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Teoria, tecnica e didattica dell'età evolutiva

Appunti di teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Frattini dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Interfacoltà, Corso di laurea in scienze motorie e dello sport. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata docente Prof. G. Frattini

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ESTRATTO DOCUMENTO

– muoversi a ritmo di brani musicali

6-7 ANNI

Conoscenza di sé:

– conoscenza, collocamento spaziale e rappresentazione grafica dei segmenti corporei

– apprendimento concetti spazio-tempo in forma proiettiva

– acquisizione dei concetti di dx e sx in rapporto al sé

– conoscere il proprio peso e altezza

– prendere coscienza dei battiti cardiaci e degli atti respiratori

Controllo posturale:

– riconoscimento ed elaborazione delle info provenienti dagli organi di senso

– controllo del proprio corpo nelle situazione eretta bi-podale e mono-podale

– gestione e controllo del corpo in situazioni statiche e dinamiche

Abilità psico-motorie

Esecuzione controllata dei seguenti schemi motori in situazione closed:

– correre su diverse superfici, pendenze

– saltare in estensione ed elevazione, in modo simmetrico, asimmetrico, da fermi o in

movimento

– afferrare, lanciare, colpire, calciare un oggetto da fermi o in movimento, kn 1 o 2 mani

– rotolare attorno all'asse: sagittale (ruota), longitudinale, trasversale (capovolta)

– pattinare, andare in bici, sciare

Sviluppo e pratica di attività di manipolazione e coordinazione fine:

– utilizzo in modo appropriato l'attrezzatura x la scrittura e il disegno

– svolgere efficacemente compiti utilitaristici di coordinazione fine (allacciarsi le scarpe,

tagliare kn le forbici, usare le poste...)

– imparare a usare materiali modellabili

Organizzazione e gestione dell'orientamento del proprio corpo:

– riconoscimento e riproduzione di semplici sequenze ritmiche kn il proprio corpo e attrezzi

Scoperta e pratica di abilità in ambiente acquatico:

– traslocazione di vario genere in vasca piccola

– galleggiamento e scivolamento senza e con ausili e assistenza

– immersione completa e apnea in vasca piccola (attività i gioco)

– approccio all'acqua alta

Scoperta, conoscenza e pratica dei principali giochi di movimento:

– giochi tradizionali individuali e a piccoli gruppi

– approccio ai giochi di squadra e di situazione

Scoperta del valore delle regole:

– attività e situazioni ludiche x il rispetto delle regole

– attività e situazioni ludiche x il rispetto dei compagni

Salute e igiene:

– percepire e riconoscere “sensazioni di benessere” legate all'attività ludico-motoria

Abilità espressivo-comunicative:

– riprodurre caratteristiche e comportamento di personaggi/compagni

– mimare situazioni, stati d'animo

– immedesimarsi in racconti fantastici e fiabe

– muoversi a ritmo di musica

Abilità sociali:

– conoscenza dei nomi e delle caratteristiche dei compagni

– scoperta delle prime forme di collaborazione a coppie e a piccoli gruppi

– utilizzo in modo personale del proprio corpo x esprimersi, comunicare stati d'animo...

8-10 ANNI

Conoscenza di sé:

– conoscenza e collocamento spaziale delle parti del corpo kn relativa struttura ossea

– apprendimento concetti spazio-tempo complessi

– consolidamento concetti dx e sx in forma proiettiva

– conoscenza di: peso, altezza, indice di massa corporea

– capacità di rilevazione frequenza cardiaca e atti respiratori

Posture e schemi posturali:

– controllo del proprio corpo in varie stazioni bi o mono-podalica

– esecuzione e controllo dei principali schemi posturali

– gestione e controllo dell'equilibrio in situazioni di passaggio da staticità a dinamicità

Esecuzione dei seguenti schemi motori in situazione closed e open:

– camminare e correre sapendosi fermare in tempi e spazi utili

– afferrare e lanciare di forza e precisione

– colpire, battere, calciare, rotolare, appendersi, arrampicarsi, scavalcare, sottopassare

– pattinare, andare in bici, sciare

Pratica e consolidamento delle abilità in ambiente acquatico:

– apnea in vasca grande

– traslocazione laterale kn battuta di gambe e rana sul dorso

– approccio e scoperta degli stili: crawl, dorso, rana

Condotte motorie adattate allo spazio, tempo, ritmo, espressività:

– utilizzare diversi schemi motori combinati tra loro anke in funzione dei gesti sportivi

– organizzare condotte motorie complesse

– riconoscere e riprodurre semplici sequenze rimiche kn il corpo e attrezzi

– valutare traiettorie e ritmi esecutivi sapendo organizzare il proprio movimento nello spazio

in relazione a sé, agli oggetti, agli altri

Conoscenza e pratica dei principali giochi di movimento e pre-sportivi:

– giochi tradizionali e individuali di squadra

– conoscere e applicare i principali elementi tecnici (semplificati) di molteplici discipline

sportive

– saper scegliere e attuare azioni e soluzioni efficaci x risolvere problemi motori

Approccio alle prime esperienze di arbitraggio e di auto-gestione dei giochi:

– partecipare attivamente ai giochi sportivi

– collaborare kn gli altri

– accettare la sconfitta

– rispetto delle regole

– accettare la diversità

– manifestare senso di responsabilità

– imparare ad arbitrare semplici giochi

– imparare ad accordarsi kn i compagni

Salute e igiene:

– assumere comportamenti adeguati alla prevenzione degli infortuni e alla sicurezza

– assumere comportamenti adeguati e stili di vita salutistici

Abilità espressivo-comunicative:

– uso del linguaggio del corpo x comunicare

– elaborare semplici coreografie o sequenze di movimento usando brani musicali

Abilità sociali:

– sviluppo delle forme di collaborazione prima a coppie e poi a gruppi più consistenti

– approccio alle situazioni di fiducia dell'altro e di senso di responsabilità

– esperienze di aiuto e di assistenza x la facilitazione di compiti motori dei compagni

11-13 ANNI

Conoscenza di sé:

– conoscenza degli apparati preposti al movimento

Controllo posturale:

– gestione e controllo dell'equilibrio nelle differenti stazioni e nel passaggio da statico a

dinamico e viceversa

– esecuzione e controllo degli schemi motori e sportivi in tutte le loro varianti esecutive, in

adattamento all'ambiente...

