Cap 1: Linee per una ricerca
Il cinema è sempre intervenuto nella storia. Interviene come agente della storia: è stato strumento del progresso scientifico, oggi si è estesa alla medicina. Quando il cinema diventa arte i suoi pionieri intervengono nella storia con film documentari che fin da subito glorificano. Anche chi aveva il potere, una volta capito la funzione del cinema, lo volle usare e tentare di sottometterlo, anche se il cinema voleva essere autonomo. I cineasti sono al servizio di una causa, difendono idee indipendenti dalle correnti dominanti, creando una visione del mondo inedita.
Con il diffondersi del super8 il cinema può diventare strumento per una presa di coscienza culturale o sociale. La società può ora farsi carico di se stessa. Questo intervento del cinema avviene con varie modalità di azione. Il cinema ha certi modi di espressione che hanno una specificità che viene studiata dai teorici della scrittura cinematografica. La pratica di questo linguaggio non è innocente. Un certo modo di esprimere durata o altre figure possono rivelare zone ideologiche che il cineasta pensava di aver represso.
L'uso e la pratica dei modi di scrittura specifici sono armi legate alla società che produce il film. Questo è rilevabile attraverso la censura, perché deve trionfare una certa morale. In altri film l'obiettività apparente delle testimonianze determina una censura ad effetto contrario. La realizzazione di un film inoltre comporta rivalità tra artista, produttore, distributore etc. Come tutti i prodotti culturali ogni film ha una storia, con rapporti personali e conflitti di ogni genere.
Ejzenstejn aveva osservato come tutte le società vedono le immagini in funzione della propria cultura. Un'opera può essere letta in vari modi e in tempi diversi. Il cambiamento di senso può verificarsi per una sola delle componenti del film. Capacità energetica e sociale del film, forme della sua azione, letture variabili: questi problemi possono ricongiungersi. Lettura storica del film e lettura cinematografica della storia sono le due linee da seguire per chi si interroga sulla relazione tra cinema e storia. La lettura cinematografica della storia pone allo storico il problema della propria lettura del passato. La lettura storica e sociale del film ha permesso di individuare zone non visibili del passato delle società.
Il cinema, agente della storia
Cap 2: I campi in URSS, una breccia nell'informazione
Il documentario sul lavoro forzato in URSS ha suscitato reazioni significative. Il partito comunista francese li ha condannati e non ha dubitato della veridicità del documento. Così un documento filmico apre una breccia nel sistema dell'informazione tradizionale. L'immagine potrebbe aprire brecce ogni giorno se la tv non fosse così controllata, se fosse libera. I campi di lavoro sono un crimine contro l'umanità. I francesi hanno capito che nell'era del visuale alle istituzioni non è più possibile mentire come facevano i russi. Si riconosce che non ci può essere informazione se c'è il monopolio.
Non si trattò di un film elaborato, era breve e senza montaggio. Non fu manipolato, era brutto ma autentico, l'operatore si nascondeva per riprendere. È stato fatto per testimoniare e ci sono due prove: zoomate e panoramiche indirizzate sugli indici di localizzazione, che testimoniano l'autenticità del documento. Non è un universo di campo di concentramento o prigione, ma una zona proibita, una colonia penitenziaria. L'accusa dei russi al film è che il reportage è presentato come film sui campi di concentramento per detenuti politici.
Cap 3: Il potere sovietico e il cinema
Il cinema comincia ad essere visto dai sovietici come educatore delle masse, bisogna impadronirsene. All'inizio si trattava proprio di cinema educativo, di documentario. Dal 1918 questo cinema offre una rappresentazione della realtà sovietica. Non si disdegna nemmeno il cinema artistico, il film narrativo è stato più l'espressione dei suoi cineasti che quella del nuovo regime. Negli anni successivi il cinema si libera sempre di più dall'istituzione e dalla censura perché le super8 sono a portata di tutti. Il film infatti sfugge sia al censore che all'operatore. Le istituzioni, abituate alla cultura scritta, davanti all'immagine fanno la figura di illetterati.
Inoltre i dirigenti sovietici vedono nel cinema un mezzo di propaganda, hanno nei suoi confronti un comportamento condiscendente. La commissione controlla solo sceneggiatura e soggetto, quindi gli sfuggono le riprese e il montaggio. Ma sfugge anche all'operatore che non coglie tutti i significati della realtà da essi raffigurata.
Cap 4: Sull'antinazismo americano 1939-1943
- Francia-USA 1939, la scelta del nemico. Una commissione americana è incaricata di trovare i fautori della guerra e di cercare il produttore francese che li aveva sostenuti. Furono pochi i film francesi antinazisti, al contrario di quelli USA (18 film antinazisti solo in un anno). Insomma, a differenza della Francia, che non ha ancora deciso se il vero nemico sia il comunismo o il nazismo, negli USA la scelta è già stata fatta dal 1939. Per giustificare la produzione americana si ipotizza che i cineasti fossero fuggitivi della Germania o ebrei di origine tedesca, ma non sono la maggioranza. Scoppiata la guerra, Roosevelt volle sviluppare un cinema che glorificasse i valori americani. Gli USA continuarono, tra il 39 e il 40, a produrre film antinazisti e la Francia no.
- Uno studio dell'ideologia americana attraverso il cinema della guerra dovrebbe incentrarsi su documentari, cinegiornali e alcuni gruppi di film: a) i film antinazisti che hanno avuto successo non hanno avuto pubblico. b) i film antigiapponesi, poco numerosi. c) i grandi successi commerciali. d) i film fatti per giustificare l'alleanza con i sovietici, messi a confronto con i film antisovietici e) i film prodotti tra 1939-1944, realizzati da ex comunisti di Hollywood, attaccati dalla commissione. I film americani sul nazismo hanno tratti comuni: i tedeschi sono dissociati dal regime, che ha potere solo su persone prive di esperienza; si sopravvaluta la volontà e la resistenza del popolo tedesco al nazismo; l'azione ha sempre luogo in città piccole; il funzionamento del terrore è descritto da dentro, il nazismo in generale si vede solo nei documentari; nei film narrativi il trionfo del nazismo provoca la rottura di legami famigliari. Nella maggior parte dei film di guerra americani la famiglia è proprio il punto solido, si centra molto sulla morale. In Germania invece il nazismo ha distrutto, oltre alla famiglia, le relazioni di confidenza tipiche della società americana. Il tema del film antigiapponese è: non esistono altri valori che quelli difesi dalla democrazia americana, il nemico si salva solo se li sostiene. Per i sovietici, proporre agli americani un'immagine convincente dell'URSS era un problema.
Cap 5: Esiste un cinema antimilitarista?
A cominciare da L'affare Dreyfus di Melies si pensa che esistano dei film antimilitaristi. In realtà questi film affrontano il militarismo e i suoi dogmi, mostrano a quali situazioni assurde può condurre l'applicazione dei loro precetti. Un altro filone è quello che denuncia gli eccessi della vita militare, che ne analizza il funzionamento. Ai loro tempi questi film impressionarono l'opinione pubblica, si mettevano in mostra gli abusi che la disciplina militare autorizza, ma non affronta il problema dell'istituzione militare perché non si coglie il problema della sua funzione sociale.
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