Tessuto Connettivo Propriamente Detto
I connettivi sono accomunati da organizzazione e origine mesenchimale. Le cellule sono separate
da abbondante MEC, che ha componente fibrosa e amorfa (GAG e proteoglicani) che nel
connettivo propriamente detto presenta liquido interstiziale.
MEC
Componente fibrosa
I criteri di classificazione riguardano quantità, qualità e disposizione delle fibre. Le fibre possono
appartenere ai collageni (fibre bianche), alle fibre reticolari (collagene III) o a quelle elastiche (fibre
gialle) conferendo resistenza meccanica e capacità di recuperare le dimensioni originali.
● Le fibre collagene hanno uno spessore da 1 a 12 μm e a forte ingrandimento hanno una
striatura longitudinale dovuta alla presenza di fibrille più sottili disposte parallelamente. Si
colorano con la maggior parte dei coloranti acidi come l’eosina e il blu di anilina nella
tricromica di Mallory. Le fibrille sottili sono composte di microfibrille che appaiono striate
trasversalmente, ripetendosi in bande trasversali di 70 nm (o 64 nm dopo essiccamento)
mostrando quindi una periodicità assile con un periodo di 64-70 nm. Le microfibrille
collagene si originano dalla associazione longitudinale (testa-coda) e parallela delle
molecole di collagene, le cui interazioni latero-laterali sono stabilizzate da legami crociati
tra idrossiline.
● Il collagene di tipo III è fortemente idrossilato e glicosilato rispetto al tipo I, le sue fibre
sono più sottili e si anastomizzano tra loro - sono facilmente colorabili con metodi di
impregnazione argentica e per questo sono dette fibre argirofile.
● Le fibre elastiche sono abbondanti nella tonaca elastica delle arterie, legamenti elastici e
tendini, cartilagine elastica. Non risultano striate e possono anastomizzarsi a formare un
reticolo. Nelle arterie hanno varie aperture e per questo sono dette membrane elastiche
fenestrate. Si colorano intensamente con orceina. Esse sono costituite da due componenti:
una componente amorfa di elastina (risulta dalla polimerizzazione mediante legami crociati
di tropoelastina) e microfibrille di fibrillina.
○ Elastogenesi: nella cellula l’associazione tra monomeri di tropoelastina è impedita
dal loro legame con una proteina che accompagna la tropoelastina fuori dalla
cellula e nel percorso questa viene modificata post traduzionalmente. Dopo la
secrezione, la tropoelastina può polimerizzare e la formazione di legami crociati
richiede che si allinei correttamente, il che è favorito dalle microfibrille di fibrillina.
Sostanza fondamentale o amorfa
È costituita prevalentemente da proteoglicani e glicoproteine . Essa si colora metacromaticamente
con coloranti basici e tale metacromasia è una proprietà istochimica conferita dai GAG, che sono
acidi, tra cui l'acido ialuronico, il condroitin solfato e il cheratan solfato. Quando i gruppi solforici
dei GAG acidi sono molto numerosi, come nella cartilagine, la sostanza amorfa si colora anche con
ematossilina. La sostanza amorfa ha le proprietà di una soluzione colloidale e può legare l'acqua,
che insieme alle sostanze e i gas in essa disciolti costituisce il liquido interstiziale
. Poi il liquido
interstiziale con il plasma e la linfa costituiscono il liquido extracellulare e sono in equilibrio
dinamico tra loro. Le forze che condizionano gli spostamenti di tale liquido sono la pressione
idrostatica, cioè la pressione sanguigna generata dal cuore, e la pressione oncotica, cioè la
pressione osmotica generata dalle macromolecole del plasma. Mentre la prima ha un valore di
→
circa 32 mmHg fino a 15 mmHg, la seconda è negativa di circa -22 mmHg la pressione
idrostatica tenderebbe a far ultra-filtrare il plasma fuori dal vaso, la pressione osmotica
tenderebbe a trattenere il liquido all'interno del capillare. Quindi a livello del braccio arterioso del
capillare prevale il vettore idrostatico e si ha fuoriuscita di liquido interstiziale, nel braccio venoso
prevale invece il vettore oncotico e quindi il liquido è spinto a rientrare dopo aver ceduto alle
cellule circostanti tutti i suoi contenuti. La parte del liquido che non rientra nel capillare viene
drenata via dai capillari linfatici e la linfa raccolta viene poi riversata nel circolo venoso. Dal punto
di vista clinico, un accumulo di liquido libero nell'interstizio prende nome di edema. Tutto questo
processo permette ad una cellula di rimanere in contatto metabolico e informazionale con ogni
altra cellula dell'organismo. Detto questo, la sostanza amorfa con i tessuti interstiziali costituisce la
base della funzione trofica del tessuto connettivo lasso e influenza l'orientamento delle
microfibrille di collagene e fibrillina.
I costituenti chimici più importanti della sostanza amorfa sono i GAG , che legandosi
covalentemente a proteine formano i proteoglicani. I GAG sono lunghi polisaccaridi lineari
costituiti dal concatenamento mediante legame O-glicosidico di unità disaccaridiche ripetute
molte volte, in cui ogni disaccaride è costituito da un derivato dell'acido uronico e da una
esosamina. Essi hanno molti gruppi anionici quindi sono molto basofili e anche metacromatici e
sono in grado di legare molte molecole di acqua.
- L'acido ialuronico è una singola catena non ramificata costituita da un disaccaride non
solforato ripetuto fino a 25.000 volte. Esso è molto viscoso e quindi in grado di lubrificare,
per questo è un componente del liquido sinoviale.
- I cheratan solfati sono distinti in due tipi, uno localizzato solo nella cornea e l'altro nei
tessuti scheletrici come il nucleo polposo, la cartilagine e l'osso.
- L'eparina, presente nei mastociti, è fatta di glucosamina e da un residuo dell’acido uronico.
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Tessuto connettivo
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Tessuto connettivo propriamente detto
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Istologia - tessuto connettivo
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