Consolidamento delle abilità motorie:

– acquisisce consapevolezza delle funzioni fisiologiche e dei loro cambiamenti in relazione

all'esercizio fisico, sapendo modulare e controllare l'impiego delle capacità condizionali

(F,R,V) adeguandole all'intensità e alla durata del compito motorio

– conoscere e saper effettuare: avviamento e defaticamento motorio

– saper applicare schemi e azioni di movimento x risolvere un problema motorio

Consolidamento delle competenze motorie in ambiente acquatico:

– padronanza del galleggiamento verticale e orizzontale in acqua alta

– apprendimento degli stili natatori

Conoscenza e pratica sportiva individuale e di squadra:

– giochi tradizionali e individuali di squadra

– conoscere e praticare gesti delle discipline dell'atletica leggera

– conoscere e praticare gesti delle discipline della ginnastica artistica

– apprendere ed eseguire i gesti fondamentali dei principali sporti di squadra

– conoscere le nozioni di base dell'allenamento sportivo

Esperienze di arbitraggio e di autogestione nei giochi e negli incontri sportivi:

– partecipare attivamente nei giochi sportivi e non, organizzati anke in forma di gara,

collaborando kn gli altri, rispetto regole, accetto sconfitta...

– imparare ad arbitrare giochi/incontri sportivi

Salute e igiene:

– cura della propria immagine ed igiene personale

Abilità sociali:

– collaborare, aiutare i compagni

– acquisire la capacità di integrarsi nel gruppo, di condividere e di rispetto regole

– acquisire la capacità di rispettare l'altro nelle sue differenze

Abilità espressivo-comunicative:

– conoscere e applicare semplici tecniche di espressione corporea

– conoscere l'iconografia non verbale

– saper decodificare i gesti di arbitraggio

14-18 ANNI

Conoscenza del sé:

– conoscenza dei paramorfismi

Controllo posturale:

– consolidamento di schemi motori e posturali in funzione dell'esecuzione di gesti (anke

complessi) e di appropriate condotte motorie

Consolidamento delle competenze motorie:

– controllare l'impiego delle capacità condizionali e saperne adeguare intensità e durata

– utilizzare le capacità coordinative acquisite x l'apprendimento di nuovi gesti tecnici nei vari

sport

– perfezionare capacità di mira e precisione

Consolidamento delle competenze motorie in ambiente acquatico:

– perfezionamento degli stili natatori

– conoscenza e pratica del nuoto in apnea

Conoscenza e pratica sportiva individuale e di squadra:

– conoscere regolamento e praticare gesti tecnici delle principali discipline sportive

individuali e di squadra

– partecipare in forma propositiva alla scelta di strategie di gioco e sua realizzazione (tattica)

adottate dalla squadra mettendo in atto comportamenti collaborativi

Arbitraggio, autogestione, autoregolazione nelle situazioni e negli incontri sportivi competitivi e

amatoriali:

– conoscere e applicare correttamente il regolamento tecnico dei giochi sportivi assumendo

anke il ruolo di arbitro e/o di giudice

– saper gestire in modo consapevole gli eventi della gara kn autocontrollo e rispetto x l'altro

– accettare la sconfitta

Abilità sociali:

– collaborazione e responsabilità

– capacità di integrazione

– rispetto dell'altro

– assumersi responsabilità nei confronti delle proprie azioni

– impegnarsi x il bene comune

– vivere esperienze di volontariato nei confronti dei compagni in difficoltà

Abilità espressivo-comunicative:

– sapersi atteggiare adeguatamente nei differenti contesti sociali, scegliendo gli adeguati spazi

di interazione

– comunicare in pubblico

– cimentarsi in contesti di mimica e teatro

La verifica degli apprendimenti

Verifiche di raggiungimento degli obbiettivi didattici deve essere costante in ambito motorio; xk le

caratteristiche morfologiche, fisiche, motorie, sociali e cognitive del bambino cambiano in fretta

durante l'età evolutiva (aggiornamento trimestrale).

Verifica di RETROAZIONE = insieme di considerazioni, osservazioni, riflessioni k l'insegnante

attiva durante lo svolgimento delle singole azioni: grado di partecipazione, interesse,

soddisfazione...

E' un procedimento k aiuta l'insegnante a collegare tra loro le singole azioni in un percorso di

continuità.

Necessario: verifiche intermedia e verifiche annuali.

Possiamo usare:

– test motori o psico-motori

– schede di rilevazione

– prove strutturate o semi-strutturate di conoscenza

– profilo o cartella d'insieme del percorso di apprendimento

– per il periodo 3-11 anni vengono usati i test TGM (Testi di valutazione della abilità Grosso

Motorie)

– per il periodo 10-18 anni test EUROFIT (test da campo) es: Test di Cooper, Canadian Home,

Fitness Test, Test di Margaria, Harvard Step Test, Test di Wingate.

Elementi per il criterio didattico: metodologia, stili e strategie

CRITERIO DIDATTICO = insieme delle capacità e delle scelte metodologiche k un docente

attiva in modo personale e individuale x poter insegnare efficacemente.

CONTESTO DIDATTICO = ambiente fisico e sociale nel quale un insegnante opera x far

crescere i propri allievi usando uno stile d'insegnamento personale

METODO = modalità oggettiva di insegnamento teorizzata e riconosciuta

STILE DI INSEGNAMENTO = modalità personale k connota la metodologia attuata da ciascun

insegnante (influenzata dallo stile e modo di essere dell'insegnate)

STILE DI APPRENDIMENTO = modalità di apprendimento personale dell'allievo

STRATEGIA DIDATTICA = insieme delle modalità di strutturare le attività didattiche di una

lezione o di un percorso di apprendimento finalizzate all'acquisizione di un obbiettivo educativo

METODI DI INSEGNAMENTO DELLE ATTIVITA' MOTORIE:

– PRESCRITTIVO → programmazione sistematica dell'attività, spiegazione e presentazione

del modello, richiesta della riproduzione imitativa, esercitazioni e correzioni degli errori,

tutti svolgono la stessa attività

– MISTO → il precedente + introduzione di un'attività individualizzata

– ASSEGNAZIONE DI COMPITI → differenziazione delle proposte esecutive di lavoro in

gruppi

– ESPLORAZIONE → programmazione e dichiarazione degli obbiettivi da parte degli

insegnanti ma attività a scelta dell'allievo

– SCOPERTA GUIDATA → presentazioni di situazioni problema circostanziate e

semplificate x rendere possibile la scoperta delle possibili soluzioni esecutive k inducono

all'autocorrezione e indirizzano le scelte educative dell'insegnante

– RISOLUZIONE DEI PROBLEMI → presentazione di situazioni-problema di cui si

sollecita la ricerca di soluzioni attraverso feedback verbali ma senza fornire modelli

esecutivi.

