Tessuto muscolare
I tessuti muscolari sono costituiti di particolari strutture funzionali alla generazione del movimento:
Cellule tessuto muscolare scheletrico = cilindroide
Cellule tessuto muscolare cardiaco = grandi cellule, fino a 80 micron
Cellule tessuto muscolare liscio = cellule mioepiteliali, fusiformi di varia dimensione, a cavallo tra cellule
del tessuto epiteliale e del tessuto muscolare
Tutte queste cellule --> attività contrattile, caratteristica comune: presenza di miofibrille
eccez. tessuto Muscolare liscio
Tessuto muscolare scheletrico
Tessuto muscolare volontario, costituito da fibre muscolari organizzate grazie al connettivo in fascetti mu-
scolari, che danno l'aspetto striato:
parenchima= insieme di fibre muscolari
stroma= rivestimenti connettivali:
epimisio (connettivo fibrillare denso) —> periferico, da cui si dipartono setti connettivali (perimisio)
che suddividono il muscolo in logge dove si trovano le fibre muscolari
perimisio (connettivo fibrillare lasso) —> forma i setti
endomisio (connettivo reticolare), argentofilo —> tralci partiti dal perimisio, rivestono le singole fibre
muscolari
tessuto adiposo, vasi arteriosi, venosi e linfatici a riempire le logge muscolari
=> le singole fibre sono rivestite da endomisio, raggruppate in fasci rivestiti da perimisio, tutti i fasci
sono tenuti assieme dall’epimisio
Istogenesi della fibra muscolare
• Mesoderma parassiale alla 3° sett va incontro a segmentazione—> somiti, che successivamente si diffe-
renziano in: sclerotomo (=> vertebre e coste), miotomo (=>muscolatura) e dermatomo (=>derma)
• MIOGENESI= Precocemente nello sviluppo i mioblasti migrano dal miotomo, dove sono originati
• proliferano nella sede in cui si svilupperà il muscolo, poi sono indotti a fondersi tra loro in maniera sinci-
ziale, formando il miotubo
• Il miotubo presenta tanti nuclei, quanti mioblasti gli hanno dato origine
• Dopo la fusione sinciziale: produzione di proteine strutturali—> le proteine si organizzano in miofilamenti
contrattili
intervengono i fattori Myf5 e MyoD
• La fibra risulta affollata dai miofilamenti, così gli organuli e il nucleo sono relegati alla periferia
• I miofilamenti si organizzano in miofibrille
• Alcuni mioblasti quiescenti e cellule satelliti restano fuori dal sincizio come staminali del tessuto muscola-
re scheletrico
Le cellule staminali
cellule satelliti
—Le sono cellule staminali che stanno tra membrana plasmatica e lamina basale, che rive-
ste la fibra muscolare
Inizialmente si credeva fossero mioblasti i quali si erano dimenticati di andare a fondersi nel sincizio, ad
oggi è chiaro che non prendono parte all’istogenesi perchè sono cellule con caratteristiche diverse, con
funzione di staminalità
—Dal miotomo originano anche cellule staminali che restano quiescenti, poichè sotto il controllo della mio-
statina.
Esperimenti su topi knock out: topo mutante per la miostatina ha masse muscolari enormi
In caso di danno muscolare i mioblasti si attivano dando proliferazione e fusione
tuttavia, queste cellule non possono rigenerarsi all’infinito, quando il loro quantitativo si esaurisce non è più
possibile rigenerarle
Fibra muscolare
• lunghezza fino a qualche cm, diametro di 10-199 micron
• Le fibre muscolari sono le cellule più voluminose dell’organismo
• Strutture cilindroidi, cilindri schiacciati tra loro per ottimizzare lo spazio
sarcolemma, membrana basale
membrana plasmatica della fibra muscolare detta che è rivestito da una
• PAS positiva che contiene le cellule staminali, sopra cui si trova l’endomisio (argentofilo)
miofibrille,
• All’interno della fibra prevalgono le elementi bastoncellari di lunghezza pari a quella della fibra
e diametro di 1 micron circa 1
nuclei subsarcolemmali,
• I sono in posizione periferica, multipli a seconda del numero di cellule che si
sono fuse insieme (sincizio)=> sincizio polinucleato, sono fino a 40 per mm di lunghezza
sarcoplasma, Golgi mitocondri REL
• apparati di e abbondanti alla periferia, mentre è disposto intorno alle
singole miofibrille
• Il sarcoplasma occupa lo spazio tra le miofibrille
• Il sarcoplasma contiene particelle di glicogeno e gocce lipidiche, e mioglobina= una proteina coniugata al
