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imperativo positivo. Nel primo caso, si dice che la norma non è stata nel

osservata,

secondo che non è stata In base al comportamento conforme alla norma,

eseguita.

cio che si osserva è un divieto, ciò che si eseguisce è un comando, in base alla

violazione, l’inosservanza rispetto ad un imperativo negativo, l’inesecuzione

rispetto ad un imperativo positivo.

Il tentativo di dare una risposta al problema della definizione del

Criterio di distinzione delle norme: diritto definendo una specie di prescrizione sia veramente un

tentativo destinato all’insuccesso. Da qui si apre il tentativo di

definire il diritto ricorrendo ad altri criteri. Quello più seguito è

quello di individuare il carattere della norma giuridica attraverso il

suo Appartengono a questa categoria tutte le teorie che

contenuto.

affermano che la caratteristica della norma giuridica è di regolare un

Questa teoria attribuisce alla norma il

rapporto intersoggettivo.

carattere della cioè che istituisce nello stesso tempo un

bilateralità

diritto in un soggetto e un dovere in un altro Questo criterio

distingue il diritto dalla morale, ma non serve a distinguere il diritto

dalle norme sociali. Da qui nasce il criterio del secondo cui il

fine

diritto regola, si, come le norme sociali, rapporti intersoggettivi, ma

non rapporti intersoggettivi generici, ma rapporti specifici ovvero

finalizzati alla mediante l’utilizzo delle

conservazione della società

regole di condotta, quelle senza le quali la società non potrebbe

sussistere ed a cui si attribuisce la qualifica di giuridiche. Altro

gruppo di teorie è quello di ricercare la natura della norma giuridica.

Altro criterio è quello della sanzione.

Quello che ha riguardo esclusivamente alla struttura logica della proposizione

Criterio formale: prescrittiva. Una distinzione elementare che si trova in tutti i trattati di logica è quella

tra proposizioni universali e proposizioni singolari.*

Manifestazione della concezione sociologica del diritto sorta in Germania.

Diritto libero: è quella corrente di pensiero giuridico, secondo la quale una legge per essere legge deve

Diritto naturale: essere conforme a giustizia. Con un’altre definizione, si potrebbe dire che la teoria del diritto

naturale è quella che ritiene di poter stabilire ciò che è giusto e ciò che è ingiusto in modo

universalmente valido,

Dovere stabilito dalle regole finali del Brunetti.

Dovere libero:

Si intende far conseguire gli stessi effetti del consiglio ma suscitando dei sentimenti. Al

Esortazione: contrario dei consigli, le esortazioni non hanno rilievo diretto in un ordinamento giuridico.

Secondo Hobbes l’esortazione equivale ad un consiglio distorto

Partiamo dall’ipotesi in cui non vi sia un sistema normativo e

Evoluzione storica di un sist. normativo: quindi tutto è lecito (sfera del lecito). Questa ipotesi è quella

dello stato di natura, il passaggio dallo stato di natura allo satto

civile avviene attraverso la creazione da parte del sommo

potere, di norme prima negative e poi positivi. La situazione

che si crea è (sfera del proibito; sfera del lecito; sfera del

Immaginiamo che la sfera del lecito venga a

comandato).

scomparire ed ogni comportamento sia o proibito o comandato.

Questa ipotesi è quella dello stato totalitario dove ogni atto del

cittadino è regolato da norme imperative, la realtà storica non

conosce situazioni corrispondenti ma conosce altre due sfere

che noi chiamiamo stato liberale, quello in cui è lasciata la

massima estensione alla sfera della liceità in confronto a

quella dell’imperatività, e stato non liberale quello in cui la

sfera dell’imperatività si estende a scapito di quella della

liceità.

Fautore delle teorie miste afferma che l’assenza del diritto è il e non già il e

Fichte: permettere comandare,

che in questa proprietà va ricercata la differenza tra il diritto e la morale. La legge morale comanda

categoricamente quello che si deve fare, la legge giuridica permette quello che si può fare. Ne deriva

che nessuna norma giuridica è un imperativo, questa è una esasperazione della teoria mista. Teoria

esclusiva in senso opposto a quella imperativistica.