Ciascun allievo cerca di risolvere il problema a modo proprio

Primi 3 metodi → stili di insegnamento tipo prescrittivo e deduttivo

Ultimi 3 metodi → stile non direttivo e induttivo

STILI DI INSEGNAMENTO:

1. Stile deduttivo =

- imposizione dell'autorità da parte dell'adulto

- centralità dell'insegnante

- centralità del programma da svolgere

- direttivo e impositivo (atteggiamento del docente)

- accuratamente programmato

- attività pratica programmata e prescritta, simile x tutti

- stile di apprendimento: imitativo del modello

- coinvolgimento cognitivo: minimo (limitato all' attenzione e alla memorizzazione)

- tempi di apprendimento: veloci

- massimo controllo delle attività

- autonomia dell'allievo minima

- formulazione chiara e precisa delle richieste

- consapevolezza dei risultati bassa

- valutazione dell'errore negativa

- individualizzazione delle proposte: minima

2. Stile induttivo = scelta di attivare le capacità di comprendere e di agire del bambino, basati

sull'empatia e sul ragionamento

- centralità dell'allievo

- non direttivo e propositivo (atteggiamento del docente)

- definito per ogni proposta ma elastico

- attività pratiche indotte dal docente ma a libera scelta dell'allievo, esecuzione delle attività

individualizzata

- stile di apprendimento: mancanza del modello, tentativi ed errori, comprensione del

compito

- coinvolgimento cognitivo: massimo

- tempi di apprendimento differenti e + lenti

- attività meno prevedibili e meno controllabili

- massimo sviluppo di autonomia

- formulazione delle richieste: circostanziata ma aperta all'interpretazione dell'allievo

- consapevolezza dei risultati: alta

- valutazione dell'errore: positiva

- individualizzazione delle proposte: attenzione alla persona e massima individualizzazione

STRATEGIE DIDATTICHE :

– Insegnamento a comando = fornire tutte le info utili x affrontare il compito motorio

– Assegnazione di compiti = assegnare piccoli compiti da eseguire in autonomia

– Problem-solving = proporre una situazione problema in cui l'allievo elabora una risposta

personale. Può avvenire: scoperta guidata o risoluzione divergente (cercare soluzioni nuove)

– Apprendimento cooperativo = assegnazione al gruppo di compiti e obbiettivi comuni

– Apprendimento collaborativo (peer-teaching) = l'insegnante dopo aver spiegato la

consegna pratica, propone ai gruppi/coppie k uno dei 2 esegua il compito e l'altro

suggerisca, aiuti e valuti il proprio compagno

– Strategie di auto-istruzione = l'insegnante richiede k ciascuno possa portare avanti in

modo autonomo un programma personale k gli consenta di verificare da sé l'apprendimento

E' da preferire una metodologia induttiva e di situazione centrata sull'allievo e

sull'individualizzazione dell'apprendimento, accompagnata da uno stile non direttivo e da strategie

di problem solving e di cooperative learning → xk coinvolge emotivamente e cognitivamente il

bambino in età evolutiva.

Far riflettere, mettere in situazione l'allievo facendolo sentire a suo agio x risolvere il problema,

lasciandogli fare i tentativi ed errori.

Parole chiave: variabilità, ludicità, peer teaching, cooperative learning

Variabilità nelle scelte delle attività → la ripetizione sistematica di un'abilità è il modo x far

assimilare il gesto motorio nel corso dell'età evolutiva

N.B: esercitazione randomizzata (ripetizione di compiti differenti secondo una sequenza variamente

alternata) è + efficace rispetto all' esercitazione seriale (ripetizione di compiti differenti ma in serie)

e all'esercitazione x blocchi (ripetizione dello stesso compito x poi passare al compito successivo).

Una volta scoperto e appreso un nuovo movimento, è inizialmente consigliato farlo ripetere in

forma isolata. Non appena memorizzato è bene riprenderlo facendolo ricorrere in modo casuale

assieme a altri gesti.

Dagli 8 a 11 anni: età d'oro della motricità = didattica verso la polivalenza esecutiva di tutti gli

schemi motori → giochi di movimento, percorsi misti individuali e a gruppi, esercitazioni a

stazioni, variazioni esecutive indotte dalle modifiche della superficie e dell'ambiente.

Peer teaching → = insegnamento tra pari = attività di insegnamento-apprendimento tra pari, dove 1

o + appartenenti al gruppo insegnano agli altri.

Cooperative-learning → = gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente x

raggiungere un fine comune.

In entrambe l'insegnante assume un ruolo di facilitatore / mediatore.

CAPITOLO QUINTO

Conoscenza e padronanza del proprio corpo

PERSONALITA' = viene condizionata dal vissuto corporeo. È necessaria una presa di coscienza di

ciò k si è, delle proprie abilità, capacità e potenziali → xk qst avvenga è necessario k il bambino

abbia avuto modo di fare molte esperienze di movimento (scoprire, conoscere, imparare a

organizzare le sensazioni k il movimento produce; confrontandolo kn le esperienze motorie

pregresse → processo k avviene spontaneamente).

Attività di movimento adeguate strutturate e orientate = attività gnosicamente orientate = tutte

quelle esperienze corporee k l'educatore propone secondo una progressione logica k portano il

bambino alla strutturazione dei simboli mentali e delle categorie di pensiero.

