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Tessuto connettivo

Appunti su tessuto connettivo per l'esame di istologia del prof Papaccio su caratteristiche generali del tessuto connettivo,componente cellulare, fibre collagene,tessuto osseo,tessuto cartilagineo,sangue, coagulazione,piastrine,globuli rossi e bianchi. Testo di riferimento per l'esame: Monesi V.

Esame di Istologia ed embriologia umana docente Prof. G. Papaccio

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Conferiscono volume alla matrice, fungono da filtro intrecciandosi tra di loro formano, infatti, una rete che

limita la diffusione di macromolecole e impedisce il passaggio di microrganismi. Lubrificanti delle giunzioni

sequestrano fattori di crescita e ormoni permettendo il legame con recettori cellulari.

L’aggregato proteoglicano più comune è l'aggrecano la cui molecola centrale è l'ACIDO IALURONICO.

3)GLICOPROTEINE

Elenco proteine principali sono la fibronectina, laminina, integrine e nectine.

-Fibronectina: è una glicoproteina transmembrana che si lega strutture extracellulari. Connetti le cellule alle

fibre collagene della matrice e permette le adesioni focali,cioè adesioni cellula matrice.

- lamina: permette la visione delle cellule epiteliali alla membrana basale e guida le cellule della lamina

basale durante lo sviluppo embrionale.

-CELLULE CONNETTIVALI

Vengono classificate in base alla funzione alla motilità. Si distinguono in cellule fisse e cellule libere dette

anche migranti. Le cellule fisse derivano da cellule mesenchimali presenti già a livello del collettivo, quelle

libere derivano da cellule mesenchimali lontane dal connettivo ma arrivano in quest’ultimo tramite il

sangue. Le cellule fisse sono rappresentate da fibroblasti, adipociti, fibrociti e cellule mesenchimali.

CELLULE FISSE

 CELLULE MESENCHIMALI

Hanno una forma irregolare con nucleo grande centrale e con cromatina dispersa. Sono cellule staminali

che tramite differenziamento sono in grado di dare vita a tutti gli altri tipi di cellule fisse.

 FIBROBLASTI

Sono le cellule più abbondanti del connettivo propriamente detto. Nuova forma fusata con nucleo centrale

e citoplasma laterale basofilo. Producono tutti gli elementi della sostanza amorfa e della matrice.

La loro forma inattiva immatura prende il nome di Fibrocita che ha una forma piccola e affusolata, un

nucleo ovale e schiacciato in periferia.

 ADIPOCITI

Sono cellule specializzate nella sintesi, accumulo e rilascio di lipidi. Se ne distinguono due tipi: adipociti

uniloculari e multiloculari.

-UNILOCULARI(O BIANCHI): hanno una forma sferica e sono detti uniloculari perché contengono un solo

grande vacuolo. Nucleo schiacciato in periferiae una membrana con invaginazioni con cui l’adipocita

ingloba lipidi nel suo vacuolo. Tale vacuolo contiene lipidi ed è privo di membrana, ma è circondato da uno

strato di fosfolipidi che lo sostiene a causa della scarsa presenza di citoplasma e citoscheletro.

Derivano da una cellula mesenchimale detta lipoblasto, il quale accumula lipidi sotto forma di piccole gocce

che man mano si uniscono formando un’unica grande goccia centrale.

Gli adipociti bianchi presentano due tipi di funzioni: attività endocrina e assorbimento dei lipidi.

1)ATTIVITÀ ENDOCRINA: producono leptina, un ormone che blocca il senso di fame induce la

lipolisi.

2)ASSORBIMENTO DI LIPIDI: assorbimento di trigliceridi, esteri del colesterolo e fosfogliceridi,

secondo due diverse modalità:

-VIA ESOGENA: riguarda i lipidi di origine alimentare.

I trigliceridi a livello degli enterociti vengono divisi in glicerolo e acidi grassi dalle lipasi per essere

endocitati. Per viaggiare nel sangue, i trigliceridi, vengono legati alle APOPROTEINE, formando i

chilomicroni ( perché i grassi avendo una natura apolare non potrebbero essere trasportati nel

sangue), che giungono prima la linfa e poi al sangue.

- VIA ENDOGENA: riguarda i lipidi sintetizzati dal fegato.

Il fegato produce altre lipoproteine, le VLDL ,introdotte direttamente nel sangue.

A questo punto sia le VLDL che i chilomicroni hanno lo stesso destino, nel sangue le lipoprotein-

lipasi scendono i trigliceridi per farsi che vengano introdotti negli adipociti dove verranno

nuovamente assemblati.

