Cultura e rapporto con la tecnologia:
mummia Otzi ritrovata congelata tra Austria e Italia, risale a circa 5.300 anni fa.
Osserviamo com’era vestito in relazione ai giorni nostri.
Strumento di difesa e per intervenire sull’ambiente (sorta di coltello).
Piccolo pugnale.
Arco e frecce.
Copertura di foglie verdi per far scivolare l’acqua (sorta di impermeabile).
Cappello in pelo d’orso per ripararsi dal freddo.
Gambali di pelle con una sorta di reggicalze (attuali pantaloni).
Mutande in morbida pelle di capra (confortevoli).
Gonnellino con strisce di 2 diversi colori, alternate (motivo estetico) in più troviamo 2 tipi di
cuciture: una tipo rammenda (probabilmente fatta da lui) e una più curata (da ciò si capisce che
questo indumento è stato barattato) -> aveva rapporti di scambio con altre tribù e culture.
Mantella.
Scarpe” antisdruciolo” per non scivolare.
Contenitori per provviste e mantenere braci calde.
“Farmacia da viaggio” come le palline di betulla infilate in stringhe di pelle, utilizzate legate
intorno alle ferite per fermare l’emorragia.
Tatuaggi estetici e per uso curativo (come culture orientali)
L’unica differenza che possiamo trovare tra Otzi e noi è la diversità e la varietà degli strumenti che
possiamo usare e della diversità culturale che a noi ci è data da 5mila anni di storia -> ecco perché il
mondo, l’arte e la nostra sensibilità cambia nel tempo.
Teorie di Marshal McLuhan:
• “La grandezza dell’uomo è utilizzare mezzi extraorganici.”
Si può estendere la propria forza, muscolatura in un altro strumento, macchina (mezzo
meccanico).
Utilizza il termine “media” che sta per mezzo, strumento.
Altri strumenti invece estendono il nostro sistema nervoso, portando i nostri sensi fuori dal
corpo (elettricità). Es. la telecamera riprende un evento in diretta da un posto lontano, noi lo
vediamo a casa nostra in “tempo reale” -> tempo e spazio vengono annullati.
Tutto ha un influsso molto forte sulla nostra sensibilità.
• Età calda (tra 1450-1850): quando gli strumenti utilizzati si sono scaldati (es. marmitta della
moto). In questo periodo la vista ha avuto il predominio sugli altri sensi, naturalismo.
• Affresco a Santa Maria Novella (Firenze) di Masaccio, prima prospettiva (= sistema per ordinare le
cose nello spazio) corretta sull’architettura, visione dal basso. Ma ha ancora elementi che
richiamano l’età fredda: impianto simmetrico. Manca ancora la prospettiva sul paesaggio.
La prospettiva non è stata inventata da nessuno, è sempre stata in ogni uomo, basti pensare
ad un antico affresco di Pompei in cui si trova una sorta di prospettiva intuitiva, un po’ confusa
perché ancora manca “il punto di fuga” che verrà poi utilizzato per la prima volta da
Brunelleschi (“è l’idea di una finestra sulla natura” significato di prospettiva dato da
Brunelleschi).
Sarà poi Leon Battista Alberti a codificare un codice per l’utilizzo della prospettiva.
• Leonardo Da Vinci, ad esempio nella “Gioconda”, utilizza per lo sfondo, in cui le montagne lontane
si dissolvono, si sfocano, la “prospettiva aerea” perché in lontananza gli elementi del paesaggio
non si vedono nitidi, c’è sempre un velo di foschia; anche il perimetro della donna è sfumato
perché interviene l’atmosfera del paesaggio.
• Caravaggio, la sua prospettiva ci racconta una scena come se accadesse al momento, scatta
un’istantanea, i personaggi non sono in posa, come se venissero spiati. Da un senso divino alla
luce, che è spesso fuori campo. Utilizza contrasti forti, con gradazioni nette e corpi ipotattici.
[Ipotassi = corpo disinvolto, che si mescola agli altri (es. Rubens); Paratassi = corpi rigidi,
frontali o di profilo. I corpi sono comunque disposti secondo strutture segrete che non si
vedono.]
Come si realizza la terza dimensione in pittura, 2 scuole di pensiero (all’epoca):
Venezia: il colore è fondamentale -> tonalismo;
Firenze: il primato deve essere del disegno (se non sei capace di disegnare non puoi diventare
un grande artista), le parti in luce rimangono bianche, mentre le parti in ombra le tratteggio in
nero.
Poi in genere vengono usati entrambi i metodi, all’interno della prospettiva.