Dottrina secondo la quale è giusto ciò che è conforme alla legge respingendo ogni

Formalismo etico: criterio di giustizia che sia al di sopra delle leggi positive. Questa dottrina può dirsi

formale nel senso che fa consistere la giustizia nella legge per il solo fatto che è legge.

Dottrina secondo cui il diritto è il modo con cui ciascuno deve agire se vuol

Formalismo giuridico: raggiungere i propri scopi. Si intende una considerazione esclusiva del diritto come

forma e possiamo ritrovare tre teorie diverse, il formalismo etico, formalismo

giuridico e formalismo scientifico.

Ha riguardo al modo di concepire la scienza giuridica e il lavoro del giurista che ha

Formalismo scientifico: un compito puramente dichiarativo o ricognitivo e non creativo e pertanto di

ricavare dal sistema la soluzione di tutti i possibili casi controversi.

Assertore della scuola realistica, va ben oltre i principi di Holmes e Pound, la tesi da essa

Frank Jerome: sostenuta è che non esiste un diritto obbiettivo, il diritto è continua creazione ed opera

esclusiva del giudice nell’atto in cui decide le controversie. Cade in questo modo il

principio tradizionale della certezza del diritto, per Frank infatti la certezza, uno dei pilastri

degli ordinamenti giuridici continentali, è un mito, da abbattere per elevare il diritto come

continua e imprevedibile creazione (Vds concezione realistica del diritto).

Secondo loro il diritto positivo non conforme al diritto naturale sia da considerarsi ingiusto,

Giusnaturalisti: ma ciò nonostante si debba ubbidirlo, pertanto giustizia e validità non coincidono. Essi

avevano una concezione ideale, razionalistica e astratta del diritto. Vi è un diritto

universalmente valido deducibile con la ragione da una sempre eguale natura umana.

Alcuni giusnaturalisti, tra cui Thomasius, afferma che la morale comanda e il diritto

proibisce, e pertanto la caratteristica del diritto è di essere costituito soltanto da imperativi

negativi. *Secondo la loro teoria, sono giuridiche le regole che si ispirano a certi valori. In

genere si dà al supremo valore a cui il diritto si ispira il nome di perché una

giustizia,

regola sia giuridica occorre che sia anche giusta, cioè che tenda alla realizzazione di certi

valori piuttosto che di altri.

Secondo lui è giusto ciò che è comandato ed ingiusto ciò che è proibito. Nello stato di

Hobbes Tommaso: natura, ciascuno si abbandona ai propri istinti, e non essendovi leggi che assegnino a

ciascuno il suo, ognuno ha diritto su tutte le cose (ius in omnia). Per uscire dallo stato di

natura, gli uomini si accordano tra loro per rinunciare ai diritti per trasmetterli ad un

sovrano. Nel passaggio dallo stato di natura allo stato civile, al sovrano trasmettono

pure il diritto di decidere ciò che è giusto o ingiusto e pertanto non vi è altro criterio del

giusto e dell’ingiusto che la volontà del sovrano. La distinzione tra comandi e consigli

sta’ nel fatto che il diritto obbliga mentre la morale si limita a consigliare.

Consiste in un’azione quando la norma è un imperativo negativo, in una omissione, quando la

Illecito: norma è un imperativo positivo. Nel primo caso, si dice che la norma non è stata nel

osservata,

secondo che non è stata eseguita.

Imperativi in cui colui che pone la norma e colui che la eseguisce sono la stessa

Imperativi autonomi: persona. Il concetto di autonomia viene utilizzato nel diritto privato e nel diritto

pubblico, nel diritto privato si parla di sfera della nel diritto

autonomia privata,

pubblico l’ideale è lo stato democratico fondato sul principio dell’autonomia. Per

Kant solo gli imperativi morali sono autonomi. Sono autonomi perché la morale

consiste in quei comandi che l’uomo in quanto essere razionale dà a se stesso, e non

riceve da nessun’altra autorità che non sia la propria ragione.

Secondo Kant sono quelli che prescrivono una azione buona in senso assoluto, che

Imperativi categorici: deve essere compiuta in quanto azione doverosa. Sarebbero propri

senza condizioni,

della legislazione morale e si possono chiamare norme etiche.

