Teoria dei media e cultura visuale
1° lezione
(Media non miiidia)
I media svolgono funzioni cruciali, soprattutto per quanto riguarda la globalizzazione.
Media concepiti come un sistema:
Media considerati nel complesso come ambiti culturali all’interno dei quali si verificano dinamiche
con incidenze su più livelli (sociale, antropologico, politico, psicologico, economico, etc…)
Molteplici implicazioni quindi, ne deriva un approccio il più possibile multidisciplinare.
Perché sistema dei media composto da diverse dimensioni che si intersecano fra di loro.
Inter/transdisciplinarità risulta quindi fondamentale.
Ogni persona, sin dalla più tenera età, è un utente dei media.
Testi audiovisivi: Accezione ampia, diversi esempi: lungometraggio cinematografico, spot
pubblicitario, cortometraggio documentaristico.
Diventiamo sempre di più utenti con capacità di creare e condividere contenuti visivi/audiovisivi
nella rete, non più meri spettatori. Ne derivano implicazioni culturali, sociali e etiche.
Bibliografia:
Punto 1: saggi classici, pubblicati decenni fa, considerati pietre miliari per chi si avvicina ai media
studies e visual culture studies. Forniscono contributo nonostante i mutamenti nella storia dei
media, individuando elementi essenziali dell’audiovisivo (cinema uomo immaginario) e dei media
(strumenti del comunicare), entrambi i testi fondano concettualmente gli studi sui media e cultura
visuale. Ancora utili a comprendere la nostra contemporaneità, ancora attuali.
Punto 2: Il sistema audiovisivo estetica e… incentrato sui media audiovisivi nel loro insieme, si
sofferma specificatamente su come questi strumenti influenzino la nostra sensibilità e conoscenza.
Estetica da intendersi come la facoltà del sentire/percepire a cui è connesa la capacità di capire/
interpretare il mondo. Accezione originaria.
Riguarda la nostra sensibilità.
Punto 3: Cultura visuale: affronta i concetti chiave, fa scoprire quanto conosciamo attraverso le
immagini.
Punto 4: (facoltativo) supporto per chi non riuscisse a seguire le lezioni o approfondimento.
-Appadurai, attore indiano, principale studioso a livello internazionale riguardo media e
globalizzazione. In questi libri non vi è riferimento diretto alla globalizzazione. Si scopre però come
la cultura si sia modificata a livello globale grazie ai media.
-Scienza delle immagini. Mitchell: incentrato su cultura visuale, sulla dimensione estetica
-Estetica dei media e della comunicazione: media indagati sempre attraverso prospettiva estetica
(sensibilità), affronta dimensione comunicativa in particolare, focus sugli studi di comunicazione
verbale e iconica.
Domande d’esame verteranno sia sulla bibliografia sia sulle lezioni.
Durante lezioni riferimenti a bibliografia ma lezioni non illustreranno i testi integralmente, sarà più
un percorso che affronterà concetti esposti sia nella bibliografia che solamente nelle lezioni.
Una domanda per libro e una domanda sulle lezioni (non reperibili nei libri).
Filmografia: finalità di fornire strumenti interpretativi di questi specifici testi (audiovisivi) che
possiedono dinamiche semantiche e caratteristiche proprie diverse da quelle che riguardano i testi
scritti. Renderci fruitori più consapevoli di audiovisivi.
Oggi viviamo nell’epoca delle immagini, questo in riferimento alle epoche precedenti in cui le
immagini non assumevano l’importanza che hanno adesso. È l’epoca dei media e delle connessioni,
nostra società definita della comunicazione. Un epoca innovativa rispetto al passato, riferimento in
particolare alla svolta storica resa da strumenti tecnici di riproduzione delle immagini: avvento della
fotografia, del cinema, della radio. Segnano un mutamento radicale nelle dinamiche sociali e
culturali.
Avvento fotografia, risale al 1839, sviluppo vero e proprio nei decenni successivi, diffusione
fotografia sempre più ampio negli ultimi decenni dell’800.
Avvento del cinema ultimo decennio dell’800.
Fotografia e cinema determinano transizione della cultura dalla fase logocentrica/verbocentrica alla
fase iconocentrica, da cultura prevalentemente incentrata sulla parola scritta/orale (stampa a
caratteri mobili Gutenberg svolta cruciale). Si va quindi verso epoca delle immagini.
