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Teorie e tecniche della comunicazione

Appunti per l'esame di 'teorie e tecniche della comunicazione' sull'argomento: maestri e paradigmi basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Sbardella.
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Esame di Teorie e tecniche della comunicazione docente Prof. M. Sbardella

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ESTRATTO DOCUMENTO

manipolazione del consenso si attraverso forme non totalitarie sia attraverso l’esercizio della violenza e del

terrore. La comunicazione basata sull’occhio in termini di stampa e fotografia aveva sviluppato un

monopolio che minacciava di distruggere la civiltà occidentale prima in guerra e poi in pace. Questo

monopolio dava rilievo all’individualismo e quindi all’instabilità e creava l’illusione con slogan quali

democrazia, libertà di stampa e libertà di parola. L’effetto disastroso del monopolio della comunicazione

basato sull’occhio accelerò lo sviluppo di un concorrenziale tipo di comunicazione basato sull’orecchio, con

la radio e con l’abbinamento del suono al cinema e alla televisione. I capi politici furono in grado di

appellarsi direttamente ai votanti e di costruire la pressione dell’opinione pubblica. L’ascesa di Hitler al

potere venne facilitata dall’uso dell’altoparlante e della radio.

Bias vuol dire influenza, tendenza, deformazione, pregiudizio. Il bias definisce le proprietà specifiche di un

medium e quindi lo distingue da altri mezzi e da altre tecnologi, ne indica le potenzialità, ma anche i limiti.

Le forme espressive non sono separate dalle condizioni materiali in cui devono operare. Esistono dinamiche

in continua evoluzione: esse generano il cambiamento. La consapevolezza di non potere sfuggire, dai vincoli

della società e della tradizione in cui siamo collocati ci consente di capire la potenza dei mezzi di

comunicazione e la forza dei monopoli della conoscenza. Noi viviamo sempre dentro una situazione

condizionata e condizionante. Individuare una teoria e gli strumenti conoscitivi che ci consentano di

interpretare senza pregiudizi il nostro mondo e la sua storia è l’ambizione teorica di Innis. Con il termine

Bias viene indicato un processo generale e di lungo periodo che individua una civiltà. E sono le tecnologie

della comunicazione a determinare questi caratteri dominanti. Lo scopo principale di questo metodo è la

ricerca delle cause del mutamento nei grandi processi storici. La nostra conoscenza di altre civiltà dipende

in gran parte dalle caratteristiche ei mezzi di comunicazione usati da ciascuna civiltà per le sue

caratteristiche di conservatone oppure di essere resa accessibile attraverso le scoperte come nel caso dei

risultati delle spedizioni archeologiche. Nella prefazione a the bias of communication Innis indica con

chiarezza il passaggio fondamentale dall’analisi economica a quella culturale.

“Si da per scontato che la storia non è una tela senza cucitura ma piuttosto una tela di cui l’ordito e la trama

sono lo spazio e il tempo intessuti in maniera irregolare i quali produzione modelli deformati.”

Innis ha una visione drammatica e non lineare della storia. La tela, la trama, la rete come oggi si preferisce

dire, sono tutte metafore che fanno riferimento al senso problematico della storia e alla possibilità per l

studioso di fornire più significati agli eventi che conosce sia del passato sia del presente. Le categorie

costanti cioè lo spazio e il tempo, sono intessute in maniera irregolare non possono essere conosciute una

volta per tutte e non offrono un solo punto di vista. L’irregolarità produce modelli deformati e assai difficili

liberarsi da condizionamento dei mezzi di comunicazione. La ricerca di un metodo che siano distorte

necessitò di estendere la conoscenza economica oltre la sfera stessa delle merci e della produzione e

portarla a confrontarsi con la sfera dei rapporti di relazione e scambio. Questi sistemi sono i media, sono i

mezzi di comunicazione. La lettera uccide come la guerra. Ma la lettera ha già in sé elementi nuovi che

vanno oltre i classici attori (le classi sociali) e le classiche forze. La parola, la cultura, le forme di

rappresentazione stanno conquistando una loro autonomia e stanno rivelando, anche per il passato,

quanto peso abbiano nl destino dei popoli e della civiltà la penna, la voce, il libro. Impero e comunicazioni:

un percorso concentrato sui temi della << staple theory>>ovvero sui condizionamenti della produzione di