Imperativi in cui colui che pone la norma e colui che la eseguisce sono due persone

Imperativi eteronomi:

diverse. Per Kant questo avviene quando l’uomo invece di ubbidire alla legislazione

della ragione, ubbidisce agli istinti, agli interessi, aderisce a principi che stanno al di

fuori di lui non assumendo più un comportamento morale, ne risulta un’eteronomia.

Nome dato da Olivecrona agli imperativi indipendenti, secondo cui le norme

Imperativi impersonali: giuridiche sono caratterizzate rispetto ai comandi veri e propri, soprattutto dalla

mancanza di un soggetto attivo determinato.

Secondo Olivecrona sono gli imperativi che funzionano indipendentemente da

Imperativi indipendenti: una persona che comandi, non si rivolgono ad una persona determinata e sono

riducibili in forma di asserzione. Dopo qualche anno l’Olivecrona li chiama

imperativi impersonali

Per Kart sono quelli che prescrivono un’azione buona per raggiungere un fine

Imperativi ipotetici: (conservazione e quindi viene compiuta al

della società), condizionatamente

raggiungimento del fine. Essi si distinguono in due sottospecie: secondo un fine

(regole di abilità) o secondo un fine (regole di prudenza). Tesi

possibile reale

sostenuta anche dal Ravà.

Sono quelle prescrizioni che hanno maggior forza vincolante, in altre parole

Imperativi o comandi:

l’imperativo genera un nella persona a cui viene rivolto. Nel comando

obbligo

l’interesse può essere contemporaneamente di entrambi i soggetti. Ma non tutte le

prescrizioni con cui cerchiamo di determinare il comportamento altrui, danno luogo

ad obblighi. Due tipi che hanno particolare rilievo nel mondo del diritto sono: i

e le La distinzione tra comandi e consigli è che solo il diritto

consigli istanze.

obbliga, mentre la morale si limita a consigliare, questa distinzione si attribuisce ad

Hobbes. Gli imperativi si distinguono in positivi e negativi, ovvero in comandi di

fare e comandi di non fare, secondo Thomasius il diritto è costituito solo da

imperativi negativi.

Sono quelle proposizioni con le quali noi miriamo a far fare all’altro qualcosa in nostro favore pur

Istanze: senza vincolarlo. La differenza rispetto al comando è la mancanza di un obbligo nella persona a cui

l’istanza è rivolta. Rispetto al consiglio, la differenza sta nel fatto che il consiglio è dato

nell’interesse della persona a cui si dà, l’istanza invece è espressa nell’interesse della persona che fa

la richiesta, quindi è sempre nel soggetto attivo. Le istanze si posso distinguere in quelle che si

ispirano a un modulo di tipo informativo e quelle che si ispirano a un modulo di tipo emotivo:

queste ultime sono le o

invocazioni suppliche.

Considera la coazione come un elemento indispensabile per distinguere la norma giuridica da

Jhering: quella non giuridica. Sostiene che i destinatari della norma giuridica non sono i cittadini ma gli

Un esempio è l’art. 575 c.p. ove non

organi giudiziari incaricati di esercitare il potere coattivo.

istituisce l’obbligo di non uccidere, ma un obbligo di punire rivolto ai giudici.

Rappresentante dell’illuminismo, espone nella sua “Dottrina del Diritto” il diritto come l’insieme delle

Kant Emanuele: condizioni per mezzo delle quali l’arbitrio dell’uno può accodarsi all’arbitrio d’un altro secondo una legge

universale della libertà. Per Kart vi sono Il

quattro tipi possibili di rapporto con altri soggetti: 1)

rapporto di un soggetto che ha diritti e doveri con un soggetto che ha solo diritti (Dio); Il rapporto di un

2)

soggetto che ha diritti e doveri con un soggetto che ha solo doveri (schiavo) il rapporto di un soggetto

3)

che ha diritti e doveri con un soggetto che non ha né diritti né doveri (animale); il rapporto di un soggetto

