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Teoria e tecniche dei test - teoria dei test Appunti scolastici Premium

Appunti di Teoria e tecniche dei test per l'esame del professor Paolo Miragliotta. Se non ci fossero i test, non avendo parametri di riferimento, useremmo il nostro giudizio; ma tale metodo non è valido perché è: o soggettivo o poco valido perché le persone non esprimono lo stesso giudizio e un giudizio per essere valido deve essere condiviso... Vedi di più

Esame di Teoria e tecniche dei test dal corso del docente Prof. A. Miragliotta

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ESTRATTO DOCUMENTO

nella RICERCA CORRELAZIONALE lo sperimentatore si avvale della metodologia

o statistica che impone di seguire delle regole per cui il livello di costrizione è più

elevato rispetto ai due metodi precedenti

negli STUDI LONGITUDINALI e TRASVERSALI i livelli di costrizione sono legati alla

o scelta del campione, infatti:

- lo studio longitudinale implica la scelta di un solo gruppo di soggetti e la

misura costante nel tempo dei cambiamenti di qualche caratteristica

- lo studio trasversale implica la scelta di campioni rappresentativi di soggetti

con livelli di età diversi e la rilevazione dei cambiamenti della stessa

caratteristica in questi gruppi

nei QUASI-ESPERIMENTI il livello di costrizione è simile al disegno sperimentale

o ma con più elasticità e libertà

nel DISEGNO SPERIMENTALE è tutto assolutamente controllato, per cui si ha un

o livello di costrizione elevatissimo

VARIABILE è qualunque caratteristica fisica o psichica che può assumere valori

diversi in un dato intervallo.

Si possono distinguere diversi tipi di variabile, in base al CRITERIO DI DISTINZIONE:

variabili continue cioè quelle variabili che all’interno

di un intervallo possono assumere tutti i valori

( ex. la statura )

LIVELLO DI MISURABILITA’

o variabili discrete cioè quelle variabili che all’interno

di un intervallo possono assumere un determinato

valore ( ex. il genere, maschile o femminile )

variabile comportamentale cioè ogni risposta osservabile di un

organismo (ex. un bambino che gioca )

OGGETTO

o variabile soggettiva cioè le caratteristiche dell’individuo ( ex.

altezza, intelligenza )

variabile indipendente cioè quel comportamento o

evento che determina un cambiamento nella V.D.

RICERCA SCIENTIFICA

o variabile dipendente cioè quella variabile che cambia

sotto l’influenza della V.I.

variabile di disturbo o errore casuale cioè un errore che dipende

dalle caratteristiche del soggetto o dell’ambiente

ERRORE

o che le

variab.possono

provocare in

una ricerca errore sistematico cioè errore di strutturazione del processo di

ricerca dovuto allo sperimentatore

METODI DESCRITTIVI DI RICERCA sono tecniche costruite per identificare e

descrivere le variabili di un comportamento ed eventuali loro relazioni. 6

In base all’oggetto di studio si sceglierà il metodo opportuno:

1. RICERCA D’ARCHIVIO si basa sull’analisi dei dati d’archivio ( osservazioni,

misure, rilevazioni )

Ha il vantaggio che i soggetti non sono coinvolti, per cui si evita la desiderabilità

sociale; lo svantaggio consiste nel fidarsi della fonte che a volte può non avere

un valore scientifico.

2. OSSERVAZIONE NATURALISTICA consiste nell’osservazione del

comportamento spontaneo, in una condizione naturale o in laboratorio, senza

cercare di influenzarlo. Il suo obiettivo è la descrizione del fenomeno osservato.

3. STUDIO DEI CASI SINGOLI è utilizzato soprattutto in psicologia clinica e

consiste nello studiare in modo intensivo un singolo caso (non necessariamente

corrispondente ad una sola persona).

4. RICERCA CORRELAZIONALE consiste nel determinare il grado di

relazione tra due variabili, per cui si ha il vantaggio di fare previsioni: infatti se

fra 2 variabili si riscontra un’elevata correlazione è possibile predire il valore di

una di loro quando si conosce il valore dell’altra; tuttavia ha un limite e cioè

l’intervento di una variabile che non ci si aspetta.