materie prime sullo sviluppo. A condizionare lo sviluppo di una società sono anche le trasformazioni del

sistema politico e dei modelli culturali. Il tema centrale è il conflitto tra mezzi di comunicazione e istituzioni

che controllano la società. L’alternanza dei grandi poteri- politico, religioso, burocratico- si rivela attraverso

l’appropriazione o la perdita della tecnologia dominante dell’epoca, che è rappresentata di volta in volta

dalla scrittura, dal papiro o dalla carta, dalla stampa, e così via. In questa prospettiva una civiltà dipende dal

controllo <<totale>> delle dimensioni di spazio e tempo. La funzione determinante dei media è quella di

modificare questo equilibrio, di imprimere un dinamismo per imporre un nuovo potere che solo alla fine

del processo ritroverà un’altra forma di equilibrio e quindi consoliderà un’altra forma di civiltà. I media

leggeri, caratterizzati dalla portabilità e dalla facilità d’uso, enfatizzeranno il ruolo dello spazio ed

eserciteranno un più facile controllo su di esso. I media pesanti, caratterizzati dalla materialità del supporto

e quindi dalla durata, consentiranno invece il controllo delle istituzioni destinate appunto a restare

immutabili nel tempo. Innis non è uno storico e non crede alla storia determinata da un unico punto di

vista, appunto quello del progresso. La comunicazione è diventata, nella piena modernità, merce universale

e flusso.

MARSHALL MCLUHAN

Galassia Gutenberg: è la formazione dell’Europa moderna individuando nella tipografia e nella stampa la

tecnologia dominante che nella sua fase di affermazione forgia le menti, le idee, gli atteggiamenti sociali e

stabilisce il primato dell’individuo. Perché usa il termine <<Galassia?>> perché vuole significare la totalità

del processo che vinee messo in moto dalla nuova tecnologia. La sua intenzione è quella di individuare i

caratteri di questo medium che <<costituisce>> la nascente società moderna. Un ambiente tecnologico non

è soltanto un contenitore passivo di uomini, bensì un processo attivo che rimodella gli uomini al pari delle

altre tecnologie. E’ l’essenza della posizione di McLuhan: comprende l’affermazione forte del ruolo attivo,

trasformativo delle tecnologie rispetto agli esseri umani. Decisivo è il rapporto che viene stabilito tra la

nascita della tipografia, la diffusione del libro e il formarsi dell’opinione pubblica, di un vero e proprio ceto

sociale che avrà una grande importanza nello sviluppo della società moderna. La stampa crea la sfera

pubblica e la società civile, distinte dal potere dello Stato, e quindi mette in moto quel carattere peculiare

della società moderna che è l’affermazione delle idee. McLuhan non fa uso degli strumenti storiografici e di

quelli propri dell’economia né adotta le spiegazioni cicliche tipiche delle teorie economiche. La cultura è al

tempo stesso l’oggetto della sua analisi e la cartina di tornasole per le dinamiche. La galassia Gutenberg

affronta il proprio argomento con un metodo a mosaico o di campo. Questa immagine composita di

numerosi dati e citazioni di rilievo costituisce l’unico strumento pratico per evidenziare nella storia le

operazioni causali. Ogni tecnologia tende a creare un nuovo ambiente umano. La scrittura e il papiro

crearono l’ambiente sociale che abbiamo in mente quando parliamo degli imperi dell’antichità Nella nostra

epoca l’improvviso passaggio dalla tecnologia meccanica della ruota alla tecnologia dei circuiti elettrici

costituisce uno dei mutamenti principali di tutta la storia. La stampa a caratteri mobili costruì: IL PUBBLICO.

Il carattere peculiare del pubblico fu quello di una consapevolezza intensa e visivamente orientata, così

nell’individuo come nel gruppo. Le conseguenze di questo intenso stress visivo, con il crescente isolamento

della vista dagli altri sensi, sono illustrate in questo volume. Il suo tema principale + l’estensione delle

modalità visive di continuità, uniformità e interconnessione nella organizzazione del tempo così come dello

spazio. Media intelligenti: Si mette in luce la distinzione fondamentale, per Innis e per McLuhan, tra la

definizione di medium e quella di media di massa, tra la funzione esercitata dalla comunicazione in tutte le

epoche e i diversi strumenti e mezzi di comunicazione che hanno caratterizzato la società del 900: quelli

appunto che vengono definiti media di massa. Il punto di partenza dell’analisi è il cambiamento.