4)

che ha diritti e doveri con un soggetto che ha diritti e doveri (l’uomo). Di questi quattro solo l’ultimo è un

rapporto giuridico. Egli chiamò il diritto naturale “provvisorio” per distinguerlo dal diritto positivo che

chiamò “perentorio”. Per Kant solo gli imperativi morali sono autonomi. Sono autonomi perché la morale

consiste in quei comandi che l’uomo in quanto essere razionale dà a se stesso, e non riceve da nessun’altra

autorità che non sia la propria ragione. Per Kart, gli imperativi eteronomi avvengono quando l’uomo

invece di ubbidire alla legislazione della ragione, ubbidisce agli istinti, agli interessi, aderisce a principi che

stanno al di fuori di lui non assumendo più un comportamento morale, ne risulta un’eteronomia. Altra

distinzione è quella tra imperativi categorici e imperativi ipotetici. Le norme si possono dividere in base

alla forma in tre tipi diversi: (affermato anche dal Ravà) e

norme etiche, norme tecniche norme

Per Kant, la norma giuridica è quella che viene ubbidita per i vantaggi che se ne possono

prammatiche.*

trarre, mentre la norma morale deve essere ubbidita per se stessa.

Giurista positivista che sostiene che ciò che costituisce il diritto è la validità. E’ sua la trattazione

Kelsen: della teoria del diritto che viene divisa in due parti chiamate e

Nomostatica Nomodinamica.

Filosofo positivista, è relativista e non riconosce valori assoluti di giustizia e pertanto il

Levi Alessandro: diritto può essere valido senza essere giusto. Parla del rapporto giuridico come concetto “

sul quale si fonda la costruzione sistematica, o scientifica, di ogni ordinamento

giuridico”. O meglio di un rapporto intersoggettivo ovvero un rapporto tra due soggetti di

cui uno è titolare di un obbligo, l’altro di un diritto. Quest’obbligo può derivare da una

regola la quale domanda o proibisce. In sostanza il diritto non è che il riflesso soggettivo

di una norma autorizzativa; il dovere non è che il riflesso soggettivo di una norma

imperativa (positiva o negativa).

Ha la funzione prescrittiva e consiste nel dare comandi, consigli, raccomandazioni,

Linguaggio normativo: avvertimenti, tali da influire sul comportamento altrui e modificarlo, e insomma nel

far fare.

Ha la funzione espressiva e consiste nel far partecipare altri ad una certa situazione

Linguaggio poetico: sentimentale.

Ha la funzione descrittiva che consiste nel comunicare ad altri certe notizie,

Linguaggio scientifico: insomma, far conoscere.

Si possono distinguere tre funzioni fondamentali del linguaggio; quella

Linguaggio: descrittiva, espressiva

e queste danno origine a tre tipi di linguaggi, quello

prescrittiva, scientifico, poetico e

normativo.

Là dove è presupposto un sistema di imperativi, la situazione del permesso risulta

Mancanza di norme: dalla mancanza di norme, nel senso che è permesso o lecito tutto ciò che non è né

proibito né comandato.

Per diritto si intendono generalmente tre cose; il

Maynez Eduardo Garcia : diritto formalmente valido, il

diritto intrinsecamente valido, il diritto positivo o efficace.

Dal punto di vista formale le norme giuridiche rientrano nella categoria

Norma come proposizione: generale delle proposizioni prescrittive.

Ogni norma può essere sottoposta a tre distinte valutazioni che hanno avuto corso sin

Norma Giuridica: dall’inizio nel secolo nella filosofia del diritto italiano per opera di Giorgio Del

Vecchio: Se essa sia giusta o ingiusta, (problema il problema della

1) deontologico).

giustizia mira a enunciare i fini sociali, nasce di qua la filosofia del diritto in quanto

Se essa sia valida o invalida (problema

Teoria della giustizia; 2) ontologico),

compiendo tre operazioni: Accertare se l’autorità che l’ha emanata aveva il potere

legittimo di farlo; Accertare se non sia stata abrogata; Accertare se non sia

incompatibile con altre norme del sistema (abrogazione Il problema della

implicita).

validità ricerca non i fini che debbono essere realizzati, ma i mezzi escogitati per attuare

quei fini, di qui nasce la filosofia del diritto come Se

Teoria generale del diritto 3)

essa sia efficace o inefficace, (problema Il problema dell’efficacia dà

fenomenologico).

luogo alle ricerche introno alla vita del diritto, ne nasce la Filosofia del diritto che

confluisce nella sociologia giuridica. Secondo Jhering i destinatari della norma giuridica

non sono i cittadini ma gli organi giudiziari incaricati di esercitare il potere coattivo.