5. STUDI LONGITUDINALI e TRASVERSALI sono utilizzati soprattutto in psicologia

della sviluppo e analizzano i cambiamenti di sviluppo che si manifestano con il

trascorrere del tempo; in particolare:

- lo studio longitudinale implica la scelta di un solo gruppo di soggetti e la

misura costante nel tempo dei cambiamenti di qualche caratteristica 8 per ex il

linguaggio in un gruppo di bambini )

- lo studio trasversale implica la scelta di campioni rappresentativi di soggetti

con livelli di età diversi e la rilevazione dei cambiamenti della stessa

caratteristica in questi gruppi ( per ex lo sviluppo del linguaggio )

6. INCHIESTA consiste nel porre domande ad un campione di persone; ha il

vantaggio di essere applicata su vasta scala ma ha lo svantaggio di essere

dispendioso sia economicamente che per questioni di tempo.

VALIDITA’ DI UNA RICERCA si intende la verità o l’esattezza della conclusione del

ricercatore, la sua corrispondenza fra mondo reale e conclusioni dell’indagine.

Vi sono diversi tipi di validità di una ricerca:

VALIDITA’ INTERNA si riferisce al fatto che il risultato di una ricerca è coerente

o con gli obiettivi di partenza; è relativa alla correttezza della ricerca e dell’analisi

condotta al suo interno.

Il problema della validità interna è il seguente: in che misura la VI, piuttosto che

altre cause, è responsabile dei risultati, delle variazioni della VD?

In pratica riguarda l’esistenza o meno di una relazione fra variabile indipendente

e variabile dipendente.

VALIDITA’ ESTERNA si riferisce alla generalizzabilità dei risultati ad altri

o 

contesti e individui.

Il problema della validità esterna è il seguente: in che misura è possibile

estendere i risultati, ottenuti in una particolare situazione, a tutte le persone, a

tutti gli ambienti, tempi, e altre caratteristiche? 7

VALIDITA’ DI COSTRUTTO ci consente di stabilire se la ricerca studia

o 

effettivamente i costrutti per cui è stata elaborata.

VALIDITA’ STATISTICA ci consente di stabilire se i risultati della ricerca sono

o 

dovuti alla manipolazione della V.I. oppure al caso.

VALIDITA’ ECOLOGICA si riferisce alla possibilità di generalizzare i risultati

o 

ottenuti in laboratorio alla vita vissuta in un ambiente naturale.

ATTENDIBILITA’ DI UNA RICERCA si riferisce al fatto che una ricerca produce gli

stessi risultati in prove ripetute. EFFETTI DI DISTURBO

Effetti di disturbo DOVUTI ALLA SITUAZIONE DI RICERCA:

AMBIENTE FISICO per ex. un ambiente rumoroso può distrarre, oppure una

o 

scarsa illuminazione può rendere stanchi

TEMPO l’ora del giorno in cui si realizzano le prove può incidere nei risultati:

o 

per ex non bisogna convocare i soggetti nelle prime ore del mattino né nel tardo

pomeriggio in quanto potrebbero essere stanchi.

ISTRUZIONI sono date dal ricercatore e possono influenzare i soggetti.

o 

Effetti di disturbo DOVUTI AL SOGGETTO:

SELEZIONE è difficile trovare un campione rappresentativo per ciò che si deve

o 

misurare; solitamente si recuperano studenti universitari in quanto sono

abbastanza disponibili.

VOLONTARIETA’ chi si presta volontariamente spesso può essere vittima della

o desiderabilità sociale.

CONOSCENZE ED ASPETTATIVE la familiarità inficia: infatti se i soggetti hanno

o 

già partecipato ad altre ricerche tenderanno a non essere spontanei, oppure

falseranno per soddisfare le aspettative del ricercatore.