Fe, che è in parte responsabile del colore rosso del muscolo e capace di immagazzinare e cedere ossige-
no
Eterogeneità delle fibre muscolari scheletriche
I mammiferi presentano eterogeneità di fibre dei muscoli scheletrici, anche se può esserci una prevalenza di
una categoria sull’altra
criterio funzionale:
fibre lente toniche
1) o (es. muscoli posturali)
• Attività ATP-actomiosinica meno sviluppata—>contrazione lenta
• contrazione meno intensa più prolungata
• meno suscettibile all’affaticamento
• ++ metabolismo ossidativo (ATP da mitocondri)=> mitocondri subsarcolemmali più numerosi, disposti in
file longitudinali tra le miofibrille = metabolismo AEROBICO
• Linee Z spesse, RS ben sviluppato fibre rosse
• maggior contenuto in mioglobina e capillari - ->
fibre veloci
2)
• Attività ATP-actomiosinica molto sviluppata—>contrazione veloce
dovuta a una diversa espressione di isoforme di miosina (<— diversa espressione genica)
• contrazione massima e di breve durata
• suscettibili all’affaticamento
• utilizzano ++ metabolismo glicolitico (ATP da glicogenolisi)=> mitocondri subsarcolemmali scarsi, in cop-
pie a livello del disco I=> metabolismo ANAEROBICO
• Linea A meno spessa, RS meno sviluppato fibre bianche
• minor contenuto in mioglobina e capillari - ->
i muscoli del corpo umano sono misti e in condizioni normali contengono distribuzioni pressochè costanti
dei vari tipi di fibre con prevalenza di uno o dell’altro a seconda della
funzione
se il rapporto tra i vari tipi di fibre viene alterato : miopatie
In sezione trasversale al MO
• forma poligonale regolare, diametro delle fibre più o meno costante in
ciascun muscolo
• più di un nucleo (in posizione periferica)
• aspetto punteggiato della fibra (campi di Konheim), sono raggruppa-
menti di miofibrille, possono essere considerati un artefatto di fissa-
zione
Sezione longitudinale
• nuceli
• deboli striature longitudinali, che possono essere osservate, sono
dovute alla gran quantità di miofibrille costituenti la fibra
• Osservo soprattutto striatura trasversale omogenea su tutta la lun-
ghezza, con bande chiare e scure regolarmente anternate
• La fibra muscolare contiene al proprio interno da centinaia a migliaia di miofibrille, che si estendono per
tutta la lunghezza della fibra ad occuparne tutto il volume
• Le miofibrille sono costituite da miofilamenti, al MO risultano delle strutture longitudinali del diametro di
1,3 micron, fittamente stipate tra loro
• la striatura della fibra muscolare scheletrica trasversale è dovuta a:
1. Componente miofibrillare
con un esperimento effettuato su fibre muscolari isolate, poste in una soluzione blanda di acido nitrico
(HNO , che dissolve il sarcolemma) si è visto che la striatura scompare sulle fibre, ma rimane sulle mio-
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fibrille
il sarcolemma, quindi, è necessario per tenere le miofibrille in una certa posizione, disposte regolarmen-
te; se perdono la regolarità, non è più possibile osservare la bandeggiatura in sezione, anche se questa
permane sulle miofibrille
2. Particolare disposizione delle miofibrille
quindi le miofibrille sono strutturalmente striate e la striatura appare per la loro specifica e precisa di-
in fase a registro, stipate
sposizione, detta o essendo numerose e strettamente
• L’attività dei miofilamenti contenuti nelle miofibrille garantisce l’attività contrattile
è essenziale ai fini della contrazione anche che le miofibrille siano ancorate al sarcolemma da strutture
citoscheletriche
Al MO a luce polarizzata si vedono:
Il raggio polarizzato va a riflettersi quando trova un’organizzazione molecolare complessa, dando un aspet-
to chiaro alla struttura osservata
dischi anisotropi, che appaiono brillanti, birifrangenti
•
più luminoso per la deviazione del fascio di luce polarizzata, per via delle molte strutture proteiche for-
temente organizzate
—banda A o disco A = disco scuro col MO
dischi isotropi, opachi, che non deviano ma assorbono la luce polarizzata
•
—banda I o disco I = disco chiaro col MO
I dischi anisotropi corrispondono alle bande scure del MO, quelli isotropi alle bande chiare.