• Età Fredda (prima del 1450 e dopo il 1850):
• Gentile Da Fabriano, non rimanda alla natura ma al sacro. Nel dipinto la figura in basso a sinistra
è molto più piccola rispetto alle altre e la madonna è invece gigantesca, questo per motivi
gerarchici. È una struttura simmetrica, difficile da trovare in natura; qui il visivo non centra nulla, è
un immagine fredda.
• Giotto, nella Cappella degli Scrovegni (Padova) rappresenta la casa senza una parete: la toglie
per mostrarci cosa accade all’interno.
• Cezanne, ha una luce particolare è difficile trovare la sorgente luminosa; il punto più luminoso è la
tovaglia, mescola la luce naturale (del cielo, in alto a sinistra) a quella endogena (che viene da
dentro gli elementi); ci sono linee di contorno evidenti; usa pochi colori; spazialità ambigua sullo
sfondo; prospettive improbabili, non c’è misurazione dello spazio, capelli realizzati “a plà” cioè
appiattiti senza volume, deforma e schematizza -> regredisce è il primo artista che dopo la
“scoperta della prospettiva” la rompe. In più utilizza uno spazio a semisfera, il centro prospettico si
muove e il contorno diviene circolare, deformato, per questo ci sono i due alberi che uno va verso
destra e l’altro verso sinistra.
Innovazione: mescola il visivo alle forme a priori (mentali).
• Ghilbert e George (artisti attuali): immagini innaturali, primitive.
Corpi schematici; linea di contorno; simmetria; appiattimento colore; fotografia contrastata.
Mc Luhan: “Il medium è il messaggio”.
Medium-> mezzo extraorganico con il quale l’uomo può cambiare il mondo.
Questa frase sta a significare che quello che mi cambia non è il contenuto di ciò che vedo, ma il mezzo
con il quale lo vedo.
Es. se guardo la TV il messaggio non è il contenuto del film, ma la TV stessa.
[iconico-> sintetico; icastico-> ricco di dettagli]
• Gauguin, “Lotta di Giacobbe contro l’angelo” (immagine “fredda”):
- Non usa lo spazio sferoidale (al contrario di Cezanne).
- Appiattisce tutto.
- Sintetizza -> antitetico alla prospettiva, è iconico.
- Emula la profondità prospettica: il terreno è rosso perché introduce la soggettività, enfatizza e
inoltre non ha alcuna sfumatura prospettica: “schiacciamento in superficie”.
- Utilizza la diagonale: il tronco -> al centro, nitido, schiacciato; sbarra la profondità e crea
dinamismo.
- Minima traccia di chiaro-scuro.
- Linea di contorno.
Colleziona stampe giapponesi.
Es. Hokusai, “Onde”:
- Prospettiva assente.
- Le immagini vengono dette “manga” (come i fumetti), hanno la loro radice nella sintesi.
- Schiacciato a plà.
- Linea di contorno marcata.
- Primitivismo sofisticato.
Gauguin vuole costruire immagini dinamiche senza l’uso della prospettiva. Ce la fa attraverso le
linee diagonali che determinano spicchi di immagini -> costruisce l’immagine a fasce
(composizioni con linee dominanti che creano partizioni).
Già i macchiaioli utilizzavano il colore per esprimere la sintesi, i volti non erano dettagliati e gli
elementi venivano schiacciati. Anche un artista francese, Corot, bravissimo naturalista, inizia per
conto suo a dipingere in modo più sintetizzato.
Ma l’idea di sintetizzare a Gauguin gli arriva da un pittore: Bernard, però lui ha ampliato e
riprodotto maggiormente quest’idea.
Utilizza molte curve per dare un senso di naturalezza, in quanto le linee rette sono prodotte
dall’uomo, è difficile trovarle in natura. Anche se recupera la simmetria e trasfigura i colori.
Questo è il periodo del Liberty. Non è più naturalismo ma simbolismo.
• Manet, “Il flautista”: è proteso verso il contemporaneo, definisce piani di colore per semplificare e
sintetizzare l’immagine. Utilizza pochi colori e pochi segni.
• Seurat, “Domenica pomeriggio nella granjatte”: artista iconico, sintetizza tutto con pochi colori.
Utilizza la tecnica del “cromo-luminarismo” attraverso lo studio di 2 ottici che affermavano:
- Due tonalità di colore una più chiara e l’altra più scura adiacenti, nel confine, per un istante, li
vedo sovrapposti -> si influenzano l’uno con l’altro.
- Se accosto colori primari, vicino vedrò il complementare.
La sua idea era di utilizzare tanti piccoli puntin
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Arte e percezione visiva - arte contemporanea
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