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Teorie e metodi del problem solving e della metacognizione

Testo d’esame: Psicologia del pensiero, Antonietti, A., Il Mulino (2013). 18 febbraio

Le decisioni

Decisione: scelta volontaria tra più opzioni, che esprime una preferenza basata su valutazioni

personali:

- Approccio normativo = stabilire i presupposti teorici, le norme e le regole che

sottendono le decisioni razionali e a definire i criteri per valutare se le decisioni di un

individuo possono essere considerate razionali.

- Approccio descrittivo = descrivere la reale condotta degli individui e cerca di

sviluppare modelli dei processi psicologici e neurali coinvolti nelle decisioni.

- Approccio prescrittivo = sviluppare modelli e tecnologie che possono aiutare il

decisore a scegliere meglio.

Elementi fondamentali di una decisione:

● Opzioni, alternative, possibilità.

● Attributi, caratteristiche delle opzioni. Gli attributi sono valutati soggettivamente.

Pesi decisionali = valori che rispecchiano l’importanza attribuita dal decisore agli attributi

delle opzioni.

Utilità = benessere o soddisfazione dell’individuo in seguito al consumo di beni o servizi.

Le condizioni di una decisione possono essere:

- Assenza di rischio ed incertezza, conosco ciò che avviene.

- Rischio, le probabilità degli eventi che possono verificarsi sono note, ma non si sa

quale tra i possibili eventi si verificherà.

- Incertezza, le probabilità degli eventi che possono verificarsi non sono note.

Nel momento in cui prendiamo decisioni in condizioni di rischio ed incertezza abbiamo:

Esiti che possono generare aspettative,

➢ Conseguenze degli esiti che sono valutate dal decisore, positive o negative.

Albero decisionale

Utilità attesa soggettiva = calcolo a livello normativo che ci permette di moltiplicare e

sommare le probabilità che un evento avvenga per capire come agire e comportarsi.

Quando parliamo di decisione distinguiamo due fasi:

- pre-decisionali, processi che avvengono prima che la scelta venga compiuta.

- decisionale, 1

I processi pre-decisionali:

Prima della scelta

Strutturazione della decisione = trasformazione della rappresentazione del problema in una

forma che permette l’espressione di una scelta.

Generazione delle opzioni = solitamente i decisori considerano un insieme piuttosto limitato

di opzioni.

● Gli elementi del contesto e la descrizione del problema orientano il processo di

generazione delle opzioni agendo come suggerimento.

● L’accessibilità delle opzioni è importante nelle decisioni.

● L’accessibilità può essere legata anche alla salienza degli attributi.

Al momento della scelta

Teoria del campo decisionale = il consolidamento o l’indebolirsi delle preferenze del

decisore varia a seconda delle informazioni considerate.

Teoria della differenziazione-consolidamento = le persone identificano un’opzione

promettente e poi cercano di differenziarla rispetto alle alternative in modo da scegliere

un’opzione che venga percepita come chiaramente superiore rispetto alle altre.

Teoria del doppio processo = distinzione tra procedure decisionali intuitive, più immediata e

procedure decisionali analitiche, più razionale.

Teoria del prospetto

Tale teoria si applica alle scelte rischiose, sono note le probabilità del verificarsi degli eventi

ma non sappiamo quale evento si verificherà. Distinzione tra:

- 1° fase di editing = fase di strutturazione dei problemi decisionali, costruzione di una

rappresentazione soggettiva delle opzioni di scelta (prospetti);

- 2° fase di valutazione = i prospetti vengono valutati attraverso una valutazione

soggettiva delle conseguenze (guadagni o perdite) e una ponderazione delle

probabilità.

-

La funzione di valore ● Le conseguenze vengono codificati come

guadagni o perdite rispetto ad un punto di

riferimento, collocamento dell’individuo, status

quo;

● Con valori alti rispetto a quelli bassi abbiamo

cambiamenti nei valori delle conseguenze

producono un incremento marginale decrescente;

● A parità di valore assoluto, le perdite sono più

dolorose di quanto siano piacevoli corrispondenti

guadagni, avversione alle perdite. 2

Teoria del decisore adattivo = esistono varie strategie di scelta tra cui il decisore può

scegliere sulla base di un bilanciamento tra ridurre lo sforzo cognitivo e fare scelte accurate.

Riconoscimento = la scelta è basata sul riconoscimento di un’opzione.

➢ Affettiva = la scelta è basata su una valutazione affettiva globale dell’opzione.