Effetti di disturbo DOVUTI ALLO SPERIMENTATORE:

PRESENZA FISICA può creare ansia e disagio

o 

CONOSCENZE ED ASPETTATIVE

o

Per evitare gli effetti di disturbo si userà il CONTROLLO SPERIMENTALE qualsiasi

procedimento atto a neutralizzare le potenziali minacce alla validità di una ricerca ( al

gruppo sperimentale si può affiancare un GRUPPO DI CONTROLLO la cui caratteristica

fondamentale è quella di essere omogenea al gruppo sperimentale: la funzione di

questo gruppo è di offrire un punto di paragone fisso per verificare l’efficacia della

variabile indipendente). STRATEGIE DI CONTROLLO

Hanno lo scopo di eseguire un controllo generale nella ricerca

tramite

( controllo nel laboratorio, misura delle risposte, ripetizione ) 8

controllo nel laboratorio definisce in modo chiaro l’ambiente (setting) della ricerca e

permette di eliminare variabili estranee o di confusione (stimoli visivi e uditivi,

presenza di altre persone)

misura delle risposte consiste nella qualità degli strumenti di misura adoperati

ripetizione si divide in ripetizione esatta (che consiste nel rifare l’esperimento nel

modo più fedele possibile all’originale) e ripetizione sistematica (che ha lo scopo di

verificare se un dato fenomeno ha luogo anche in situazioni lievemente differenti da

quelli originali)

CONTROLLO SUGLI EFFETTI DEI SOGGETTI E DELLO SPERIMENTATORE:

metodo del singolo cieco consiste nell’evitare di dare informazioni

o 

sull’esperimento

metodo del doppio cieco consiste nell’evitare il contatto con i soggetti

o 

automazione consiste nell’automatizzare le istruzioni da impartire ai soggetti

o 

e i procedimenti di raccolta delle risposte

presenza di osservatori e valutatori molteplici che osservano

o 

contemporaneamente per oggettivare il più possibile

CONTROLLO ATTRAVERSO LA SELEZIONE DEI SOGGETTI:

campionamento casuale si ha quando ogni elemento di una popolazione ha la

o 

stessa possibilità di essere scelto per formare il campione

campionamento casuale stratificato consiste in una preliminare suddivisione

o 

della popolazione in sub-popolazioni da cui verrà estratto un campione

campionamento ad hoc il campione è costituito da soggetti facilmente

o 

reperibili e disponibili, spesso interessati alla ricerca

CONTROLLO ATTRAVERSO L’ASSEGNAZIONE DEI SOGGETTI: una volta che è stato

estratto il campione, questo va assegnato alle condizioni richieste dai disegni

sperimentali attraverso:

il pareggiamento si ha quando dobbiamo formare due o più gruppi equilibrati,

o 

pareggiati in modo che qualunque variabile non prevista venga tenuta sotto

controllo; è valido per un n° esiguo di soggetti, al di sotto delle 50 unità:

consiste nel fare un pre-test in cui si può osservare se è presente una certa

variabile; a questo punto si ordina la performance dei soggetti in ordine

crescente o decrescente, in base alla presenza o meno di questa variabile, si

formano delle coppie e di queste coppie un soggetto viene assegnato al gruppo

sperimentale e un soggetto viene assegnato al gruppo di controllo; dopodichè si

applicano i trattamenti e si esaminano le differenze fra i membri delle coppie.

la randomizzazione o assegnazione casuale libera è valida per grandi n° di

o 

soggetti e permette di assegnare casualmente ma anche in modo pilotato (cioè

i 2 gruppi devono essere omogenei) i soggetti ai gruppi, dopo che sono state

osservate certe caratteristiche. 9

INTERVISTA E QUESTIONARIO

INTERVISTA è una relazione a due tra un intervistatore e un intervistato; sembra

simile al colloquio ma differisce da questo per alcuni aspetti:

- motivazione: nell’intervista è estrinseca in quanto uno dei soggetti subisce

l’incontro, mentre nel colloquio i soggetti sono disposti ad interagire

- polo di centratura: nell’intervista è orientato sul cosa, sulla raccolta di

informazioni, sulla strutturazione delle domande, mentre nel colloquio è

orientato sul come, sull’importanza della relazione

- strutturazione: l’intervista è strutturata, mentre il colloquio no

- atteggiamento valutativo: è presente nell’intervista ma non nel colloquio

- attenzione al contenuto: è presente nell’intervista, mentre nel colloquio

l’attenzione è rivolta alla persona

- direttività: è presente nell’intervista in quanto vi sono delle domande precise

per ottenere informazioni sul soggetto ma non nel colloquio

- non esplicitazione dello scopo: è presente nell’intervista ma non nel colloquio

- utilizzo di materiali specifici: è presente nell’intervista ma non nel colloquio,

dove invece si ha la flessibilità delle ipotesi.