Si innesca sviluppo sempre più rapido e radicale che porta alla televisione e alla sua diffusione di
massa (metà del 900) sino a diffusione di massa di internet (ultimi decenni del 900).
Cultura e società si trasformano in maniera radicale.
Epoca delle immagini, dei media e delle connessioni, degli schermi.
Schermi ormai onnipresenti (Smartphone, televisori, Maxischermi nella metropoli).
Schermi diversi implicano funzioni e utilizzi diversi, coincidono con trasformazioni del nostro
modo di vivere, di pensare, di agire, rendendoci assai diversi dalle generazioni precedenti.
Esempio lampante la DAD resa possibile grazie agli schermi, ma anche gesti semplici e ormai
banali con cui siamo abituati a utilizzare i nostri smartphone.
Importante porre questi schemi in una prospettiva storica adeguata, riguardano una storia molto
molto recente nonostante la nostra abitudine a darli per scontati.
Il nostro approccio indagherà portata di queste trasformazioni e le loro implicazioni positivi e
negative, non esistono fenomeni totalmente positivi o totalmente negativi. Fenomeni vanno indagati
a fondo cogliendone la loro complessità.
Alcuni dei termini oggi più in uso, parole chiavi:
- Villaggio globale
- Società-mondo
- Cultura globale
- Cultura mediale
- Cultura visuale
Fenomeni importanti che definiscono la nostra epoca.
Principali temi del corso:
- Influenza dei media su di noi
- Conoscenza razionale/conoscenza sensibile
Conoscenza razionale maggiormente studiata dalla conoscenza razionale e meno quella
sensibile, (conoscenza di quando diventiamo utenti dei media)
Conoscenza sensibile si sviluppa soprattutto a partire dal 900, momento di passaggio da
cultura logocentrica (parola) a iconocentrica (immagine).
- Sistema mediale/ sistema sociale
Media influiscono molto sulla società ma media sono prodotto di una specifica società.
Sussiste un rapporto di influenza reciproca.
- Paradigmi cognitivi/ paradigmi sensoriale:
nuove strutture del sapere e della sensibilità di ciascuna persona e addirittura di intere
società si sviluppano con l’avvento dei media.
- Limiti e potenzialità della tecnologia.
Differenza tra tecnica e tecnologia.
- Immagine materiali / Immagini immateriali
Materiali concretezza (es. fotografie stampate, schermi).
Immateriali non tangibili, astratte, mentali
- Noosfera/iconosfera
Termini che alludono a ruoli e funzioni che le immagini acquisiscono oggi nella diffusione e
acquisizione della conoscenza.
Lezione 2
“Che assomiglia a un gigantesco sistema nero-cerebrale semi-artificiale…”
Edgar Morin, Per l’avvenire dell’umanità.
“…e che combina macchina e umani…”
Edgar Morin, Per l’avvenire dell’umanità
Lezione 3
Testo: il sistema audiovisivo
Viene indagato l’audiovisivo. Si tratta di un’organizzazione di elementi che segue
determinati principi e regole.
Vengono considerati audiovisivi specifici come film, televisione, o altri tipi che circolano in
rete.
Si indaga da una prospettiva di carattere estetico, accezione non in riferimento al “bello”
quanto al suo significato originario, quindi alla facoltà del sentire/percepire/pensare.
Testo: cultura visuale
Fornisce concetti e principi fondamentali sui visual culture studies, un ambito di studi
definito transdisciplinare (concorrono diverse discipline: antropologia, sociologia, filosofia,
storia dell’arte etc.)
Media principali promotori della cultura globale (globalizzazione della cultura).
Parole chiave del nostro tempo:
- Villaggio globale
- Società mondo
- Cultura globale
- Cultura mediale
- Cultura visuale
1) È importante sapere che subiamo influenza dai media inconsciamente, nessuno è immune.
È importante per diventare più consapevoli dei potenziali e dei limiti dei media e
audiovisivi. Come viene quindi sollecitato il nostro pensiero e le nostre esperienze.
Importante capire come pensiero e emozioni siano tirati in causa.
Apprendiamo soprattutto attraverso immagini e media oggi.
Apprendimento formale attraverso itinerario educativo scolastico/universitario mentre
apprendimento informale, spesso inconsapevole attraverso immagini e media.
Questo apprendimento informale come avviene?
Come possiamo impiegare media e audiovisivo in maniera consapevole come utenti e
prosumer.
Cosa succede se non li usiamo in maniera consapevole?