L’applicazione della teoria dei monopoli di Innis trova in McLuhan una rielaborazione particolarmente

efficace. Il rapporto tra tecnologie e comunicazione è uno dei vettori principali dell’affermarsi delle forme

di potere di un’epoca. I media sono caratterizzati da tecnologie <<morbide>> che accompagnano le

trasformazioni dell’uomo e quindi della sua psicologia. E tra tecnologie e comportamenti si apre un spazio

vivo di inter-azione. L’immagine unificata è tipica del 900 e in particolare della società che vinee appunto

denominata società di massa perché caratterizzata, nelle sue forme di rappresentazione, dai mass media.

Sono questi che impongono, attraverso il loro uso universale e quotidiano, l’immagine <<unitaria>> di

società e culture profondamente diverse. Noi viviamo per così dire miticamente e integralmente ma

continuiamo a pensare secondo gli antichi e frammentari moduli di spazio e di tempo dell’era pre-elettrica.

Il medium è il messaggio: il medium è il messaggio le conseguenze individuali e sociali di ogni medium, cioè

di ogni estensione di noi stessi, derivano dalle nuove proporzioni introdotte nelle nostre questioni personali

da ognuna di tali estensioni o da ogni nuova tecnologia. Molti erano inclini ad affermare che il significato o

il messaggio della macchina non doveva risiedere nella macchina in sé stessa ma nell’uso che se ne faceva.

Nella misura in cui essa di atto modificava i nostri rapporti con gli altri e con noi stessi, non aveva

comunque importanza che producesse fiocchi d’avena o Cadillac. Prendiamo l’esempio della luce elettrica:

Essa è informazione allo stato puro. È un medium senza messaggio. Questo fatto, comune a tutti i media,

indica che il <<contenuto>> di un medium è sempre un altro media. Il contenuto della scrittura è il discorso,

così come la parola scritta è il contenuto della stampa e la stampa quello del telegrafo. Alla domanda: <

qual è il contenuto del discorso?>> si deve rispondere: <<È un processo mentale, in sé stesso non

verbale>>. Perché il <<messaggio>> di un Medium o di una tecnologia è nel mutamento di proporzioni, di

ritmo o di schemi che introduce nei rapporti umani. La ferrovia non ha introdotto nella società né il

movimento, né il trasporto, né la ruota, né la strada, ma ha accelerato e allargato le proporzioni di funzioni

umane già esistenti creando città di tipo totalmente nuovo e forme di lavoro e di svago. Questo accadeva

sia che la ferrovia agisse in un ambiente nordico o in un ambiente tropicale, e indipendentemente dal

carico cioè da contenuto. È il medium che controlla e plasma le proporzioni e la forma dell’associazione e

dell’azione umana. I contenuti invece, cioè le utilizzazioni, di questo media possono essere diverse ma non

hanno alcuna influenza sull’associazione umana.

Media caldi e media freddi: È caldo il medium che estende un unico senso fino a un’alta definizione fino allo

stato cioè in cui si è abbondantemente colmi di dati. Il telefono è un medium freddo, o a bassa definizione

perché attraverso l’orecchio si riceve una scarsa quantità di informazioni, e altrettanto dicasi di ogni

espressione orale rientrante nel discorso in genere perché offre poco ed esige un grosso contributo da

parte dell’ascoltatore. Viceversa i media caldi non lasciano molto spazio che il pubblico debba colmare o

completare; comportano perciò una limitata partecipazione, mentre i media freddi implicano un alto grado

di partecipazione o di completamento da parte del pubblico.

Il villaggio globale: riflette il duplice processo caratteristico della storia. La globalizzazione passa attraverso

la diffusione delle tecnologie della comunicazione. Tale pervasività rimanda l’immagine di un mondo

unificato. Un mondo in cui esiste uno scambio intenso di notizie e di informazioni tra gli uomini. La versione

più ottimistica prevede la partecipazione di tale paradiso, ma è contraddetta dalle arretratezze sociali e dal

divario tra coloro che hanno e coloro che non hanno. Il villaggio è anche una regressione a un ritorno a

forme di civilizzazione, fondate principalmente sull’oralità che sembravano scomparse o limitate a zone

periferiche.