OBBIETTIVO COGNITIVO DELL'EDUCAZIONE MOTORIA:

viene pienamente realizzato quando il bambino viene aiutato ad acquisire una idea completa e

appropriata del proprio corpo e di sé → finalità: acquisizione della consapevolezza di ciò k

possiamo e sappiamo fare.

SCHEMA CORPOREO

→ J.Le Bouch = schema corporeo non è solo una percezione del proprio corpo, ma una

rappresentazione costante k si costituisce attraverso le esperienze (passate o presenti), di tipo:

posturale, visivo, cinestesico, e k è perennemente condizionata da esperienze affettive e da necessità

biologiche.

→ R.C.Russo = schema corporeo è la rappresentazione mentale del corpo come entità spaziale,

costituita sulle basi cognitive delle sensazioni k provengono dal copro stesso

Immagine corporea → rappresentazione mentale k ognuno ha del proprio corpo, permeata e

modellata dal vissuto k ha arricchito la percezione del corpo stesso.

IDEA DEL CORPO = idea precisa k ognuno ha del proprio corpo nella statica e nella dinamica, il

bambino se la costruisce nel corso del suo processo di accrescimento x giungere ad un primo

adeguato traguardo di consapevolezza negli anni k concludono la scuola primaria (10-12).

– 0-3 mesi → Corpo subito: dipendenza totale dalla madre, automatismi primitivi innati

legati ai bisogni primari e ai riflessi arcaici

– 3 mesi – 3 anni → Corpo vissuto: coscienza del proprio corpo, attraverso l'esplorazione del

proprio corpo e di quello della madre inizia il processo di differenziazione tra sé e l'altro

– 3-6 anni → Corpo percepito: periodo pre-operatorio dello schema corporeo e percezione

del corpo km unità e immagine simmetrica, maggior controllo posturale e tonico, si afferma

la dominanza di lateralità, migliora l'organizzazione dello spazio (coscienza

dell'orientamento del corpo nello spazio)

– 6-14 anni → Corpo rappresentato: periodo operatorio dello schema corporeo, percezione

della tridimensionalità (h, larghezza, profondità) del corpo e della successione dei gesti,

movimenti, spostamenti, rappresentazione mentale del corpo statica e dinamica,

consolidamento del concetto di successione, può eseguire movimenti + coordinati e fini,

dipinge e disegna sia kn dx k sx

N.B: nel corso del periodo di “proceritas” o di “forte crescita staturale” la consapevolezza del

“saper fare” può essere messa in crisi dal processo di allungamento k precede la presa di coscienza

mentale dell'avvenuta modifica delle dimensioni (temporanea ipotonia dei muscoli = mancanza di

piena funzionalità e di controllo del corpo (anke dei gesti + usuali)).

L' intervento dell'educatore del movimento può essere utile in questa fase !!! Per il processo di

strutturazione dello schema corporeo e x le fasi di adattamento imposte dall'età evolutiva.

Percorsi educativi realizzabili kn il movimento k portano ad ottenere:

1. capacità di utilizzare e organizzare le sensazioni

2. possibilità di assumere e mantenere kn equilibrio ed economia le posture

3. possibilità di gestire e orientare adeguatamente le traslocazioni e i movimenti di precisione

del proprio corpo nella dimensione spazio-tempo

4. capacità di controllo emozioni (agendo sul controllo respirazione)

5. possibilità di usare il corpo x comunicare kn gli altri

Educazione alla percezione e all'uso dei sensi

Educazione alla percezione → utile allo sviluppo cognitivo-intellettivo del bambino

Percezione = insegnare e organizzare le sensazioni prodotte dai vari organi sensoriali e sensitivi

Sono vie fondamentali x programmare, coordinare e controllare il movimento.

– vie esterocettive (vista, udito, tatto, olfatto, gusto)

– vie propricettive (otg, fn)

– vie enterocettive (sensibilità dolorifica, benessere, malessere profonda-viscerale)

EDUCAZIONE SENSORIALE = percorso educativo e funzionale al benessere della persona k

consente di usare al meglio le info captate dagli analizzatori sensoriali e trasmesse attraverso le vie

afferenti x organizzare, condurre e adattare il movimento nella dimensione spazio-tempo.

Percorso k conduce al SNC di organizzare le percezioni

Ed sensoriale:

– percezione tattile-pressoria

– percezione cinestetica

– percezione visiva

– percezione uditiva

SENSAZIONE = riduzione dell'apparato sensoriale alla semplice captazione e trasmissione degli

stimoli afferenti

PERCEZIONE = elaborazione cognitiva degli stimoli afferenti (sintesi afferente)

1. Percezione tattile-pressoria:

Pelle → protegge, trasmette, regola

Costituita da 3 strati sovrapposti:

a) Epidermide = cheratina (impermeabilizzante) + melanociti (protettiva raggi UV) + cellule di

Langherans (immunitaria)

b) Derma = t. connettivo (collagene + f.elastina) k ammortizza i traumi meccanici e contiene: vasi

sanguigni, cell immunitarie, ghiandole sudoripare, follicoli pilo-sebacei, recettori sensitivi

(pressione-temperatura-dolore)

c) Ipoterma = t. adiposo (riserva energetica)

Tipologie di recettori tattili (4):

1. Cellule di Merkel → strato basale epidermide

2. Corpuscoli tattili di Meissner → tra epidermide e derma, ci consentono di afferrare kn

precisione oggetti di piccole dimensioni

3. Corpuscoli di Ruffini → profondità derma, funzione di misurazione di tensione tessuto

4. Corpuscoli di Vater-Pacini → vibrazioni, trasformano in modo meccanico la pressione in

accelerazione

(disegno pag. 179)

Funzioni della percezione tattile:

– controllo dei movimenti k richiedono coordinazione fine

– controllo equilibrio → info k arrivano al sistema cerebellare (es. dell' avampiede –

attivazione flessori gamba)

– presa di coscienza parti del corpo non visibili

Attività per educazione tattile-pressoria:

– manipolazione di piccoli oggetti/attrezzi kn e senza vista

– esercizi kn esclusione della vista

– situazioni-problema implicanti il contatto kn attrezzi, oggetti, compagni

2. Educazione alla percezione cinestesica

Percezione cinestesica / propriocettiva = inviare info sulla dislocazione nello spazio delle parti del

corpo, segmenti corpo, posizione globale del corpo.

