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completamente nero e l'altro totalmente bianco,sotto i quali passano alcuni camion e delle

automobili. La macchina da presa è dinamica, e si muove rimanendo fissa sul cartello stradale,fino

al momento in cui viene superato.

La scena successiva inquadra due bagni pubblici, sui quali sono raffigurati solamente i busti di due

omini stilizzati che dovrebbero servire a distinguere a chi sia riservato l'uso del wc.

Vi sono poi le ultime due scene significative dal punto di vista dell'assenza di comunicazione: la

prima è uno spostamento in auto di un uomo d'affari che,con un auricolare all'orecchio,fissa lo

schermo vuoto del suo computer appoggiato sulle sue gambe, mentre l'ultima è un'inquadratura dal

basso di decine di fogli bianchi che svolazzano nell'aria.

A seguire viene rappresentato un pesce rosso che nuota in una boccia rotonda, e su quest'immagine

appaiono le prime parole dell'intero spot: “senza comunicazione”.

Queste parole vengono riprese dall'immediata immagine successiva, che è nuovamente quella delle

scimmiette, la quale reca scritta la continuazione della frase: “che mondo sarebbe?”

A questo punto vi è un'ultima immagine in bianco e nero di tre bambini che riprendono le pose delle

tre scimmie,che ad un certo punto,come risvegliatisi da un eterno senso di torpore, si iniziano a

muovere,sbracciarsi e ridere, e l'immagine assume i suoi colori naturali,in concomitanza con

l'apparizione sullo schermo del logo della Telecom.

L'ultimo primo piano ritrae due di questi bambini che rivolgono direttamente il loro sguardo nella

macchina da presa, sorridenti e gioiosi.

Lo sguardo in macchina serve a svolgere nei confronti dello spettatore una funzione di appello: lo

sguardo dei due bambini intercetta e riflette in sé stesso lo sguardo dello spettatore, rivelandogli la

sua posizione e il suo ruolo nella situazione comunicativa in atto.

I passaggi spazio-temporali vengono marcati da transizioni iconizzate, ossia procedimenti visivi che

fungono da segni di interpunzione: accanto allo stacco vi sono delle dissolvenze in chiusura, ossia

viene scurita gradualmente l'inquadratura fino ad arrivare al quadro nero,per poi ripartire da una

nuova sequenza.

Per quanto riguarda il suono non vi è comunicazione verbale, ma solamente un brano classico

inedito di Astor Piazzolla,”Tres Piezas Breves for cello & piano III Siciliana ”, che investe l'intero

spot e che sfuma nel momento in cui le immagini appaiono colorate. La musica è quasi

angosciosa,malinconica, porta con sé un senso di vuoto,a testimonianza del fatto che non essendoci

comunicazione la vita dell'uomo non ha alcun valore, è privata integralmente della sua essenza.

Questo spot,che segue i procedimenti tipici del cinema moderno, è il prodotto di due azioni

simmetriche: il “mostrare” e il “guardare”.

Queste azioni hanno un'origine, l'autore, e una destinazione, lo spettatore. L'immagine filmica è il

risultato di un'attività visiva, lo sguardo, che attraverso l'atto del mostrare stabilisce una relazione

complessa con lo spettatore: lo fa vedere, ovvero acutizza la sua esperienza percettiva; lo fa

conoscere poiché mobilita la sua attività cognitiva, e lo fa credere,in quanto smuove la sua attività

affettiva e valutativa.

Dopo aver svolto un'analisi ed una trascrizione grafica del testo,vorrei soffermarmi sui codici

grafico-visivi operanti all'interno del messaggio pubblicitario, dove per codice si intende un insieme

di segni in cui possiamo distinguere due piani: il piano del significante, detto da Hjelmslev, "piano

dell'espressione", e il piano del significato o del contenuto".

Infatti la ricerca semiotica si pone il problema di analizzare quella parte del testo pubblicitario che

utilizza formule espressive di tipo visivo. L’immagine di un annuncio pubblicitario ha una funzione

comunicativa, e quindi un potenziale di significazione.

Vista la complessità delle immagini che si presentano quotidianamente ai nostri occhi, la semiotica

ha elaborato tre differenti livelli in base ai quali analizzarle: il livello plastico, il livello figurativo e

quello comunicativo.

Il livello plastico riguarda l'organizzazione degli elementi visibili nell'immagine, la quale è colta

come una configurazione percettiva, ossia come la percezione di macchie di colore su un supporto

piatto.

