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Teorie e pratiche del web

La network society

Per network society si intende il sistema delle società economicamente avanzate degli ultimi decenni caratterizzate dalla diffusione di Internet ma anche da una serie di altri processi che insistono tutti sul modello di rete. La teoria del network society individua cinque capisaldi del contemporaneo: la centralità dell’informazione, la diffusione pervasiva dell’innovazione, la produzione e la convergenza di tecnologie. È l’intreccio di questi fattori, seguendo Castells, a far esplodere le premesse che per circa 20 anni hanno guidato la transizione verso l’attuale economia globale. Quest’ultima è per Castells un sistema integrato, e l’interconnessione è la parola chiave del nuovo ordine del mondo: la prerogativa della società contemporanea non è solo quella di affidare a Internet le speranze di innovazione, ma di abbracciare la logica dei network come soluzione, dalla comunicazione di massa alla produzione all’organizzazione del lavoro.

“La tesi della network society suggerisce che un crescente numero di pratiche sociali, economiche e politiche si organizzano intorno alla forma del network flussi tra nodi connessi da legami.” La connessione tra le parti è garantita da un circuito di reti, un groviglio di flussi materiali tecnologici e finanziari e i nodi sono a loro volta regolati da legami reticolari. Un paradigma aperto lo definisce Castells, un sistema strutturato ma elastico in grado di modificarsi di continuo. L’originalità di Castells rispetto ad altre interpretazioni della rete è quella di mostrare da subito come lo sviluppo dei network nasca da uno sforzo di riconfigurazione degli apparati di governo in una prospettiva in cui torna ad agire la sua originale impostazione marxista: è forse cogliere il conflitto tra i grandi monopoli dell’economia di Internet e il potenziale umano incorporato nei processi di produzione l’ultimo contributo della teoria marxista.

I processi di cambiamento

Alla radice della network society agiscono tre diversi processi di cambiamento: la rivoluzione della tecnologia dell’informazione, la crisi economica del capitalismo, il nascere di movimenti culturali e sociali quali il libertarismo, la difesa dei diritti umani, il femminismo e l’ambientalismo. L’interazione tra questi processi ha portato alla nascita della società in rete. L’innovazione tecnologica ha giocato un ruolo fondamentale per la nascita della network society: se il personal computer offre a tutti gli utenti la possibilità di accedere alla produzione di contenuti, la rete digitale serviva a metterli in connessione.

Passando al secondo ambito, la teoria della società in rete insiste sulle trasformazioni del quotidiano, ovvero del modo in cui le persone agiscono nella quotidianità. L’espressione scelta da Castells è crisi del patriarcato, una metafora di un sistema sociale bloccato in cui l’autorità rimane incarnata nel tempo dalle stesse figure come accade al patriarca nella famiglia tradizionale. Ad attaccare questo paradigma sociale due sono i processi: l’immissione delle donne al lavoro e i movimenti di contestazione politica che tra gli anni '60/'70 iniziano a svilupparsi. Dalla crisi del patriarcato Castells tira una linea che attraversa l’isolamento del soggetto e il nuovo statuto esistenziale del single o famiglia mononucleare e arriva fino ai primi bagliori della socialità online secondo la definizione “individualismo in rete”.

Se la crisi del patriarcato definisce la ragione sociale delle reti e l’innovazione tecnologica si appresta a fornire i mezzi allo scopo, il maggiore impulso di trasformazione del sistema deriva dall’apertura dei mercati alla crisi economica degli anni '70. La tesi della network society fa propria l’idea di una transizione tra il sistema industriale, fondato sulla produzione pesante, e il regime postindustriale in cui questo ruolo viene assunto dall’informazione. Il travaso di forza lavoro dalla fabbrica all’ufficio è tuttavia per Castells il punto dolente delle tesi postindustriali: l’economia contemporanea è ancora largamente fondata sull’industria, l’idea di Castells è che la transizione non abbia a che fare con la sostanza del processo industriale in sé ma con il modello di organizzazione che lo sostiene (il modello di network society è di ispirazione postfordista): il metodo di organizzazione è flessibile, un processo a cui la rete si presta attivando e disconnettendo i nodi a seconda delle necessità di breve respiro del mercato.