Zygmunt Bauman, non è considerato esponente dei media studies né mass mediologo, ma
protagonista della filosofia e della sociologia contemporanea. Morto recentemente, apporta
contributi fondamentali per interpretare il nostro tempo.
Notorietà acquisita attraverso introduzione della chiave interpretativa riassunta nel paradigma della
fluidità. Il nostro tempo è un tempo che vede liquefazione di molte delle strutture sociali e culturali
del passato che avevano carattere di solidità. Si sono liquefatte.
Contemporaneità caratterizzata da fluidità, fluire di elementi sociali, legami sociali, contenuti
culturali, principi, valori, ideali. Tutti soggetti a fluidificazione, cioè a trasformazione in uno stato
estremamente variabile caratterizzato da trasformazioni repentine. Questo si è sviluppato
particolarmente grazie ai media.
Occupandosi della globalizzazione Bauman non può fare a meno di dedicarsi ai media, in virtù del
legame solido tra globalizzazione e media.
Questa citazione de “Il secolo degli spettatori”, libro in cui riflette su globalizzazione e media ma
soprattutto sulla società mondo in cui i singoli individui diventano sempre più cittadini del mondo e
al contempo utenti dei media.
(Media intesi come strumenti della comunicazione)
Il cittadino in quanto spettatore dei media viene dotato di una conoscenza prima immaginabile,
garantendosi l’accessibilità della cultura (democratizzazione della cultura) senza uguali ad esempio
nell’accessibilità all’istruzione. L’Accesso ai media maggiormente garantito rispetto a diritto allo
studio.
Media offrono quindi nuove opportunità di partecipazione alla cultura ma anche alla partecipazione
della vita sociale e politica. Cittadino diventa cittadino globale e il cittadino del mondo è anche
spettatore/utente dei media.
Bauman riflette anche sulla globalizzazione come configurazione di una nuova condizione umana.
Il processo di globalizzazione può essere osservato in prospettiva storica più o meno ampia.
Quella più ampia è assunta da Sloterdijk, che sostiene che la globalizzazione ha caratterizzato la
storia delle umanità dalle origini a oggi. Umanità specie animale migratoria sin dalle origini.
Sviluppo degli ominidi caratterizzato da sempre da spostamenti migratori, testimoniati anche dal
DNA.
Storia umana caratterizzata da incontri, scontri, ibridazioni tra gruppi umani.
Incontro Colombiano, scoperte dell’America, imprime maggiore accelerazione di incontri/scontri
tra società e culture diverse. Considerata quindi fase di mondializzazione che precede
globalizzazione vera e propria.
Globalizzazione, senso meno ampio assunto dagli economisti, parola associata soprattutto ad un
fenomeno come quello, ad esempio della caduta di Berlino, venire meno alla divisione di due
mondi, Blocco occidentale (Patto atlantico) e sovietico, 1989 anno importante. Si configura nuovo
scenario, specialmente dl punto di vista geopolitico ed economico (neoliberismo?). Parola
globalizzazione si diffonde nel mondo specialmente in ambito economico quindi.
Parola che più in generale allude a più trasformazioni in diversi ambiti: sociale, culturale.
Un fenomeno quindi multidimensionale (economico, politico, sociale, economico, culturale,
antropologico).
Bauman si riferisce a globalizzazione soprattutto ad accezione in ambito economico, quella oggi più
diffusa.
Globalizzazione: serie di interazioni sociali che si verificano secondo modalità inedite, frequenza
inusuale e dinamiche senza precedenti nella storia umana.
Queste interazioni si debbono a due fattori:
- Maggior facilità di spostamenti grazie a sviluppo sistema dei trasporti, cioè a degli
strumenti.
- Media. Un’interazione inedita. Con natura prettamente comunicativa, permette di
comunicare contenuti, significati, nozioni, idee, opinioni con modalità sempre più veloci e
capillari. Capillarità può essere proporzionata al numero dei dispositivi, numero di media di
cui disponiamo (smartphone, tablet, computer, TV, radio)
Questi due fattori configurano nuova sfida e condizione umana.
Possibilità positive e negative.
Bauman sostiene che i media abbiano numerose potenzialità, vede il lato positivo ad una
condizione però. La sola esistenza dei media non è garanzia affinché si verifichi migliore
esito di questa sfida. I media, in quanto strumenti, possono offrire grandi opportunità ma
anche dei rischi. Dipende da come noi utenti li impiegheremo.
