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Storia economica

Secondo lo storico Marco Cipolla, “la storia economica riguarda i fatti e gli eventi economici individuali, aziendali e collettivi”. Lo storico economico è orientato verso il passato per capire le modalità effettive con cui i problemi dell’economia reale sono stati risolti in determinate epoche e in determinati luoghi.

Problemi dell'economia reale

Quali sono i problemi dell’economia reale? La produzione, la distribuzione e il consumo.

Per produzione si intende la combinazione dei vari fattori produttivi, ossia, secondo l’impostazione classica, della terra, del lavoro e del capitale. A questi tre, possono aggiungersene altri due: l’imprenditorialità, suggerita dall’economista austriaco Schumpeter, e l’intelligenza, introdotta dall’italiano Carlo Cattaneo. Vediamo questi cinque fattori produttivi nel dettaglio:

  • Terra: Tutte le risorse naturali del suolo e sottosuolo, remunerata dalla rendita.
  • Lavoro: Contributo umano alla produzione, remunerato dal salario.
  • Capitale: Finanziario, se inteso come somma di denaro, o produttivo, se inteso come immobilizzazioni materiali, in entrambi i casi remunerato dal tasso d’interesse.
  • Imprenditorialità: Capacità di chi gestisce il capitale produttivo, l’imprenditore, di allocare ottimamente le risorse disponibili, remunerata dal profitto.
  • Intelligenza: Capacità di vedere nel lungo termine, prevedendo gli avvenimenti economici.

Se tutti i fattori venissero remunerati esattamente per quanto partecipano alla produzione, si raggiungerebbe l’equilibrio di mercato in cui domanda = offerta, cioè reddito = PIL, ma ciò non avviene. Molti fattori vengono remunerati meno di quanto realmente contribuiscono.

Concetti economici fondamentali

PIL (prodotto interno lordo): Valore monetario dei beni e servizi prodotti all’interno del territorio nazionale di un Paese da residenti e stranieri, al lordo degli ammortamenti (cioè compreso il valore dei beni consumati per produrre).

PNL (prodotto nazionale lordo): Il PIL senza l’apporto straniero.

Teorie di mercato prevalenti

Due sono le teorie di mercato prevalenti:

  1. Teoria mainstream o neoclassica
  2. Teoria keynesiana, dall’economista John Maynard Keynes

Teoria neoclassica

In un mercato perfettamente concorrenziale, l’offerta è sempre in grado di controllare la domanda mediante la manipolazione del prezzo, che funge dunque da strumento equilibrante in grado di fornire l’uguaglianza tra domanda e offerta e dunque l’allocazione ottimale delle risorse disponibili. Perciò, il mercato neoclassico non solo è efficiente, ma anche equo.

In un sistema autoequilibrante (la cosiddetta “mano invisibile”, espressione coniata da Adam Smith), lo Stato deve assolutamente astenersi dall'intervenire nel campo dell'economia, se non in rarissimi casi (per arginare i fallimenti del mercato e per correggere una distribuzione del reddito eccessivamente iniqua). Dunque il principio liberista del “lassez fair, lassez passer”.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludols29 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Di Taranto Giuseppe.
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