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Teorie comunicazione di massa

Appunti di teorie e tecniche della comunicazione di massa basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bonini dell’università degli Studi di Siena - Unisi, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Teorie e tecniche della comunicazione di massa docente Prof. T. Bonini

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specifica del mondo.

Egemonia:Non è lo stato ad essere responsabile

dell'egemonia ma la società civile. E' l'insieme di idee

dominanti che hanno la funzione di far sembrare naturale il

tipo di potere in atto.

Gramsci ->Il potere è basato sulla presenza contemporanea

di forza e consenso: se prevale la forza si ha il dominio; se

prevale il consenso si ha l’egemonia. L’egemonia, è

un’espressione di potere basata sul consenso, ossia la

capacità di guadagnare, tramite la persuasione, l’adesione

ad un determinato progetto politico e culturale.

Autonomia della cultura e dell’egemonia:

- GENERE:Identità riconosciuta dall'audience e dai

produttori a determinati testi, deve essere connessa ad

obiettivi chiari, fissata su formati riconoscibili e consolidata

nel tempo.

- GENDER: Differenza di identità sessuali.

Distinzione tra:

- Gender= Definito da differenze socio-culturali.

- Sesso= Definito da differenze biologiche.

All'interno dei Cultural Studies si sviluppano i “Gender

studies”, ovvero studi di genere e i “Queer studies”, studio

di entità queer (eccentrico).

Radway

= Sostenitore del romanzo rosa come opposizione

alla cultura patriarcale.

Screen Theory: Inizialmente si occupa dell’analisi del

testo filmico, poi si allarga anche alla televisione. Dal

concetto di individuo unitario, la Screen theory passa al

concetto di individuo come insieme di posizioni. I teorici

sostengono che i media siano potenti e capaci di produrre

una lettura dominante. Hall accusa i teorici della teoria di

determinismo testuale.

Bukcungam

: (Rappresenta uno dei momenti di svolta

nella ricerca sull'audience) Effettua ricerche sulla soap

opera “Eastenders” suddividendo la ricerca in quattro parti:

1. Produzione del programma (crea il pubblico)

2. Analisi testuale (individua il ruolo dei telespettatori

nel processo di ricezione)

3. Analisi della promozione e del marketing (individua il

contesto di significazione)

4. Studio delle dinamiche di consumo del programma

(individua come l'audience utilizza la soap opera)

Modello di Enconding/Decoding:

(1980) Hall pubblica “enconding and decoding in television

discourse”. Analizza i significati di encoded (=codificati)

dentro testi televisivi, intendendoli come processi in cui

vengono esposti limiti all'interpretazione del testo. L'attività

di decodifica non è illimitata, non esistono infatti illimitate

possibilità di interpretazione.

Intende il processo comunicativo come relazione tra due

momenti: (Non separati tra loro ma processo unitario)

1. Codifica del messaggio

2. Decodifica del messaggio

Possono non essere simmetriche, dipende infatti da

relazioni tra codificatore (broadcaster) e decodificatore

(pubblico).

Individua tre tipi di decodifica:

1. Lettura preferita:(Destinatario decodifica il

messaggio nei termini esatti in cui è stato codificato).

2. Lettura negoziata:(Destinatario accetta il codice

dominante ma elabora proprie definizioni).

3. Lettura oppositiva:(Destinatario comprende la lettura

preferita ma ridefinisce il messaggio in un contesto

diverso).

Cultural studies (ITALIA):

(Anni 60) Lo sviluppo della sociologia è difficile e la sua

legittimazione avviene grazie ai movimenti sociali del 68 e

grazie all'impatto che avevano l'antropologia e la

psicologia.

Mentre in Gran Bretagna nasceva il CCCS, la cultura

italiana era sempre sotto l'influenza dell'idealismo crociano.

Gli approcci sociali italiani erano basati sulla

communication research americana e sul problema degli

effetti.

“audience studies”:

• Influenza della scuola di Francoforte sui marxisti

aveva generato un'idea di audience come massa mono-

dimensionale e manipolata.

• La tradizione funzionalista aveva legittimato l'idea che

i media fossero strumenti di manipolazione su un

pubblico passivo.

Conseguenza ->approccio deterministico alla ricerca

sull'audience

Antonio Gramsci ->la sua concezione si distacca da quella

marxista per due ragioni: l'idea della società civile e la

teoria delle ideologie.

