Neuropsicologia del linguaggio libro adottato per l'esame teorie e tecniche delle scienze logopediche
Capitolo 2: Il farsi delle lingue
I meccanismi alla base dell'apprendimento del linguaggio articolato sono 4:
- Fenomeno del "contagio": Subito dopo la nascita i neonati hanno la capacità, sostanzialmente innata, di imitare comportamenti innati complessi. Questa capacità gioca un ruolo cruciale nella comprensione del linguaggio. È conosciuta con il nome di "teoria motoria della decodificazione del linguaggio" e suggerisce che durante l'ascolto di un parlante il soggetto ripeta internamente a livello motorio quanto sta ascoltando. Questa teoria ha ricevuto conferme neurofisiologiche sperimentali, date dalla scoperta dei "neuroni specchio".
- Comportamento ecolalico: Consiste nella ripetizione di parole o frasi, senza che queste siano state necessariamente comprese.
- Accomodazione vocale: Consiste nella tendenza a rendere la propria espressione verbale sempre più simile alle caratteristiche vocali dell'interlocutore.
- Sensibilità al ritmo del linguaggio (innata): Diversi tipi di evidenze indicano la naturale, genetica predisposizione al linguaggio, che è necessaria ma non sufficiente alla piena espressione del linguaggio. Oltre all'integrità di strutture anatomo-fisiologiche e di precise funzioni cognitive, una piena maturazione del linguaggio è strettamente legata agli stimoli di cui questi processi necessitano e che dipendono dalla ricchezza e completezza della società linguistica nella quale l'individuo è immerso.
Capitolo 3: L'essere delle lingue
Le vocalizzazioni si distinguono in innate (pianto dell'uomo) e acquisite (imitazione del pappagallo). Durante la vocalizzazione si ha la chiusura della rima glottica e quasi simultaneamente l'inizio della fase espiratoria. Durante l'espirazione e la contemporanea chiusura delle corde vocali, la pressione nelle vie aeree sub-glottidee crescerà fino ad aprire improvvisamente le corde vocali, che successivamente si richiuderanno. Così le corde vocali continueranno ad aprirsi e chiudersi molto velocemente, cioè vibreranno. La frequenza di vibrazione corrisponde a numeri di cicli di apertura e chiusura delle corde vocali nell'arco di un secondo.
I centri nervosi responsabili delle vocalizzazioni acquisite sono situati nelle porzioni più alte del cervello; strutture più basse controllano le vocalizzazioni innate.
Sistema nervoso centrale
- Grigio periacqueduttale mesencefalico; la cui lesione causa mutismo.
- Centro ventrolaterale pontino; se stimolato produce vocalizzazioni, se lesionato altera la capacità di vocalizzazioni.
- Corteccia anteriore del cingolo; se lesionato elimina la capacità di produrre vocalizzazioni volontarie.
- Area corticale laringea; se stimolata provoca isolati movimenti di chiusura delle corde vocali.
- Ipotalamo; se stimolato provoca vocalizzazioni che somigliano a quelle spontanee.
- Area motoria supplementare; se stimolata produce vocalizzazioni.
Sistema nervoso periferico
- Strutture laringee e sopralaringee coinvolte nella produzione linguistica.
Tipi diversi di informazione, ad esempio verbali o non verbali, vengono appresi o ricordati in modi diversi. Studi lesionali suggeriscono l'esistenza di sistemi neurali diversi per le diverse forme di memoria. Nel 1890 lo psicologo statunitense James ipotizzò l'esistenza di una memoria primaria, oggi chiamata a breve termine, con una durata di pochi secondi, e di una memoria secondaria, oggi chiamata a lungo termine, che riguarda invece le conoscenze più durature, anche per tutta la vita.
Memorie dichiarative e conoscenza esplicita
Nella sua accezione più generale la memoria dichiarativa fa riferimento a quel tipo di conoscenza cui si può avere accesso consapevole, come ad esempio le nozioni scolastiche.