A livello plastico si può parlare di tre differenti dimensioni: cromatica, eidetica e topologica.

Per quanto riguarda la dimensione cromatica, lo spot Telecom è incentrato su colori freddi essendo

stato girato quasi totalmente in bianco e nero.

La scelta di questa colorazione non è casuale, in quanto mira ad enfatizzare il peso e la mancanza di

comunicazione, che non permette ai personaggi raffigurati di affrontare liberamente la loro

quotidianità.

Uno stravolgimento cromatico si ha negli ultimi sei secondi dello spot, in cui i vestiti dei bambini

assumono una colorazione vivace, che nella cultura occidentale, e più specificatamente italiana, è

ascrivibile ai colori utilizzati alla nascita per distinguere il sesso maschile da quello femminile.

Il passaggio dal bianco e nero al colore avviene nel preciso istante in cui nello spot, in basso a

destra, appare il logo dell'azienda, simbolo della realizzazione della possibilità di comunicare.

La dimensione eidetica riguarda invece la forma e i contorni delle immagini: i testi iconici che si

susseguono sono ripresi fedelmente dalla realtà.

Infine la dimensione topologica riguarda l'organizzazione dell'immagine: le varie sequenza

presentano sempre l'oggetto o la persona da osservare in primo piano nel centro dell'immagine,

offrendo immediatamente al fruitore ciò che deve guardare per comprendere il testo.

Gli elementi individuati dalle tre categorie sono chiamati formanti plastici: essi sono presenti in

qualsiasi immagine, ma non necessariamente sono portatori di significato o hanno una capacità di

rappresentazione.

I formanti plastici possono divenire formanti figurativi, e quindi essere analizzati secondo il livello

figurativo, se sono riconosciuti come raffigurazioni della realtà, ovvero se hanno dei tratti pertinenti

o se assomigliano ad un certo prototipo.

Il figurativo non è nient'altro che il riconoscimento in un'immagine di una certa figura, e nel caso

dello spot vengono riconosciuti elementi appartenenti al mondo reale, quali individui o oggetti di

uso comune, che costruiti assieme creano uno spazio tridimensionale e diegetico attraverso il

movimento.

L'ultimo livello di analisi di un'immagine è quello comunicativo: ogni immagine implica che vi sia

un astante osservatore,secondo la teoria greimasiana. Gli astanti possono trovarsi nella posizione

dell'osservatore,secondo il suo punto di vista, oppure possono rappresentare la presenza generica di

un osservatore.

Infatti il punto di vista su un'immagine è sempre almeno doppio: di chi produce l'immagine e di chi

la riceve. Nello spot viene data allo spettatore la sensazione di trovarsi dentro all'immagine stessa e

di avere un punto di vista dall'interno del “quadro”.

Lo sguardo semiologico sulla pubblicità supera l’idea della comunicazione commerciale come

persuasione occulta. Nel messaggio pubblicitario nulla agisce a livello subliminale su un

destinatario passivo che, al contrario, viene costantemente sollecitato dalla molteplicità dei livelli

semantici del messaggio, a vivificare la sfera di esperienze individuali e sociali entro cui si

riconosce.

Per quanto concerne i codici verbali, essi non sono né ridondanti né ripetitivi, ma caratterizzati da

una grande forza che evoca immagini vivide. Il linguaggio è molto sintetico, ma estremamente

espressivo ed energico.

Negli ultimi dieci secondi dello spot appare l'enunciato “Senza comunicazione che mondo

sarebbe?”. Tale domanda viene presentata suddivisa in due scene differenti. La prima parte della

frase “Senza comunicazione” ha come sfondo un pesce rosso che si muove all'interno della sua

boccia di vetro, a sottolineare l'incapacità di tale animale di comunicare verbalmente. La seconda

parte “che mondo sarebbe?” è posta davanti all'immagine delle tre scimmiette presentata all'inizio

dello spot, la quale dà adito ad una riflessione in chiave sociale sulla possibilità o meno vivere in

un mondo privato della sua natura essenziale: la comunicazione.

Nella penultima sequenza appare lo slogan “Comunicare è vivere”, il quale chiarisce

definitivamente il messaggio trasmesso dall'azienda Telecom attraverso lo spot. Anche grazie al

passaggio dal bianco e nero al colore, può essere ora compresa la peculiarità delle immagini


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DETTAGLI
Esame: Semiotica
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Docente: Volli Ugo
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabio.dipi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Volli Ugo.

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