Nostra responsabilità si fonda su diversi fattori: conoscenza dei media e del loro impiego e
delle loro implicazioni.
Edgar Morin noto per aver elaborato anche la filosofia della complessità.
Insieme a Mcluhan uno dei pionieri dei media studies e visual culture studies.
Formula nozione di Terra-patria e la correla all’idea di un umanesimo planetario.
Secondo Morin con la globalizzazione il nuovo cittadino del mondo può considerare come sua
patria non solo la propria nazione quanto piuttosto la terra intera, l’intero pianeta.
Questa nozione richiama l’idea originaria di madre patria o terra madre.
Globalizzazione porta quindi a sviluppare un senso di appartenenza all’intera comunità globale,
l’intera specie umana si trasforma in un’unica grande società che trascende i confini nazionali,
viene quindi definita oggi società mondo.
Umanità composta da due dimensioni differenti, opposte ma che non devono essere concepite
separate:
- dimensione della molteplicità
La grande risorsa dell’umanità.
- dimensione dell’unità
tutti elementi che accomunano gli individui al di là delle differenze.
Lezione 4
Storia dei media tecnologici è una parte infinitesimale della storia dell’umanità.
Questi strumenti così famigliari sono ormai parte integrante della nostra vita.
Società contemporanea definita come società della comunicazione e della conoscenza.
-Punto 3: è un paradosso.
Nozione di cittadinanza in passato è sempre stata legata ad un preciso luogo geografico.
Oggi si parla di cittadino globale. Cittadinanza si estende all’intero pianeta.
Utente dei media diventa cittadino del mondo senza doversi spostare geograficamente.
I media trasformano e fanno evolvere la nozione di cittadino globale.
Azione sui media dell’utente mediale ha diverse implicazioni di diverso carattere.
Può dare un proprio contributo personale e originale che oggi ha influenze enormi,
impensabili prima.
Utente mediale è quindi dotato da un’immensa libertà: di parola, di espressione, di accesso
alla conoscenza.
La libertà è però sempre relativa dovendosi relazionare con le conseguenze delle nostre
azioni che costituiscono la nostra responsabilità.
Responsabilità che sono cresciute in un arco di tempo recente e relativamente breve.
Come possiamo impiegare al meglio questi strumenti e quindi avere successo nella sfida di
Bauman?
Avendone una conoscenza adeguata soprattutto riguardo ai limiti e alle potenzialità e quindi
una consapevolezza che permetta di trovare la giusta misura tra responsabilità e libertà.
Un esempio è stata la comunicazione di Trump e il conseguente assalto al congresso ma
anche nel modo in cui è stata affrontata la pandemia.
Questa conoscenza riguarda le dinamiche della rete, della complessità del mondo, delle
relazioni umane e ne deriva la consapevolezza e la coscienza nell’uso di questi strumenti.
Concetto chiave di ecologia dei media, legato molto all’ecologia dell’azione.
Nel momento in cui immetto un qualsiasi contenuto nella rete questo inizia a circolare con
modalità non del tutto prevedibili. Questa imprevedibilità può arrecare danni.
Ci aiuta a concepire nostre azioni senza limitarle ad effetti circoscritti in un certo spazio e
nel tempo come poteva avvenire ad esempio secoli fa in un villaggio privo di interazioni con
il mondo esterno.
Destini umani ormai tutti legati da interdipendenza globale.
Ciò che accade nei media ha delle conseguenze sulla realtà e viceversa. Condizionamenti
reciproci.
Morin necessità di sviluppare umanesimo planetario.
Umanesimo dottrina filosofica che pone l’uomo al proprio centro.
Planetario: scopo/ finalità di riguardare la convivenza dell’uomo con la natura e la necessità
di superare l’antropocentrismo.
Morin affronta punti comuni tra global studies e media studies.
Connessione intesa come essere posti in relazioni.
Un tempo in spazio circoscritto, a livello locali. Interazioni che riguardavano ad esempio il piccolo
villaggio rurale o borgo urbano. Si trattava di interazioni dirette, non mediate (incontro faccia a
faccia).
Oggi diventano interazioni non locali ma globali e indirette, cioè mediate, esistono degli strumenti, i
media, che compiono una funzione mediatrice, funzione che sopperisce all’impossibilità di una
mediazione diretta. Non più simultanee.
Lezione 5
Comunicazione verticale, tipo di comunicazione che parte da una fonte generalmente posta da una
pos
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Appunti Teoria dei media
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