Tesoreria libro: B. Italia tematiche istituzionali
Istituzioni: comuni, regioni, università, ospedali
L’obiettivo di queste istituzioni è quello di redistribuire la ricchezza tramite l’erogazione di servizi indivisibili. Esse seguono modelli specifici di soggetti pubblici: territoriali (città metropolitane, comunità montane, comuni) o centrali (parlamento, camere, ONU, UE).
Enti no profit
Seguono modelli aziendali specifici di associazioni, fondazioni, enti filantropici. Questi enti da agosto 2017 hanno un loro riconoscimento giuridico come enti del: terzo settore.
- 1° settore: società
- 2° settore: enti pubblici
- 3° settore: enti no profit
Tutti e 3 i settori possono essere pubblici o privati.
Lo stato e il bilancio
Lo stato è l’entità pubblica che si trova al di sopra delle altre con un proprio bilancio che destina risorse a circa 22,000 unità producendo una dimensione consolidata divisa in 3 livelli:
- Amministrazioni centrali
- Amministrazioni locali
- Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale
Il modello che caratterizza il settore pubblico è un modello di finanza derivata, le risorse vengono reperite indirettamente attraverso flussi derivati da meccanismi di intermediazione, si tratta di un flusso finanziario indiretto che attraverso le imposte permette allo Stato di finanziare alcuni servizi; questo differisce dal modello di finanza autonomo del settore privato in cui l’obiettivo è l’accumulo di capitali e le risorse arrivano direttamente dalla vendita alla clientela (ricavi di vendita), c’è dunque uno scambio diretto; per le aziende pubbliche questo non può valere perché: i prezzi da esse applicati non possono essere di mercato di conseguenza i costi non sono sostenibili. Le aziende pubbliche avranno dunque: entrate proprie e entrate derivate.
Ripartizione delle risorse
Ma come vengono ripartite le risorse? I criteri cambiano a seconda del settore (es: nella sanità ci sono i tributi di scopo). Si assiste quindi a:
- Accentramento della raccolta dei mezzi finanziari (imposte)
- Accentramento impositivo (imposizione fiscale)
- Accentramento dell’indebitamento
- Accentramento della gestione liquidità: le aziende pubbliche non hanno libertà di disporre al 100% delle proprie risorse monetarie, Banca d’Italia è il tesoriere dello stato e gestisce la cassa del sistema pubblico e del MEF. B. Italia come tesoriere centrale si interfaccia con le amministrazioni centrali, mentre le tesorerie provinciali verso le amministrazioni locali.
Tesoreria
Tesoreria tratta di come vengono utilizzati e movimentati i flussi finanziari sia a livello operativo sia a livello aziendale. Per le istituzioni è svolta dalle banche dietro la guida di B. Italia che si occupa di: finanza pubblica e gestione della tesoreria, con uno specifico ruolo di accentratore della liquidità, infatti le giacenze delle istituzioni pubbliche sono detenute presso BI.
Impresa
Impresa è una sottocategoria di azienda. L’azienda di per sé è uno strumento finalizzato all’erogazione di beni e servizi che soddisfino bisogni. Tali bisogni possono essere sia privati (manifestati dai singoli) che pubblici (manifestati dai singoli ma in quanto membri di una collettività).
Aziende
Private: profit (imprese) / no profit private aziende di produzione che hanno come fine ultimo l’accumulazione di capitale, quindi finalità legate al mercato.
Pubbliche: istituzioni / no profit pubbliche aziende di consumo, con finalità di redistribuzione della ricchezza, si tratta di soggetti diversi dalle imprese che ricadono o nel settore delle aziende pubbliche o nel settore no profit; si tratta di aziende con finalità istituzionali o sociali.
Un’ulteriore distinzione può essere fatta sulla base del soggetto giuridico dell’entità o di coloro che esercitano il potere di qui abbiamo:
- Carattere soggettivo: aziende pubbliche/aziende private
- Carattere oggettivo: aziende di consumo/ aziende di produzione (imprese)
È pubblico anche quello che è governato dal pubblico es: GTT, si tratta di un’SPA, ma governata da un soggetto pubblico in qualità di socio di maggioranza (comune, regione, stato..). Nel momento in cui viene meno il soggetto pubblico (privatizzazione) l’azienda diventa privata.
Fonti di accumulazione di capitale
- Patrimonio/capitale sociale/fondo di dotazione: non è presente nelle aziende pubbliche, non ci sono soggetti che inizialmente utilizzano il proprio capitale per partecipare al rischio di impresa, può essere previsto un piccolo fondo di dotazione.
- Ricavi di mercato: tipologia tipica delle imprese di produzione, ma tuttavia non esclusiva perché anche un’azienda pubblica oltre alla sua attività istituzionale può svolgere una o più attività commerciali offrendo prezzi di mercato.
