Teorie e tecniche del pensiero creativo
Lezione 1
La creatività è una necessità dell’uomo, l’uomo non può non comunicare. L’uomo però nella società contemporanea è sottoposto ad un’overdose di comunicazione. Questo comporta che la maggior parte della comunicazione che ci viene gettata addosso per noi non esiste. L’uomo è naturalmente portato a porre attenzione a ciò che è nuovo, insolito e diverso. L’abitudine porta l’uomo a non essere più attento.
Proust: la vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi. Bisogna cambiare punto di vista.
Einstein: creativity is seeing what everyone else has seen and thinking what no one else has thought.
Piaget: se vuoi essere creativo, diventa in parte bambino con la creatività e l’invenzione che caratterizzano i bambini prima che vengano deformati dalla società adulta.
Pauling: la strada migliore per avere una buona idea è avere molte idee (concetto di fluidità mentale).
Edison: il genio/creatività è 1% di ispirazione e 99% di perspirazione/fatica.
Steinkeck: le idee sono come i conigli. Ne hai una coppia e sai come gestirla, e subito ne hai mille.
Arcipelago semantico: insieme di parole che hanno una connessione tra di loro. Quando si parla di creatività si deve parlare anche di fantasia, innovazione, immaginazione.
Fantasia: capacità di farci pensare cose al di fuori del razionale, è un’attività della mente che non tiene conto delle leggi fisiche. È il primo approccio del percorso creativo. Senza fantasia non si può arrivare alla creatività.
Immaginazione: processo di pensiero che produce immagini mentali indipendentemente dalla presenza degli oggetti o delle situazioni cui esse eventualmente si riferiscono.
Innovazione: attività che perfeziona un processo creativo migliorandolo e diffondendolo nell’uso comune.
Creatività: attività del pensiero composta dalle 3 precedenti che indirizza e sostiene l’energia umana per produrre risultati. L’energia ha bisogno di motivazione, idem la creatività. Non si può essere creativi a comando, ci vuole una valida motivazione, bisogna cogliere tutto come una sfida. La creatività porta a produrre risultati nuovi.
La creatività non è autoreferenziale, viene stabilita da chi guarda e non da chi produce. La creatività è anche una metacompetenza ovvero la capacità di mettere in campo differenti competenze di pensiero e di azione per produrre un risultato.
Lezione 2
La creatività si distingue in tre ambiti:
- Artistico: dà risposte emozionali in assenza di domande esplicite, ovvero l’artista crea un’opera perché si sente mosso da qualcosa e non perché gli è stato chiesto.
- Scientifico: verifica le ipotesi in modo originale.
- Applicato: creatività applicata in situazioni lavorative, produce strade per realizzare risultati nuovi all’interno di vincoli.
Il meccanismo della creatività è analogo nei 3 ambiti. La creatività si sviluppa a partire da 5 angolature diverse:
- Risultato prodotto: un prodotto è creativo quando è nuovo, diverso, originale, utile.
- Tratti della personalità: aspetti del carattere che ci accompagnano per periodi di vita o per tutta la vita.
- Energia generativa: forza che ci spinge a cercare soluzioni nuove, è legata alla motivazione e alla spinta da dentro.
- Contesto ambientale: la creatività dipende molto dal contesto in cui si è inseriti.
- Processi di pensiero: sviluppo del pensiero per portarlo a creare cose nuove.
Il massimo potenziale creativo è sviluppato dalle 5 prospettive messe insieme.
Motivazione intrinseca: viene da dentro. Estrinseca: viene da stimoli esterni.
La creatività è stimolata dalla collaborazione di gruppo, dalla pressione.
Processi di pensiero: il pensare creativo è stato studiato da diversi ambiti, approcci diversi: cognitivista, psicodinamico, comportamentista, gestaltista, neuroscienza:
Approccio cognitivista: riguarda i processi di pensiero legati al ragionamento, al ricordo, alla memoria.
Simon: dice che la creatività è un processo di problem solving. In che modo? La mente riceve e manipola le informazioni, la creatività non è altro che la capacità di manipolare le informazioni. La capacità creativa dipende dalla capacità di combinare dati. Simon considera l’attività della mente della persona: importantissima è la memoria e i processi di pensiero che si distinguono in euristiche e algoritmi.