Comunicazione e politica

Rapporto molto forte. La comunicazione è legata alla comunità la quale è alla base della politica. è difficile

che si instaurino dei rapporti comunicativi senza comunità! La comunicazione -> strumento per sovvertire

alle forme di potere

Le rivoluzioni

L’avversione al vecchio regime si manifesta anche sul piano ….

La festa rivoluzionaria è un luogo privilegiato della produzione ……, il museo, il luogo della conversione e

della memoria.

Regimi totalitari e demagogia

Radio e cinema (i primi mezzi di comunicazione di massa..sono due media funzionari all’amplificazione delle

parole, dei gesti e dei rituali dei regimi totalitari. Si radicalizza l’immagine del capo, mentre la folla è una

massa indistinta e obbediente.

Psicologia di massa

Gustave le bon nel 1895 studia la “psicologia delle folle”. La massa è costutivamente altra rispetto alla

somma dei singoli individui e che s

MACCHINE PER COMUNICARE

Alan Turing e Norbert Wiener son i massimi rappresentati della svolta comunicativa del XX secolo. Sono

scienziati che entrano in conflitto con la società del loro tempo. Turing collaborò durante la seconda guerra

mondiale decifrando i codici enigma, poi accusato di omosessualità fu costretto alla castrazione chimica,

poco dopo si suicida. Wiener, nonostante avesse collaborato al programma Manhattan, fu inserito nella

lista nera e perseguitato dalla commissione McCarthy. Si figura un nuovo rapporto drammatico e

conflittuale tra scienziati e potere. Secondo la visione di Turing e Wiener, lo scienziato ha una missione

fondamentale, che non è <<PRENDERE IL POTERE>>, ma al contrario costruire macchine che sollevino

l’uomo da compiti che assolve male, quali decidere, comandare, governare, <<trasformare gli intellettuali in

gente comuni>>. Sostiene Wiener: << vivere in modo effettivo, significa vivere con una quantità adeguata di

informazione>>. E poi sulla questione del potere, afferma :<< la comunicazione è il cemento della società e

[…] coloro che si sono assunti il compito di preservare i canali di comunicazione sono gli uomini

maggiormente responsabili della sopravvivenza o della rovina della nostra società>>.

Alan Turing

Nel 1936 propone il disegno di un automa in grado di effettuare tutte le operazioni computabili attraverso

l’applicazione di un algoritmo. La macchina << teorica>> capace di elaborare informazioni in formato

digitale sulla base di un programma composto da regole. La “macchina di Turing” non venne mai realizzata

poiché richiedeva un nastro di memoria illimitato. Questo nastro è diviso in celle-ognuna delle quali può

contenere un solo simbolo- e da una testina in grado di spostarsi da una cella all’altra e di leggere o scrivere

all’interno di essa. L’automa può assumere una serie finita di stati distinti, grazie ai quali è possibile

specificare la progressione delle istruzioni che compongono un qualsiasi programma da fare eseguire alla

macchina. A seconda dello stato in cui si trova e del simbolo che legge sul nastro rappresenta l’output della

computazione. La Macchina di Turing è in grado di effettuare tutte le operazioni computabili attraverso un

metodo definito e un numero finito di passaggi.

Il test di Turing. Nel saggio del 1950 “macchine calcolatrice intelligenza” Turing affronta la questione

<<Possono pensare le macchine?>>. Per rispondere a questa domanda propone il gioco dell’imitazione. I

partecipanti sono tre, che on devono conoscersi. Due di essi devono essere di sesso diverso e saranno i

candidati, dovranno cioè rispondere alle domande del terzo partecipante. Quest’ultimo deve trovarsi in una

stanza diversa da quella dei candidati, non può vederli e può interagire con loro solo per mezzo di una

telescrivente. L’interrogante deve individuare chi tra i candidati sia l’uomo e chi la donna. Al contrario, lo

scopo dei candidati è quello di confondere l’interrogante, fornendo le risposte che ritengono opportune al

loro obiettivo. Turing propone di sostituire uno dei due candidati con una macchina: gli obiettivi rimangono

immutati, ma nella variante l’interrogante dovrà identificare la macchina. Obbiettivo della macchina è

ovviamente quello di imitare il più possibile l’uomo. Se l’interrogante non riuscirà a capire quale dei

candidati sia l’uomo e quale la macchina, allora si potrà dire che la macchina avrà superato il test e che

potrà essere definita come <<macchina intelligente>>. Un calcolatore digitale può essere normalmente

considerato composto di tre parti: memoria, unità operativa e governo. Le informazioni contenute nella

memoria sono comunemente suddivise sezioni di dimensioni abbastanza ridotte.

