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Una visione d’insieme

I 4 oggetti d'attenzione dell'analista

Persone: ogni persona propone la sua storia fantasmatica, usando diversi mezzi espressivi: racconti, sogni, comportamenti. Ogni intervento si lega all'andamento del gruppo, ma anche ai propri interventi precedenti seguendo il filo della sua vicenda fantasmatica. Lo psicoanalista segue le principali configurazioni di ognuno, si accorge di come ognuno evolva, di pari passo con la relazione che ha stabilito con lui e con il gruppo, registra nella sua mente come i singoli partecipanti usano le risposte che ottengono durante la terapia e se c'è una crescita o un blocco nell'evoluzione della loro personalità.

Evoluzione: processo con cui gli individui diventano più consapevoli degli aspetti vitali istintuali della loro personalità, che erano nascosti o repressi. Piano piano inizia a emergere un progetto di vita. Il percorso però non è lineare, ma presenta momenti di progresso e momenti di blocco. Il conduttore deve saper riconoscere le capacità degli individui e i loro stili particolari, riconoscimento che può essere utile anche come antidoto alla trasformazione del gruppo di massa. Lo psicoanalista non indirizza il suo interesse solo verso i membri del gruppo che parlano. È importante, se non più importante, che si rivolga anche alle persone che non riescono a esprimersi con le parole. Legando nella sua mente brevi frasi, l'espressione dei visi, frammenti di sensazioni e pensieri, contribuisce a dare forma a una capacità di essere soggetti che questi pazienti non hanno o hanno solo a livello potenziale.

Relazioni interpersonali

Se questa fosse l'unica dimensione del lavoro analitico nel gruppo, non ci sarebbe differenza tra analisi del setting tradizionale e analisi del setting di gruppo. L'unica differenza sarebbe che non ci sono 2 persone ma un gruppo (posizione di Schilder, Wolf, Schwartz): secondo questo approccio, l'enfasi deve essere posta sulle relazioni di transfert individuale. I pazienti ricevono le interpretazioni e le risposte che riceverebbero se stessero nel setting tradizionale duale, ma il gruppo non è solo una cornice. In seduta, si svolge uno scambio, di solito molto libero, rispetto a quanto sta accadendo e a ciò che ognuno dei membri del gruppo consapevolmente o meno sta comunicando.

Molto spesso gli altri membri del gruppo sono capaci di cogliere aspetti del vissuto che sono inconsci per la persona che parla (o che vengono colti solo in parte). Le loro percezioni sono precise perché i membri del gruppo riescono sempre a cogliere il nucleo fantasmatico o attivo, ma anche selettivamente deformate perché si alimentano grazie a forti identificazioni e intensi stati affettivi.

Un ruolo importante è giocato dal tono di fondo del gruppo: se prevalgono tolleranza e amichevolezza, la corretta percezione prevale sulla distorsione. Se c'è un'atmosfera persecutoria, allora la percezione è distorta poiché l'attenzione è focalizzata sulla tensione piuttosto che sulla percezione.

Risonanza: Foulkes ha chiamato la capacità dei membri del gruppo di cogliere le emozioni e il vissuto degli altri membri "risonanza". Anche nel gruppo può esserci un contatto emotivo generico, su un certo tema, fantasia o sentimento che si produce tra due o più membri del gruppo. È alla base del lavoro in gruppo. Il conduttore deve favorirla, segnalando ad esempio la somiglianza tra modi di esprimersi o chiarendo eventuali fraintendimenti. La risonanza tra i partecipanti implica sempre anche una certa elaborazione emotiva.

Esempio: Un membro del gruppo può fare un sogno per un altro partecipante. Come una mamma-uccello pre-metabolizza il cibo per il piccolo, lui assume come propria la situazione emotiva che l'altro ancora non è in grado di elaborare e la rappresenta in immagini oniriche che racconta in seduta.

Kaes: idea vicina a questa, dicendo che trasformazioni che determinati membri del gruppo non riescono a compiere vengono svolte proprio come la madre riesce a disintossicare lo spazio interno del bambino grazie alla sua funzione di contenimento e di trasformazione.