-MULTILOCULARI(O BRUNI)

Sono più piccoli di quelli bianchi, hanno un nucleo centrale e più vacuoli lipidici separati tra loro oltre ad un

elevato numero di mitocondri. In particolare i mitocondri presentano alcune varianti strutturali: non hanno

la particella F1 transmembrana importante per la formazione di ATP, presentano la termogenina ( una

proteina disaccoppiante le ossidazioni delle fosforilazioni) che offre un passaggio alternativo agli ioni H+

che non passano più tramite l’ATP-sintetasi, perciò l’energia viene liberata sotto forma di calore.

CELLULE LIBERE

 MACROFAGI: possono essere fissi se sono presenti nel connettivo o liberi se compaiono del

connettivo nei processi infiammazione.

Hanno un’intensa attività fagocitaria tramite i prolungamenti che circondano il materiale estraneo

inglobandolo e digerendolo tramite enzimi lisosomiali ( MECCANISMO IMMUNITARIO)

Presentano particolari riflettori sulla loro membrana: CD16 Lega il fattore FC delle immunoglobuline, CD14

lega il lipopolisaccaride batterico, CR3 lega la proteina C3 del complemento ( gruppo di proteine che si

attivano in caso di difesa)

ATTIVAZIONE DEL MACROFAGO

Avviene nel momento in cui una sostanza estranea subentra nel connettivo, in tal caso l’organismo produce

immunoglobuline che arrivano al connettivo tramite il sangue. Immunoglobuline si legano agli antigeni

della stanza estrania tramite il loro fattore variabile. Questo legame induce l’attivazione delle proteine del

complemento (C3).Ogni C3 Presenta due subunità C3a e C3b.

Questo punto avviene il meccanismo dell'opsonizzazione: le immunoglobuline legano gli antigeni e C3b

legano la sostanza estranea. La maggiore concentrazione di anticorpi e di proteine del complemento induce

per in quella zona del corpo. Avvengono i legami tra recettori presenti sulla membrana di macrofagi e

rispettivi ligandi (immunoglobuline e complemento) presenti a livello della sostanza patogena. Una volta

attivati, i macrofagi iniziano a produrre ossido nitrico, un vasodilatatore, per permettere un maggiore

apporto di sangue e PGDF ( fattore che induce il rilascio delle piastrine per il danno alla zona). Infine

avviene la fagocitosi e la distruzione della sostanza patogena nei lisosomi dei macrofagi.

Spesso, i macrofagi, per avvertire l’organismo della probabile presenza di quella sostanza patogena in altre

parti del corpo del corpo, producono citochine e interferone alfa o esprimono gli antigeni del patogeno sulla

loro membrana.

 MASTOCITI

Sono cellule di forma ovale o tondeggiante con nucleo ovale, presentano tipici granuli solubili in acqua e

sulla membrana hanno il recettore per le immunoglobuline E (IgE). In granuli sono vescicole che

contengono eparina ed istamina. L’istamina è un vasodilatatore che aumenta lo spazio tra le cellule

endoteliali. L’eparina è un anticoagulante che impedisce che avvenga la coagulazione negli spazi

intercellulari creati dall’ istamina.

Mastociti vengono prodotti dal midollo osseo entrano nel sangue ancora immaturi cioè senza granuli, li

svilupperanno al livello del connettivo.

La loro funzione è quella di innescare reazioni allergiche o infiammatorie.

o REAZIONE ALLERGICA

Si verifica quando nell’organismo introdotto un particolare antigene detto allergene. Normalmente i livelli

di IgE nel sangue sono bassi, nel soggetto allergico, una volta in contatto con l’allergene questo provoca

una grande produzione di IgE, queste arrivano nel connettivo legandosi ai mastociti e provocando il

processo di sensibilizzazione.

Quando l’individuo viene di nuovo a contatto con l’allergene, quest'ultimo si legherà all'IgE presenti a livello

dei mastociti. In questo i mastociti ti vengono attivati e liberano i loro granuli (degranulazione). Ci sono due

modalità di degranulazione:

- Degranulazione disorganizzata o asincrona: si verifica un'esocitosi veloce di singole vescicole

(reazione a livello locale).

- Degranulazione anafilattica: si verifica un'esocitosi esplosiva poiché più vescicole che si fondono tra

di loro riversando velocemente il loro contenuto (shock anafilattico).

 PLASMACELLULE

Sono cellule ovoidali o rotonde come nel citoplasma basofilo e nucleo periferico. Il nucleo è detto “a ruota

di carro” perché è centrale e circondato da cromatina. Presentano tratti di citoplasma acidofilo sono

presentati da i corpi di Russell cioè accumuli di immulonoglobuline, infatti, la loro funzione e quella di

accumulare e liberare immunoglobuline in caso di necessità. Derivano da linfociti B infatti sono dei linfociti

B maturi.