Vds anche “Criterio di distinzione delle norme”. carattere delle norme giuridiche è di

*Il

essere norme, in confronto di quelle sociali e morali, a sulla base dei

efficacia rafforzata

3 criteri stabiliti nella “sanzione istituzionalizzata”*Il destinatario-soggetto e l’azione–

oggetto possono presentarsi in forma universale e in forma singola. Nella realtà le

norme giuridiche possono essere di quattro tipi: (norme pernali),

generali e astratte

e

generali e concrete, individuali e astratte individuali e concrete

Quella che stabilisce che una certa azione deve essere compiuta se si verifica una certa

Norma ipotetica: condizione.

Norma la cui sanzione è puramente interiore. L’unica conseguenza spiacevole della

Norma morale: violazione di una norma morale sarebbe il senso di colpa in quanto essa obbliga in

coscienza, ma il difetto della sanzione interiore è di essere scarsamente efficace perche

agiscono soltanto in un numero limitato di individui.

Quelle che sono universali rispetto all’azione.

Norme astratte: Quella che stabilisce che una certa azione deve essere compiuta.

Norme categoriche:

O più appropriatamente si contrappongono alle norme astratte in quanto regolano

Norme concrete: ordini,

una azione singola.

Per Kant la formula è : “Devi X”.

Norme etiche:

Nell’ambito delle norme giuridiche ipotetiche, prescrivono azioni che hanno valore di fine

Norme finali: Quelle che sono universali rispetto al destinatario.

Norme generali: Si contrappongono alle norme generali perché hanno per destinatario un individuo

Norme individuali: singolo.

La funzione è quella di far venir meno un imperativo in determinate circostanze o con

Norme permissive: riferimento a determinate persone, e pertanto le norme permissive presuppongono le

Si possono distinguere in base al fatto che facciano venir meno un

norme imperative. nel tempo (norme abroganti), oppure un

imperativo precedente imperativo

(norme deroganti). In secondo luogo possono essere distinte in

contemporaneo positive

e le prime sono quelle che permettono di fare, le seconde quelle che

negative:

permettono di non fare.

Per Kant la formula è “Poiché devi Y, devi anche X”.

Norme prammatiche: La presenza di norme senza sanzione in un ordinamento giuridico è un fatto

Norme senza sanzione: incontestabile, questa teoria va contro la teoria che vede nella sanzione uno degli

elementi costitutivi di un ordinamento giuridico, ma sono prova della prima teoria

le norme costituzionali. Il fatto che le norme superiori non siano sanzionate è

naturale per una ragione di fatto (l’impossibilità di costringere con forza chi

detiene la fonte stessa della forza) per una ragione di diritto: quando coloro che

agiscono agli apici del potere agiscono in modo non conforme ad una norma del

sistema, questo loro comportamento non è la violazione di una norma precedente,

ma la produzione di una norma nuova. L’esempio caratteristico che si suol fare di

ordinamento giuridico senza sanzione istituzionalizzata è l’ordinamento

internazionale.

Vds proposizioni singolari.

Norme singolari:

Come quelle giuridiche mirano a regolare rapporti sociali tra individui, quindi hanno

Norme sociali: anch’esse per contenuto delle relazioni intersoggettive. Sono soggette a sanzione esterna.

Sono norme giuridiche ipotetiche e si chiamano così per il fatto che l’azione da esse

Norme strumentali:

prescritta è assunta come un mezzo per raggiungere uno scopo

Per Kant la formula è: “Se vuoi Y, devi X”. Dette anche imperativi ipotetici.

Norme tecniche: Vds proposizioni universali.