Torrance: mette a fuoco gli elementi base (i fattori) del pensare creativo originalità, fluidità, flessibilità, elaborazione.
Guilford: teorizza la creatività come fattore dell’intelligenza, l’intelligenza è un modo di strutturare il pensiero, il pensiero è scomponibile in fattori, la creatività è quindi un sottofattore dell’intelligenza. Ha evidenziato i 5 fattori del pensiero creativo:
- Fluidità o pensiero quantitativo: capacità di descrivere con varietà di parole e produrre molte idee prima di deciderne una.
- Flessibilità o pensiero categoriale: capacità di cambiare punto di vista e prospettiva difronte ad un problema.
- Originalità o pensiero laterale: capacità di riorganizzare gli elementi in modo insolito.
- Elaborazione o pensiero operativo: combinare più capacità per trovare soluzioni.
- Valutazione o pensiero critico: scegliere attraverso criteri pertinenti alla scelta in relazione agli obiettivi.
Questi 5 fattori si possono riassumere nelle 2 fasi del pensiero creativo:
- Divergenza: semaforo verde, apertura, fantasia, immaginazione, idea magica, sogno, trasgressione, nessun vincolo.
- Convergenza: semaforo rosso, rigore, analisi, concretezza, applicazione, razionalità e giudizio. Con la divergenza penso a tutto, poi per adattarmi alle esigenze passo alla convergenza.
Sternberg: la creatività è un processo di insight (illuminazione) ovvero la capacità di produrre creativamente le nostre capacità di pensiero. È un rapido e intuitivo uso del pensiero che si costituisce di 3 processi psicologici correlati:
- Codificazione selettiva: distinguere le informazioni rilevanti da quelle che non lo sono.
- Combinazione selettiva: combinare e collegare informazioni inizialmente viste come isolate.
- Confronto selettivo: comparare le nuove informazioni con quelle vecchie e risolvere il problema per analogia.
Lubart assieme a Sternberg: teorizzano 6 fattori che messi insieme possono facilitare la nostra creatività:
- Abilità intellettive: sono essenzialmente 3: sintesi (riuscire a vedere i problemi da punti di vista differenti), analisi (saper valutare le cose buone evitando le eccessive critiche) e pratica (sapere persuadere del valore dell’idea valida).
- Conoscenze disciplinari: competenze specifiche del proprio ambito lavorativo, padronanza di principi, regole e glossario.
- Stili di pensiero: legislativo (capacità di pensare e definire le proprie regole, tipico del creativo), esecutivo (mettere in pratica, seguire istruzioni, rispettare regole, determinazione, tipico dell’ingegnere), giudiziario (valutare regole e procedure, analisi struttura, giudizio, tipico del magistrato).
- Personalità: propensione a superare gli ostacoli, autoefficacia, propensione al rischio, tolleranza dell’ambiguità.
- Motivazione: intrinseca, generata da forze e tensioni interiori, piuttosto che estrinseca.
- Ambiente: incoraggia la creatività.
Florida: teorizza le 3T della creatività:
- Tolleranza: presenza di stili differenti di vita e di regole permissive, pensare sempre nell’incertezza.
- Tecnologia: disponibilità e alfabetizzazione tecnologica.
- Talento: livello di conoscenza formale (studio istituzionalizzato a scuola) e informale (conoscenze acquisite fuori dai luoghi consoni).
Lezione 3
Le regole per la divergenza sono:
- Rinviare il giudizio: prima conoscere bene, poi in caso giudicare. Non attivare subito un pregiudizio e una censura verso gli altri.
- Incoraggiare idee pazze.
- Approfondire le idee altrui.
- Mantenersi concentrati sul tema.
- Utilizzare immagini: le immagini sono le maggiori stimolatrici della fantasia.
- Mirare alla quantità: avere tante idee e non fermarsi alla prima.
- Parlare uno alla volta: quando si lavora in gruppo.
Tim Brown: Regole per creare: pensare a sorprendere, essere irragionevoli, curare.
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