Terminologia e
linguaggi speciali-
stici
Appunti della prof.ssa
Pierucci
Pasquale Santedicola #uniMC
Facoltà degli studi di Mediazione
Linguistica
SOMMARIO
Lezione 1: 7/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.1
Lezione 2: 10/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.4
Lezione 3: 15/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.8
Lezione 4: 17/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.14
Lezione 5: 21/17/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.16
Lezione 6: 22/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.21
Lezione 7: 28/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.25
Lezione 8: 29/11/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.29
Lezione 9: 5/12/2017
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… pag.33
Pasquale Santedicola A.A. 2017/2018
TERMINOLOGIA E LINGUAGGI SPECIALISTICI (M-Z) 1
7/11/2107
GRUPPO FB.: Terminologia e Linguaggi specialistici (M-Z) A.A. 2017-2018
RICEVIMENTO: 11-13 (primo semestre) martedì via illuminati stanza otto (stesso
ufficio della Chiusaroli)
NUMERO PROF.: 0733/2584048
APPELLI: 1) scritti a risposta aperta; 2) non si ha il salto d’appello; 3) periodo gen-
naio-febbraio. cosa – nome
non è una nomenclatura. infatti, il rapporto è
Il lessico delle lingue
per convenzione. Il tipo di legame è una colonna portante del dibattito filosofico
che fonda le sue radici indietro nel tempo fino ad Aristotele.
Tuttavia, la linguistica moderna nasce con l’affermazione del rapporto di conven-
zione
La lingua è un prodotto culturale, un modo per conoscere la realtà. Anche per
questo non c’è nel lessico una corrispondenza 1:1.
La lingua è un’istituzione sociale perché la caratterizzazione della lingua è unica
e propria di ogni società.
Il costituirsi di una terminologia specialistica dipende dal tempo inteso come
processo storico con durata variabile che porta allo sviluppo della termino-
quel
logia specialistica (TS). Un esempio di un settore specialistico che ha subito
questo tipo di sviluppo è il settore medico.
I livelli di analisi linguistica sono 5:
a- LESSICO O SEMANTICA
b- SINTASSI
c- MORFOLOGIA
d- FONETICA
e- FONOLOGIA
Quando si attua la decodifica dei TS operiamo solo sui livelli semantici morfo-
logici e sintattici. “EVOLUZIONE”,
In generale, nel fare riferimento alla parola facciamo riferimento
ad uno sviluppo, arricchimento continuo e progressivo. Questo pensiero però non
espansione
è valido nel caso dei TS, in quanto per essi a periodi di susseguono
restringimento. Questo fenomeno è dovuto a processi storici culturali
periodi di
che nel loro susseguirsi hanno sia favorito il prosperare della disciplina sia il ral-
lentamento del suo sviluppo.
Pasquale Santedicola A.A. 2017/2018
Nello studio dei linguaggi specialistici è moto importante tenere a mente un fat- 2
tutti i linguaggi specialistici trovano la loro base nel linguaggio comune
tore:
il quale permette in ogni modo la comunicazione.
La terminologia moderna
La società di oggi è molto ricca di terminologie specialistiche, le quali sono nate
grazie a sviluppi tecnico-scientifico-culturali che sono durati anche centenni. Ciò
NE-
che però lega tutti i linguaggi specialistici e caratterizza la loro nascita è la
CESSITA’ il bisogno di dar nome a quelle figure e quegli oggetti nati
intesa come
dalle nuove scoperte scientifiche. Un esempio di ciò è lo sviluppo, nel ‘700, delle
scienze naturali (fattore dovuto alle scoperte di nuovi mondi che creò nell’uomo
lingua VEI-
la necessità di catalogare). Sempre per necessità si è sviluppata la
COLARE permette una comunicazione internazionale
, (oggi l’inglese) la quale
anche nei linguaggi specialistici. Per “veicolare” si intende non la lingua con più
quella con la più elevata marca di PRESTIGIO.
numero di parlanti, ma
Modi d’assegnazione terminologica
a) ONOMASEOLOGICO: Metodo per attribuire la denominazione ai concetti
concetto
partendo dal per arrivare al termine;
b) SEMASIOLOGICO: (Metodo dei lessicografi) metodo che parte dal termine
nozione.
per definire la
1931: in Russia la scuola sovietica è la prima a formalizzare questa teoria. Wüster
zona di confine tra linguistica logica ed informatica
definì la terminologia come “ ”.
