file, quindi, si propone di facilitare lo studio della disciplina, di eliminare gli argomenti ridondanti e di inquadrare i fondamentali direttamente dalla viva voce del docente.

Lezione 1 - 11/10/19

Rodolfo Lanciani è il padre della Topografia Antica, è il primo ad averne la cattedra alla Sapienza dal 1882 al 1922. All'indomani dell'Italia unita si presenta il problema dell'amministrazione dei beni culturali ("beni", termine improprio in quanto implica un costo): inizialmente venne ripresa la legislazione dello stato pontificio. Si passa, pian piano, da proprietà di beni culturali a proprietà statali. La nascente nazione aveva necessità di rappresentarsi, importante si presentava, quindi, lo studio del territorio: viene affidato a Firenze che produce la carta topografica dell'Italia con scala 1:50.

L'idea della carta archeologica dell'Italia è venuta in mente proprio ad italiani, prima non era mai stata concepita: il prodotto è un catalogo pubblico per zone per evitare la distruzione dei reperti studiando il loro stato di conservazione; l'impresa nasce dentro la direzione generale del Ministero: l'origine è sicura a livello giuridico, morì, però, per motivi interni e personali dei partecipanti al progetto. Nell'Italia post-unitaria i comprensori delle aree archeologiche erano proprietà di grandi casate nobili romane, di forte produzione agricola, quindi commerciale, e non hanno piacere che la loro produzione venga arrestata per l'impresa della carta archeologica. Questa viene ripresa nel '900 come Forma Italiae in volumi monografici.

Lezione 2 - 14/10/19

Topografia antica è un settore scientifico disciplinare (L-ANT 09), ma è più un metodo di lavoro di analisi dei dati che si adatta a quasi tutti i panorami proposti dall'archeologia, preistoria a parte per motivi che riguardano la dinamica di formazione delle stratigrafie (possono essere anche oblique, comportano una lettura difficile: si scava per livelli e a posteriori si cerca di costituire una seriazione cronologica).

Si studia tutto ciò che non è mobile (muro, città, acquedotto, strade), per prima cosa si studia la tecnica edilizia, ma non la regolazione degli edifici; si entra in contatto col cantiere edilizio per tracciare lo sviluppo dell'architettura. Si guarda la parte edilizia con l'occhio dell'ingegnere e il volume con l'occhio dell'architetto, si studia lo spazio in relazione all'individuo che deve utilizzarlo. È importante studiare il contesto della creazione edilizia: la moneta non data uno strato, ma è lo strato e la sua ceramica che data la moneta.

Solo in Topografia si concepisce la creazione di carte archeologiche per ricostruire lo sviluppo del popolamento e i parametri che lo hanno comportato, insieme a studi geologici, geomorfologici, tettonici, palinologici, archeologia subacquea ecc.; bisogna studiare le moderne infrastrutture: costruzioni edilizie per il trasporto di merci, persone o acqua (acquedotti).

Metodo: Analisi e raccolta delle fonti dirette (epigrafi) e tutto ciò che è scritto da autori antichi può fornire documentazione topografica; sono importanti anche documenti di geografi (Strabone, Pausania) che danno descrizioni di terre note e ciò che culturalmente le riguarda e gli itinerari come l'Itinerario Antoniano del III secolo d.C. Fanno la loro parte anche le fonti iconografiche antiche, ma anche moderne (monete, ma anche disegni dei viaggiatori del Grand Tour), le fonti toponomastiche (città italiane in cui è rimasto solo il topos, nessuna evidenza archeologica; ci sono anche toponimi che spariscono e riemergono). Bisogna approcciarsi anche allo studio della cartografia: la geografia chiarisce la posizione dell'antico; si dispone anche delle fotografie aeree (visione tridimensionale).

Insediamento: è ciò che si cerca in topografia e se ne studiano determinate caratteristiche, come durata, persistenza e natura.

Lezione 3 - 21/10/19

La topografia comprende gli studi sull'organizzazione antropica degli spazi in età antica con particolare riferimento al mondo classico e ai suoi insediamenti urbani, rurali, e viari, anche sommersi, indagati con il sussidio di strumenti e sistemi cartografici antichi e moderni, di fonti letterarie, epigrafiche, iconografiche, archeologiche e monumentali, nonché di adeguate tecniche di fotografia.

Contesto storico: Importante è, quindi, il . La topografia non è topologia, quest'ultima è una rappresentazione simbolica della realtà attraverso l'utilizzo dei GIS.

Nell'Umanesimo si riscopre l'antico e le sue lingue: riacquisizione di conoscenze, attraverso le fonti classiche si cerca di riconoscere i luoghi antichi. Uno dei più sensibili a questa riscoperta è stato Leon Battista Alberti, autore di una Descriptio Urbis Romae, vuole riappropriarsi di determinati luoghi, un esempio è la ricostruzione ideale della villa antica: ville centro-italiche con portici alla base (ispiratosi ai ruderi delle antiche ville romane) su cui si sviluppava l'abitazione vera e propria, attorno vi è un giardino pensile.

Si studiano gli ordini architettonici antichi e da quelli si fanno derivare ordini che traducano la visione della società: esigenza di rinnovamento che parta dall'antico per tutto il Rinascimento, vi sono elaborazioni originali che fanno tendenza.

Un problema è costituito dai rilevamenti dei teatri che, anche da Winckelmann e da Veronese Bianchini, nel '700, continuano ad esser presi in maniera errata, ma, successivamente, si riesce a fare uno studio geometrico su rilievi antichi, grazie all'inizio delle campagne di scavi archeologici, la metodologia di scavo ha processi molto lenti.