- Tributi da potere impositivo: è una specialità del settore pubblico e dell’amministrazione centrale dello stato. I tributi possono essere propri se si ha la possibilità di intervenire liberamente sull’ammontare o accentrati alla gestione statale se sono raccolti e successivamente frazionati.
- Contributi da terzi senza corrispettivo: presenti in tutte le categorie di aziende.
- Disinvestimenti patrimoniali: presenti in tutte le categorie di aziende, chiunque può disinvestire il proprio patrimonio, le aziende pubbliche possono farlo ma con maggiori rigidità e limiti, molto spesso tramite aste.
- Debiti: tutti possono ricorrere all’indebitamento per finanziarsi.
Impieghi di capitale
Qui troviamo una situazione omogenea eccetto per la remunerazione del capitale; le aziende pubbliche/terzo settore, non possono intaccare il patrimonio netto a favore dei soggetti titolari di quell’attività, dovesse esserci un avanzo di capitale esso va reinvestito nell’azienda; anche in caso di liquidazione, il patrimonio non viene restituito in quanto è destinato.
Amministrazione razionale fondata sul bilancio
La ragioneria è basata sulla rilevanza. I tre momenti del bilancio pubblico sono: programmazione, esecuzione e controllo. Le decisioni vengono prese sulla base del bilancio preventivo, le gestioni tramite le rilevazioni contabili e il controllo finale è fatto sul bilancio consuntivo (amministrazione razionale).
La gestione ha una razionalità e si sviluppa in 3 momenti:
- Programmazione: si lavora su un bilancio preventivo, budget, e vengono fissati gli obiettivi dell’azienda (preventivo finanziario + SP preventivo + CE preventivo).
- Esecuzione: degli obiettivi, si tratta dell’operatività dell’azienda, si registrano i risultati in partita doppia.
- Controllo: degli scostamenti tra obiettivi e risultati (SP consuntivo + CE consuntivo + rendiconto finanziario).
La gestione stessa va analizzata sotto 3 punti di vista:
- Finanziario (cash flow – impieghi e fonti di capitale)
- Patrimoniale (stock della ricchezza, attivo – passivo)
- Economico (ricavi – costi; capacità di generare reddito)
Si procede con la redazione di un bilancio preventivo, seguito dalla contabilità durante tutto il periodo di osservazione per arrivare alla redazione di un bilancio consuntivo. Per le aziende pubbliche, la dimensione più rilevante è quella finanziaria a differenza del settore privato in cui assume maggiore importanza quella economico-patrimoniale.
Nel settore pubblico tutti si fonda sui flussi in entrata e in uscita: dal punto di vista operativo si costruisce un bilancio finanziario preventivo, in cui si evidenzia un budget finanziario obbligatorio che evidenzia le risorse spendibili, questo caratterizza il bilancio come: autorizzatorio, ovvero solo quanto iscritto a bilancio può dare origine alle fasi successive. Tutte le aziende pubbliche seguono lo stesso processo volto ad evidenziare i flussi spendibili e quelli da utilizzare a copertura delle fonti. Una volta approvato il preventivo finanziario si è abilitatati a spendere o incassare, prima di ciò non è possibile (questo mostra come la gestione sia estremamente burocratica).
Fasi del ciclo finanziario
Entrate
- Accertamento: momento specifico in cui un’entrata iscritta a bilancio come previsione, si concretizza attraverso un documento specifico che ne accerti l’esistenza, da quel momento l’entrata diventa di competenza finanziaria.
- Riscossione: agente esterno incaricato nella riscossione dell’operazione.
- Versamento: quando il ministero dispone il versamento l’entrata diventa di competenza monetaria. Versamento e riscossione possono coincidere.
Uscite
- Impegno: non si può dare origine a nessuna fase successiva se prima non si ha impegnato la spesa, bloccando la quota iscritta come preventiva, il tutto avviene tramite atto amministrativo. Tutto ciò che impegno deve sempre avere una copertura finanziaria altrimenti è necessario modificare il bilancio preventivo. La somma impegnata diventa di competenza finanziaria e non genera debiti in stato patrimoniale fino al verificarsi della seconda fase quella della liquidazione, si genera però un debito residuo latente/potenziale, detto residuo passivo di impegno.
- Liquidazione: fase in cui la somma diventa debito in SP, grazie al rilascio della fattura che rileva appunto il debito.
- Pagamento: è una fase preceduta da un momento giuridico formale detto: ordinazione; l’amministrazione ordina la banca di compiere il pagamento attraverso atto a...
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Domande esame tesoreria
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Lezioni Tesoreria e finanza delle imprese pubbliche
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Appunti "Tesoreria e finanza delle imprese pubbliche" - Rainero e Puddu
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Appunti Tesoreria e Finanza delle Aziende Pubbliche - Rainero, Puddu, Di Russo