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Teoria microbica delle malattie

Fin dall'antichità riscontriamo precetti igienici, come l'isolamento dei lebbrosi o l'eliminazione (spesso combustione) di materiali contaminati, che partivano dal concetto di malattia trasmissibile (contagiosa). Ciò dunque molto prima della scoperta della presenza in natura dei microrganismi e di essi come agenti di malattie infettive dell'uomo e degli animali.

Contributo di Gerolamo Fracastoro

Si deve al medico italiano Gerolamo Fracastoro da Verona la teoria della trasmissibilità delle malattie infettive. Egli è considerato il padre dell'epidemiologia, scienza che studia i complessi meccanismi che influenzano la salute delle popolazioni. Nel 1564 egli presentò il De Contagione et contagiosis morbis, trattato che raccoglieva un'ampia varietà di prove sulla contagiosità fornite dai suoi studi su malattie come la peste e la sifilide. Fracastoro, non soltanto descrisse la trasmissibilità diretta da persona a persona, o mediante oggetti inanimati, delle malattie, ma ipotizzò che ciò fosse opera di organismi invisibili che denominò "seminaria" (semi).

Teorie alternative e scoperte successive

Tuttavia, la maggior parte dei medici, per tutto il XVIII secolo e buona parte di quello successivo, non facendo tesoro delle intuizioni di Fracastoro e di altri come J. Hunter, I. Semmelweis ed E. Jenner, continuarono ad attribuire le grandi pestilenze (epidemie) ai "miasmi", vale a dire vapori venefici creati da peculiari congiunzioni astrali e/o condizioni climatiche e terrestri. Si dovettero attendere le scoperte fatte prima da Agostino Bassi nel 1804 su una malattia dei bachi da seta causata dalla contagiosità di una sostanza bianca (poi identificata come un fungo), quindi da Filippo Pacini, che isolò nel 1854, durante l'epidemia di colera, il vibrione responsabile della malattia dalle feci dei pazienti, e poi quelle basilari fatte da Pasteur e Koch, affinché la medicina ufficiale accettasse la "teoria microbica delle malattie infettive".

Contributi di altri studiosi

Eppure, già nel XVIII secolo, il chirurgo John Hunter aveva dimostrato la trasmissibilità di una malattia inoculando materiale purulento prelevato da un paziente affetto da gonorrea. Anche la tecnica preventiva della vaccinazione introdotta da Edward Jenner nel 1796 non portò a comprendere l’origine microbica delle malattie infettive. Jenner, durante un’epidemia di vaiolo umano, notò che i mungitori di latte bovino raramente contraevano la malattia e pensò di inoculare nell’uomo sano materiale preso per scarificazione da lesioni che si manifestavano in una malattia simile dei bovini: il vaiolo vaccino.

Avanzamenti nella chirurgia

Anche la chirurgia, verso la metà del XIX secolo, era molto interessata agli studi di Pasteur che avevano dimostrato la presenza di microrganismi nell’aria. In quegli anni, l’adozione dell’anestesia favorì lo sviluppo delle tecniche chirurgiche, che oltre a indubbi benefici comportò però anche un aumento della mortalità per sepsi chirurgica. A Vienna, nel 1840, Ignác Semmelweis chiarì il meccanismo della trasmissione indiretta delle infezioni individuando nella mancata disinfezione delle mani da parte degli ostetrici la responsabilità dell’alta mortalità materna per sepsi puerperale che avveniva in ospedale, e introdusse per la prima volta la disinfezione in ostetricia.

L'innovazione di Joseph Lister

È in questo contesto che Joseph Lister (1827-1912), chirurgo inglese, convinto dagli studi di Pasteur, intuì che la sepsi chirurgica poteva essere causata dai microrganismi presenti nell’aria cui erano esposti i tessuti dei pazienti durante l’intervento chirurgico. Egli introdusse perciò l’antisep­si chirurgica, al fine di evitare la contaminazione microbica delle ferite e del piano operatorio: intorno al 1864 sviluppò varie tecniche, quali la sterilizzazione dei ferri chirurgici con un’accurata ebollizione e l’uso di medicazioni disinfettanti (acido fenico), contribuendo a ridurre l’incidenza della sepsi chirurgica. Il lavoro di Lister precedette di poco l’isolamento degli agenti di malattia e costituì una delle prove indirette della teoria microbica delle malattie.

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

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