 LINFOCITI

Sono le cellule che mediano la risposta immunitaria, hanno un sottile anello di citoplasma basofilo e

proprietà ameboidi, ma non hanno attività fagocitaria. Si dividono in linfociti B linfociti T entrambi prodotti

a livello del midollo osseo, ma, i linfociti B sono prodotti già nella forma matura mentre i linfociti T

maturano nel timo. La loro funzione è quella di produrre anticorpi.

TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO

I diversi tipi di tessuto connettivo propriamente detto sono classificati in base al tipo di fibre, alla quantità

di fibre rispetto alla sostanza amorfa e al tipo di celle prevalenti. Possiamo distinguere il tessuto connettivo

denso e lasso. CONNETTIVO LASSO

Prevale la sostanza amorfa sulle fibre. Si divide in fibrillare, mucoso, reticolare ed adiposo.

- Fibrillare: la componente fibrosa è formata da fibrille di collagene di tipo I.

- Mucoso: la prevalenza di acido ialuronico.

- Reticolare: è formato soprattutto da fibre reticolari.

- Adiposo: prevalgono gli adipociti.

CONNETTIVO DENSO

Prevale la componente fibrosa con poche cellule è poca sostanza amorfa. Le fibre possono intrecciarsi tra

loro senza un orientamento preciso, oppure, parallelamente secondo un disegno specifico. Può essere

fibroso o elastico.

FIBROSO: è diviso in regolare e irregolare.

- regolare: le fibre sono impacchettate e allineate in fasci paralleli, ci sono poche cellule tra cui fibroblasti,

scarsa sostanza amorfa. Lo ritroviamo soprattutto nei legamenti tendini e aponeurosi poiché conferisce

resistenza meccanica.

- irregolare: le fibre sono intrecciate tra loro, ci sono poche cellule tra cui fibroblasti e macrofagi, poca

sostanza amorfa. È presente soprattutto nel derma, nel periostio e nelle guaine di tendini e nervi.

ELASTICO: la prevalenza di fibre elastiche e poca sostanza amorfa. È presente nel pareti delle arterie.

TESSUTO CARTILAGINEO

È un tessuto connettivo specializzato di sostegno. Lo ritroviamo a livello dello scheletro dell’embrione e del

bambino, nel naso nella trachea, bronchi, orecchio esterno, superfici articolari, cartilagini costali.

Caratteristiche generali

È un tessuto flessibile grazie alla composizione della sua matrice: è formatta dal 80% di acqua,

proteoglicani, GAGs. È priva di vasi e nervi poiché si trova in zone soggette pressione e sollecitazioni

meccaniche. È circondata da un involucro di tessuto connettivo fibroso, il pericondrio.

Ci sono tre tipi di tessuto cartilagineo: cartilagine ialina, fibrosa, elastica.

1) CARTILAGINE IALINA

Ha un aspetto vetrato ed è quella più diffusa, che va incontro ad ossificazione. È costituita da tre tipi di

cellule, condroblasti condrociti e condroclasti.

Queste cellule si originano da cellule mesenchimali le quali iniziano a differenziare ritirando i prolungamenti

e assumendo una forma circolare. In questo modo danno vita ad accumuli cellulari che prendono il nome di

Blastema protocondrale. Le cellule iniziano secernere le componenti della sostanza amorfa diventando

condroblasti.

I condroblasti sono cellule circolari che producono tutte le componenti della sostanza amorfa e della

cartilagine in generale.

A questo punto i condroblasti saranno circondati dalla matrice da loro prodotta che non permette alle

cellule di muoversi. Così, la loro attività diminuisce e questi maturano in condrociti.

Man mano che i condrociti si dividono formano i gruppi isogeni (chiamati così perché derivano dalla stessa

cellula madre)all’interno di cavità della sostanza amorfa dette lacune cartilaginee.

Il mesenchima che circonda tale cartilagine in via di formazione, forma l’involucro esterno detto

pericondrio. Il successivo accrescimento della cartilagine avviene per apposizione o per accrescimento

interstiziale:

-Apposizione: il differenziamento di cellule mesenchimali avviene alla periferia.

- accrescimento interstiziale: gli elementi già differenziati si dividono formando nuove cellule che depositano

nuova sostanza amorfa.

Possiamo distinguere tre zone all’interno di una cartilagine ialina:

 ZONA RADIATA (interna) ricca di gruppi isogeni;

 ZONA INTERMEDIA con cellule arrotondate e senza gruppi isogeni;

 ZONA TANGENZIALE (periferia) con cellule più appiattite e abbondanti, senza gruppi isogeni e

con lacune cartilaginee vicine.