Elaborazione info nel cervelletto.

Recettori:

1. FN (stiramento → info sulla variazione di lunghezza m) (parallelo fibre m)

2. OTG (stiramento sia passivo k indotto dalla contrazione → misurano tensione m = forza di

contrazione) (serie)

3. recettori dell'equilibrio statico-cinetici → apparato vestibolare

4. propriocettori articolari → siti nelle capsule articolari, sensibili agli stiramenti dovuti ai

cambi di posizione, variazioni di ampiezza e gradi di apertura vicini al limite articolare

Attività di educazione cinestesica:

– esercizi di contrazione/decontrazione muscolare

– esercizi di descrizione della posizione assunta dal corpo ad occhi chiusi

– attività di memorizzazione/interiorizzazione di posizioni del corpo o di alcune parti

– attività di “farsi modellare” o del “mantenere una posizione” kn descrizione ad occhi chiusi

della stessa

3. Educazione alla percezione visiva

Percezione visiva: funzione di informazione e guida dei movimenti.

Occhi → inviano alla corteccia 2 immagini distinte k vengono poi unificate attraverso il NGL

(nucleo-genicolato-laterale) (talamo → corteccia visiva primaria (area 17))

– visione focale = identificazione degli oggetti

– visione periferica/ambientale = ambiente circostante

Attività di educazione visiva:

– controllo della mira e precisione negli schemi motori di: lanciare, ricevere, battere, colpire,

mirare

– controllo focale dei movimenti fini di manipolazione

– capacità di situarsi nello spazio in rapporto agli altri e agli oggetti (direzione, distanza,

traiettoria)

– controllo dell'equilibrio statico e dinamico

– controllo e organizzazione temporale delle azioni (concetti di: momento preciso, momento

giusto, velocità, variazioni della velocità, periodicità, durata)

– attività sui tempi di reazione a stimoli visivi

– attività per la presa di coscienza dei dati spaziali semplici e complessi

– attività di presa di coscienza dei dati temporali semplici e complessi

– attività di mira e precisione

4. Educazione alla percezione uditiva

Compiti della percezione visiva:

1. discriminazione dei fenomeni acustici: rumori, suoni

2. percezione delle cadenze

3. possibilità di orientamento nello spazio

Attività di educazione della percezione uditiva:

– esercizi x la discriminazione dei rumori, intensità e timbro

– attività x la discriminazione della fonte di rumore

– esercizi di orientamento nello spazio

– attività di percezione del ritmo

La consapevole e la conoscenza del proprio corpo

Usare le esperienze ludico-motorie x aiutare il bambino a prendere coscienza delle parti k

compongono il corpo.

es. far rilevare l'allocazione spaziale, le dimensioni, l'estensione e i rapporti di continuità con le

parti attigue

INGOMBRO = spazio occupato dal corpo.

es. di attività: percorsi di apprendimento ove si kiede agli allievi di entrare, passare in mezzo a...,

sottopassare, attraversare uno spazio delimitato da un attrezzo.

es. x la scoperta di “avere un peso”: trasferimento del peso dagli aa.ii agli aa.ss, movimenti appesi,

sollevare un compagno..

es. di articolarità: presa di coscienza delle possibilità di movimento consentiteci a livello

segmentario dalle articolazioni.

Attività per la presa di coscienza del corpo:

– attività x la scoperta delle parti del corpo (nome, allocazione, forme di utilizzo)

– es x la presa di coscienza delle loro dimensioni e dei loro rapporti

– attività x la consapevolezza dell'ingombro del corpo in toto e parti

– attività x la presa di coscienza del peso del corpo

– es segmentari di articolarità

Educazione posturale: autocontrollo del corpo nella statica

Percorsi ed k possono essere attivati x prevenire gli atteggiamenti paramorfici e favorire la naturale

acquisizione delle posture corrette.

Posture → si mantengono corretta grazie alla contrazione della muscolatura antigrafitaria (= m. k

concorre mediante contrazioni isometriche, al mantenimento delle posture in opposizione alla

gravità. Sono: (nella stazione eretta) tibiale anteriore, tricipite surale, quadricipite, glutei,

addominali, dorsali, sterno-cleido-mastoideo)

Il nostro sistema neuromuscolare reagisce a stimolazioni ambientali ed emotive attraverso un

sistema di modulazione del tono muscolare k funziona in modo riflesso e automatico anke se può

essere influenzato da un intervento volontario da parte del soggetto.

TONO MUSCOLARE = grado di tensione esprimibile da ogni nostro muscolo (rilevabile

attraverso l'elettromiografo)

3 tipi:

– T. Basale → grado di tensione minimo, si rileva quando il m è a riposo

– T. Posturale → tensione m impiegata da ogni singolo m x contrarsi in modo

prevalentemente statico mantenendo (così) inalterata la sua lunghezza

– T. Funzionale → grado di tensione necessario ad un m x contrarsi concentricamente o

eccentricamente, comportando una variazione di lunghezza del m

POSTURA = (posizione) k il corpo assume sia da fermo k in movimento

POSTURA = espressione visibile dell'Essere (interrelazione muscoli-sentimenti-emozioni)

POSTURA → frutto di una precisa intenzionalità a inibire il movimento e comporta un intervento

tonico-muscolare attivo, a carico della muscolatura antigravitaria, x contrastare la forza di gravità.

Ogni postura presuppone una serie di aggiustamenti attorno alla posizione prescelta (interventi

muscolari automatici). Il mantenimento delle posture è inconsapevole: fattori neuromuscolari e

fattori psico-emotivi.

POSTURA CORRETTA presenta: equilibrio, stabilità, economicità, naturalezza.

Ogni “atteggiamento posturale” può essere modificato / ristrutturato.