Ora, se i tre processi appartengono ad ambiti molto diversi (l’innovazione tecnologica, il quotidiano, la nuova economia globale) hanno tutti e tre un punto in comune: la perdita di efficacia dei modelli di organizzazione verticale. La rete si offre dunque come modello organizzativo svuotando dall’interno le strutture della società.

L'espansione delle reti e l'identità

L’espansione delle reti produce nella teoria di Castells una ricaduta topologica: il pianeta è tagliato da una linea che definisce lo spazio dei flussi (spazio delle connessioni digitali) e lo spazio dei luoghi. La contrapposizione tra flussi e luoghi ha una ricaduta sul tema delle identità: tre forme di identità sono evidenziate: legittimante, resistenziale e progettuale.

  • Legittimante: È quella introdotta dalle istituzioni che governano il sistema, identità imposta che i gruppi ricevono dall’alto.
  • Resistenziale: È quella prodotta dalle culture subalterne che usano un’immagine alternativa di sé come unica via di uscita dall’oppressione dell’identità legittimante.
  • Progettuale: È l’identità che gli attori sfruttano per attaccare le istituzioni, usando l’orgoglio della propria definizione di sé (come nel caso del femminismo).

Ad ogni forma di identità corrispondono conseguenze diverse: la legittimante produce la società civile, un sistema razionalizzato di regole, quella resistenziale produce una fazione coesa che combatte la propria battaglia, mentre quella progettuale produce il soggetto sociale che aspira alla propria evoluzione e alla trasformazione del sistema. Secondo la teoria della network society, l’identità appare come una risposta allo sradicamento imposto dai flussi globali.

Critiche alla teoria di Castells

Una correzione alla teoria di Castells è stata proposta da Van Dijk. Anche per lui la network society nasce da vaste trasformazioni che dispiegano i propri effetti su tutti i livelli del sistema (livello economico, politico, legale con l'erosione del sistema del copyright, culturale con un incremento esponenziale dei materiali). Anche per Van Dijk si tratta di un processo che coinvolge tutte le pratiche sociali, un processo che però non si manifesta in modo coerente ma vive di una natura duale insistendo su un doppio processo di estensione e riduzione di scala. Questa dissociazione lacera il tessuto della network society: la rete costituisce un eccellente modello organizzativo ma non la trama autentica della storia, mentre la contraddizione dei processi dimostra come i protagonisti della vicenda rimangano ancora i gruppi sociali e non le reti che li mettono in connessione.

Se si guarda il disegno teorico di Castells, la matrice neocapitalista della società in rete è evidente per tre aspetti:

  • Il primo rimanda alla continua rincorsa alla produzione dello spazio e conferma la propensione del capitalismo a occupare nuovi mercati.
  • I media servono a due mercati: sono sia un mezzo che un fine, sia un prodotto in sé che il veicolo di diffusione della pubblicità.
  • Il potenziamento della tecnologia con l'adozione massiva del computer.

Con Castells possiamo dunque definire l'informazionalismo come l'economia globale in tempo reale, in cui la competitività dipende dalla capacità di generare e elaborare informazione basata sulla conoscenza. La principale novità del 21o secolo è che la produzione di ricchezza è sempre più vincolata al possesso della conoscenza e alla capacità di applicarla per produrre innovazione.

