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The compl[i]mentary Dream, perhaps

Introduzione:

Spesso Yeats è stato studiato in modo monodirezionale, ovverosia ricercando nelle sue opere quelle matrici

contraddittorie che storicamente lo contraddistinguono, studi che hanno portato al concepimento di una

nozione, “antithetically” per descriverlo, secondo la quale le opposizioni dell’esistenza sono infine chiuse

dentro un’unità. Andando oltre questa limitante visione, possiamo riconoscere due matrici nell’autore

irlandese: “Transition”, fase intermedia tra “alternation” e “unity”, e “Antithesis”; Il cruccio dell’uomo sta

nell’impossibilità di scegliere tra i due caratteri principali.

Bisogna quindi cercare un nuovo modello interpretativo, al fine di cogliere un “valore aggiunto” in Yeats:

tale modello verrà chiamato “Complimentary [sic] Dream”.

Secondo l’autore del testo, il sogno dell’irlandese è, al contrario della critica che pretende di sommare le

antitesi, portare a compimento la complementarietà tra i due estremi, tesi coadiuvata anche da fattori

temporali e storici; In quel periodo infatti il fisico danese Niels Bohr aveva espresso il principio di

complementarietà, che aveva tra l’altro messo in crisi la storica visione oggettiva della scienza. Allo stesso

modo, per l’irlandese, all’interno del “Complimentary Dream” soggettività e oggettività sono sempre a

stretto contatto ed in lotta fra loro.

I Generi letterari in William Butler Yeats

E’ sempre stato difficile etichettare Yeats in un genere letterario: non era un classico, ma nemmeno un

autore senza genere; Sempre in bilico tra romanticismo e decadentismo, era lui stesso cosciente di come il

suo stile fosse inaccettabile rispetto alle necessità del teatro irlandese per il quale scriveva e si batteva e,

per quanto legato alla sua terra, non era nemmeno un autore che si incaricava di riportare in poesia la “vox

populi”.

Seamus Heaney ha formulato un’ottima metafora quella per descrivere la vita, poetica e non, di Yeats (la

illustrò in un testo poetico chiamato “Small Fantasia for W.B.”): il continuum, inteso come metafora del

processo di integrazione totale, teso verso la “Unity of Being”. Sotto questo punto di vista a Yeats, poeta

dell’astratta “vision”, era possibile intervenire grazie ai suoi testi in un piano strettamente materiale, come

quello degli eventi storici e politici irlandesi del suo tempo. Addirittura questa metafora può essere adattata

al contesto scientifico che lo avvolgeva: risale a questo periodo, infatti, la nascita del concetto di genere nel

senso più ampio del termine, ed una sua rivisitazione in biologia, nel cui campo si scoprì l’esistenza di un

carattere di transizione tra due generi, l’ibrido. Sempre a questo periodo, anche alla luce di quanto già

citato, nascono nuove concezioni in questo campo: tutte le cose vengono viste come punti di passaggio

verso un’evoluzione che tende all’infinito (la Teoria dell’Evoluzione di Darwin risale circa a questo periodo), e

non più come punti di arrivo.

Il concetto di ibrido viene però abusato quando si discute di generi letterari: molti autori a cui viene

accostato questo aggettivo spesso non ne hanno mai parlato in prima persona, tra i quali lo stesso Yeats,

che non ama l’attributo, probabilmente per la sua valenza negativa di ibrido = sterile (ma non per questo

egli rifiutò le teorie darwiniane). Per discutere dei generi letterali in e secondo l’irlandese, c’è bisogno di

qualcosa di più definito di un generale “hibridus”, è conveniente usare un lessema a lui caro, “complexity”.

Nella sua opera omnia, l’autore riconosce di base tre generi: “Narrative Poetry”, “Dramatic Period”, “Lyric

Poetry”, inizialmente in questo ordine, che procede verso l’idealizzazione della natura (più avanti questa

disposizione verrà poi cambiata) adottando una situazione di continuità, che egli ritiene governi i processi

culturali: il risultato è di nuovo tendente all’ibridismo, simile ma distinto.

Per l’analisi del continuum in Yeats può anche essere utile paragonare il pensiero del poeta irlandese a

quello non dissimile di Bergson, che definiva questo concetto come “continuità indivisibile e continua

elaborazione del nuovo” (e del fatto che Yeats avesse letto Bergson ci sono prove storiche).

Rileggendo gli scritti la sua opera da questo punto di vista, si nota nell’irlandese come egli veda

un’evoluzione della letteratura in una costante suddivisione delle parti che la compongono: la sua idea,

affine a quella di Bergson, nasce dalla combinazione di “complexity” e “continuum”, che danno origine ad

un’idea di genere fecondo, chiamato “Complimentary Dream” (l’errore di usare [i] al posto dell’originale [e] in

“complementary” potrebbe essere dato dalla dislessia che affliggeva Yeats).

Lo stesso autore affermerà, a proposito del genere delle sue opere, che egli è solito suddividere i generi in

tre grandi categorie: “Narrative”, “Dramatic”, “Lyric”, il cui ordine è cambiato più di una volta nella sua

visione.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
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