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Teoria Dei Media E

Cultura Visuale

Appunti anno 2020/2021

Chiara Simonigh

Argomento 1

5 ottobre

Teoria dei media e cultura visuale = caratteristiche

insegnamento

La parola media = deriva dalla parola latina e di conseguenza non si

pronuncia /midia/.

Metteremo in rapporto i media audiovisivi con i processi della

globalizzazione della cultura.

l’intento di questo insegnamento è fornire conoscenze utili nel

campo della cultura moderna e la lingua.

La cultura audiovisiva è la cultura piu diffusa nel mondo = la

cultura mediale e la cultura globale in qualche modo coincidono

Uno dei temi chiave = affrontare le funzioni e il ruolo dei media

nell’aver creato una cultura globale.

Ci soffermeremo sulla storia contemporanea. Storia dagli inizi del

900 fino alla contemporaneità dei media audiovisivi.

Il sistema dei media è un sistema complesso composto da fattori

differenti nel quale si intrecciano ambiti differenti (culturale,

economico, sociale, artistico…)

I media intervengono nelle nostre vite e hanno trasformato la nostra

concezione di alterità, comunità e mondo.

L’audiovisivo ha creato un laboratorio sociale e culturale. Hanno

creato una specie di piazza in cui tutti possiamo interagire,

informarsi, scambiare idee, essere creativi.

I media intervengono nel trasformare anche il rapporto che

abbiamo con l’altro. Con persone che hanno un'altra etnia, lingua

e cultura. Queste persone che un tempo chiamavamo stranieri, non

1

Martina Cargiolli

lo sono più. Ad accorciare le distanze sono stati media, tanto che la

nozione di straniero nella nostra società è una questione vecchia ed

anacronistica.

Il sistema audiovisivo

Viviamo in un epoca dell’immagine. L’epoca delle immagini nasce

con la nascita della fotografia che si è poi sviluppata fino ai media

moderni. Da quando è stato possibile avere delle immagini

attraverso la tecnologia e non piu dalla mano del pittore o

disegnatore, siamo entrati nell’epoca delle immagini.

Tutto è cambiato. La nascita della fotografia risale alla fine degli

anni 30 dell’800 mentre il cinema risale agli anni 90 del ‘800.

Si tratta di processi e passaggi che hanno portato il primo avvento

dei media (fotografia) e che è stato diffuso in primis in occidente e

poi nel resto del mondo. Lo stesso vale per la nascita del cinema,

che ha portato un impiego da prima limitato fino ad arrivare alla fine

degli anni 20’ del 1900 alla sua diffusione in gran parte del mondo.

Da quel momento si inaugura una nuova epoca, l’epoca delle

immagini.

Da allora si assiste a una proliferazione di immagini nel mondo,

inarrestabile. Tutti hanno iniziato ad avvertire il bisogno delle

immagini che assumono funzioni estetiche, spettacolari e

indispensabili.

Questo poi porterà alla diffusione delle immagini con la televisione

negli anni 50 del ‘900. Cambierà la cultura e la civiltà. Verso la

fine del 900 invece vi è l’avvento della rete telematica e poi lo

sviluppo della stessa che permetterà la diffusione di contenuti

digitali tra cui la diffusione di immagini.

L’epoca dei media e delle connessioni, epoca degli schermi

L’epoca che sorge con l’avvento del web, sorge con obbiettivi

finalizzati ai servizi segreti e militari ma in seguito troverà un

impiego piu importante, assumendo un ruolo fondamentale nella

nostra vita.

Quando è nata, la fotografia non prevedeva schermi. Le

immagini erano stampate su carta e così è stato per moltissimo

tempo. L’epoca degli schermi non ha a che fare con le fotografie e

2

Martina Cargiolli

immagini su carta. Essa nasce infatti con l’avvento del cinema. Le

immagini vengono proiettate su schemi sia grandi che piccoli.

Gli schermi si svilupperanno dentro le sale cinematografiche in

primis, poi nelle televisioni e piu in avanti nei cellulari.

Gli schermi sono ovunque oggigiorno e della dimensioni piu

disparate (piccoli schermi dei cellulari o grandi delle insegne

pubblicitarie)

Possono fruire delle immagini in forma individuale in qualsiasi

momento con gli schermi dei cellulari, sui quali possiamo vedere

immagini sempre e dovunque

oppure in forma collettiva = vale per gli schermi pubblicitari, tutte

le persone che si trovano in prossimità di questi schermi assistono a

una distribuzione di immagini.