Secondo la terminologia tradizionale:
1- I concetti non devono essere studiati isolatamente, ma come parte di un
sistema concettuale;
2- A seconda della posizione in questo sistema devono essere rappresentati
intensionali estensionali
attraverso definizioni o ;
3- Un termine viene associato a un concetto in base all’uso linguistico o in
base alle decisioni di specialisti appartenenti a commissioni terminologi-
che;
4- Ogni termine corrisponde a un solo concetto all’interno di un dato dominio;
5- La terminologia non studia lo sviluppo e l’evocazione del linguaggio. L’ac-
cento è posto sul sistema concettuale che sottintende la lingua speciale. La
sincronia.
terminologia è vocabolario delle terminologie specialistiche,
La terminologia generale tratta il
per cui non ne rientrano aspetti morfologici o sintattici. Per via del desiderio di
individuare un rapporto univoco concetto – termine , questi vengono studiati de-
ambi-
contestualizzati elaborando norme che fissino il significato ed eliminino
guità semantiche.
Pasquale Santedicola A.A. 2017/2018
Si parla, comunque, di una teoria che deve creare una nuova disciplina che, come 3
step, deve creare normalizzazioni. I pilastri storici che rendono possibile ciò sono:
I- Primato del concetto sul termine;
II- Univocità del termine;
III- Importanza del sistema concettuale e della definizione;
ciò è mirato a creare una standardizzazione dei concetti e termini per permet-
tere la comunicazione specialistica.
A mosca, Lotta ha affrontato alcuni temi principali nella fondazione della disci-
metodo e i problemi che nascono nella standardizzazione (cosa
plina, come il
rende termine e cosa non).
Negli anni ’70 del ‘900 si aggiunge la scuola canadese che nasce dalla necessità
di un paese bi-lingue, quindi dalla necessità di creare termini univoci per tutti.
Alla vocazione normativa si aggiunge quella traduttiva. la terminologa spagnola
T eresa Cabré affermava che una volta fissato il paradigma terminologico si
può affrontare il fatto reale.
Auger, in materia terminologica, analizza tre correnti principali:
A) Orientata alla linguistica
Anni ’30 del ‘900 in scuole di Praga, Vienna e Mosca.
B) Orientata alla traduzione
Per scopi concreti in organismi come l’ONU per permettere un dialogo tra
pari senza dubbi o doppi sensi. Ciò porta alla costituzione di bianche ter-
minologiche.
C) Orientata alla pianificazione linguistica
Anni ’70 insieme ad enti di tutela di lingue a rischio a causa dei cambia-
menti socio-politici post guerra per le cuali, magari, non esistono neanche
più dizionari.
Secondo T. Cabré le funzioni della terminologia sono:
Rappresentare la conoscenza specialistica;
Trasmettere la conoscenza specialistica.
La terminologia applicativa, invece, ha duplice funzione descrittiva e prescrittiva.
Il punto primo è descrittivo, mentre il secondo è prescrittivo.
prescrittiva:
La funzione
Ha funzione rappresentativa;
Parte dall’uso reale.
La funzione descrittiva invece:
o Fissare i termini preferibili;
o Evitare la dispersione e cercare di promuovere la diffusione di uno stan-
dard;
o Non sempre rispecchia l’uso della terminologia.
Pasquale Santedicola A.A. 2017/2018
Tutto è fatto sullo sfondo di stati che cominciano ad aprirsi verso gli altri e al 4
formarsi di un pensiero che vede tutti gli stati ad un pari livello.
COS’E’ UN TERMINE? = esso è un referente che deve essere colto in modo uni-
voco. Non ci possono essere sfumature, né deve essere soggetto alle variazioni
linguistiche. Esso è differente dalla parola del linguaggio comune in quanto de-
scrive un oggetto in maniera personale
terminologizzazione si intende, a livello tecnico, l’impiego di una sola deno-
Per
minazione per un solo referente. 10/11/2017
Prossima settimana: dalle 17 alle 19 (martedì); 13-16 mercoledì aula A.
TRIANGOLO OGDEN RICHARDS
O&R ci consente di rappresentare il termine con un modello in cui sia presente
l’immagine mentale, extralinguistica, del referente .
è un’etichetta affissa non solo a un determinato oggetto di volta
1- In termine
in volta diverso, ma a una classe di oggetti
;
2- denominano non solo referenti concreti, ma anche quelli non con-
I termini
creti (immateriali) che cercano di fissare e di far comprendere in modo
univoco.
La terminologia studia appunto il rapporto termine – concetto, con una priorità
di quest’ultimo sul termine. Qual è la problematica che si affronta però in ambito
plurilingue o in un contesto traduttivo? Quello di mettere a confronto non solo
lingue ma culture diverse. Di fatto la cultura, tanto quanto la lingua, sono pro-
dotti culturali che tra loro sono solo parzialmente o a volte per nulla simili.