Memorie non dichiarative e conoscenza implicita
Queste memorie sono legate ad un tipo di apprendimento e di conoscenze che dipendono dall'esecuzione ripetuta di un compito, come ad esempio l'acquisizione di abilità motorie nello sport o nella danza.
Nell'ambito della memoria non dichiarativa si distinguono:
- Le procedure cognitivo-motorie, quali quelle alla base della capacità di guidare, camminare etc;
- Il priming, cioè il fenomeno per cui il rilevamento o il completamento di stimoli sensoriali è facilitato dalla presentazione subliminale di uno stimolo ad essi apparentato;
- Il condizionamento classico o quello emozionale, ovvero l'associazione fra stimoli sensoriali e complesse risposte fisiologiche (ad esempio, il cane dell'esperimento di Pavlov cominciava a salivare con un suono che associava all'arrivo del cibo).
Capitolo 4: L'essere e il divenire delle lingue
Esistono diverse tecniche di indagine sullo studio del linguaggio normale e patologico. Stimolazione e registrazione diretta del parenchima cerebrale: queste due tecniche sono estremamente invasive e costituiscono dei prototipi di interferenza con l'attività neurale (stimolazione) e di osservazione dell'attività neurale (registrazione) durante specifici compiti cognitivi. Poiché il parenchima cerebrale (tessuto di un organo) non ha terminazioni dolorifiche, le stimolazioni-registrazioni possono essere effettuate solo mentre il soggetto è sveglio.
EEG e potenziali evento-correlati (ERP): la tecnica elettroencefalografica non è assolutamente invasiva e permette di misurare, tramite una serie di elettrodi registranti posizionati sullo scalpo, l'attività dei neuroni corticali sottostanti ciascun elettrodo. L'attività dei neuroni corticali viene stimolata attraverso la presentazione visiva o uditiva di un dato stimolo. Questa tecnica, detta dei potenziali evento-correlati, misura differenze di cariche elettriche tra due elettrodi entrambi attivi, situati in punti diversi dello scalpo.
Magnetoencefalografia (MEG): è una moderna e sofisticata tecnica funzionale non invasiva in grado di registrare, tramite particolari sensori posti in prossimità dello scalpo, i deboli campi magnetici indotti per effetto dall'attività elettrica dei neuroni.
Stimolazione magnetica transcranica (TMS): tecnica basata sul principio dell'induzione elettromagnetica, secondo il quale un impulso di corrente elettrica che passa attraverso una bobina di metallo genera un campo magnetico.
Le principali tecniche di visualizzazione dell'attività cerebrale in vivo sono due: la tomografia ad emissione di positroni (PET) e la risonanza magnetica funzionale (fMRI). La prima può essere usata per misurare sia il metabolismo cerebrale che il flusso sanguigno. Rispetto alla PET, la Risonanza magnetica funzionale comporta una serie di vantaggi:
- Maggiore risoluzione spaziale e temporale;
- fMRI completamente innocua;
- fMRI consente l'acquisizione di un numero molto più elevato di immagini funzionali per ogni soggetto.
Il metodo della tomografia ottica (OT) dipende dalla diversa trasparenza dei tessuti alla luce, in zone dello spettro prossime all'infrarosso. La OT è completamente non invasiva. Esistono tecniche morfologiche e morfometriche in grado di darci informazioni in vivo sulla struttura e non sulla funzione del sistema nervoso. Queste sono la tomografia assiale computerizzata (TAC) e la risonanza magnetica (RSM) e consentono di confrontare la sede e l'estensione di una data lesione cerebrale con i deficit conseguenti ad essa. Le immagini ottenute sono tipicamente rappresentate sul piano bidimensionale (TAC) e tridimensionale (RSM).
Capitolo 5: Il disfarsi delle lingue
Con il termine di afasia la moderna neurolinguistica indica quei quadri clinici di alterazione più o meno grave della comprensione e della produzione del linguaggio conseguente a lesioni cerebrali, in genere localizzate nell'emisfero sinistro.
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