Importante capire il beneficio o gli effetti negativi che ci portano.

Hanno portato cambiamenti sociali e culturali positivi e negativi. È

necessario acquisire consapevolezza su queste immagini. Questa è

basata sui limiti e le potenzialità, i danni e i benefici che possono

darci. Essa serve a renderci produttori e fruitori di immagini con un

maggiore senso di responsabilità.

Oggi non siamo piu solo spettatori e spettatrici, grazie al web ogni

persona ha la possibilità di creare immagini e contenuti e farli

circolare nel mondo.

Questa è un immensa opportunità perché possiamo esprimere

liberamente il nostro pensiero, senza limiti e controlli.

Ma non abbiamo solo una libertà in quanto ogni libertà comporta una

responsabilità. Sono due opposti complementari, i due non

possono essere scissi. Infatti non esiste una libertà assoluta essa è

sempre relativa al contesto in cui ci troviamo e alla nostra

condizione. La responsabilità ci limita e ci vincola. È una

responsabilità che ci permette di vivere in una società, in armonia

con gli altri.

“la mia libertà finisce dove comincia la tua”.

Quando riflettiamo sui i media, sulle immagini e sulla nostra

possibilità di diventare, oltre che spettatori, anche produttori di

immagini, dobbiamo pensare sempre alla responsabilità che

dobbiamo assumerci, Infatti vi è una responsabilità anche nella

fruizione di immagini, oltre che nella produzione. 3

Martina Cargiolli

Il mondo in cui viviamo è complesso, ma attrezzarsi alla

complessità significa essere all’altezza dell’epoca in cui viviamo.

La libertà e la responsabilità appartengono all'utente che fruisce dei

media audiovisivi, anche come spettatore, produttrice, autore.

Argomento 2

6 ottobre

L'utente mediale è anche un cittadino globale, in quanto la cultura

dei media è una cultura mondiale, cioè ci mette a contatto con tutti i

cittadini del mondo.

Le parole chiave del nostro tempo.

Ci occupiamo dell’epoca contemporanea, il periodo che muove

dall’avvento del nuovo millennio fino ad oggi. Lo studio del sistema

mediale è legato alla questione della globalizzazione.

villaggio globale = è un’espressione comune, una delle piu

 globalizzate. Questa espressione ha origine nell’ambito dei Media

studies. Uno dei pionieri di questa disciplina, il canadese Marshall

McLuhan, è colui che ha coniato il termine villaggio globale. I

media sono stati i fautori principali del villaggio globale. Per

Marshall McLuhan il mondo non è piu immenso, sembra essersi

ristretto e ridotto, fino a sembrare un piccolo villaggio.

società mondo = una società che include tutti i paesi del

 mondo. (sinonimo di villaggio globale). La concezione di società

prima di queste espressione era legata ai confini territoriali. Vi erano

meno occasioni di contatto e scambio tra le culture, le società e le

etnie diverse. Oggi tutto questo è cambiato (non del tutto

abbandonato = esiste ancora la società legata al territorio). Abbiamo

una società mondo, nata agli inizi del ‘900, in cui le diverse culture

possono interagire e avere scambi, grazie a due fattori = il fatto

che ci si può spostare piu facilmente grazie ai mezzi di trasporto

sempre piu alla portata di tutti, ma anche grazie ai media.

I media sono dei veri e propri strumenti di mediazione. 4

Martina Cargiolli

Grazie a questa mediazione, popoli, culture ed etnie diversi, che si

trovano a distanze geografiche e culturali, possono riscoprirsi come

vicini e simili, partner di una grande società mondo.

Una società mondo nella quale tutti possono compiere degli scambi,

incontri….

Vi sono anche delle implicazioni negative. Non è sempre una

società mondo pacifica. La progressiva integrazione tra popoli in

linea di fondo può favorire una convivenza pacifica ma non è sempre

così. Inoltre uno dei gradi problemi della società mondo consiste

nella perdita delle specificità delle culture, delle tradizioni e dei

patrimoni. non

Il processo della globalizzazione viene inteso oggi, come il venire

meno delle specificità e delle diversità delle culture, ma come un

concetto che aiuta a valorizzare le differenze e aiuta le

contaminazioni tra le diverse società. Un tempo purtroppo la

globalizzazione era intesa come un processo di uniformazione, nel

quale si vedeva solo un conformismo. Ma non è così che la intende

Marshall McLuhan, che vede la globalizzazione come un’opportunità

per far convivere società diverse che si mescolano e si contaminano.