La dimensione EDUCATIVA dello stato etico Gramsciano

trovò punti di contatto con la prospettiva cattolica dello

stato come struttura utilitaristica e “transitoria”. (durante la

nascita della TV) Entrambe condividevano la dimensione

educativa della cultura (media funzione pedagogica).

All'interno della RAI infatti si svilupparono le prime

ricerche sull'audience. Si aprì cosi la strada sull'analisi di

cosa la gente faceva con i media e non cosa i media

producevano sulla gente.

Stuart Hall:

1932 Giamaica-proviene da una famiglia mista.

Si avvicina alla lettura di Marx e nel 1949 (17 anni) va a

studiare in Inghilterra.

3 snodi importanti

1. “Diaspora”= esito di un processo che si sviluppa a

partire dal rifiuto di ogni determinismo e si incarna

nella scelta preferenziale.

2. “Identità”= modalità attraverso la quale gli individui

etichettano se stessi come membri di un gruppo

sociale. “Interazionismo simbolico”= l'identità deriva

dall'interazione dell'individuo.

3. Esistono due tipi di identità:

4. - In funzione del senso di unità e appartenenza

“Divenire”

5. - Le identità culturali sono punti instabili di

identificazione. “Rappresentazione”

Hall rifiuta ogni forma di ipostatizzazione dei fenomeni

sociali. Evita di costruire un “canone” ma preferisce

l'indagine congiunturale. Sceglie di non voler creare una

scuola né un sistema di pensiero.

ACTIVE AUDIENCES

Si occupano di come le persone vedono la televisione e di

cosa fanno delle trasmissioni che hanno visto. L'attenzione

si sposta sulle dinamiche di fruizione (“interpretazione” dei

testi-”uso” che se ne fa).

LO SVILUPPO DEGLI AUDIENCE STUDIES

Le diverse idee di audience hanno portato a produrre teorie

e modelli molto diversificati. Le diverse teorie si basano su:

• L'evoluzione delle condizioni sociali e tecnologiche.

• Lo sviluppo storico delle teorie sulla comunicazione e

sui media.

Esistono quattro idee di audience:

1. massa manipolabile di individui più o meno passivi

(teoria ipodermica-funzionalista-Scuola di

Francoforte)

2. pubblico di cittadini consapevoli dei loro diritti

(opinion leaders-uses and gratifications)

3. insieme di mercati con caratteristiche socio-

demografiche

4. partner interattivi capaci di avere un controllo attivo

dei processi comunicativi (teorie attuali)

Mayhew individua tre usi del termine “pubblico”:

1. pubblico generale (corpo unitario)

2. pubblico statistico (media di individui)

3. pubblico attivo (discussione)

Herbert considera il “pubblico dei media” come risultato

dell'interazione intermediale (media->attivatori di un

dibattito prima ancora che produttori di effetti)

LE RICERCHE SULL'AUDIENCE (2 tipi di

classificazione)

1. Alasuutari - tripartizione diacronica (tre fasi)

2. Ricerca sulla ricezione

3. Ricerca etografica

4. Nuove tendenze

5. Abercrombie e Longhust - paradigma concettuale

6. Behavioural paradigm (teorie della trasmissione)

7. Incorporation/Resistance paradigm (encoding/

decoding)

8. Spectacle/Performance paradigm (supera l'idea del

potere)

Alasuutari->prospettiva storica

Abercrombie&Longhust->relazioni concettuali e

metodologiche

LA RICERCA SULLA RICEZIONE

Studia le pratiche dell'audience nel processo di decodifica e

interpretazione, le relazioni tra audience attive e significato

mediale ed inoltre utilizza un approccio di tipo qualitativo.

Si fonda sue due concetti chiave:

Decodifica

Pratica discorsiva

Debolezza:

Audience viene vista come una “costruzione” del

ricercatore e non vengono osservate le persone ma ciò che

dicono.

Morley - ricerca su “Nationwide” (si fonda

sull'applicazione del modello encoding/decoding)

Aveva l'obiettivo di studiare le forme discorsive del

programma e di individuare quale parte dell'audience era in

linea con il programma.

