Estratto del documento

Human Information Processing

L’elaborazione delle informazioni (Human Information Processing, HIP) considera l’attività mentale principalmente come una questione di gestione delle informazioni, che ha inizio di solito con l’input attraverso i sensi e termina con una determinata forma di output, come l’azione orientata all’obiettivo. Per comprendere la cognizione, occorre seguire il flusso delle informazioni da un’estremità all’altra e identificare la natura dei processi che si interpongono.

Questi processi sono, ad esempio, codificare le informazioni ricevute in forma di simboli con immagini visive e definizioni verbali, immagazzinare questi simboli nel cervello, interpretarli alla luce di altro materiale memorizzato, recuperare le informazioni acquisite per rielaborarle e riflettere su di esse e lavorare su questi dati al fine di produrre determinati esiti. Manipolando in modo sperimentale il tipo di input fornito e analizzando il modo in cui l’individuo affronta il compito della produzione in diverse condizioni, è possibile dedurre il tipo di processi che intervengono e costruire un diagramma di flusso che ne illustri la sequenza.

Stimolo esterno

  • Perdita di informazioni nel registro sensoriale
  • Decadimento e perdita della memoria a breve termine
  • Perdita di forza; memoria a breve termine subisce una modifica

Diagramma di flusso

Nell’approccio dell’elaborazione dell’informazione, la mente umana viene vista come un computer. I computer, come il sistema cognitivo umano, sono dispositivi di elaborazione delle informazioni. Anch’essi accettano modalità diverse di input, mentre la mente umana trasforma gli input in forma simbolica per rappresentare gli stimoli esterni, i computer devono convertire i dati ricevuti in simboli per registrarli e memorizzarli. E proprio come gli esseri umani fanno uso successivamente dei simboli memorizzati come contenuto del pensiero, così i computer possono effettuare una serie di operazioni su tutto il materiale immagazzinato nel loro sistema di memoria. Per certi versi, la mente è come un computer.

Proprio come i computer sono composti dall’hardware, i componenti fisici, e dal software, i programmi operativi, così i sostenitori dell’approccio basato sull’elaborazione delle informazioni ritengono utile differenziare tra le strutture e i processi quando indagano sulla conoscenza umana. Le strutture sono gli elementi di base del sistema cognitivo. Queste strutture sono di numero limitato, stabili, cioè non modificano il loro funzionamento nel corso dello sviluppo, e universali perché fanno parte di tutti gli esseri umani. Le strutture sono l’hardware della mente e le loro caratteristiche determinano quale tipo di programmi possono essere eseguiti nei sistemi cognitivi individuali.

I processi sono paragonabili ai software informatici, i programmi operativi per il funzionamento del sistema. I processi sono numerosi, variano con età e contesti e hanno differenze interindividuali. I processi possono essere controllati o automatici. I processi controllati sono lenti, laboriosi e occupano molto “spazio cognitivo”. Mentre i processi automatici sono rapidi e privi di difficoltà, perché implicano routine familiari e praticate.

Gran parte dello sviluppo cognitivo riguarda il passaggio dall’elaborazione controllata a quella automatica. L’obbiettivo dell’HIP consiste nello specificare i meccanismi mentali che i bambini utilizzano nell’atto del pensare. L’HIP sostiene che il bambino cambia in base all’età, infatti più il bambino cresce e più migliora le sue capacità, come: la velocità di elaborazione, la capacità di memorizzazione, la quantità e la flessibilità delle strategie disponibili per la memorizzazione, il recupero e l’utilizzo delle informazioni.

Ad esempio, l’abilità dei bambini di ripetere una serie di numeri o di parole aumenta con l’età e rispecchia la loro migliorata capacità di accedere alle informazioni e registrarle nella memoria a breve termine. Ciò che rimane poco chiaro riguarda gli aspetti che spingono il miglioramento, cioè il miglioramento avviene nell’hardware, ad esempio quando i bambini riescono meglio con gli anni a richiamare le informazioni perché aumenta la loro capacità di memorizzazione, oppure c’è un miglioramento di software, quando i bambini diventano più efficienti nell’uso di varie strategie di elaborazione. È anche possibile che avvengano entrambe queste modifiche, cioè che la crescita del cervello a sua volta consenta uno sviluppo più funzionale.

Capacità di pensiero

Il segno distintivo della specie umana è la capacità di pensiero. Il pensiero ci consente di elaborare le informazioni che riceviamo dall’ambiente in modo individuale e creativo. Attraverso l’osservazione del comportamento infantile è possibile dedurre che cosa stanno pensando i bambini e anche ipotizzare le caratteristiche e i contenuti dei loro processi mentali.

  • Analisi delle conversazioni: La partecipazione dei bambini alle conversazioni con altre persone, sia adulti, sia pari, offre una ricca fonte di insight.
  • Registrazione dei monologhi: Il modo in cui i bambini parlano a se stessi può essere chiarificatore del modo in cui si rivolgono ad altre persone.
  • Tecniche di gioco: Il gioco viene usato come mezzo per acquisire informazioni sulla vita interiore dei bambini.

Grazie a queste tecniche si è giunti alla conclusione che anche i bambini in età precoce sono capaci di pensare. Alla base del pensiero si trova la capacità di rappresentare oggetti, persone, eventi ed esperienze in forma simbolica. La relazione tra il simbolo e la cosa che rappresenta è arbitraria, perché non c’è necessariamente una connessione tra simbolo e referente.

Gli usi della rappresentazione simbolica nel bambino sono:

  • Strumenti personali di pensiero: Le rappresentazioni possono essere modificate e rielaborate come desidera l’individuo, senza che la cosa reale venga influenzata.
  • Rievocazione del passato e anticipazione futura

1 L. Camaioni, P. di Blasio, Psicologia dello sviluppo, il Mulino.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Teoria Human Information Processing di psicologia dello sviluppo Pag. 1 Teoria Human Information Processing di psicologia dello sviluppo Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria Human Information Processing di psicologia dello sviluppo Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eli.92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Braibanti Paride.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community