Norme universali: Giurista svedese appartenente alla corrente che introduce una nuova distinzione tra

Olivecrona Karl: comandi e imperativi giuridici (teoria realistica), affermando che le norme giuridiche

appartengono alla categoria degli imperativi giuridici. Questo si desume dal fatto che egli

affermava che un comando presuppone una persona che comanda e un’altra a cui il

comando è indirizzato, ora nella legge, secondo lui, manca la persona di colui che

comanda. Ma ciò non significa ricadere nella teoria imperativistica perché vi sono

proposizioni imperative che non sono da confondersi con i comandi, gli imperativi

e a questa categoria assegna le norme giuridiche.

indipendenti Esempio caratteristico di ordinamento giuridico senza sanzione. In generale

Ordinamento internazionale:

tutto l’ordinamento internazionale, a differenza di quello statuale, è fondato sul

principio dell’autotutela, e che pertanto ciò che differenzia l’ordinamento

internazionale da quello statuale non è la mancanza o presenza di sanzioni

organizzate, ma l’organizzazione della sanzione attraverso l’autotutela o

attraverso l’eterotutela

Sono organi che in un ordinamento giuridico sono titolari di un’autorità minore o

Organi Consultivi: secondaria rispetto agli organi con funzione imperativa.

Per quanto riguarda la regolamentazione, in questa sfera vale il postulato che tutto è

Organi pubblici: vietato tranne quello espressamente permesso.

E’ la dottrina opposta a quella giusnaturalistica e riduce la giustizia a validità, è

Positivismo giuridico: giusto solo ciò che è comandato per il fatto di essere comandato, una norma è giusta

in quanto è valida, tra i filosofi positivisti ricordiamo il Levi mentre tra i giuristi

ricordiamo il Kelsen e Hobbes. Essi avevano una concezione formale del diritto.

*Secondo il quale le norme essenziali alla conservazione della società, sono quelle

poste dal sovrano, per il solo fatto che son fatte valere anche ricorrendo alla forza.

Essa è opposta alla teoria giusnaturalista

In America fu un autorevole filosofo e fu il primo a professare la figura del giurista

Pound Roscoe: sociologo (Vds concezione realistica del diritto).

La categoria delle prescrizioni è vastissima, comprende le norme morali, le regole di

Prescrizioni: grammatica, le norme giuridiche, le prescrizioni del medico etc..Vi sono tre criteri di

distinzione Rispetto al rapporto tra soggetto attivo e passivo della prescrizione; Rispetto

1) 2)

alla forma; Rispetto alla forza obbligante. Rispetto al rapporto tra soggetto attivo e passivo,

3)

si distinguono gli da quelli In questo ambito, quelle che

imperativi autonomi eteronomi.

hanno maggior forza vincolante sono gli imperativi (o comandi). Altro tipo di proposizione

che rientrano nelle prescrizioni sono le istanze.

Nell’ambito del diritto pubblico sarebbe l’ideale dello stato democratico in base

Principio dell’autonomia: al quale le leggi, che devono essere eseguite dai cittadini, debbono essere fatte

dagli stessi cittadini.

Intendiamo un insieme di parole aventi un significato nel loro complesso. La forma più

Proposizione: comune si chiama che è composta di un soggetto e di un predicato uniti da una

giudizio

copula, ma non ogni proposizione è un giudizio. Così pure bisogna distinguere una

proposizione dal suo inteso come forma grammaticale e linguistica con cui un

enunciato

determinato significato è espresso. Ma un insieme di parole può non avere significato nel suo

complesso, pur avendo un significato le parole che lo compongono, questo insieme di parole

senza significato non è da confondere con una che è pur sempre una

proposizione falsa

proposizione, ma sottoposta a verità. Comunque, perché una proposizione possa essere

verificata o falsificata occorre che essa abbia u significato. I vari tipi di proposizione si

possono distinguere in base a due criteri (riguardo ala modo con cui la

forma grammaticale

proposizione è espressa) (riguardo al fine che colui che pronuncia la proposizione

e funzione

si propone di raggiungere). In base alla le proposizioni si distinguono

forma grammaticale

principalmente in Rispetto alla

dichiarative, interrogative, imperative ed esclamative.

si distinguono in I tipi di

funzione asserzioni, domande, comandi ed esclamazioni.

proposizioni che a noi interessano sono i la cui forma grammaticale più comune è

comandi

quella imperativa ma vengono talora espressi in forma dichiarativa, come accade per lo più

negli articoli di legge, i quali pur avendo una indubbia funzione imperativa, sono quasi

sempre espressi con proposizioni dichiarative.

Quando non possono essere entrambe vere né entrambe false. Tra due

Proposizioni contraddittorie: contraddittori vi è un rapporto di alternativa.