In questo modo le conoscenze si condividono e si espandono e

questo porta una crescita alla società.

cultura globale = è la possibilità di scambiare nozioni,

 opinioni e conoscenze che vengono condivise su scala

globale. Costituisce l’aspetto immateriale della società mondo.

L’aspetto materiale indica per esempio la possibilità di compiere

degli spostamenti con maggiore facilità, oppure interessa lo scambio

di merci. (geografia territorio, ,merci, commercio…)

Tutti i principi, i valori, gli ideali e le idee che compongono la

cultura, il sapere e la conoscenza sono invece immateriali.

Quando parliamo di cultura globale, parliamo delle questioni

immateriali.

La cultura globale rende possibile avvicinare il modo di pensare di

diverse culture anche molto distanti tra loro. Questo aiuta il

riconoscersi reciproco in culture diverse dalla propria.

Condividendo idee e nozioni diviene maggiormente favorita la

cooperazione e la comprensione tra culture diverse. È questo che

Marshall McLuhan intendeva con l’espressione villaggio globale. Si

riferiva soprattutto alla possibilità che i media offrono di mettere

5

Martina Cargiolli

in contatto diverse culture e la possibilità di creare una cultura

condivisa e disponibile per tutti.

cultura mediale = un tipo di cultura che ha portato, durante un

 certo periodo della sua storia, un processo chiamato

occidentalizzazione. Dato che i primi media, cinema, televisione e

fotografia si sono sviluppati in primis in occidente, Stati Uniti ed

Europa, si parla di occidentalizzazione per indicare il fenomeno di

espansione dei media e della cultura occidentale anche in oriente.

Viene vista come una cultura dominante che ha portato effetti

negativi, come quello della colonizzazione culturale avvenuta

tramite i media.

All’inizio del 900 il processo di diffusione dei prodotti mediali è

stato all’insegna della cultura occidentale e quindi ha determinato un

conformismo e un omologazione nei paesi non occidentali.

Mas Media

Questa prima fase della storia del media viene chiamata

Comunication, ciò di una comunicazione massificata = uguale per

tutti e standardizzata.

cultura visuale = quel tipo di cultura che richiede l’impiego della

 vista. Questo tipo di cultura è una cultura che si fonda sulle

immagini, che possono esse essere statiche o dinamiche. Con

l’avvento della tecnologia queste immagini hanno subito un

evoluzione nel loro modo di diffusione e di creazione.

La cultura visuale nasce con la nascita di prodotti tecnologici

che permettono di produrre immagini in grande quantità, secondo i

principi della produzione industriale. Cosi come si producono su

larga scala prodotti industriali, allo stesso modo, con l’avvento della

tecnologia mediatica, si sono cominciate a produrre immagini

(internet, dispositivi, tv…).

Negli anni 30 e 40 del ‘900 alcuni studiosi della scuola di

Francoforte, una scuola di pensiero critico che si occupa di questi

nuove dinamiche della società, cominciano a parlare di industria

culturale. È un’espressione chiave che ha segnato gli studi sui

media. Questi studiosi hanno constatato come i media hanno

introdotto nella cultura una serie di dinamiche che sono tipiche

dell’industria. Sottraggono, per esempio, la cultura e l’arte a

dinamiche artigianali e individuali tipiche del passato (con aspetti

negativi e positivi) e le fanno assumere dinamiche e logiche che un

tempo erano esclusive dell’industria. 6

Martina Cargiolli

Con tutto ciò che ne consegue l’abbassamento della libertà

dell’artista e del livello culturale del prodotto da un lato, mentre

dall’altro si ha la democratizzazione della cultura, che diviene

accessibile alla maggior parte della popolazione, indipendentemente

dalle condizioni economiche e dallo stato sociale; non solo piu

esclusiva dell’élite della società.