Nuove prospettive economiche sul web

Benckler suggerisce che le attività che le persone svolgono sul Web sono spiegabili in base a una spontanea vocazione a mettere in comune le proprie risorse, che non ha più nulla a che fare con il calcolo utilitaristico. Lessing osserva invece come le pratiche di collaborazione in rete possano convertirsi improvvisamente in strumenti di profitto economico e come le grandi multinazionali abbiano imparato a sfruttare i nuovi terreni di sperimentazione: così ad esempio nel caso della pirateria che ha sottratto guadagno alle industrie discografiche ma ha guidato il sistema verso la valorizzazione dei gruppi di fan raccolti in rete. Anche se apparentemente ostili, le economie commerciali e quelle della condivisione sono destinate a rafforzarsi e crescere in parallelo.

Anderson propone il modello di affari rappresentato dalla celebre metafora della coda lunga. L'accesso al Web consente di mettere in circolazione anche i prodotti culturali di poco successo che non avevano spazio nelle rivendite. La tesi è che il Web offre diritto di cittadinanza anche alla galassia dei prodotti minori: milioni di titoli che hanno uno scarso successo ma che nell'insieme costituiscono un volume di affari non più secondario. La tesi di Benckler e di Anderson è collegabile al concetto di economia del dono, un sistema in cui le persone offrono alla comunità i propri servizi senza ricavare un guadagno personale. Una diversa versione è data da Lessing, il quale afferma che la circolazione gratuita è legata a una banale ragione: l'impossibilità di applicare in rete la legge sul diritto d'autore. Quello che il web innesca è la circolazione e il riuso infinito delle informazioni.

Il passaggio dalla gestione pubblica alla proprietà privata

C'è un aspetto che la teoria della network society fatica a spiegare: il passaggio dalla gestione pubblica dell'infrastruttura di rete alla sua successiva proprietà privata. Come è noto, la rete Arpanet era nata negli USA da un enorme finanziamento statale per rimanere sotto il controllo di un istituto pubblico che poi è stato assorbito da servizi privati. Se grandi investimenti pubblici hanno messo a punto un'infrastruttura destinata a finire in mani private, non è come dire che lo Stato ha lavorato per indebolire il proprio potere? Le due fasi di sviluppo, prima gli investimenti pubblici poi le aziende private, sono spiegabili in base a un'oscillazione della storia: la prima strategia di espansione era valsa agli USA l'uscita dalla crisi, in una seconda fase l'affare è sfuggito di mano all'economia nazionale e i network globali sono finiti sotto il controllo di aziende più ricche e intraprendenti.

Il ruolo delle tecno-élite e del potere politico su Internet

Per tecno-élite, Castells intende gli ambienti della ricerca scientifica che hanno messo a punto l'infrastruttura di rete e il sistema di connessioni informatiche. Castells afferma che i media non sono i detentori del potere ma rappresentano lo spazio in cui il potere viene deciso. In questo senso viene utile la distinzione proposta da Fuchs fra diversi livelli di azione politica su Internet:

  • Rappresentativo: In questo caso il Web viene usato per fornire maggiore trasparenza alla relazione verticale tra istituzioni e cittadinanza.
  • Plebiscitario: La rete viene usata dalle istituzioni per raccogliere le informazioni (è il caso dei sondaggi e del voto elettronico).
  • Partecipativo: L'appropriazione della rete da parte di nuovi soggetti che la usano per costruire una possibile alternativa politica.

Secondo Castells, però, le reti hanno affermato un nuovo modello di governo del mondo, ma ad ogni potere corrisponde un contropotere. Castells individua quattro forme di potere tipiche della società contemporanea: il networking power (potere retificante), il network power (potere in rete), il networked power (potere reticolare) e il network-making power (potere di creazione delle reti).

  1. Il potere dei soggetti connessi alle reti su quelli disconnessi e si esercita attraverso l'esclusione, l'esclusione dall'innovazione di una parte della società o della popolazione mondiale.
  2. Agisce non più per esclusione ma attraverso l'inclusione dei soggetti e la loro sottomissione a un sistema di regole determinate.
  3. Individua il ruolo dei soggetti che assumono una posizione di autorità sugli altri.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Domius di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Miconi Andrea.
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