➢ Prendi la prima = si sceglie la prima opzione generata.

➢ Lessicografica = si sceglie l’opzione che presenta il miglior valore dell'attributo più

➢ importante.

Eliminazione per aspetti = si eliminano tutte le opzioni che hanno valori

➢ inaccettabili sull’attributo più importante.

Soddisfacimento = si sceglie la prima opzione che presenta valori accettabili su tutti

➢ gli attributi.

Pesi uguali = viene formulato un giudizio complessivo su ciascuna opzione,

➢ considerando i suoi valori su tutti gli attributi, ma assegnando la stessa importanza a

ciascun attributo. Si sceglie l’opzione associata al giudizio migliore.

Somma pesata = viene formulato un giudizio complessivo su ciascuna opzione,

➢ considerando i suoi valori su tutti gli attributi, ma ponderando i valori rispetto

all’importanza di ciascun attributo. Si sceglie l’opzione associata al giudizio migliore

Influenza del modo in cui viene posto un problema

Effetti di «framing» = effetti dovuti al cambiamento nella descrizione di un problema.

Framing delle scelte rischiose = si sceglie l’opzione sicura quando il problema viene

descritto in termini positivi (i.e. animali salvati) e a scegliere l’opzione rischiosa quando il

problema viene descritto in termini negativi (i.e. animali morti).

Nel caso della versione positiva si prediligerà l’opzione A perchè l’opzione fornita offre

certezza al contrario dell’opzione B che offre solo una probabilità.

Nel caso della versione negativa si prediligerà l’opzione B perchè si va a porre l’accento

sulla morte degli animali mentre l’opzione A mette l’accento sulla morte e basta, senza

probabilità ma viene fatta leva sulla conseguenza negativa. 3

Framing degli attributi rischiosi = il giudizio migliore ricade sull’opzione, il cui attributo è

descritto in termini positivi.

Nella versione positiva giudichiamo in modo più positivo il tipo di carne rispetto alla

versione negativa in cui c’è una percentuale molto più bassa.

Framing degli scopi = maggior disponibilità delle persone a mettere in atto comportamenti

che permettono di evitare conseguenze negative rispetto a comportamenti utili per ottenere

conseguenze positive.

In questo caso la versione negativa sarà quella con risultati maggiormente positivi rispetto

all’altra opzione perchè praticare tale azione permette di evitare conseguenze negative.

19 febbraio

Modi di pensare

Esistono diverse modalità di pensiero:

1. Sistema 1, tacito, esperienziale:

● Veloce e immediato;

● Orientato all’azione immediata;

● Non intenzionale, istintivo;

● Olistico;

● Connessioni per associazione.

Metcalfe e Mischel (1999): ne parlano in termini di sistema caldo = risposta

immediata. 4

2. Sistema 2, analitico, deliberativo, razionale:

● Richiede tempo;

● Presenza della consapevolezza;

● È intenzionale;

● Sequenziale-lineare;

● Opera sulla base di rappresentazioni astratte;

● Richiede sforzo cognitivo.

Metcalfe e Mischel (1999): ne parlano in termini di sistema freddo = controllo del

comportamento.

Kruglanski et al. (2000, 2003): la funzione del pensiero consiste nel ridurre la discrepanza

tra lo stato attuale del soggetto e quello desiderato.

Assessment = valutazione dei bisogni Locomotion = variare la condizione

e messa in relazione di questi con le attuale portando l’individuo ad

le opportunità che l’ambiente offre. agire per raggiungere lo scopo in

modo diretto e senza distrazioni.

Stile di pensiero = modalità preferita di elaborare le informazioni, tendenza generale del

soggetto ad adottare strategie di un certo tipo più frequentemente di altre

Stile di pensiero destro = prospettive Stile di pensiero sinistro = modi

originali e inusuali; elaborazione di routinari di affrontare le situazioni; uso

molte idee contemporaneamente; della logica e del codice verbale;

affidamento sull’intuito e sulle utilizzo di procedure analitiche.

sensazioni; espressività artistica e

ragionamento in termini visivi.

È preferibile adottare SISTEMA 1 o SISTEMA 2?

Kahneman (2011) = il sistema 1 è fonte di errori perché opera secondo un processo di

sostituzione degli attributi, non compie una valutazione oggettiva.

Vi sono situazioni in cui è efficace il sistema 1 perché offre una preliminare

rappresentazione selettiva evidenziando le affordances, caratteristiche più evidenti di

quella data situazione.