• 29 gruppi di vari ambiti socio-culturali

• 2 puntate del programma registrate

• al termine->discussione (si definisce un vocabolario

comune per capire valori attribuiti ai temi e poi si

definisce la natura dei sistemi lessico-referenziali usati

dai gruppi e come questi si collegano al programma)

Conclusione:

Non esistono solo tre posizioni come per Hall->bisogna

usare un continum da un audience quasi passiva ad un

attivismo mediale.

INCORPORATION/RESISTANCE PARADIGM

Si fonda sull'idea che i membri dell'audience possano

essere “incorporati” nell'ideologia sociale dominante

tramite l'uso dei media oppure possono opporsi a questa

incorporazione producendo una sorta di resistenza.

Fiske-> il testo è aperto e polisemico (la stessa persona può

porsi in modo diverso difronte ai soliti contenuti)

La TV non propone semplicemente programmi ma

un'esperienza semiotica, offre anche la possibilità di

evadere.

Brown-> fruizione femminile della soap opera. Individua

due forme di fruizione attiva (basata sul piacere estetico):

• Active pleasure (in opposizione ai modelli dominanti)

• Reactive pleasure

L'attivismo mediale però non implica la capacità di

resistenza e non ha alcuna connessione con la qualità del

testo televisivo.

LA RICERCA ETNOGRAFICA

Studio più articolato sul contesto.

Ricerche sul rapporto tra media e vita quotidiana

Fasi standard della ricerca etnografica: etnografia della

produzione, dei testi mediali, del consumo mediale.

Malinowski-> fondatore dell'etnografia

Sviluppò un metodo che gli consentisse di realizzare

resoconti scientifici su luoghi e persone sconosciute tramite

il realismo etnografico.

Goffmann-> ricerca etnografica sulla vita quotidiana

Mostra come le abitudini della vita quotidiana

contribuiscono a creare la nostra identità

Hymes-> studio della pragmatica del linguaggio

Elbora il modello “SPEAKING”:

Setting

Participants

Ends

Art characteristics

Key

Instrumentalities

Norms of interaction and interpretation

Genres

Lull-> quattro fasi della ricerca etnografica:

campionatura

scelta delle tecniche d'osservazione

raccolta dei dati

organizzazione e presentazione dei risultati

Morley-> “Family television” (1986)

Ricerca di tipo etnografico, approccio qualitativo, doppio

livello di analisi. Lo scopo non era quello di arrivare a

risultati generalizzabili ma individuare meccanismi di

fruizione dei soggetti.

Silverstone, Hirsch, Morley (1991)

Ricerca sull'uso delle tecnologie in ambiente domestico.

Obiettivo= analizzare le relazioni tra membri della famiglia

e tecnologie comunicative.

20 famiglie- interviste,diagrammi,analisi di album di

famiglia

“Triangolazione”= armonizzazione di tecniche diverse

basate su diversi presupposti epistemologici

Casetti (1993)-> studia i rapporti tra famiglia, televisione e

uso dei mass media in generale. 32 famiglie con figli (8/18

anni)

Stratificazione interna a livello socio-culturale:

fascia medio-alta

fascia medio-bassa

Rappresenta un'evoluzione originale delle ricerche di Lull

SPECTACLE/PERFORMANCE PARADIGM

Studia se è possibile considerare l'audience non solo

oppositiva. Prende in considerazione il concetto di Identità:

essere membro di un audience è connesso con la

costruzione della persona.

Tende a studiare anche i processi di formazione delle

identità all'interno di un approccio auto-riflessivo.

Individuano tre tipi di audience:

1. Simple audience

2. Mass audience

3. Diffused audience (si fonda sulla capacità del pubblico

di percepire se stesso come tale)

Competenze del pubblico (=skills):

Tecniche-> comprendere i meccanismi delle grammatiche

mediali

Analitiche-> comprendere le linee di coerenza interna dei

prodotti dei media

Interpretative-> comprendere i meccanismi extratestuali

CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI

AUDIENCE STUDIES

• Analisi multilivello-> pone al centro la decodifica

• La ricerca sull'audience non è oggettiva

• Impostazione olistica allo studio dei processi

DIFFERENZE TRA RICERCA SULLA RICEZIONE

E ETNOGRAFICA

Ricezione-> studia come i testi mediali vengono

decodificati

Etnografica-> analizza come l'audience usa i testi mediali

REALISMO DISCORSIVO

= fonde approcci quantitativi e qualitativi. Non assume né

la posizione empirista né quella interpretativa.