I “vizi posturali” e gli “atteggiamenti scorretti” possono non dipendere da condizioni genetiche ma

da cause affettivo-emotivo-posturali (es. stili di vita sedentari/ ipocinetici) → PARAMORFISMI

DISMORFISIMI → di natura genetica, ereditaria

PARAMORFISMI CV:

– “atteggiamento cifotico” = dorso curvo = aumento della convessità della curva dorsale

– “atteggiamento lordotico” = aumento della curva lombare

– “atteggiamento scoliotico” = deviazione cv visibile sul piano frontale

• Prima curva cervicale → convessità anteriore, apice alla 5 / 6 vertebra

• Seconda curva dorsale → convessità posteriore, apice alla 6 / 7 vertebra

• Terza curva lombare → convessità anteriore, apice alla 3 / 4 vertebra

• Quarta curva sacrale → convessità posteriore, apice alla 3 / 4 vertebra

→ corrette.

ATTEGGIAMNTO SCOLIOTICO:

Deviazione laterale del rachide (sul piano frontale), k può presentarsi:

– a C = curva unica verso sx o dx (denominazione in base alla convessità della curva)

– a S = doppia curva

– a tre curve

– complessa a + curve

N.B: a volte l'atteggiamento scoliotico permane anke quando si chiede al bambino di assumere la

postura corretta, xk il peso (data l'abitudine conseguita) va a gravare su un solo arto.

Può essere causato da:

– diversa lunghezza degli aa.ii = squilibrio del bacino

– appoggio del peso su un solo arto, kn l'altro semi-piegato (posizione del bacino “ancata”)

– lassità legamentosa e/o ipotonia muscolare = portano il bambino a cercare una posizione

“comoda” appoggiandosi ai legamenti laterali del rachide

Quali inconvenienti comporta:

– ridotta efficienza respiratoria dovuta all'inclinazione del tronco = ridotta mobilità gabbia

toracica

– ridotta efficienza motoria dovuta all'assetto delle spalle e/o del bacino

– cattivo aspetto estetico (flessione tronco, flessione capo, asimmetria spalle)

Esame morfologico:

– valutare h spalle e scapole

– osservare equilibrio bacino (h pieghe glutei e creste iliache)

– triangolo della taglia dx e sx (linea bacino-fianco-braccio)

Inclinazione busto in avanti → x valutare se c'è un “atteggiamento scoliotico” o una vera scoliosi

– atteggiamento scoliotico: la curva scompare

– scoliosi: la curva rimane + gibbosità dalla parte della convessità

Flessione busto laterale → x valutare se c'è un “atteggiamento scoliotico” o una vera scoliosi

– atteggiamento scoliotico: uguale ampiezza del movimento da entrambi i lati

– scoliosi: ci sarà una ridotta ampiezza della flessione dalla parte della convessità della curva

PIEDE PIATTO

Appoggio dei piedi a pianta piena (marcato abbassamento della volta plantare)

Osservazione del cammino: appoggia di tutta pianta, punte all'infuori, non è in grado di spingere

distendendo il piede

Può essere causato da:

– lassità dei legamenti

– eccessivo peso corporeo

Inconvenienti k può comportare:

– ridotta efficienza motoria (sopratutto nella corsa e nei salti)

– ristagno circolazione sanguigna (schiacciamento vene → precoce affaticamento e dolore)

Esame morfologico:

Rilievo impronta piedi in carico (kn tutto il peso corporeo)

• impronta normale se: evidenzia l'appoggio del calcagno e della base delle dita collegati da

una stretta striscia lasciata dal margine laterale del piede.

GINOCCHIO VARO / VALGO / RECURVATO

Deviazione sul piano frontale: vs l'esterno (varismo), vs l'interno (valgismo), sul piano sagittale vs

l'indietro (recurvato) dell'asse dei segmenti dell'aa.ii.

Come si presenta:

– gambe a parentesi () = VARISMO

– gambe ad X = VALGISMO

– parentesi all'indietro = RECURVATO / IPERESTESO

Possono essere causati da:

– Varo: lassità legamentosa, situazione congenita

– Valgo: sovrappeso, lassità legamentosa.

N.b: a 6-7 anni la presenza di un modesto valgismo alle ginocchia non ha un carattere

patologico; si corregge nella maggior parte dei casi spontaneamente (=ginocchio valgo

dell'infanzia)

ginocchio valgo dell'adolescenza: compare in adolescenza x accrescimento del soggetto (12-

15 anni) in soggetti longilinei, gracili, kn muscolatura ipotonica e poco sviluppata o in

soggetti sovrappeso (spesso associato a: piede piatto e dorso curvo)

– Recurvato: cause traumatiche (trauma all'epifisi prossimali tibia) o costituzionali

Inconvenienti k possono comportare:

– scaricamento del peso antiergonomico

Esame morfologico:

– Varismo: in cm la distanza tra le ginocchia a piedi uniti

– Valgismo: in cm la distanza tra i 2 malleoli mediali a ginocchia ravvicinate

– Recurvato: coscia e gamba formano un angolo superiore a 180°

SCAPOLE ALATE

Scollamento delle scapole dalla gabbia toracica

Come si presenta:

Difficilmente si presentano km paramorfismo isolato.

Generalmente sono un effetto secondario di una situazione di astenia generale e/o di un'anomala

posizione del rachide

Può essere causato da:

– mancanza di tono muscolare (parete dorsale)

– forma cilindrica del torace

Esame morfologico:

– lo scollamento delle scapole ne evidenzia i margini (mediali)

N.b: fino a 7 anni i margini sono molto visibili fisiologicamente xk il torace è cilindrico ed

impossibile k un osso piatto vi possa aderire completamente

ASTENIA GENERALE

Situazione di diffusa ipotonia muscolare

Il bambino si presenta: gracile, debole, magro

Può essere causato da:

– improvviso accrescimento staturale

– stile di vita sedentario

Inconvenienti k può comportare:

– facile affaticabilità nell'espressione di forza

– atteggiamento cifotico, varismo, scapole alate

Esame morfologico:

– “bambino semolino” = pelle e ossa, facilmente preso in giro dai compagni, minima presenza

di tono muscolare

SOVRAPPESO

Situazione di diffusa presenza di adipe in differenti parti del corpo k provocano un aumento

evidente del peso corporeo e dell'indice di massa corporea (BMI)

Come si presenta:

– il bambino è rotondeggiante e grosso

Quali inconvenienti può comportare:

– rischio obesità

– facile affaticabilità nei compiti di resistenza alla fatica

– atteggiamento lordotico, valgismo, piedi piatti

Esame morfologico:

– BMI

Attività di educazione posturale:

– esercizi di equilibrio e bilanciamento dei segmenti corporei

– attività allo specchio

– quadrupedie e strisciate addominali e dorsali

– attività del portare sul capo

– esercizi di ginnastica addominale e dorsale

– lanci simmetrici

– attività di esercizi delle “4 frecce” (Metodo Invernici) → uso di una situazione immaginaria

x indurre ad una posizione corretta

Organizzazione spazio-temporale, dominanza, lateralità

Spazio e tempo → coordinate nelle quali, attraverso il movimento, avviene il rapporto tra sé e il

mondo.