Vi sono 3 tipi di intervista:

1. INTERVISTA ERMENEUTICA si ha la libertà di porre le domande rispettando

O l’obiettivo;

NON DIRETTIVA è usata nell’ambito antropologico-sociale, nel

O counselling e nella selezione del personale;

CENTRATA SULL’INTERVISTATO è consigliata per un massimo di 50 soggetti

proprio o perché non è strutturata per cui l’intervistatore

INTERVISTA LIBERA deve essere molto preparato per ottenere ciò

che 10

desidera, deve essere abbastanza breve nei

tempi e usare un linguaggio chiaro e

comprensibile

2. INTERVISTA SEMI-STRUTTURATA seppure vi siano delle domande strutturate, ve

ne sono alcune non stabilite, dettate dalla risposta del soggetto stesso;

è usata nell’ambito della ricerca, della selezione professionale e nell’orientamento

scolastico e professionale.

Può essere divisa in 3 fasi:

- fase esplorativa che ci permette di ottenere informazioni sui dati personali del

soggetto

- fase diagnostica che ci permette di ottenere informazioni relative al rapporto fra

soggetto ed esperienza formativa e lavorativa, e sul potenziale individuale del

soggetto

- fase progettuale che consiste nella restituzione al soggetto e nell’elaborazione di

un progetto personalizzato

3. INTERVISTA STRUTTURATA non vi è libertà in quanto vi sono delle domande

precise stabilite a priori a cui il soggetto deve rispondere;

è usata nella selezione del personale ma anche nella ricerca sociale e di

intervento.

Vi sono vari modi di condurre un’intervista:

INTERVISTA A DUE da una parte vi è l’intervistatore e dall’altra l’intervistato

o 

INTERVISTA A TANDEM da una parte vi sono due intervistatori e dall’altra

o 

l’intervistato

INTERVISTA A PANEL vi sono vari intervistatori, ognuno con un ruolo ben

o 

preciso

INTERVISTA IN GRUPPO i soggetti fanno a turno l’intervistatore e il ricercatore

o 

fa da coordinatore

INTERVISTA DI GRUPPO viene data una consegna precisa, un argomento che i

o 

soggetti devono discutere ed è utile per selezionare gruppi che devono lavorare

in equipe, per cui bisogna vedere se emerge un leader

INTERVISTA COLLETTIVA consiste nei sondaggi di opinione

o 

L’intervistatore deve avere una competenza comunicativa che non prescinda

dall’ascoltare e dal parlare.

Egli deve avere acquisito conoscenze di base sulla comunicazione verbale e non

verbale: quindi deve possedere le abilità relazionali, ossia la complessa rete di variabili

e processi che consentono di stabilire relazioni.

Si distinguono, infatti, 6 abilità fondamentali:

1. analisi/diagnosi della situazione (lettura dell’altro e del contesto, identificazione

dei problemi)

2. definizione di un obiettivo (adeguato all’altro e al contesto)

3. individuazione di strategie operative appropriate 8comportamenti per

raggiungere l’obiettivo)

4. controllo del proprio comportamento (mettere in atto quanto elaborato)

5. influenza sul comportamento altrui

6. verifica del comportamento dell’interlocutore (controllo sul risultato

dell’interazione)

L’intervistatore, inoltre, deve essere consapevole di alcuni limiti riguardanti il suo

operare; egli, infatti, può rischiare di incorrere in alcuni effetti erronei, quali:

- effetto alone che si verifica quando si giudicano caratteristiche personali, per cui ci si

allontana dall’obiettivo principale ( un ex è quando si deve valutare la cultura di una

11

persona e ci si lascia influenzare dal modo di parlare, dalla simpatia tralasciando

l’obiettivo principale )

- effetto indulgenza cioè la tendenza ad emettere un giudizio molto benevolo

- stereotipi sociali che si verifica quando ci si lascia influenzare da luoghi comuni o

quando si hanno pregiudizi nei confronti del soggetto da valutare

QUESTIONARIO è un insieme di domande strutturate e di risposte stabilite a priori

tra cui il soggetto può scegliere risposte dicotomiche ( per ex. si/no, vero/ falso ) e

risposte a scala likert ( per ex. mai, quasi mai, spesso, sempre).

