Domande
1)Interpretazione
L’interpretazione viene intesa, quindi, come determinazione, ascrizione o attribuzione
di significato alle disposizioni normative. Pur concordando sulla definizione non c’è
assenso circa la modalità. Così emergono le concezioni dell’interpretazione. La scuola
dell’esegesi è esempio paradigmatico di concezione formalista secondo cui
l’interpretazione è un’attività meramente conoscitiva(l’interprete non aggiunge nulla).
Il nucleo della concezione formalista consiste nel ritenere che per ogni disposizione
normativa v’è un solo significato corretto; in un primo caso il significato è corretto in
quanto è l’unico veicolato dalle parole; in un secondo caso il significato è corretto in
ragione di uno o più criteri, nonostante a quella disposizione normativa si possano
attribuire, sul piano linguistico, altri significati. Per la prima versione del formalismo
esposta, per la disposizione normativa D si dà solo il significato S e qualsiasi “non S”
non è un significato attribuibile a D. Per la seconda versione formalista, invece, per D
si danno più significati ascrivibili (tra cui, ovviamente, S), ma S è l’unico significato
corretto.
Passiamo ora alla concezione scettica che si oppone a quella formalista. La concezione
scettica dell’interpretazione giuridica sostiene che per ogni disposizione normativa non
v’è mai un solo significato determinabile, o, vista da una differente prospettiva, che
per ogni enunciato normativo v’è sempre più di una interpretazione. Ne segue che
«l’interpretazione - in particolare: quella giudiziale - è atto non di conoscenza, ma di
scelta, e pertanto di volontà. I testi normativi non hanno un unico, univoco, significato
oggettivo precostituito: l’attribuzione di significato ai testi normativi è frutto di
decisione discrezionale degli interpreti (in ultima analisi dei giudici)» . Quindi per ogni
enunciato normativo l’interprete ha sempre + significati tra i quali scegliere. Pure della
concezione scettica esistono due versioni, una radicale e una moderata. Lo scettico
radicale sostiene, infatti, che l’interprete può attribuire alla disposizione normativa
qualsiasi significato. Un secondo modo di caratterizzare la concezione scettica
sostiene che il linguaggio giuridico ha dei difetti che connotano in senso discrezionale
l’interpretazione giuridica. Il linguaggio giuridico è affetto, cioè, da problemi di
indeterminatezza: gli enunciati normativi sono ambigui e i significati vaghi.
L’indeterminatezza del linguaggio fa sì che l’attività dell’interprete sia discrezionale
ma non arbitraria. Ciò vuol dire che all’interprete si presenta sempre la possibilità di
scegliere tra più significati, dato che è chiamato a risolvere l’ambiguità e/o a ridurre la
vaghezza, ma l’ambito all’interno del quale operare la scelta è delimitato. Lo
scetticismo moderato fornisce, quindi, un’immagine discrezionale dell’interpretazione
giuridica, ne esclude, però, l’arbitrarietà. Hart ne “Il concetto di diritto” del 1961
espone una concezione dell’interpretazione che si colloca a metà strada tra
formalismo e scetticismo detta concezione intermedia o mista, secondo cui per ogni
enunciato ci sono sia situazioni chiare, senza dubbi, ma anche una zona di penombra
dove l’individuazione del significato è discrezionale. . La concezione intermedia,
quindi, nega che l’attività interpretativa comporti sempre o non comporti mai una
scelta ad opera dell’interprete e afferma che per ogni enunciato normativo vi sono
situazioni in cui l’interprete opera discrezionalmente (cosiddetti casi difficili o testi
oscuri) e situazioni in cui la discrezionalità interpretativa è assente (i cosiddetti casi
facili o testi chiari) .
Quale delle concezioni dell’interpretazione giuridica preferire e perché? Si preferisce lo
scetticismo moderato. L’adozione dello scetticismo moderato consente, infatti, di
distinguere attività e risultati interpretativi da attività ed esiti che interpretativi non
sono, muovendo dalla nozione di interpretazione come determinazione del significato
delle disposizioni normative .
All’interno delle possibilità semanti
-
Teoria Generale del diritto e dell'interpretazione
-
Teoria generale del diritto e dell'interpretazione
-
Teoria generale del diritto
-
Domande teoria informatica generale