STRUTTURAZIONE SPAZIO-TEMPORALE: processo k porta il bambino a saper gestire i dati

dello spazio e del tempo in forma congiunta integrandoli kn quelli provenienti dal proprio corpo al

fine di orientarsi nella duplice dimensione e di coordinar il proprio corpo

PERCEZIONE → punto di partenza x queste 2 percezioni (attraverso i dati afferenti dai recettori

sensoriali possiamo valutare distanze e traiettorie, consapevolezza spazio occupato...)

(schema pag 206)

Evoluzione dei concetti spaziali:

– Spazio topologico → fino a 3 anni (sopra,sotto,alto,basso,davanti,dietro..) spazi percepiti

indistinti dal sé

– Spazio prossimo-proiettivo → 2-6 anni spazi distinti dal sé e applicati agli altri e agli

oggetti

– Spazio euclideo → 7 anni spazio geometrico (distanze, forme, traiettorie)

N.B: uno dei concetti spaziali + problematici x il bambino della scuola dell'infanzia è quello di dx e

sx.

DOMINANZA LATERALE → processo k si conclude vs 8-9 anni, causa di un progressivo

differenziarsi della funzionalità dei 2 emisferi cerebrali (sx x i destrosi e dx x i mancini)

LATERALIZZAZIONE → processo k porta alla presa di coscienza della dominanza laterale e

distinzione nel corpo di una parte dx e una sx (topografia dello spazio interno)

DIREZIONALITA' → proiezione dei concetti di dx e sx al di fuori del corpo (topografia dello

spazio esterno)

AMBIDESTRISMO → uso paritetico delle 2 parti del corpo

La dominanza laterale può avere effetti negativi sull'apprendimento xk la mancanza di preferenza di

una mano inibisce la conoscenza di dx e sx e può causare una confusa direzionalità nel momento in

cui il bambino chiamato ad orientare la propria azione nello spazio esterno x scrivere o leggere.

Concetti temporali:

– Tempo contingente → il momento in cui vive l'esperienza (il qui e ora)

– Tempo psicologico → tempo vissuto in base al contesto emozionale

– Tempo oggettivo → orologio

Attività per lo sviluppo dei concetti spazio-tempo:

(vedi elenco pag. 211)

– distanza

– durata

– velocità

– traiettoria

Educazione respiratoria

Buona funzionalità respiratoria garantisce la sopravvivenza + permette aumento del lavoro

muscolare + modulazione e controllo stati emotivi + autocontrollo.

Ogni atto respiratorio: inspirati 500 cc di aria (VC = volume aria corrente) = 6/7 lt al minuto

– Capacità polmonare: 5000 / 6000 cc

– Capacità vitale: 4000 / 5000 cc

– Volume residuo: 1000 / 1500 cc

– Volume di riserva inspiratoria: 2000 / 2500 cc

– Volume corrente: 500 cc

– Volume di riserva espiratoria: 1500 cc

Educazione e controllo dell'atto respiratorio

Integrando le 3 forme principali di respirazione: addominale, toracica, clavicolare.

– Respirazione addominale → usata in condizioni di normalità

– Respirazione toracica → integra la prima quando la ventilazione polmonare aumenta

– Respirazione clavicolare → permette il riempimento della parte alta del polmone

– Respirazione integrata/efficace/completa → integra i 3 tipi, condizione di massima

funzionalità

N.B: l'uso della r. clavicolare e della r. toracica può creare problemi di tipo posturale, determinando

squilibri muscolari a livello sia dorsale k cervicale.

Una respirazione completa (integrata) può avvenire solo se è presente una buona tonicità del

diaframma, muscolatura addominale (trasverso).

Autocontrollo respiratorio, rilassamento e gestione degli stati emotivi

RILASSAMENTO = distensione muscolare e mentale benefica k:

– psicologicamente da la possibilità di sopportare il lavoro, affrontare le difficoltà kn minima

serenità

– fisicamente permette una miglio distribuzione del lavoro muscolare kn una importante

economia di mezzi

Obbiettivo del rilassamento: migliore adattamento del soggetto al mondo (relazioni...), ottimo

mezzo x arrivare ad una buona educazione posturale, facilitare la percezione del proprio corpo.

N.B: Ipotonia → il tono generale della muscolatura anti-gravitaria → causa: sincesie e movimenti

parassitari di ogni tipo.

– TRAINING AUTOGENO: (Scultz) ricerca di un'azione di rilassamento generale attraverso

un condizionamento mentale

– RILASSAMENTO PROGRESSIVO: metodo analitico k tende a ricercare il rilassamento

muscolare attraverso un'educazione delle sensazioni propriocettive (presa di coscienza di:

contrazione e decontrazione)

– RILASSAMENTO: integrare i primi 2 metodi partendo da una presa di coscienza del tono

muscolare. Attraverso es appropriati il sogg dovrà de-localizzare le tensione estendendole e

distribuendo adeguatamente in tutto il corpo il tono impiegato.

1. ricerca di decubito del rilassamento (attraverso la percezione del peso del corpo)

2. ricerca della sensazione di calore

3. controllo e presa di coscienza del ritmo respiratorio cardiaco

4. ricerca della sensazione di calore estesa alla ragione addominale e in contrapposizione

alla freschezza della fronte

– EUTONIA: stato di tensione armoniosamente equilibrata k richiede la presa di coscienza

delle sensazioni propriocettive delle varie parti del corpo.