Norbert Wiener

Proposta della cibernetica: una spiccata interdisciplinarità che consente l’incontro di competenze assai

diverse, soprattutto tra i rappresentanti delle due culture, quella scientifica e quella umanistica. in una

conferenza si riscontrarono (riscontrate da Wiener e Bigelow) delle somiglianze tra l’azione dei congegni

elettronici e macchine automatizzate e il sistema nervoso umano. Nuovi processi di comunicazione non

erano governati dalla tradizionale logica delle relazioni lineari di causa ed effetto; erano regolati da un

inedito principio logico, che R. denominò <<causalità circolare>>. In quella diversa causalità, gli esseri

viventi e le macchine agivano, alla stessa stregua, con intenzione. Per lui le relazioni che intercorrono tra i

fenomeni contano molto di più di ciò che essi <<contengono>>. La realtà può essere interpretata in termini

d’informazione e di comunicazione. Il campo dell’informazione e della comunicazione elimina l’antico

dualismo tra corpo e anima, tra realtà interna e realtà esterna. Il <<comportamento>> degli esseri umani

consiste nello scambio <<scambio di informazioni>>. Il criterio fissato è quello della complessità. Il

comportamento umano è regolato da un sistema dinamico: gli scambi di informazioni. Senza informazione

non c’è vita sociale e quindi non c’è esistenza umana. La macchina è soltanto meccanismo; è l’uomo a

progettare e programmare la macchina e, quindi, s dotarla di intelligenza. Wiener conclude che il nostro

rapporto con la realtà esterna deve essere regolato da un sistema che ci consenta di reagire

adeguatamente. Ma questo sistema è in grado di decodificare e quindi utilizzare i segnali che Wiener

definisce informazioni. Le informazioni sono anche delle macchine: questo è il campo comune su cui

fondare la nuova scienza. Wiener inoltre sostiene che per un’azione efficace sul mondo esterno, non solo è

essenziale possedere buoni organi motori, ma occorre che l’attività di tali organi sia adeguatamente

segnalata a scopo di controllo al sistema nervoso centra, e che i rilevamenti degli organi di controllo si

combinano appropriatamente con le altre informazioni in arrivo dagli organi sensoriali per determinare

un’uscita motoria regolare. Qualcosa di simile avviene nei sistemi meccanici. Il ritorno dell’informazione:

feedback. Vi sono anche catene di feedback in cui non vi è alcun intervento umano (es. termostato). Il

passaggio dalla nozione <<tecnica>> di feedback a quella di messaggio è fondamentale, perché ci fa capire il

percorso unificante che va dalla macchina all’umano e dall’umano alla macchina. Supera le teorie

meccaniciste e funzionaliste dell’informazione e apre il campo ad un concetto unificante, in grado di

spiegare tutti i fenomeni di relazione tra gli uomini diretta e tra gli uomini mediata da una macchina.

Il messaggio è una sequenza temporale. La previsione del futuro di un messaggio si compie per mezzo di

qualche tipo di operatore sul suo passato, sia che questo operatore venga realizzato mediante uno schema

di calcolo matematico, sia che venga realizzato da un apparato meccanico o elettrico. Nella visione di

Wiener l’informazione è la misura del grado di organizzazione di un sistema.

Shennon: Come codificare un messaggio in modo che venga trasmesso con il minimo di distorsione e di

errore. Ogni sistema di comunicazione si fonda su elementi comuni, quali:

- Fonte di informazione

- Un trasmettitore

- Un canale

- Un ricevitore in grado di decodificare il messaggio

- Un destinatario

Obiettivo: il messaggio ricevuto deve essere una copia esatta di quello inviato.

L’informazione è intesa come unità di misura (quantitativa) della libertà di scelta della sorgente nel

comporre inviare un messaggio. Riduce ogni scelta a una successione di scelte binarie rappresentabili

algebricamente attraverso il codice binario 0/1. I valori 0/1 sono definiti BIT.