La cultura visuale si sviluppa nel corso di un secolo e dà origine a

una grande trasformazione = il passaggio da una cultura che

era incentrata sulla parola a una cultura incentrata

sull’immagine. Con tutte le implicazioni negative e positive che ne

conseguono. È definita come una transizione da una cultura

logocentrica (=incentrata sulla parola scritta e orale) a una

cultura iconocentrica o cultura visuale (=incentrata sulle

immagini)

Questo passaggio avviene con la diffusione della fotografia e del

cinema, quindi sul confine tra l’800 e il ‘900. La cultura visuale

approda al suo livello piu alto alla fine del ‘900 con la diffusione di

internet.

Cultura mediale e visuale

Quando oggi ci riferiamo ai media, indichiamo televisione, cellulari,

internet… che sono media visivi, annoverati nell’ambito della cultura

visuale. Ma quando ci riferiamo ai media possiamo pensare anche

alla radio, l’editoria di carattere informativo ecc…

La radio per esempio è un media non visivo (oggi si grazie alle web

radio)

I giornali, soprattutto i primi dove le immagini non sono utilizzate o

sono molto rare, (oggi invece le immagini si trovano molto

soprattutto nelle versione web) sono dei media anche se

inizialmente non visuali. L’introduzione delle immagini li ha

trasformati in media visuali

sono i processi di conoscenza e influenza degli

Quali

audiovisivi? Ci permettono di conoscere il mondo, ci influenzano e

ci cambiano. È importante conoscere questi processi perché viviamo

in un epoca in cui i media hanno una posizione centrale

nell’individuo, nella società e nel mondo.

sono sollecitati l’attenzione, le percezioni, le

Come

emozioni e il pensiero durante l’esperienza dell’audiovisivo?

Importante scoprire come il nostro sguardo funziona mentre osserva

7

Martina Cargiolli

un audiovisivo. Importante comprendere i percorsi percettivi, il

nostro modo di guardare coincide con il modo di pensare.

si dice che oggi apprendiamo attraverso le

Perché

immagini? Le nostre conoscenze derivano soprattutto dai media e i

media sono dominati dalle immagini. Si può comprendere

interpretando e osservando gli audiovisivi, che ci insegnano nuove

cose e sono in grado di farci provare delle emozioni. È importante

sapere come le nostre percezioni sono influenzate dagli audiovisivi

conseguenze derivano al pubblico dall’esperienza

quali

dell’audiovisivo? Dopo aver visto un audiovisivo abbiamo delle

conseguenze e degli effetti.

impiegare in maniera consapevole l’audiovisivo sia

come

come utente o prosumer? Abbiamo la possibilità di essere

spettatori passivi o attivi o di diventare addirittura autori e autrici di

audiovisivi, quindi Prosumer = significa essere creatore di audiovisivi

e inserirsi nel web. Siamo utenti in modo passivo e attivo.

Come pubblico la nostra responsabilità può sembrare (ma non lo è)

limitata; grazie alla possibilità di diventare creatori di contenuti la

nostra responsabilità è cresciuta.

è importante impiegare in maniera consapevole

Perché

l’audiovisivo? L’esperienza dell’audiovisivo può avere dei riscontri

positivi ma anche negativi. Ci sono possibilità e rischi. È importante

sapere che ci sono delle conseguenze.

Argomento 3

7 ottobre

Libertà e responsabilità del cittadino globale e delle utente dei

media

L’utente che fruisce dei media, può essere visto sia come autore sia

come spettatore. Queste due figure sono sempre piu fuse insieme.

L’utente dei media è anche un cittadino globale questo perché si

tratta di una cultura mondiale.

Come ogni strumento , i media audiovisivi possono offrirci il meglio

o il peggio 8

Martina Cargiolli

È importante per riflettere in modo completo senza schematismi e

DIPEND

dogmi, che ci fanno vedere il mondo o in bianco o in nero.

E I media sono degli strumenti tecnologici e in quanto tali possono

offrirci il meglio o il peggio: hanno in sé stessi potenzialità e limiti ,

il loro impiego può dare risultati danni e benefici, che dipendono da

come vengono gestite la libertà e la responsabilità nell'utilizzo

DIPEND

dei media audiovisivi. Se conosciamo i danni e i benefici possiamo

E equilibrare il rapporto tra libertà e responsabilità in maniera

consapevole. Questo dipende dal mondo in cui li usiamo e

quest’ultimo dipende da quanto conosciamo i media.

Per capire possiamo paragonarli ad altri strumenti, lo scopo di questi

strumenti dipen

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher artymarty23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dei media e cultura visuale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Simonigh Chiara.
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