La rinascita dell'antico investe soprattutto la pittura: Botticelli nella Cappella Sistina ambienta le scene in ambienti monumentali di età romana, ricchissimi di dettagli; stessa cosa fa il Ghirlandaio nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze.

Le prime opere di topografia antica appartengono a Biondo Flavio con Italia illustrata e Roma instaurata, da lui parte un filone che riguarda l'identificazione di questi luoghi, ogni autore correggerà il precedente. Il '500 vede la luce con Leandro Alberti che matura la coscienza topografica più vicina a quella odierna.

Restauro: Importante è il delle opere, man mano si assume più sicurezza. Pirro Ligorio era un falsario: inventava le iscrizioni e le diffondeva.

Le strutture rappresentate, a volte, sono molto rare: volta a padiglione di Baia (ve ne è una sola intera).

Il filone di rappresentazione dei monumenti e dei luoghi continua nel '600 con Filippo Cluverio e Luca Holstenius, un cartografo che annota una copia dell'Italia Antica di Cluverio con le sue osservazioni nate dai viaggi in giro per l'Italia e per la Sicilia (Holstenius corregge Cluverio in quanto vorrebbe ricognizioni più minuziose).

Nel '600 nacque, quindi, il rilievo topografico moderno e, nel '700, i rilievi della topografia scientifica: i libri adesso sono molto più diffusi, molti scrivono, ma adducono conclusioni sbagliate, vi sono tante parole e tanti errori; Inoltre, in quest'epoca, nasce la storia dell'arte classica ad opera di Winckelmann, grazie alla mediazione ad Anzio del cardinale Alessandro Albani, storico dell'arte.

Nell'800 le basi cartografiche sono abbastanza corrette, gli oggetti di studio privilegiati sono Roma e la campagna laziale e Antonio Nibby realizza un elenco di toponimi antichi e moderni del Lazio e per ognuno scrive un trafiletto a riguardo; Gell mette a corredo della sua opera la rappresentazione cartografica del Nibby. Nibby fu professore di Archeologia alla Sapienza, scriveva i discorsi del papa in latino e in greco. Un'altra impresa fu quella di Luigi Canina che, oltre all'apparato cartografico, inserisce nelle sue opere una documentazione grafica dei singoli monumenti; grazie a lui si costituisce il parco archeologico dell'Appia antica, il primo parco archeologico al mondo. Ne L'Antica Etruria Marittima, va sul posto, disegna materiali e monumenti e li posiziona grazie ad un'opera cartografica multiscala che mette in luce anche le posizioni degli insediamenti: carta topografica, carta generale, carta che rappresenta l'insediamento; pubblica, inoltre, delle vedute a volo d'uccello e la sua ideale ricostruzione di ogni monumento.

Nasce a Roma l'Istituto di Corrispondenza Archeologica per opera di studiosi tedeschi, tra cui Gerhard: lì si facevano adunanze per far conoscere agli studiosi romani ritrovamenti fatti in tutta Italia, vi arrivavano famosi corrispondenti da molti luoghi della penisola.

L'800 è il secolo in cui si matura l'importanza della cartografia archeologica. Pietro Rosa, lo scavatore del Foro prima di Lanciani, concepisce un progetto archeologico della campagna romana in cui erano strutturati tutti i resti visibili dell'epoca con incredibile precisione, nessuno è mai riuscito a pubblicare la Carta di Pietro Rosa, ne sono usciti dei campioni dalla Sovrintendenza; anche per il progetto della Forma Urbis di Lanciani, tutto ciò che concerne la campagna romana è rimasto inedito, alcune tavolette sono conservate a Palazzo Venezia.

Nel 1926 il progetto della Carta Archeologica d'Italia venne ripreso da Giuseppe Lugli, allievo di Thomas Ashby ed erede di Lanciani, con base cartografica 1:25.000 finalmente disponibile.

Principi per la realizzazione di una carta archeologica

  • Esplorazione archeologica diretta del territorio.
  • Presa in esame di tutti i dati, non soltanto dei monumenti, ma anche del materiale mobile di ogni indizio atto a dare una testimonianza.
  • Catalogo, in brevi schede numerate, di queste presenze.
  • Documentazione grafica e fotografica.
  • Interpretazione dei singoli dati ai fini di una sintesi storico-topografica.

Lezione 4 - 28/10/19

Giuseppe Castagnoli scriverà per primo Guida dell’area centrale di Roma, resuscita la carta archeologica con la collana Forma Italiae; fu un uomo di governo, ma un avvenimento riconobbe a Lugli i meriti del conservatorismo accademico: nel 1929 era rimasto insoluto il problema della carta archeologica e Lugli propone la trasposizione su tavolette IGM 1:25.000, migliore scala possibile allora e scrivere scheda per scheda; ma R. Bianchi Bandinelli, basandosi sulla sua tesi di laurea, propone la Carta con scala 1:100.000 a colori a seconda del periodo, ha la caratteristica di un repertorio. Lugli maltrattò e criticò Bandinelli, trattandolo da ragazzino, ma tra le due proposte non c’era paragone; Bandinelli diventa direttore della Pubblica Istruzione, ma nella carriera accademica viene preferito il conservatorismo di Lugli.

Lugli si inventa un tentativo per datare gli edifici romani: nota che i mattoni hanno laterizi dello stesso spessore e della stessa tipologia, stesse maestranze = stessa epoca; ciò viene portato all’indice come espressione di un metodo vecchio e limitativo: non può essere utilizzato ovunque. Carta archeologica del Veneto: prettamente bibliografica, ma è un documento per la carta archeologica. Forma Italiae: Tuscana 1970, viene utilizzato lo spazio occupato esclusivamente da resti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/09 Topografia antica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Topografia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Jaia Alessandro Maria.
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