INNOVAZIONE, GLOBALIZZAZIONE E NUOVI

STILI DI CONSUMO MEDIALE

Volontè-> “Globalizzazione” caratteristica della società

contemporanea per la quale, per la prima volta, gli

individui percepiscono la finitezza del globo. Trova nei

media uno straordinario territorio di applicazione. I media

possono essere sia strumenti funzionali al controllo sociale

sia strumenti di articolazione delle libertà personali.

Quattro teorie sulla globalizzazione:

1. teorie e approcci della società globale

2. approccio alla cultura globale

3. teorie del sistema mondo

4. approccio del capitalismo globale

Thompson (1995) elenca le caratteristiche della

globalizzazione dei media:

• l'industria dei media è dominata da un piccolo numero

di conglomerati transnazionali

• le nuove industrie possiedono un controllo sulla

produzione dell'informazione

• cresce la deregolamentazione dei contesti di mercato

• incrementa la standardizzazione dei prodotti mediali

• promozione di una vera e propria ideologia del

consumo

“Digitalizzazione”= caratteristica tecnica dei nuovi media,

è la possibilità di trasformare i segnali in sequenze

numeriche. Collegata alla tecnica di “compressione” dei

segnali.

Van Dijk-> la digitalizzazione svolge anche un ruolo

sociale, incrementa la possibilità di: standardizzazione e

differenziazione della cultura, accelerazione culturale,

visualizzazione culturale e maggiore quantità di cultura.

DIGITALIZZAZIONE-> processo tecnico

GLOBALIZZAZIONE-> precedente alla svolta digitale

PROFILO STORICO

3 momenti:

1. Sviluppo reti telegrafiche (dalla comunicazione

materiale a quella immateriale)

2. Nascita delle grandi agenzie di informazioni

internazionali

3. Formazione di grandi organismi internazionali che

hanno regolamentato la distribuzione delle frequenze e

determinato tutti gli standard distributivi

AGENZIE DI STAMPA (Es. di proto-globalizzazione)

= reti di comunicazione globale

Nasce nel 1853 a Parigi con Charles Havas

1869 Agency Alliance Treaty= patto con il quale si

decidono i campi di influenza di ogni agenzia.

1906 la International Telegraph Union comincia a

pianificare frequenze e usi delle trasmissioni radio.

Bell (1973)-> l'avvento della nuova società è interpretato

dalla materializzazione del lavoro e dalla trasformazione da

un'economia di produzione a un'economia di servizi.

Richeri-> tema dell'accesso

La maggiore disponibilità di risorse favorisce l'accesso

diffuso ai media ma la concentrazione di servizi limita un

reale accesso generalizzato.

“Sviluppo globale”:

imprese mediali-> impegno su aree macroregionali

internet-> “net economy” e incremento di prodotti e servizi

DALL'INFORMATION SOCIETY ALLA NETWORK

SOCIETY

L'era digitale accentua la funzione di rappresentazione

dell'uso delle tecnologie.

Società Industriale-> scambio di merci trasformato nello

scambio di connotatori simbolici degli oggetti.

Information Society-> il bit diventa l'unica unità di

scambio.

Le tecnologie informative sono pervasive e influenzano i

processi produttivi, sociali, di identità e politici.

“Glocal”= produzione+distribuzione

Touraine (1971)-> Società Post Industriale

• riduzione del peso economico della produzione

materiale (i colletti bianchi superano i colletti blu)

• centralità della produzione del sapere

• ruolo di potere assunto dalla pianificazione e

dall'organizzazione di processi complessi

Negli stessi anni i computer e le macchine permettevano di

superare l'organizzazione rigida e gerarchica della fabbrica

fordista.

Anni 80 Lyotard-> Società Post Moderna

i cambiamenti nella produzione culturale, politica e del

sapere avrebbero come conseguenza un effetto profondo

sulle società moderne.

Lyotard parla anche di “grandi racconti” e “grandi

narrazioni”:

sintesi tecniche attraverso cui la modernità ha cercato di

offrire una legittimazione filosofico-politica del sapere.


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AUTORE

bibale98

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bibale98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche della comunicazione di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Bonini Tiziano.

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