Quando non possono essere entrambe vere, ma possono essere entrambe false. Tra

Proposizioni contrarie: due contrari vi è un rapporto di incompatibilità.

Possono essere vere o false.

Proposizioni descrittive: Non si può dire se sono vere o false. La logica classica le distingue in

Proposizioni prescrittive: affermative e negative

Proposizioni in cui il soggetto rappresenta un singolo individuo.

Proposizioni singolari: Quando dalla verità della prima si può dedurre la verità della seconda, ma dalla

Proposizioni subalterne: verità della seconda non si può dedurre la verità della prima. Tra il subalternante e

il subalterno vi è un rapporto di implicazione.

Quando possono essere entrambe vere, ma non possono essere entrambe false.

Proposizioni subcontrarie: Tra due subcontrari vi è un rapporto di disgiunzione.

Proposizioni in cui l’oggetto rappresenta una classe composta di più membri.

Proposizioni universali: Ovvero finalizzati alla mediante l’utilizzo

Rapporti intersoggettivi specifici: conservazione della società

delle regole di condotta

Fautore di un altro esempio di teoria imperativistica esclusiva secondo il quale il diritto è si

Ravà Adolfo: un insieme di imperativi, ma di quella specie che con il Kant si possono chiamare norme

Sempre dal Kant prende lo spunto per la distinzione tra imperativi categorici e

tecniche.

imperativi ipotetici, sostenendo che le norme giuridiche appartengono ai secondi.

Nell’ultimo secolo ci sono stati movimenti che hanno combattuto una battaglia contro

Realismo Giuridico: il giusnaturalismo (concezione ideale del diritto ) e contro il positivismo (concezione

formale del diritto). In antitesi al primo, queste correnti possono chiamarsi realistiche,

invece rispetto al secondo possono dirsi Si possono individuare

contenutistiche.

nell’ultimo secolo almeno tre movimenti o scuole, La scuola storica del diritto,

Concezione sociologica del diritto e La concezione realistica del diritto.

Per la teoria del Brunetti sono quelle regole che non esprimono una necessità assoluta, ma

Regole finali: soltanto finale o teleologica, non impongono un’azione come buona in se stessa, ma come

buona per raggiungere un certo fine, esse stabiliscono un dovere che si può chiamare dovere

libero.

Quella che ci proviene dagli altri. Quando la violazione di una norma suscita una risposta

Sanzione esterna:

da parte degli altri coi quali conviviamo, la norma è esternamente sanzionata. La sanzione

esterna è caratteristica delle norma sociali che sono rivolte al fine di rendere più o meno

difficile la convivenza. Queste norme nascono generalmente in forma di consuetudine

sociale.

Quella che noi infliggiamo a noi stessi generalmente in violazione ad una norma morale.

Sanzione interna: Per evitare i problemi della sanzione sociale, il gruppo sociale istituzionalizza

Sanzione istituzionalizzata: la sanzione stabilendo delle norme, la cui violazione ha per conseguenza una

risposta esterna e istituzionalizza. Il principale effetto della

istituzionalizzazione della sanzione è la maggior efficacia delle norme in

quanto: Per ogni violazione di una regola primaria, viene stabilita quale sia

1)

la sanzione relativa (assicurando la risposta); Viene stabilita, se pure entro

2)

certi termini, la misura della sanzione (assicurando la proporzionalità); 3)

vengono stabilite le persone incaricate di ottenere l’esecuzione (assicurando la

imparzialità).

Sanzione esterna consistente in un comportamento sanzionatorio di diverso grado in base

Sanzione sociale:

alla gravità: si comincia dalla e si va sino alla del gruppo,

riprovazione, messa al bando

che può consistere in un oppure in una vera e propria La forma più

isolamento espulsione.

grave di sanzione sociale è il Ma i vizi della sanzione sociale sono rappresentati

linciaggio.

dall’incertezza del suo esito, dall’incostanza della sua applicazione e dalla mancanza di

nel rapporto tra violazione e risposta perché non è ovvero non è

misura istituzionalizzata,

regolarizzata da norme fisse.

E’ la risposta alla violazione. Si intende una conseguenza spiacevole della violazione, il cui scopo

Sanzione:

è quello di prevenire la violazione o, nel caso che la violazione si sia verificata, di eliminarne le

conseguenze nocive.

