Il tessuto osseo
Il tessuto osseo è un tessuto connettivo, costituito quindi da cellule e sostanza intercellulare, fatta da fibre connettivali (principalmente collagene di tipo primo) e dalle molecole della sostanza fondamentale Anista. Questa sostanza intercellulare è mineralizzata, quindi è un tessuto duro. Il costituente principale è il fosfato di calcio.
Funzioni del tessuto osseo
Questo tessuto ha la funzione di sostegno, poiché costituisce lo scheletro: durante la vita embrionale comincia come cartilagine ialina, poi inizia a ossificarsi. Ha anche una funzione di protezione, come accade con la scatola cranica che protegge l'encefalo. Ha inoltre una funzione di emopoiesi, poiché nelle cavità dell'osso c'è il midollo emopoietico, da dove derivano tutti gli elementi costitutivi del sangue.
Un'altra funzione è quella di deposito dei minerali del calcio: essendo una matrice mineralizzata, c'è tanto fosfato. L'osso è un tessuto in continuo rinnovamento, anche nell'individuo adulto: vengono rimosse le vecchie porzioni e ne vengono aggiunte di nuove. In alcuni casi, questa rimozione e nuovo deposito di tessuto osseo dipendono anche dalle forze a cui l'osso è sottoposto, anche in base agli agenti esterni.
Tipi di osso
Esistono due tipi di osso: spugnoso e compatto. Questa è una classificazione ossea dal punto di vista macroscopico, quindi anatomico. La classificazione del tessuto osseo è osso primario e osso lamellare.
Il tessuto osseo è costituito per il 60% dalla componente minerale e per il 40% dalla componente organica, ossia le cellule, le fibre collagene e la sostanza fondamentale Anista. I cristalli di fosfato di calcio si chiamano cristalli di apatite. Hanno una forma esagonale, si impilano e si legano a gruppi OH (si parla perciò di idrossiapatite) e vanno a formare questi cristalli aghiformi. Una volta prodotti, questi cristalli vanno ad occupare gli spazi che vengono lasciati liberi dalla sostanza fondamentale Anista e dalle fibre collagene.
Fibre del tessuto osseo
Le fibre propriamente presenti nel tessuto osseo sono fibre collagene di tipo primo, che hanno un grado e una struttura diversa a seconda dei tipi di tessuto. Particolari fibre collagene piuttosto grandi si trovano ad ancorare il periostio all'osso. Così come la cartilagine era circondata dal pericondrio, anche l'osso è circondato da un tessuto connettivo fibroso denso, a fasci di fibre intrecciate, che si chiama periostio. Anche questo è un tessuto vascolarizzato. Questo tessuto connettivo è strettamente adeso all'osso attraverso delle fibre, che si chiamano fibre perforanti di Sharpey. Queste fibre partono dal periostio, si inseriscono all'interno dell'osso legandosi alle sue fibre e facendo in modo che il periostio sia a contatto con l'osso.
Le fibre elastiche sono virtualmente assenti: se ne può trovare una piccola quota all'interno delle fibre perforanti; le fibre reticolari sono soltanto quelle della membrana basale dei vasi.
Proteine del tessuto osseo
L'ostionectina e l'ostiocalcina sono due proteine che hanno un'azione antagonista: l'ostiocalcina ha affinità per il calcio, lo prende e fa in modo che la formazione dei fosfati di calcio avvenga, mentre l'ostionectina esegue l'azione opposta. L'adecorina va invece a mettersi intorno alle fibre collagene come una coroncina e orienta i fosfati di calcio intorno alle fibre collagene.
Le cellule del tessuto osseo
Le cellule del tessuto osseo sono quattro: le cellule osteoprogenitrici o preosteoblasti, osteoblasti, osteociti e gli osteoclasti. I primi tre non sono tre tipi cellulari diversi, ma sono tre fasi differenziative di uno stesso tipo di cellula. La funzione degli osteoblasti è quella di produrre la sostanza intercellulare dell'osso e di mineralizzarla; sono anche coinvolti in maniera indiretta nella degradazione della sostanza intercellulare.
Gli osteoclasti sono un'altra popolazione cellulare. Non derivano dal differenziamento della cellula mesenchimale, ma il loro precursore sono i preosteoclasti: questi viaggiano nel sangue e hanno a loro volta un precursore della famiglia dei monociti. La funzione degli osteoclasti è quella di degradare il tessuto osseo.
Le cellule osteoprogenitrici si ritrovano in due particolari distretti dell'osso, e restano lì ferme in attesa che ci sia bisogno di formare nuovo tessuto osseo; quando c'è bisogno di nuovi osteoblasti, esse si attivano e diventano appunto osteoblasti. Si trovano a livello del periostio e dell'endostio: entrambi sono dei tessuti connettivi propriamente detti. Il periostio, che va ad avvolgere l'osso, è formato da due strati: lo strato più esterno (fibroso, denso) poi, al di sotto di questo, lo strato osteogenico di Olier, a contatto con l'osso, riccamente vascolarizzato e contenente appunto le cellule osteoprogenitrici.
L'endostio è anche questo un tessuto connettivo propriamente detto, ma più lasso rispetto al periostio; va a rivestire le cavità interne dell'osso. Anche qui ci sono le cellule osteoprogenitrici che vanno a differenziarsi in osteoblasti.
Gli osteoblasti sono cellule metabolicamente attive, hanno citoplasma basofilo per la presenza di reticolo endoplasmatico rugoso, evidente cromatina e nucleoli. Nelle fasi iniziali di sintesi, gli osteoblasti sono posti in fila, uno accanto all'altro, a formare una struttura epiteliale simile.