Il contenuto informativo di un messaggio è legato alla sua probabilità di mostrarsi entro un insieme di

messaggi possibili: maggiore è la probabilità di realizzarsi, minore è il contenuto informativo. Ogni scelta

binaria corrisponde a un bit di informazioni e l’unità d’informazione- bit- permette di eliminare l’incertezza

circa il verificarsi di due alternative, quando queste sono equiparabili. In generale: davanti a una scelta fra n

alternative egualmente probabili, la quantità di informazione (ovvero il numero di scelte binarie)

corrispondente sarà uguale al logaritmo in base 2 di n. poter confrontare l’efficacia dei diversi sistemi di

codificazione, operando una scelta al fine di ottenere una trasmissione condizionata il meno possibile

dall’effetto rumore e dalla distorsione.

La cibernetica propone un concetto unificante di comunicazione, premessa per porre la comunicazione al

centro della società e al centro della vita degli esseri umani. Si propone di abbattere le barriere tra la

dimensione biologica e quella culturale, tra le scienze della natura e quelle dell’uomo. Un organismo

vivente quale è l’uomo è immerso in un mondo che egli percepisce con i suoi organi sensori. Questa

informazione si coordina attraverso il suo cervello e il suo sistema nervoso finché, dopo, un processo

appropriato di immagazzinamento, di collazione e di selezione, emerge attraverso gli organi esecutori.

Agiscono sul mondo esterno. Cosicché le informazioni ricevute dagli organi cinestetici si combinano con la

quantità già accumulata di informazione per influenzare l’azione futura. L’informazione è dunque un

termine per indicare il contenuto di ciò che è scambiato con il mondo esterno non appena noi ci adattiamo

ad esso. I bisogni della vita moderna hanno accresciuto esigenze di tale processo. Il timoniere con il suo

computer crea una società che non ha più bisogno del comando centralizzato, di un sistema che annulla

ogni forma di comunicazione e che non prevede alcuna forma di feedback, e quindi di partecipazione

dell’utente. Il recupero di un ruolo attivo dell’umano, anche quando asseconda un progresso tecnologico

che può minacciarne l’identità e autonomia, si introduce nel più profondo della civiltà. Il linguaggio, la

parola, assume un ruolo inedito, originale e trainante.

IPERTESTI E INTERNET

Ipertesti e internet sono due teorie elaborate negli anni Trenta. L’ipertesto sconvolge il modello fondante la

civiltà umana, afferma un paradigma che non è più quello logico- sequenziale. Homo Ubiquitous, connesso

da ogni luogo ogni momento. L’ipertesto è una tecnologia che ha bisogno di un approccio multiculturale e

interdisciplinare; ben presto darà origine alla multimedialità e, sfruttando la diffusione di Internet e dei

browser per navigare nella ragnatela mondiale, sarà il codice universale della comunicazione umana.

Vannevar Bush (1890-1974) scienziato USA MIT Boston

<<As we may think>> ovvero <<come possiamo pensare>>. Vannevar stesso disse: la mente umana

funziona per associazioni di idee. Le informazioni non sono permanenti, la memoria non è stabile. Bush

mette in gioco il rapporto tra uomo e macchina: può una macchina supportare o addirittura sostituire la

mente umana? Scommette sulla società dell’informazione, cioè prevede una società in cui si afferma un

accumulo continuamente crescente di informazioni e di documenti. La memoria statica non basta; occorre

una memoria dinamica, in cui siano conservabili e utilizzabili non solo i documenti, ma anche le connessioni

e i continui riferimenti, relazioni, link che gli utilizzatori di questo immenso patrimonio, distribuito in forma

ineguale in tutto il mondo, generano col loro continuo uso. Memex è comporto da una tastiera, da leve e

pulsanti e da schermi trasparenti sui quali vengono proiettati documenti memorizzati su microfilm. Possono

essere visualizzate in parallelo ed è possibile stabilire connessioni permanenti tra di esse. In un terzo spazio

trasparenze è possibile scrivere appunti. Memex è uno strumento nel quale un individuo immagazzina libri,

documentazione e comunicazioni, meccanizzato in modo da poter essere consultato con estrema velocità e

flessibilità. Bush vede un utente che agisce da solo, da casa, e una macchina sempre meno pesante e

sempre meno meccanica, caratterizzata da funzioni che imitano sempre più quelle <<leggere>>.