(Vds concezione realistica del diritto).

Scuola realistica: Nasce con Savigny e combatte il modo di concepire il diritto da parte dei

Scuola storica del diritto: giusnaturalisti, per loro il diritto non si deduce da principi razionali, ma il

diritto è un fenomeno storico e sociale che nasce spontaneamente dal popolo

(Volksgeist). Da qui la rivalutazione del diritto consuetudinario come fonte

primaria del diritto perché è l’espressione genuina del sentimento giuridico

popolare.

A lui risale la caratterizzazione tra lo stato liberale e socialista.

Sombart: Quello in cui è lasciata la massima estensione alla sfera della liceità in confronto a quella

Stato liberale: dell’imperatività. Parte dal presupposto della libertà naturale (“Tutto è permesso”) ma

ammette che la libertà naturale può essere limitata attraverso norme imperative (“tranne

quello che è proibito.

Quello in cui la sfera dell’imperatività si estende a scapito di quella della liceità. Anche

Stato non liberale: detto che parte dal presupposto della non-libertà dell’individuo, in

stato socialista

quanto l’individuo è parte di un tutto (la società) che lo trascende (“Tutto è vietato”)

salvo alcune norme permissive ben delimitate (“tranne quello che è permesso”).

dal presupposto della non-libertà dell’individuo, in quanto l’individuo è parte di un

Stato socialista:Parte

tutto (la società) che lo trascende (“Tutto è vietato”) salvo alcune norme permissive ben

delimitate (“tranne quello che è permesso”).

La sfera del lecito scompare ed ogni comportamento è o proibito o comandato, ogni atto

Stato totalitario:

del cittadino è regolato da norme imperative. La realtà storica non conosce situazioni

corrispondenti.

ritiene che lo studio del diritto, per essere completo, deve avere queste tre parti:

Stone Giulius: 1)

che noi chiameremo teoria generale del diritto, ovvero lo studio

giurisprudenza analitica,

del diritto dal punto di vista formale; che noi chiameremo

2) giurisprudenza critica o etica

teoria della giustizia; 3) giurisprudenza sociologica.

Secondo cui caratteristica delle norme giuridiche è la coercibilità o la

Teoria coattivistica della norma: coazione.

Elaborata in Italia da in un libro molto importante

Teoria del diritto come Istituzione: Santi Romano

“L’ordinamento giuridico”, il bersaglio polemico è la teoria

normativa del diritto, egli lamenta la insufficienza e la erroneità della

teoria normativa quale viene accolta dalla maggior parte dei giuristi

e contrappone alla concezione del diritto come norma, la concezione

di diritto come istituzione. Per il Romano si ha diritto quando vi è

oppure una

una organizzazione di una società ordinata società

o un

ordinata attraverso un’organizzazione ordine sociale

quindi l’elemento costitutivo è l’organizzazione. Il

organizzato,

diritto non è norma, ma un insieme coordinato di norme, in definitiva

una norma giuridica non si trova mai da sola, ma è legata ad altre

norme con le quali forma un sistema normativo. Secondo i fautori

dell’istituzione, un puro e semplice rapporto tra due soggetti non può

costituire diritto; Perché sorga il diritto, è necessario che questo

rapporto sia inserito in una serie più vasta e complessa di rapporti

costituenti l’istituzione.

Fatta da un gruppo di teorie ed è caratterizzata dal fatto di ricercare la

Teoria della natura della norma: natura specifica della norma nel modo in cui viene raccolta dal

destinatario, ovvero nella natura della Per Kant, la norma

obbligazione.

giuridica è quella che viene ubbidita per i vantagi che se ne possono

trarre, mentre la norma morale deve essere ubbidita per se stessa.

Vds Fichte.

Teoria esclusiva opposta:


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DESCRIZIONE APPUNTO

Glossario dei termini più utilizzati nel Diritto: teoria della norma giuridica, criterio di distinzione delle norme, Frank Jerome, Hobbes Tommas, giusnaturalisti, Kant Immanuel, Levi Alessandro, Olivecrona Karl, positivismo giuridico, realismo giuridico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in consulente del lavoro e giurista d'impresa
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del dritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Mazzarese Tecla Lucia Pia.

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