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La teoria etologica

Sociobiologia: studia l'evoluzione genetica del comportamento sociale dell'uomo. Approfondisce il comportamento come meccanismo dell'evoluzione.

Psicologia evoluzionista: rintraccia le origini della psicologia e del funzionamento mentale attuale nel modo di adattarsi all'ambiente e di comportarsi dei nostri antenati. Uomo = regno animale in evoluzione. A differenza della sociobiologia, questa si concentra sulle basi cerebrali della cognizione. "Darwinismo neurale" -> durante lo sviluppo c'è un conflitto tra i neuroni che porta alla distruzione di alcuni neuroni e al rinforzamento di quelli che sopravvivono.

Evoluzione e cambiamento

Evoluzione: concetto che nasce grazie alle osservazioni di Darwin sui fossili e sulle variazioni di piante e animali. Si deduce che la natura conserva le caratteristiche che garantiscono la sopravvivenza; se così non è, queste vengono eliminate. Le osservazioni darwiniane vengono imitate dagli etologi.

Cambiamento filogenetico: trasformazione che avviene in una specie nel corso di molte generazioni vs cambiamento ontogenetico: trasformazione che ha luogo durante la vita di un individuo.

Compito psicologo: scoprire come si esprimono modalità di comportamento arcaiche nell'ambiente moderno (musica pur non avendo una funzione essenziale per la sopravvivenza potrebbe derivare da un modulo che svolgeva, invece, un ruolo vitale).

Etologia

L'etologia studia gli animali nella loro nicchia ecologica (contesto naturale), considerandoli esseri attivi e non semplicemente eccitati da stimoli (come teoria dell'apprendimento). Oltre che sul metodo osservativo, l'etologia pone anche attenzione alle basi biologiche dello sviluppo. Ha 4 concetti di base:

Comportamento innato specie-specifico

  • Ciascuna specie mostra dei comportamenti innati che si sono evoluti filogeneticamente (da generazione a generazione) perché garantivano la sopravvivenza della specie nel suo ambiente.
  • Attualmente non sempre appare ovvio il valore di sopravvivenza di un comportamento innato, il quale può portare alla morte propria e alla sopravvivenza della specie (uccello che mette in pericolo la sua vita per salvare lo stormo).
  • Molti comportamenti osservati oggi non sono più necessari per la sopravvivenza, ma appaiono come un bagaglio che ci si è portati dietro (retaggi).
  • La società insegna comportamenti che permettono un adattamento ottimale, più che la sopravvivenza (vivere felicemente ecc.).

Il comportamento è innato se:

  • È lo stesso in tutti gli individui di una specie.
  • Una volta stabilito, rimane slegato dall'esperienza e all'interno dell'organismo.
  • Compare in assenza di apprendimento (es. canto d'amore degli uccelli che viene attuato anche senza averlo mai sentito prima).

Alcuni comportamenti innati non sono presenti alla nascita, ma compaiono in seguito alla maturazione fisica dell'animale, permettendogli di adattarsi ancora di più all'ambiente (costruire un nido). Se in due specie diverse si osserva uno stesso comportamento allora si può ipotizzare che queste avessero gli stessi antenati o vivessero nello stesso ambiente.

Comportamenti innati negli esseri umani

  • Riflessi: risposte a stimoli (neonato che afferra un dito messo nel suo palmo o i capelli durante il pasto; gli etologi pensano che quest'ultima azione rimandi all'atto dei cuccioli di aggrapparsi al pelo della madre per evitare di cadere).
  • Coordinazioni ereditarie: sequenze geneticamente programmate di azioni motorie (scoiattoli che seppelliscono le nocciole; ragni che tessono la ragnatela). Le coordinazioni ereditarie vengono scatenate da stimoli segnale che attivano automaticamente le sequenze di azioni ereditarie (la pancia rossa di uno spinarello attiva il comportamento di combattimento di un altro; ciò vale anche per gli stimoli che condividono alcune caratteristiche con quello originale, es. camion rosso, Tinbergen).

Ma anche il comportamento appreso è importante. Molti comportamenti sono il risultato della fusione tra componenti innate (capacità di costruire un nido) e l'apprendimento per prove ed errori (il materiale più idoneo da utilizzare). Anche un comportamento appreso, quindi, può garantire la sopravvivenza.

La predisposizione ad apprendere

Questa comprende:

  • Periodi di sensibilità: fasi specifiche nel corso delle quali l'animale è particolarmente sensibile a certi stimoli ed è biologicamente predisposto ad apprendere determinate informazioni.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vappignani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Poderico Carla.
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