MET ad alta risoluzione linea Z
La banda I è divisa a metà dalla linea M mesofragma;
la banda A è divisa da una linea più consistente, la o
La banda A non è omogenea: le parti laterali sono più elettrondense
banda H stria di Hensen
Al centro c’è una banda di intensità intermedia detta o
—>le singole miofibrille sono il ripetersi di questi segmenti uguali che vanno da una linea Z alla successiva
sarcomero
= il Il sarcomero a riposo è lungo 2,5-3 mi-
cron
Quando il sarcomero è contratto 1 mi-
cron, le bande cambiano per scivolamen-
to di microfilamenti
È compreso tra due linee Z successive, è formato da:
emidisco chiaro + disco scuro intero + emidisco chiaro successivo
È l’unità morfofunzionale della miofibrilla e dell’intera fibra muscolare
ultrastruttura del sarcomero al MET
- microscopia elettronica ad alta risoluzione: all’interno del sarcomero sono presenti 2 tipi di filamenti, che
vengono detti miofilamenti
• Miofilamenti sottili: filamenti di actina sarcomerica (diversa da quella scheletrica), costituiti principal-
mente da actina; 5 nm di spessore, 1 micron di lunghezza
• Miofilamenti spessi: filamenti di miosina, costituiti principalmente da miosina; 10 nm di spessore, 1,5
micron di lunghezza
Le diverse densità del sarcomero sno dovute alla particolare organizzazione dei miofilamenti:
I
l’emidisco (chiaro) è formato da:
✦ filamenti sottili, principalmente di actina sarcomerica, che si ancorano alle linee Z portandosi al centro del
sarcomero, arrestandosi al confine della banda H
è la parte meno densa di tutto il sarcomero
disco A (scuro)- banda H o stria di Hensen
il è formato da:
✦ filamenti spessi, principalmente di miosina sarcomerica, che occupano l’intera banda A
i filamenti distano tra loro 45 nm
sono più densi nella parte centrale, dove hanno ponti trasversali—>costituiscono la linea densa M
densità < parti laterali del disco scuro, ma > dei dischi chiari
Parte laterale del disco A (scuro)
✦ contiene entrambi i tipi di filamenti 3
parte più densa di tutto il sarcomero
sovrapposizione dei filamenti di actina e miosina ai lati della banda H
Le differenti densità del sarcomero sono dovute alla disposizione tridimensionale dei miofilamenti
In sez. trasversale
emidischi chiari
A livello degli (parte meno densa di tutto il sarcomero):
punti di diametro 5-6 nm —> filamenti sottili
• esagoni
disposizione regolare, ai vertici di regolari
• stria di Hensen banda H
A livello della o (densità intermedia):
punti di diametro 15 nm —> filamenti spessi
• triangoli
disposizione regolare, ai vertici di equilateri
•
A livello delle parti laterali del disco scuro
• entrambi i tipi di filamenti, le due figure sono sovrapposte perfettamente
• ciascuno dei quali mantiene la propria disposizione
Una disposizione così rigorosa consente ai due tipi di filamenti di interagire tra di loro per garantire il mec-
canismo della contrazione
Filamento sottile di actina (FA)
FA due catene di F-actina ad elica
Il risulta dall’assemblaggio di molto stabili, avvolte tra loro
Diametro di 5-6 nm e lunghezza di 0,8-1 micron
si dipartono da ciascuna linea Z, portandosi verso il centro del sarcomero e terminando al confine tra la par-
te laterale del disco scuro e la banda H
Composizione molecolare
Costituiti principalmente da actina G (globulare), nell’isoforma sarcomerica, simile all’actina dei microfila-
menti sarcomerici
l’actina G (n°=300-400 unità) si organizza insieme ad altre actine G —> struttura filamentosa: actina F
due actine F avvolte a elica —> un FA
L’isoforma sarcomerica dell’actina non presenta polimerizzazione e depolimerizzazione rapida, grazie alla
molecole stabilizzanti
presenza di proteine sarcomeriche
L’actina sarcomerica ha anche associate:
proteine regolative o accessorie
★ tropomiosina
• = proteina filamentosa nastriforme sita nella scanalatura fra due Factine, 40 nm
a ogni molecola di tropomiosina è associato un complesso troponinico di 3 subunità (as-
sente nel muscolo liscio)
troponina
• = molecola globulare, a cavallo del filamento sottile a distanze regolari di 40 nm
(all’inizio e alla fine di una tropomiosina); costituita da 3 subunità:
subunità T (si lega alla tropomiosina)
subunità C (si lega agli ioni calcio durante la contrazione), interposta tra le altre due
subunità I (si lega all’actina), “inibitoria” si pensava si legasse al sito attivo di attacco alla
miosina, in realtà il meccanismo è diverso
proteine associate alla linea Z (struttura di ancoraggio)
★ alfa-actinina = proteina filamentosa capace di legare l’actina
o
originano 4 subfilamenti a partire dal vertice di un filamento di actina;
a livello della linea Z ogni filamento sottile di un sarcomero è connesso, mediante 4 filamenti Z, a 4 fila-
menti sottili del sarcomero adiacente
i 4 subfilamenti Z sono diretti lungo gli spigoli di una piramide a base quadrangolare
i bracci di alfa-actinina (linea Z) connettono obliquamente ogni filamento sottile di un sarcomero con 4
filamenti sottili del sarcomero adiacente
[ ogni subfilamento si connette in posizione termino-terminale con un subfilamento di un FA del sarcomero adiacen-
te
*non necessariamente i 4 subfilamenti Z di u