Il sistema 2 richiede un eccessivo carico cognitivo, è lento, scarsa motivazione. 5

Il sistema 2 è efficace in condizioni stabili, con disponibilità di tempo, chiarezza ed

univocità dei criteri da valutare.

La terza via

Simon (1956) le persone hanno una razionalità limitata = discrepanza tra modo effettivo di

pensare e modo di pensare ideale, questo perchè ci sono:

- Limiti nell’acquisizione delle informazioni;

- Limiti di tempo;

- Limiti di memoria.

Euristiche = scorciatoie cognitive che riducendo la complessità del compito permettono di

giungere più facilmente e più rapidamente a individuare un comportamento adeguato alla

situazione:

- Regole del pollice = permettono di semplificare i problemi, dare giudizi e giungere ad

una decisione;

- Euristiche veloci e frugali = passano in rassegna le informazioni e si arrestano

quando vi è una soluzione soddisfacente (regola di ricerca, regola di arresto e regola

di decisione.)

Le euristiche permettono una compenetrazione tra sistema 1 e sistema 2.

Valutare le informazioni

Funzione del pensiero = andare oltre l’informazione data (Bruner, 1973).

Giudizi rispetto al valore di un bene: mancata corrispondenza della nostra valutazione (la

quale è soggettiva) con il valore oggettivo del bene.

Effetto less is better = tendenza dei consumatori a pagare di più per avere di meno.

Evaluability hypothesis (ipotesi della valutabilità) = il giudizio è influenzato dagli attributi

che sono semplici da valutare rispetto agli attributi su cui è difficile esprimere un giudizio.

Effetto ancoraggio = i giudizi tendono ad essere influenzati dal punto di riferimento che

viene assunto come ancora.

Es: 8x7x6x5x4x3x2x1 > 1x2x3x4x5x6x7x8

Tutto è relativo Le persone saranno più propense a spostarsi

nell’altro negozio nel primo caso poiché il

risparmio sarebbe ⅓ del totale. 6

Effetto dotazione = tendenza a valutare diversamente gli oggetti che si possiedono da quelli

che non si possiedono.

Quando l’oggetto è percepito come posseduto non viene scambiato facilmente, nel caso dei

soldi è molto più semplice perché sappiamo che il sistema è quello, do i soldi per avere altro,

per lo scambio che coinvolge oggetti posseduti non è così immediato.

L’effetto dotazione si riduce o scompare quando i beni e le attività coinvolte nello scambio

sono di tipo fittizio o immateriale e quando il ruolo (compratore o venditore) cambia spesso

per ogni soggetto all’interno del medesimo esperimento.

Le nostre valutazioni cambiano a seconda del modo in

cui viene chiesto di compiere la valutazione.

Graduatorie diverse a seconda del fatto che sia chiesto di valutare l’entità

della somma di denaro che sarebbe desiderabile ottenere oppure nel caso in

cui venga chiesto di valutare la probabilità di ottenere tale somma.

Valutazioni differenti nel caso in cui si chiede di scegliere o stimare.

Comportamenti diversi a seconda del modo di comunicare le informazioni (vincite/perdite)

1. Si preferisce la seconda opzione.

2. Si preferisce la prima opzione.

3. Si preferisce la prima opzione 7

25 febbraio

Ragionamento deduttivo

Verificare le informazioni

Solitamente quando ci viene presentata un'informazione gli attribuiamo un valore, positivo o

negativo, e in base ad esso ci comportiamo. Un’altro modo per andare oltre l'informazione

data è quello di fare una deduzione.

Deduzione = esplicitazione dei nessi che sono potenzialmente inclusi nelle affermazioni di

partenza. Non si aggiunge nulla di nuovo ma si parte dal generale per arrivare al particolare.

Quando si deduce qualcosa ciò che è ritenuto vero nelle premesse lo è anche alla conclusione,

se invece le premesse sono false, lo sono anche le conclusioni.

Conclusione = rendere esplicito ciò che è contenuto nelle informazioni di partenza.

Delle deduzioni se ne occupata principalmente la filosofia la quale individua delle regole

logiche per poter avviare il processo di deduzione. Il compito della psicologia cerca di capire

quali meccanismi sono messi in atto durante lo svolgimento di un compito deduttivo. Per fare

ciò la psicologia si avvale dei sillogismi.

