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Tessuto muscolare

Il tessuto muscolare è caratterizzato dalla presenza di cellule capaci di esercitare meccanismi di contrazione, mediata dalla presenza di specifiche proteine, attraverso l’attivazione della fibra muscolare a partire dall’innervazione da parte di una fibra nervosa che fa sinapsi, rilasciando un neurotrasmettitore nello spazio sinaptico che viene legato da uno specifico recettore di membrana.

Nel caso dei muscoli viene generalmente indicato come neurotrasmettitore l’acetilcolina, che viene legata da recettori accoppiati a canali ionici, che generano depolarizzazione di membrana, capace di attivare meccanismi di contrazione, attraverso la stimolazione di canali voltaggio dipendenti per l’ingresso del calcio nel citoplasma, che generalmente è depositato nel reticolo endoplasmatico liscio, che nei muscoli prende il nome di reticolo sarcoplasmatico, per effetto di pompe calcio e della proteina calsequestrina.

Al livello della fibra muscolare (esclusi i cardiomiociti) è presente la giunzione neuromuscolare, cioè la sinapsi, formata dalla ramificazione arborea dell’assone e la membrana della cellula muscolare, dove sono situati i recettori per captare il neurotrasmettitore. Fra la terminazione e membrana bersaglio è presente lo spazio intersinaptico 20-50 nm.

La giunzione neuromuscolare può essere osservata facendo una colorazione comune con em/eo ma si può rilevare con precisione facendo una colorazione con cloruro d’oro, che marca in colore scuro le giunzioni.

Il tessuto muscolare è distinto in tessuto muscolare scheletrico, che costituisce tutti i muscoli associati allo scheletro, caratterizzati da una striatura regolare, in tessuto muscolare liscio e tessuto cardiaco.

Tessuto muscolare scheletrico

Il tessuto scheletrico è caratterizzato da cellule molto grandi, cioè sincizi polinucleati, che in alcuni casi possono arrivare ad avere circa un centinaio di nuclei. Il citoplasma prende il nome di sarcoplasma ed è caratterizzato dalla presenza di enormi fibre muscolari, che spingono il nucleo alla periferia, e da un vasto reticolo endoplasmatico liscio che prende il nome di reticolo sarcoplasmatico.

Il reticolo ricopre l’intera superficie della fibra, formando dei grandi fasci paralleli longitudinali, intervallati da due grandi cisterne terminali, che si estendono trasversalmente alla superficie della fibra. Il sarcoplasma è avvolto da una normale membrana citoplasmatica, chiamata sarcolemma. Questi elementi cellulari sono incapaci di proliferare e di ripararsi in seguito a lacerazione, perciò negli interstizi fra i vari sincizi sono situate delle cellule satelliti con capacità di differenziare al bisogno.

La fibra muscolare è caratterizzata nei semplici preparati colorati con ematossilina/eosina o ematossilina ferrica da striature regolari, che sono date dalla presenza di strutture a registro, chiamate sarcomeri. Il sarcomero è l’unità fondamentale della fibra, è una struttura a registro lunga 2 micron, caratterizzata dalla regolare aggregazione di filamenti spessi (o pesanti) di miosina e filamenti sottili (o leggeri) di actina.

Un sarcomero è formato da molti filamenti di actina, che decorrono dalla Linea Z, costituita da proteine di ancoraggio come la titina, che permettono ai singoli filamenti di actina di essere aggregati l’uno all’altro, mentre i filamenti di miosina sono interposti agli spazi fra i vari filamenti di actina.

La titina è una grande proteina filamentosa, che si disloca lungo quella che è la linea Z e unisce tramite legami trasversi i filamenti di actina di due sarcomeri adiacenti. Dalla linea Z alla miosina si ha la semi-banda I, quindi si ha la banda A, caratterizzata dalla presenza di actina e miosina, e all’interno della banda A è presente la zona H, dove si trova soltanto la linea M, cioè il filamento di mio.

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Scienze biologiche BIO/06 Anatomia comparata e citologia

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