La società dell’informazione: Bush prevede un aumento costante e crescente di informazioni disponibile. È

un dominio immateriale in cui prevalgono i sistemi di connessione, le relazioni; si mette al centro la

comunicazione in stretto rapporto con l’evoluzione di tecnologie informatiche e telematiche.

Comunicazione e informazione marciano di pari passo. La scienza ha fornito i più rapidi mezzi di

comunicazione tra gli individui. Che il sapere si sviluppi e duri per tutta la vita. La contraddizione sempre più

evidente tra la spinta di quella società industriale verso la specializzazione della ricerca e la necessità di

interrelazioni tra i diversi campi del sapere.

Douglas Engelbart (1925-2015) ingegnere

Il 9 dicembre del 1968 presenta una dimostrazione dal vivo del sistema ipermediale NLS. Davanti a 1000

ingegneri, parla del computer come un <<elaboratore di simboli e strumento per aumentare l’intelligenza

umana>>. Presenta per la prima volta il mouse, un sistema ipermediale e un sistema per la

videoconferenza. Engelbart afferma che è possibile ottenere notevoli miglioramenti nel nostro modo di

pensare grazie alle possibilità offerte dal computer digitale in termini di manipolazione dei simboli. Nel

computer i simboli con i quali l’uomo rappresenta i concetti possono essere organizzati, spostati,

memorizzati, richiamati, ed elaborai, in modo anche molto complesso, a una velocità prima impensabile. Il

mouse poteva spostare il cursore su due sole coordinate utilizzando due rotelle porte alla sua base, ma da

quel momento ha inizio un nuovo paradigma nell’interazione uomo- computer. Non era più necessario

memorizzare e digitare comandi complessi, ma si poteva manipolare direttamente ciò che si vedeva sul

display. L’invenzione del mouse e delle interfacce grafiche è fondamentale per la diffusione del personal

computer.

<<Augmenting human Intellect il mouse è l’attivatore di contatto, crea le nuove dimensioni percettive. Il

>>.

messaggio può parlare anche ad un interlocutore non professionale: si tratta di scrivere in un modo nuovo

e quindi di comunicare in un modo nuovo. Engelbart propone la trasformazione della comunicazione da

dominio limitato alla parola a dominio organizzativo che trasforma gli ambienti di lavoro: comunicazione è

soprattutto fare, organizzare. Nuova forma di lavoro, collaborativo e a distanza, all’ingresso, a piano titolo,

dell’utente nel ruolo di protagonista. Una vera e propria rivoluzione mentale. Trasforma il pc in medium e

attiva la comunicazione come forza produttiva. Il pc partecipa dell’accrescimento conoscitivo dell’uomo e

questi, ponendo domande sempre più complesse, aumenta la capacità << cognitiva>> della macchina- Gli

anni Sessanta del Novecento. Comprensione più rapida ed efficace, possibilità di acquisire un livello di

conoscenza adeguata in una situazione che prima era troppo complessa, soluzioni più rapide e migliori, e la

possibilità di trovare soluzioni per problemi che prima sembravano irrisolvibili. Lavorare comunicando!

Complessità e rapidità sono la misura per le organizzazioni e istituzioni umane. L’inadeguatezza della mente

umana a reggere la sfida della società dell’informazione.

Ipertesto e lavoro collaborativo. È un modo nuovo di pensare e di comunicare; un modo nuovo di lavorare

in ambienti a forte contenuto tecnologico e scientifico. Collaborazione tra più lavoratori della <<mente>>.

Occorre sviluppare l’accesso facilitato alle basi di dati. La comunicazione è il fattore fondamentale che

facilita ogni passaggio e ogni collegamento. La collaborazione tra esseri umani e la connessione tra

macchine (computer). Le machine si parlano e dialogano tra loro.

Theodor Nelson

Fu lui ha coniare la parola “ipertesto”. È un’idea e un progetto che precede il computer e che aggiungerà a

lcomputer una funzione imprevista e inedita. <<un corpo di materiali scritti iconici interconnessi in un modo

così complesso da non poter essere presentati o rappresentati su carta>>. <<XANADU>>, creare una banca


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xj6-600

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umanistiche per la comunicazione
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xj6-600 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Sbardella Marco.

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