Consiste nel portare tutte le parti del corpo a un grado ottimale di tensione muscolare in

rapporto kn l'azione k il soggetto si propone di eseguire:

1. es x la consapevolezza corporea

2. posture k permettono di arrivare al grado ottimale di tensione muscolare

3. es implicanti “lo stiramento” e l'estensione del corpo

4. es di equilibrio

Attenzione rivolta alle sensazioni corporee.

Correnti scientifiche:

– tecniche globali → (Scultz) k partono da un'intervento diretto sulla mente, sono di origine

psicoterapeutica e vengono usate kn adulti in situazioni patologiche

– tecniche analitiche → incentrano la loro attenzione sulle strutture muscolari periferiche;

sviluppate x un uso educativo e x l'età evolutiva

Prove x valutare l'efficenza respiratoria:

– Indice di Hirtz (misurazione circonferenza toracica in massima inspirazione e inspirazione)

– Spirometria (misura la cv)

– nuoto, fondo, corsa prolungata, canottaggio → es di ginnastica respiratoria

Espressività corporea

(schema pag. 224)

– es di immedesimarsi in situazioni (reali, irreali, fantastiche)

– es di uso del proprio corpo x comunicare

CAPITOLO 6

Ludo-motricità, sviluppo della socialità e del senso civico

Gioco del movimento: in età evolutiva è un'attività tra le + educative x avvicinare il bambino al

movimento (es. Nintendo wii, giochi da cortile) .

Le teorie sul gioco

GIOCO = esercizio di abilità e competenze necessarie all'incontro kn la realtà

INTELLIGENZA LUDICA = accostare gioco e intelligenza

“saper giocare” → abilità indispensabile x saper vivere, insegna a: muoversi, immaginare, pensare,

incanalare l'aggressività in forme socialmente accettabili, modo x mettersi alla prova, insegna a

vivere e diventare adulti.

Gioco = lavoro attraverso il quale i bambini si sviluppano potenziando: agilità, forza, intelligenza.

Permetto di far esperienza: del piacere, della condivisione, del rispetto regole, della trasgressione ,

creatività (= capacità di combinare diversamente i dati e le info al fine di ricavarne nuovi).

Gioco → mezzo di apprendimento

GIOCARE = modo di comunicare kn sé stessi e gli altri, di crescere, di migliorare le proprie

capacità ed abilità motorie, il proprio rendimento scolastico, il proprio carattere e personalità.

Educare all'agonismo e al fair play, la lealtà, la socializzazione e il rispetto degli altri e delle regole

di gioco.

TIPOLOGIE DI GIOCO (CALLOIS):

– Agon → competizione, agonismo

– Alea → giochi d'azzardo, risultato dipende da un fattore esterno: la fortuna

– Mimicry → imitazione o rappresentazione

– Illinix → (vortice,vertigine) scopo del gioco: produrre un'alterazione delle percezione

normale del soggetto tramite la perturbazione del suo orientamento nello spazio e nel tempo

(montagne russe, acrobazie...)

Le funzioni del gioco

– cognitiva: stimola la memoria, concentrazione, creatività, confronto

(4-5 anni fino a 9: periodo d'oro della creatività)

per poter essere creativi i bambini non devono temere l'errore e il rimprovero → devono

poter compiere errori senza timore xk sbagliare può essere un'occasione x migliorare

– emotivo-affettiva

– socializzante: confrontarsi kn gli altri osservandoli nella vita quotidiana porta il bambino a

favorire la ricerca delle soluzioni k si rivelano + efficaci.

Favorisce la capacità di decentramento (sistema di regole implicite)

(fino a 2 anni: gioco solitario) (3-4 anni: gioco parallelo → gioca nella sua autonomia ma

accanto ai compagni ma senza aver rapporto kn loro) (4-6 anni: gioco interattivo / sociale)

– morale: permette l'avvicinamento alle regole della vita sociale e alla formazione dei sensi di

responsabilità, onestà, socialità. (la prima esperienza alle regole: nel gioco di libertà)

Le regole nel gioco devono essere vissute e non subite; devono essere apprese

progressivamente

– motorio-funzionale: funzionalità degli organi interni attraverso il movimento

Articolo 31 Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia:

diritto del bambino al gioco, al riposo e allo svago, alle attività ricreative.

Le classificazioni dei giochi di movimento

Classificazioni dei giochi che attivano situazioni motorie:

– gioco sensoriale → es. attività k provocano rumore attraverso oggetti

– gioco simbolico → es. parlare da soli kn personaggi immaginari (attività ludica mentale)

– gioco tradizionale-popolare → es. palla tamburello, mago ghiaccio... (individuale o di

squadra)

– gioco pro-sportivo o sportivo semplificato → es. mini-basket, mini-volley

– gioco a tempo → es. fare + canestri attraverso tiri in successione (a squadre)

– gioco a staffetta → es. percorrere un tragitto (a squadre)

– gioco finalizzato / educativo → obbiettivo educativo x migliorare qualcosa (es. capacità

motorie)

– gioco istituzionalizzato → es. calcio, pallavolo... (squadre – CONI)

– gioco mimico

– gioco di esplorazione

– GTP (Giochi Tradizionali Popolari) → maschi e femmine stessi ruoli psico-motori

es. nascondino, 1 2 3 stella, palla guerra, quattro cantoni, strega comanda colore, palla

avvelenata....

a) economicità

b) adattabilità all'ambiente e alle caratteristiche dei partecipanti

Lo sviluppo delle competenze sociali

N.B: bambini fino a 6 anni → riescono difficilmente a collaborare kn gli altri anke se vi è la

richiesta di un'educatore. (il desiderio di impadronirsi della palla e di maneggiarla è predominante

xk il suo comportamento è orientato all'oggetto).

A quest'età i bambini vedono i propri compagni e gli avversari km concorrenti k gli impediscono di

possedere la palla.

Anche i giochi di staffetta manifestano criticità xk comportano un “carico sociale” elevato nel

momento in cui evidenziano in modo esplicito la difficoltà dei concorrenti + deboli k operano sotto

gli occhi dei compagni.

Vivono la squadra km un'entità ancora astratta, poco comprensibile e accettabile l'errore di ki è stato

attribuito loro km compagno.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Frattini Gabriella.

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