Il questionario è usato:

per impostare programmi d’intervento ( per ex. quando a scuola vi sono delle

o aree deficitarie )

in psicologia sociale, per raccogliere informazioni su opinioni, atteggiamenti e

o punti di vista di individui o gruppi che appartengono ad un determinato contesto

sociale

FASE DI PREPARAZIONE DEL QUESTIONARIO:

1. IDENTIFICAZIONE ARGOMENTO che consiste nell’oggetto da valutare

2. FORMULAZIONE ITEM che consiste nel formulare le domande ( possono essere

di opinione, di conoscenza, fattuali ), evitando domande eccessivamente

personali, domande caricate che suggeriscono la risposta da scegliere,

domande introdotte da negazione che possono indurre ambiguità.

3. SUCCESSIONE DEGLI ITEM che consiste nel collegamento fra gli item per

garantire il raggiungimento degli obiettivi, per cui si dovrebbe iniziare con item

filtro e finire con item carichi emotivamente.

4. STANDARDIZZAZIONE che verrà fatta su un piccolo campione prima di

applicarlo su vasta scala

5. SOMMINISTRAZIONE che può essere tramite intervistatore, telefonica o postale

MODALITA’ DI RISPOSTA DEL QUESTIONARIO

DICOTOMICA (si/no,vero/falso); a

questa si aggiunge la risposta

SEMI-FILTRATA (non so) che è utile per

non perdere informazioni

item chiusi in cui la risposta può essere

o FILTRATA: da queste risposte

dipendono quelle delle altre domande

e permettono di capire se il soggetto

ha le conoscenze utili per il

questionario

CHIUSA

item semi-chiusi in cui la risposta può essere

o APERTA

item aperti in cui la risposta è APERTA: viene chiesto di motivare la risposta

o  utilizzando il proprio vocabolario,

ottenendo così risposte spontanee e

diversificate 12

gli item di controllo sono utili per valutare se il soggetto risponde allo stesso

o modo a domande simili, si valuta cioè se è coerente

CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEI TEST

1. attendibilità

2. validità

3. standardizzazione

4. sensibilità

5. universalità

ATTENDIBILITA’ è la coerenza dei punteggi ottenuti dallo stesso soggetto se

sottoposto allo stesso test in tempi diversi.

Il tempo che deve intercorrere tra la 1° e la 2° somministrazione non deve essere né

troppo breve ( perché il ricordo della prima somministrazione potrebbe influenzare ),

né troppo lungo ( perché si potrebbe avere una maturazione, soprattutto nei bambini

piccoli ).

Un indice che permette di calcolare la correlazione tra le due somministrazioni è il

coefficiente di correlazione r di Pearson che varia tra -1 e 1.

La correlazione tra due variabili può essere rappresentata dal diagramma di

dispersione, caratterizzato da una nuvola di punti in un sistema cartesiano: più i punti

sono vicini, più la relazione tra le 2 variabili è forte: 13


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Appunti di Teoria e tecniche dei test per l'esame del professor Paolo Miragliotta. Se non ci fossero i test, non avendo parametri di riferimento, useremmo il nostro giudizio; ma tale metodo non è valido perché è: o soggettivo o poco valido perché le persone non esprimono lo stesso giudizio e un giudizio per essere valido deve essere condiviso da più persone o poco costante perché il giudizio è facilmente modificabile, soprattutto a distanza di tempo o poco selettivo perché non coglie le differenze tra i soggetti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della educazione (AGRIGENTO, PALREMO)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marilu1312 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche dei test e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Miragliotta Antonino.

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