L'entrare in risonanza e il metabolizzare stati d'animo di un altro membro ha sempre valore di conoscenza di sé. A volte questa funzione autoconoscitiva è preminente. Si può parlare di un effetto-specchio, che si presenta in modo caratteristico quando un certo numero di persone si incontrano e agiscono una sull'altra. Un individuo vede se stesso, spesso una parte rimossa di sé, riflesso nell'interazione con l'altro. Li vede reagire allo stesso modo o in modo contrastante con il suo comportamento.

Risonanza e effetto specchio non si sviluppano sempre solo tra due persone, ma coinvolgono la maggioranza dei membri del gruppo. In questo caso, l'attività di metabolizzare e elaborare prende forma nel dispiegarsi di un discorso a più voci, di una catena associativa che si forma con i contributi di ogni partecipante.

Interazione tra individui e gruppo

L'immagine della catena associativa mostra un aspetto della comunicazione di gruppo, un'altra immagine è rappresentata da quella di gruppo disposto a stella. Tutte le persone si collocano non lungo una catena, ma con un punto centrale che funge da raccordo e fulcro. I partecipanti sono disposti a cerchio, così che ognuno possa vedere gli altri e essere visto da tutti gli altri.

Il centro oltre che spazio fisico è uno spazio mentale in cui fantasie, emozioni e pensieri possono essere contenuti e prendere forma. Questo centro può essere noto e già costituito, come la fantasia centrale o l'emozione centrale di una seduta, con cui ognuno stabilisce un rapporto. Ma può anche essere in via di definizione.

Storia islamica dell'elefante: mette in guardia dal parlare delle cose senza avere una visione globale. Il racconto diventa un'allusione alla disposizione a stella del gruppo e invita a valorizzare il confronto tra vertici diversi per raggiungere una conoscenza di ciò che per una persona è troppo arduo da pensare. Per una sola persona può essere difficile suddividersi in tanti punti di vista diversi, mentre se ogni punto è rappresentato da un membro del gruppo, ognuno può usufruire contemporaneamente degli altri punti di vista.

Fenomeni trans-personali

Trans-personali indica qualcosa che è oltre l'individuo. L'approccio interpersonale alla psiche dà particolare rilievo agli stati che trascendono la coscienza e si pone l'obiettivo di sviluppare le più elevate capacità mentali e spirituali dell'individuo. Neri associa un significato diverso a questo termine: il dissolversi delle barriere dell'Io nel gruppo.

Ci sono 3 ordini di fenomeni trans-personali che si verificano nella terapia di gruppo, che non si mostrano come separati, ma intrecciati:

  • L'atmosfera o tono di fondo della seduta: i partecipanti a un gruppo condividono un complesso di vissuti, sensazioni, emozioni, a cui loro stessi danno origine. Per un effetto somma questi elementi tendono a presentarsi come un tutto diffuso e mobile che viene percepito come atmosfera del gruppo. Redl: tonalità del sentimento di base che sottende la vita di gruppo, la somma delle emozioni di ognuno nei confronti degli altri, verso il lavoro, verso l'istituzione, verso il gruppo come unità, verso il mondo esterno. Il gruppo terapeutico produce determinate atmosfere, a volte transitorie, altre durature, difficili da modificare.
  • Il medium: McLuhan: i mezzi (media) attraverso cui avviene la comunicazione non sono mai neutri rispetto alla comunicazione stessa, ma al contrario la influenzano profondamente. A volte, l'impatto di un medium sovrasta quello del contenuto che dovrebbe veicolare: il medium è il messaggio. Anche la situazione di gruppo è medium. La persona che partecipa per la prima volta a un gruppo terapeutico spesso sperimenta un senso di de-personalizzazione e l'analista deve essere in grado di affrontare la situazione. L'introduzione di un nuovo medium o di un cambiamento nel medium modificano la percezione delle persone che ne subiscono l'impatto, es. un rumore. Se i cambiamenti sono lenti: c'è più possibilità di adattamento, se i cambiamenti sono rapidi, il risultato è che l'area del rapporto percettivo relativa a quel medium diventa anestetizzata, e può essere addirittura esclusa dalla consapevolezza. L'effetto complessivo è un sentimento più o meno intenso di de-realizzazione. L'assenza di uno dei membri del gruppo modifica il setting. La situazione del piccolo gruppo a finalità analitica è di per sé un nuovo medium per persone che entrano a farne parte. Un elemento importante del medium è del piccolo gruppo è la presenza di tutti i membri del gruppo. Quando qualcuno manca, questa cosa è percepita come cambiamento del medium. L'esperienza clinica indica che perché la comunicazione del gruppo possa ristabilirsi in modo soddisfacente il cambiamento che pesa sul gruppo deve essere elaborato in modo adeguato.
  • Gli effetti della mentalità primitiva e degli assunti di base: Mentalità primitiva: tendenza a dare risposte automatiche. È una dimensione dalla quale è difficile non farsi coinvolgere completamente. Quanto più il gruppo funziona con la mentalità primitiva, tanto più lo spazio dell'individuo è limitato. È importante che il terapista sia consapevole di questo, e del fatto che il gruppo può limitare la libertà delle persone chiedendo l'adeguamento a un funzionamento collettivo, nel pensiero e emozioni. Se prevalgono le forze che tendono a limitare la libertà a esprimersi, le persone perdono la loro unicità, diventano intercambiabili, quindi il conduttore ha il compito di non fare gruppo, come massa, ma di rallentare processi troppo accelerati e dirompenti, di sottolineare la particolarità, le differenze e i diritti degli individui. La mentalità primitiva è sostenuta e pervasa di fantasie, che si avvicendano nel gruppo. Sono definite da Bion, assunti di base, che sottolinea il carattere fondamentale e indiscutibile. "I tentativi fatti dagli esseri umani riuniti in un gruppo per sviluppare un comportamento creativo, possono essere disturbati e interrotti dall'arrivo di pensieri e emozioni che sono radicati in fantasie inconsce che riguardano i motivi veri per cui il gruppo si è riunito". Ci sono 3 classi in cui ricadono queste fantasie: religiosa (assunto di base di dipendenza), in cui la fantasia di dipendere totalmente da un campo è dominante; di accoppiamento (assunto di base), fantasia che fa ritenere che il gruppo si è riunito per riprodursi, assunto che sfuma in quello religioso quando il prodotto dell'accoppiamento, persona o idea, è inteso come messia che dovrà ancora venire; di attacco/fuga (assunto di base), fantasia per cui il gruppo si è riunito per occuparsi della propria conservazione, e dipende solo dal comportamento di attaccare in massa il nemico o di scappare da lui. L'uomo evoluto, espressione del gruppo di lavoro, e l'uomo regredito, espressione della mentalità primitiva, sono presenti nel passato e nell'uomo tecnologico, in cui se non trova adatta contrapposizione nel gruppo di lavoro, è più pericolosa, perché mascherata da una logica sofisticata e dotata di forza. La presenza attiva della mentalità di gruppo di lavoro e della mentalità primitiva, pone gli individui in una situazione di conflitto. Se partecipa al gruppo di lavoro, si sente deprivato di forza e di calore, se aderisce al gruppo in assunto di base, avverte di venire messo nell'impossibilità perseguire i suoi scopi come persona che pensa e riflette. Partecipare a un gruppo con mentalità primitiva è ravvivante, anche quando sta portando alla catastrofe, mentre quando ci stacchiamo abbiamo la sensazione di limitatezza e dipendenza dagli altri, e ci sentiamo soli. Il conflitto tra gruppo di lavoro e mentalità primitiva è importante ed è origine di trasformazione. Non c'è per Bion una vera crescita se l'aspetto evoluto si stacca dall'aspetto primitivo. Solo quando entra in risonanza con il primitivo e lo toglie dall'isolamento, c'è reale sviluppo del gruppo e della personalità dell'individuo. Sono veri e propri sistemi che distorcono la percezione degli eventi. Gli assunti di base sono particolari modalità di percepire, come quando si osserva il mondo attraverso lenti di colore diverso. Quello che è importante è che nel gruppo non siamo soli a avere una certa percezione degli eventi, si tratta di un fenomeno collettivo che coinvolge tutti.

Tecnica

Riconoscere l'atmosfera, gli effetti del medium, e quelli degli assunti di base è difficile, perché questi fenomeni si mimetizzano nell'ambiente del gruppo. È importante per questo fine che l'analista riesca a non essere quel buon analista che i partecipanti del gruppo si aspettano, ma che preservi la libertà di sentire e pensare anche ciò che può apparire ai membri del gruppo, come inutile, offensivo e fuori luogo. Deve anche affidarsi a una parte artistica che gli permetta di guardarsi intorno, per riconoscere i fenomeni trans-personali, che non sono facilmente individuabili attraverso una mente razionale. Gli effetti trans-personali, più che con la mente razionale si possono percepire con la mente capace di farsi sorprendere.