Sillogismi lineari = argomentazioni in cui i dati contenuti nelle affermazioni possono essere

disposti lungo una dimensione

_______________________________________________________________

_______________________________________________________________ 8

Sillogismo categorico = date due premesse in cui si enunciano due rapporti in cui ricorre il

medesimo termine (termine medio), si trae una conclusione in cui non compare il termine

medio.

Effetto atmosfera = le premesse creano una sorta di aspettativa che induce il soggetto a

ritenere corretta una conclusione del medesimo tipo delle premesse (possibile errore del

sillogismo categorico). Questo accade quando sono presenti quantificatori come alcuni, tutti,

etc.

Errore di conversione = ritenere che il rapporto che intercorre tra A e B intercorra anche tra

B e A (possibile errore del sillogismo categorico).

Quando facciamo un’inferenza teniamo conto delle informazioni che sono contenute nelle

premesse, il contenuto delle premesse determina i processi che andiamo ad attuare per trarre

una conclusione. Se dovessimo seguire le regole della logica classica dovremmo arrivare

sempre ad una conclusione ma sappiamo che il nostro ragionamento non funziona così, ma

tiene in considerazione non sole le informazioni contenute nelle premesse ma anche il modo

in cui ci vengono presentate. In psicologia si fa ricorso ad una teoria chiamata teoria del

modello mentale.

Modello mentale = rappresentazione della realtà che fa riferimento a un dominio ristretto e

che intrattiene con la realtà un rapporto di corrispondenza 9

Sillogismo condizionale = le proposizioni sono nella forma «Se…allora».

MODUS PONENS = «Se A allora B».

MODUS TOLLENS = «Se A allora NON B».

Il compito di selezione di Wason (1966)

Errore di affermazione del conseguente, per verificare la regola devo controllare che non ci

siano casi falsi, per farlo devo andare alla ricerca di controesempi ovvero esempi che

rendano falsa l’affermazione iniziale e quindi posso girare la carta K e la carta 7. 10

Affermazione del conseguente = induce a ritenere simmetrico il rapporto di implicazione

logica presente nel principio. Se vocale implica numero pari, numero pari implica vocale.

Questo è ancora un sillogismo condizionale ma non è un compito di Wason quindi per

verificare la regola devo controllare che la regola sia giusta e quindi posso girare la carta

Roma e la carta Aereo. In questi casi si parla di effetto del contenuto perchè si tiene conto

del contenuto della premessa.

“Se si vuole viaggiare in un paese dell’Africa orientale,

bisogna fare il vaccino contro il colera”.

In questo caso si potrebbe pensare di girare la carta del signor Neri e la carta dei vaccini fatti

del colera perché teniamo conto del contenuto delle premesse, l’opposto del compito di

Wason. Questa è una regola deontica.

Regole deontiche (Cheng & Holyoak, 1985; Manktelow & Over, 1991): regole che indicano

ciò che si deve o non si deve fare. Nel caso dell’esempio precedente si va a verificare

l’applicazione di una regola.

Effetto del contesto

Regole di precauzione (Fiddick et al., 2000): meccanismo cognitivo che controlla se ci sono

individui che non hanno seguito la precauzione in situazioni e pertanto si trovano in pericolo.

Non solo il CONTENUTO ha un effetto sul meccanismo messo in pratica ma anche il

CONTESTO. 11

Il problema della macchina rotta

In questo caso andremo a girare la carta E e la carta A per verificare se sul lato anteriore c’è

effettivamente il numero 6.

Tutti questi meccanismi vengono spiegati dalla teoria dei modelli mentali, rappresentazioni

mentali del contenuto delle premesse in modo economico (Johnson-Laird, 1983, 2006, 2014;

Johnson-Laird & Byrne1991). Con questo modello teniamo in considerazione solo ciò che

c’è di esplicito nelle informazioni che abbiamo. Un modello mentale complesso invece

esplicita anche tutte quelle informazioni che sono implicite.

Modello economico Modello completo

MODUS PONENS MODUS TOLLENS

Condizionali controfattuali

Condizionale controfattuale = enunciati che esprimono possibilità che avrebbero potuto

verificarsi ma che in realtà non si sono verificate. 12

Nella nostra mente attiviamo due modelli mentali:

- Reale, ciò che si è verificato

- Controfattuale, ciò che si sarebbe potuto verificare.

Le inferenze illusorie

Inferenza illusoria = errore di ragionamento che si presenta in situazioni di incertezza

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiaraunivr.22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e metodi del problem solving e della metacognizione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Branchini Erika.
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