Lettere, musicologia e scienze dello spettacolo
Storia del cinema italiano
Viaggio intorno a La Dolce Vita: Analisi della struttura e delle tematiche caratterizzanti l'opera felliniana
- Indice
- Introduzione.................................................................p. 3
- Aspetti strutturali.........................................................p. 4
- Le tematiche felliniane.....................................................p. 9
- L’apparizione.....................................................p. 9
- Il sacro............................................................p. 11
- La prostituta......................................................p. 12
- Il circo.............................................................p. 13
- Conclusione..........................................................p. 15
- Apparato iconografico............................................p. 16
Introduzione
Da dove cominciare questo viaggio? Forse da una definizione di Federico Fellini che così descrive La Dolce Vita: “...non è un film molto divertente nel senso che qualcuno si può aspettare; non è un film polemico [...] non è un film satirico; non è un film grottesco; non è un film moralistico...e non è neanche un film terrificante [...] non è un film né pessimistico né disperato...”
Un’opera che comunque rappresenta un’Italia degli Anni ’60, piccola, provinciale, conservatrice e pregna di cattolicesimo1, di falsi moralismi bacchettoni che vengono improvvisamente alla luce quando si squarcia il velo che li ricopre. Con La dolce vita Fellini entra negli ambienti che contano della capitale, baciati dalla fortuna del boom economico, e descrive il vuoto lasciato dal disfacimento dei vecchi valori soppiantati dalle gioie del benessere.
Fin dagli inizi della lavorazione, il film ha scatenato i critici e gli osservatori: significativa la recensione di padre Angelo Arpa2, che definisce il nuovo film di Fellini: “...un’autentica bomba; non tanto per le storie che lo compongono, ma per le modalità dell’impianto narrativo, così audaci e così personali da scomporre canoni largamente acquisiti del fare cinema.” Si arrivò a sputare al regista durante la prima al Cinema Capitol di Milano al grido di “Basta! Schifo! Vergogna!”
Padre Angelo Arpa (1909-2003) era un gesuita amico ed estimatore di Federico Fellini. Personaggio noto nel mondo della “dolce vita” romana ancora prima che Fellini girasse il film, padre Angelo Arpa dedicò a quest’opera molto tempo, scrivendo anche un libro, La dolce vita. Cronaca di una Passione, Paresia, Napoli, 1996. Arpa, La dolce vita. Cronaca di una Passione, Paresia, Napoli, 1996, p. 14. In un’intervista pubblicata in appendice al volumetto, Padre Arpa si attribuisce, più o meno esplicitamente, il merito di aver suggerito a Fellini un finale “positivo” con “il Volto di Paola che si dilata in quel sorriso che esprime una speranza.” (pp. 59,60).
Aspetti strutturali
Per quanto riguarda l'aspetto strutturale, quest'opera è stata definita affresco, rotocalco e provino. Si può parlare di affresco per il dispiegamento di nuclei tematici e narrativi coesi tra loro più che susseguenti di fronte ai quali, come davanti ad un dipinto, lo spettatore può fissare la sua attenzione sull'uno o l'altro nucleo e può stabilire relazioni e priorità.
Costruzione ad affresco, inoltre, per gli ampi episodi che, tramite Marcello, spaziano dalla borgata agli ambienti nobili, dai palazzoni di periferia a via Veneto, dal mondo del cinema al Vaticano, ed infine dalla campagna pregna di superstizione religiosa alle crisi esistenziali che si concludono con un senso d'angoscia o con il suicidio.
Tale affresco, per quei tempi scandaloso, presenta una società corrotta e cinica, una società che viene scandagliata con ossessione religiosa e al contempo erotica. La definizione di film-rotocalco scaturisce dalla stretta relazione che, nel cinema italiano del dopoguerra, si stabilisce tra il film e il prodotto editoriale; significativo il fatto che il produttore de La dolce vita sia proprio Angelo Rizzoli, che con i suoi giornali illustrati sostenne il film dalla sua preparazione fino al lancio sul mercato5.
Fellini stesso, a proposito del legame del film...
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