Stato gruppale nascente

Ogni gruppo si costituisce intorno a un’idea messianica, trascinante e a una persona che ne è portatrice. Nel piccolo gruppo a finalità analitica questa idea, la psicoanalisi, è collegata alla figura dell’analista e visto che nasce come accoglimento e valorizzazione di un particolare patrimonio ideativo, quello della psicoanalisi, il piccolo gruppo ha molte speranze, fiducia nel futuro o comunque potente arricchimento della visione del mondo.

Lo stato gruppale nascente, però, è caratterizzato anche dall’illusione. All’inizio del gruppo è frequente ascoltare affermazioni come: siamo bravi, siamo il gruppo migliore, affermazioni che non si basano su un giudizio reale del funzionamento del gruppo, ma appunto su un’illusione collettiva. L’analista è tentato di partecipare a questa euforia perché è gratificante. Però deve resistere. Questa illusione gruppale risponde a un desiderio di sicurezza, di preservazione dell’unità dell’Io minacciata, però sposta la preservazione dell’individuo al gruppo: alla minaccia del narcisismo individuale, risponde instaurando un narciso gruppale. Il gruppo trova così la sua identità, nello stesso tempo l’unità narcisizzante di tutti nel suo seno gruppo è affermata.

Fare gruppo, questo obiettivo costituisce uno spostamento difensivo rispetto al vero fine, ricercato e temuto, della formazione o della psicoterapia: la rimessa in questione di ciascuno personalmente. Un altro aspetto dell’illusione è che non ha solo ruolo negativo e di resistenza al lavoro analitico, ma anche di andare incontro all’urgenza dei membri del gruppo di stare insieme, quando manca ancora la capacità di stare in un rapporto: quando non si è capaci di stare insieme con un gruppo di persone che cooperano, si può stare comunque insieme come in un sogno. L’illusione è quindi la reazione a un’angoscia e a uno smarrimento totali, ma anche una condizione iniziale di nascita e di sviluppo.

Depersonalizzazione

Sono molto importanti nello stato gruppale nascente, l’emergenza dei fenomeni di depersonalizzazione e deindividualizzazione. Questo quadro si differenzia dal concetto di Bion di mentalità primitiva perché corrisponde a una particolare fase della vita di gruppo e non ha una dimensione stabile della vita del gruppo. Si è potuto constatare come i fenomeni dello stato gruppale nascente sono abitualmente sperimentati dalla persona che partecipa a un piccolo gruppo come una certa perdita di confini di Sé. Questo senso di perdita è accompagnato da un sentimento relativo al cambiamento del proprio modo abituale di pensare e mettersi in rapporto con la realtà circostante, come se le sensazioni attese non fossero più localizzate, ma fossero diffuse in uno spazio comune condiviso.

L’essere in rapporto con gli oggetti lascia il posto a una certa indistizione di soggetto e oggetto. Non c’è distacco dall’esperienza, ma neanche la possibilità di indirizzare in modo volontario e attivo la propria partecipazione. Molti membri riferiscono, solo dopo, sogni e fantasie di viaggi in paesi senza tempo e senza storia, con paesaggi familiari e estranei.

Questi stati mentali anche se non sono corrispondenti a una fantasia precisa, sono dotati di grande capacità attrattiva. E il vissuto comune del gruppo in stato nascente è molto più potente di ogni assetto mentale preesistente degli individui. Ogni membro non solo si mette in sintonia con questi stati mentali comuni, ma è catturato da loro. Ognuno, poi, contribuisce involontariamente al loro determinarsi.

Un crocevia

Questi fenomeni depersonalizzanti e derealizzativi non sono una condizione stabile, ma rappresentano una situazione di transito verso altre condizioni. In alcuni casi sfociano in una condizione di paralisi e di impossibilità di pensare. I membri del gruppo sono inglobati in una situazione totalizzante e conf...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.furcas.1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e modelli della consulenza socio pedagogica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Ulivieri Stefania.
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