La parte fibrillare della cartilagine ialina è rappresentata da microfibrille di collagene di tipo II non raccolte

in fasci. Sono meno numerose intorno alle lacune e più numerose man mano che ci sì allontana dalle

lacune. Infatti, intorno alle lacune ci sarà più sostanza amorfa, tali zone sono più basofile e formano La

matrice territoriale in cui i proteoglicani formano un anello basofilo intorno alle lacune detto capsula.

Tra le lacune ci sono più fibre collagene che rappresentano una parte meno basofila (più chiara) detta

matrice interterritoriale.

La sostanza amorfa è ricca di proteoglicani e GAGs ( come gli eparansolfati e condroitinsolfati ),perciò, è

altamente idratata e basofila. Una proteine abbondante proteina abbondante è la condronectina che media

l’adesione dei vari elementi cellulari.

Granuli della matrice sono granuli non avvolti da membrana contenenti aggregati proteoglicani.

La cartilagine ialina si trova soprattutto nella laringe, trachea, bronchi, naso esterno, scheletro

dell’embrione e terminazioni articolari delle ossa lunghe.

2)CARTILAGINE ELASTICA

È presente soprattutto nell’epiglottide, laringe, tuba uditiva, meato uditivo esterno.

È più elastica e flessibile della cartilagine ialina. Contiene pericondrio e collagene di tipo II, un colore

giallastro dovuto alla presenza di fibre elastiche, le lacune e i gruppi isogeni sono più piccoli, non è soggetta

a calcificazione, le cellule sono più vicine perché c’è meno sostanza amorfa che ha un basso contenuto di

proteoglicani.

3)CARTILAGINE FIBROSA

È presente nei dischi intervertebrali, menischi e labbri articolari, zona di intersezione di tendini su ossa.

È formata da fibre collagene di tipo I organizzate in grossi fasci, i condrociti si trovano negli interstizi tra le

varie fibre, gruppi isogeni sono più allungati, non vi il pericondrio.

TESSUTO OSSEO

È il tessuto connettivo specializzato di sostegno, costituito da fibre collagene di tipo I molto abbondanti che

danno resistenza alla trazione e fibre reticolari disposte intorno ai vasi.

La sostanza intercellulare è rappresentata da una matrice organica e una inorganica detta anche minerale:

- Organica è formata da diverse glicoproteine comenosteonectina consente la formazione di cristalli

( componente minerale), sialoproteine, osteocalcina, proteoglicani come decorina e biglicano.

- Inorganica è formata da cristalli di apatite e idrossiapatite che conferiscono durezza e rigidità e

permettono il deposito di ioni calcio.

Le cellule presenti sono preosteoblasti, osteoblasti, osteociti, osteoclasti.

1)PREOSREOBLASTI

Hanno una forma fusata e appiattita con nucleo grande il centrale. Rappresentano il primo stadio di

differenziamento di cellule mesenchimali. Rivestono i canali di Havers e di Volkman, formano uno strato

continuo rispetto alla superficie interna di endostio e periostio.

2)OSTEOBLASTI

Hanno una forma cuboidale e sottili prolungamenti sulla superficie, sono molto basofili. Formano uno

strato epitelioide infezioni scolo tramite gap Junctions e caderine. Contengono granuli Pas+ rivolti verso la

matrice in via di mineralizzazione.

Hanno la funzione di sintetizzare La matrice dell’osso deponendo prima la parte organica e poi quella

minerale. Presentano recettori per il paratormone che, tramite tale legame, andrà ad attivare

indirettamente gli osteoclasti.

3)OSTEOCITI

Sono le cellule principali dell’osso è considerati osteoblasti inattivi. Presentano un nucleo piccolo e una

forma stellata causa di prolungamenti molto lunghi. Il prolungamento più sviluppato è detto ciglio primario.

Si formano dagli osteoblasti, che, dopo aver prodotto la matrice rimangono imprigionati nelle lacune ossee.

Nelle lacune sono presenti corpi cellulari mentre prolungamenti li troviamo nei canalicoli ossei che

permettono il collegamento con altri osteociti. I canalicoli permettono anche il nutrimento poiché tra i

canalicoli prolungamenti non vi è matrice ossea ma solo tessuto osteoide(solo parte organica della matrice)

che permette il passaggio di sostanze nutritive.

Il ciglio primario non si trova nei canalicoli ossei perché funge da sensore, cioè, avverte il carico sull'osso. Se

c'è meno carico, lo stile uscita produce FGF23 che inibisce l’assorbimento di calcio a livello dei reni. Se non

è percepito alcun carico è prodotta la sclerotina che induce il riassorbimento dell’osso.

Gli osteociti non possono dividersi a causa della matrice calcificata che li circonda, quindi, dopo la

deposizione di Sali minerali l’accrescimento dell’osso avverrà solo per apposizione.


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rob_y

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rob_y di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia ed embriologia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Papaccio Gianpaolo.

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