INTRODUZIONE
L’elaborato intende analizzare principalmente la serialità
televisiva e il modo in cui, attraverso quest’ultima, i produttori
tendono a fidelizzare sempre di più lo spettatore mediante
diverse strategie. “Once Upon a Time”
La serie televisiva risulta particolarmente
appropriata per condurre tale analisi, data l’applicazione
cliffhangher,
sistematica di che garantisce la suspense
necessaria a tenere lo spettatore incollato allo schermo, e grazie
flashback,
al massiccio utilizzo di che permette invece di
coinvolgere direttamente lo spettatore in una sorta di
“ricostruzione” della fiaba. La storia viene così frammentata, ed è
compito dello spettatore rimettere insieme i pezzi per poter
comprendere a pieno le vicende narrate, e per poter entrare
direttamente nel mondo delle fiabe e scoprirne i luoghi, i
personaggi, il loro passato, e dunque anche ciò che motiva le loro
azioni.
L’attaccamento alla storia, e la necessità di assolvere il compito
di ricostruirla, porta lo spettatore a rivestire un ruolo del tutto
diverso da quello di semplice “couch potato”, come veniva
definito un tempo.
Seguire un programma diviene oggi un’esperienza dinamica, una
pratica di consumo di un determinato brand che porta lo
spettatore a ricercare il proprio oggetto di culto anche su altre
convergenza
piattaforme. E in un’era caratterizzata dalla “
culturale”, in cui la fruizione di un prodotto televisivo permette di
immergersi in un orizzonte molto più esteso, lo spettatore non
può fare altro che appropriarsi delle storie che lo appassionano.
Può modificarne i contenuti o crearne di propri, e condividerli con
altri appassionati, dilatando così questi universi narrativi.
Le nuove tecnologie hanno sicuramente ampliato le possibilità
per lo spettatore di generare o ritrovarsi in siti web, community o
forum, dove poter esprimere le loro opinioni o muovere critiche.
L’influenza di internet ha sicuramente permesso l’emergere di un
nuovo tipo di narrazione che avviene su più piattaforme: la
narrazione partecipativa. In questo senso, gli stessi produttori e
autori spesso monitorano i feedback e i suggerimenti del
pubblico, nonché elementi preziosi sia perché possono prendere
spunto da questi ultimi per poter scrivere un seguito alla loro
storia, sia perché il coinvolgimento del pubblico garantisce un
successo sicuro ai loro prodotti.
Tali considerazioni permettono di confermare come il ruolo dello
spettatore sia profondamente mutato: da semplice spettatore
passivo a co-creatore di contenuti. L’apice di tale trasformazione
verrebbe raggiunta qualora siano gli stessi spettatori a detenere
le redini delle sorti delle loro storie: non sono pochi gli esempi in
cui il pubblico ha incentivato a continuare le storie alle quali si
erano appassionati, evitandone la cancellazione.
La serialità come elemento di attrazione e
fidelizzazione
Il contesto all’interno del quale nasce la “serializzazione” fa da
sfondo ai processi di industrializzazione già tra la fine dell’800 e
gli inizi del 900, periodo in cui andava ad affermarsi il sistema
Fordista. Si scopre una particolare forma di interesse e
soprattutto curiosità da parte del pubblico per i prodotti seriali.
Basta dividere un testo in piccoli frammenti uguali, nel formato
ma non nel contenuto, per mantenere viva la curiosità nel sapere
“cosa accadrà dopo”. Questa frammentarietà accresce in modo
smisurato l’attaccamento alla storia, alla quale il pubblico si
affeziona. Di conseguenza aumenta in maniera esponenziale il
consumo di una rivista, un film, un telefilm, un programma
televisivo. Dal romanzo al cinema a puntate, al fumetto con la
Golden Age, alle serie televisive con la Nuova Golden Age,
assistiamo ad una passione e ad un interesse sempre più
crescente verso questo tipo di prodotti culturali.
feuilleton
I primordi vanno cercati nei dell’800, passando poi per i
radiodrammi, i fumetti, le saghe cinematografiche e infine le
serie, che restano il genere di intrattenimento più prezioso.
Possono durare per anni e in alcuni casi generano vere e proprie
manie, tenendo incollati allo schermo i telespettatori e ispirando
gli stessi alla creazione e alla ricerca di ulteriori contenuti.
Ma quali sono le ragioni di tale attaccamento?
Innanzitutto bisogna considerare che è attraverso le storie che
diamo un senso al mondo per condividerlo con gli altri. Ma è
soprattutto il modo in cui tali storie vengono raccontate a
generare attrazione da parte di un pubblico.
Nella serie in particolare, l'utente crede di godere della novità
della storia (che è fondamentalmente sempre la stessa), mentre
di fatto gode per il ricorrere di uno schema narrativo costante ed
è soddisfatto dal ritrovare un personaggio noto, con i propri tic, le
proprie frasi fatte, le proprie tecniche di soluzione dei problemi.
La serie in tal senso risponde al bisogno infantile, ma non per
questo morboso, di riudire sempre la stessa storia, di trovarsi
consolati dal ritorno dell'identico, opportunamente mascherato e
fasciato di novità superficiali .
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Once Upon a Time, una rilettura della fiaba
Le storie narrate nelle serie televisive rappresentano per il
pubblico delle favole moderne, racconti all’interno dei quali
ritroviamo valori condivisi dalla società, valori elementari su cui si
basa l’esistenza di ognuno di noi: l’amore, la famiglia,
l’opposizione tra il bene e il male. Questa è probabilmente
un’altra caratteristica da prendere in considerazione quando si
analizzano i motivi di attrazione da parte del pubblico verso
questo tipo di prodotti. Once Upon a Time
In questo senso, la serie televisiva si
contraddistingue per il modo interessante in cui riesce ad unire la
fiaba e il serial: la sua particolarità deriva proprio dal basare la
narrazione sull’opposizione tra il reale e il fiabesco, contribuendo
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Once Upon a Time. Analisi di una iperfiaba seriale
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