Esempio: consideriamo la concezione di prisma di colori: mentre un classico oc-
cidentale, alla domanda “che colore vedi?” dice spesso i colori che gli piacciono
e che vede in torno, quelle popolazioni che vivono nelle foreste hanno compattato
il prisma dei colori per sviluppare le varie tonalità di verde in modo da distinguere
quegli animali e quelle piante che sono nocivi da quelle che non lo sono. Lo stesso
la lingua che, come il modo di pensare e di vedere le cose, caratterizza ogni sin-
diverso.
gola cultura in modo rendere indipendente il
In contesti plurilingui, per un terminologo, è importante
termine dal contesto . Si mira sempre di più verso una monosemicità rispetto alla
polisemicità della lingua comune. Più un termine ha valenze e più ha possibilità
di essere riferimento di più valori e concetti. Nella terminologia è il contrario in
quanto c’è bisogno di brevità, condensazione del contenuto, resa univoca del
concetto senza secondi significati.
QUESTIONE DELLA DELIMITAZIONE PAROLA/TERMINE
Il termine è una parola che molto spesso non riesce nemmeno ad essere regi-
strata dai vocabolari di alto uso per a causa di alcune ragioni come:
Pasquale Santedicola A.A. 2017/2018
a- Neologismi o risemantizzazioni così recenti da rimanere escluse dalla rile- 5
vazione terminologica
Parole di uso comune cosi ristretto da non essere giustificata la rivelazione
b-
c- Parole giudicate obsolete
Sintagmi di vario tipo che per ragioni pratiche non possono essere lessica-
d- lizzati. non rientrano nei dizionari
Essendo i termini strumenti di poche persone, essi
della lingua comune ma in dizionari specialistici dove, anche i lemmi del lin-
guaggio comune, subiscono modifiche semantiche.
I termini tuttavia possono essere giudicati anche residui lessicali: sintagmi bino-
miali o trinomiali che sono rimanenze di vecchi linguaggi che ancora non sono
stati lessicalizzati. quel punto al quale giunge l’espressione, anche nella fre-
LESSICALIZZAZIONE :
quenza d’uso, che vengono percepite anche solo come una parola (es.: oltre tutto;
week end; etc.)
L’elemento che caratterizza il termine è essere delimitato ad ogni livello (se-
mantico, diastratico, diatopico, diafasico, diactonico). Ovviamente si parla a livelli
ottimali dove l’ambito più è ristretto più il termine presenterà un confine netto.
COME SI FORMA IL LESSICO SPECIALISTICO?
È il lessico a fornire elementi distintivi che individuano una lingua speciale sia
rispetto alle altre lingue speciali sia rispetto alla lingua comune (Cortelazzo 1994).
Il livello può essere esclusivo in un linguaggio specialistico, mentre peculiarità
morfologiche, sintattiche e testuali potranno manifestarvisi con maggior fre-
quenza o tipicità, ma non in modo esclusivo dato che il veicolo primario dei con-
tenuti specialistici sono pur sempre le linee naturali.
TASSONOMIE E NOMENCLATURE: il lessico di un LSP (linguaggio specialistico)
“insieme di ter-
è comunemente identificato con la sua nomenclatura che è un
mini, ciascuno dei quali ha una definizione concettuale esplicita all’interno di
una tassonomia gerarchica, determinata da una classificazione scientifica o
tecnica che dipende dalle strutture concettuali tipiche della disciplina (So-
brero 1993)”. tassonomia una categorizzazione
Ciò avviene secondo una , cioè
dei termini a seconda dei linguaggi specialistici
. Tuttavia anche le nomenclature
e le tassonomie di discipline che si sono dotate nel tempo di criteri rigidi per la
formazione del lessico, presentano lacune e incoerenze interne: anche il rigore
terminologico delle scienze dure vale “in ambito strettamente sincronico e all’in-
terno di una stessa scuola di pensiero”.
MONOSEMIA E POLISEMIA: monosemantico, monoreferenziale
, di riferimento
il termine è tendenzialmente
cioè a un termine con rispetto a un rapporto 1:1. Seppure il testo specialistico è
caratterizzato da aspetti sintagmatici, sintattici e morfologici ricorrenti, il valore
termine non è influenzato dal contesto linguistico in cui inserito, ma si lega
del
concettualmente agli altri termini che in quel testo ricorrono . La sua specialità è
data anche dai rapporti che nascono con gli altri termini di specialità.
Pasquale Santedicola A.A. 2017/2018 un termine tecnico
La monosemia più precisamente può essere definita come: 6
tendenzialmente monoreferenziale e punta a fissare un rapporto di biunivocità
con il concetto o l’oggetto che designa. Sotto questo aspetto il termine speciali-
stico non subisce alcun influsso dal contesto sintagmatico in cui è inserito, ma è
in relazione con tutti gli altri termini del vocabolario della disciplina di riferimento
e la sua specificità è data proprio dai suoi rapporti con la costellazione di
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