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Scopo della teologia morale speciale

Mettere in rapporto i singoli impegni morali in cui si snoda la concreta esistenza cristiana di ogni uomo con il fine ultimo a cui devono essere ordinati, in base ai principi generali dell'agire morale cristiano. Studio dei compiti morali dell'uomo che sono manifestazione delle virtù della religione e delle virtù teologali.

Decalogo e virtù teologali

Il Decalogo (Es, Dt) non basta? Impostato come prevalentemente negativo, sembra più utile a stabilire i criteri minimi dell'agire, al di sotto dei quali non si può andare. Virtù che si riferiscono all'agire dell'uomo verso Dio (teologali): orientano l'asse centrale dell'esistenza, il cui fondamento antropologico è dato dalla virtù della religione, i cui atti nel cristiano inabitato dalla grazia sono elevati a un'espressione nuova, frutto dell'azione personale del Padre, Figlio e Spirito Santo nell'anima. La manifestazione esatta e adeguata di questa perfezione donale e gratuita, nell'agire umano concreto, sono le tre virtù teologali.

Virtù teologale razionale

Virtù della religione (Capax Dei) è il desiderio di Dio iscritto nel cuore dell'uomo naturalmente. L'uomo è un essere aperto alla Trascendenza, che indaga sui fondamenti e le cause ultime del creato; questa stessa ricerca naturale lo conduce a Dio e si configura pertanto come religiosa. Si tratta della condizione ontologica di dipendenza dovuta al suo essere creature-immagine, la cui ragione più alta è la vocazione alla comunione con Dio.

  • Grazie alla ragione è capace di comprendere l'ordine delle cose stabilito dal Creatore.
  • Grazie alla volontà è capace di orientarsi da sé al suo vero bene e quindi trovare la felicità.

Questa tendenza naturale non è detto che venga realizzata da tutti, perché l'uomo liberamente può rifiutare la ricerca di Dio, anche se questi non si stanca di chiamarlo costantemente. È resa ancora più difficile dal disordine causato dal peccato. Tuttavia, l'obbligo di dare una risposta costituisce la richiesta che si trova alla base di tutte le altre scelte umane.

Partecipazione alla vita intratrinitaria

La partecipazione alla vita intima intratrinitaria è un dono da accogliere (proprio per la sua naturale capacità di Dio) e un compito da svolgere (attraverso le virtù teologali). Insomma, l'uomo non è soltanto naturalmente religioso, ma deve impegnarsi a diventare religioso. L'opera creatrice, in definitiva, è una chiamata al dialogo tra Creatore e creatura spirituale, che si manifesta come impegno di adorazione, riverenza e libera sottomissione (atti esterni).

Il culto a Dio

Il culto a Dio ha sia una dimensione interna che esterna, quindi individuale e comunitaria, non solo isolatamente ma anche in quanto membro di una comunità religiosa. Si manifesta pertanto in un corpo di credenze (dogma), una concreta liturgia per vivere il rapporto religioso e un atteggiamento morale corrispondente a questo rapporto.

La Sacra Scrittura e il culto

Sacra Scrittura: nell'Antico Testamento, nella storia d'Israele è Dio stesso che insegna all'uomo, in modo graduale, come è giusto rendergli culto. L'obbligo morale appare innanzitutto come rendimento di grazie per gli interventi storici con il Decalogo: obblighi di amore e adorazione, fedeltà e obbedienza. La più importante manifestazione del culto è il sacrificio (dopo il peccato); c'è una dimensione comunitaria con il popolo radunato intorno al Tempio, ma la conversione è individuale.

Nel Nuovo Testamento, con Gesù, che vive con assiduità il culto e le forme di pietà, la pienezza della vita religiosa si sposa con il Suo stesso mistero; viene stabilito il culto perfetto, affidato sacramentalmente alla Chiesa con l'istituzione dell'Eucaristia, apice insuperabile di questo stesso culto. La virtù morale della religione viene assunta dalla vita di comunione con le Persone divine.

La virtù della religione

Religione è quella virtù per cui rendiamo a Dio, nostro Creatore e assoluto Signore, il dovuto onore, e gli manifestiamo la nostra sottomissione. Mausbach: virtù morale per mezzo della quale ci disponiamo volontariamente e stabilmente a prestare a Dio il culto dovuto in quanto Creatore e Signore universale; questo bisogno è intrinseco alla natura umana, e la possibilità di farlo ci viene donata dalla Sua stessa bontà, ordinandoci al massimo compimento in quanto creature, il cui fine è il rapporto immediato con Dio.

Richiede e presuppone la virtù della fede, nella misura in cui non sarebbe possibile onorare un Dio il quale non si crede che esista. Ma è anche una certa manifestazione della fede, della speranza e della carità per le quali l'uomo viene principalmente ordinato a Dio.

Atti religiosi nell'uomo

Data la natura corporeo-spirituale dell'uomo, gli atti che produce la virtù della religione si manifestano esternamente e in tanti modi, singolarmente e comunitariamente.

  • Adorazione: è l'atto principale, coinvolge tutte le dimensioni della persona che si riconosce creatura (la sua dimensione minimale è il timor di Dio).
  • Devozione: dimensione dell'adorazione; dispone l'uomo a dedicarsi con prontezza e generosità a tutto ciò che riguarda il servizio divino (amore di abnegazione).
  • Preghiera: manifesta l'onore di Dio, lodando la Sua eccellenza, riconoscendo la Sua Provvidenza e affidandosi alla Sua misericordia.
  • Sacrifici: esterni e interni.
  • Voto e giuramento: atti straordinari.

Atti di culto

Atti di culto (dimensione oggettiva dell'adorazione e della devozione: onorare, venerare) coscienza e volontà. Il soggetto che rende culto ha coscienza della superiorità e la volontà di sottomettervisi: la radice da cui sorge il culto è la coscienza dell'uomo che si scopre dipendente dalla divinità; il mezzo per stabilire questo rapporto è la sua espressione visibile.

Classificazione degli atti di culto

  • Per il modo (atti interni, i più importanti: preghiera mentale e contemplazione; atti esterni, simbolo dell'atteggiamento interno: preghiera vocale e sacrifici).
  • Per chi tributa (pubblici: riti e preghiere, atti liturgici; privati: la preghiera personale).
  • In base alla obbligatorietà (obbligatori: messa domenicale, digiuno a quaresima; consigliati: celebrazione quotidiana della Messa per i sacerdoti).
  • In relazione alla prassi religiosa (ordinari: Messa, recita del Rosario in famiglia; straordinari: giuramento o voto).
  • Per il loro oggetto (supremi o assoluti: Adorazione eucaristica; inferiori: dulia, venerazione dei santi).

Il dovere della preghiera

Il dovere della preghiera è fuori di dubbio, in quanto manifestazione del riconoscimento della natura personale della divinità e dei suoi attributi; il suo ultimo fondamento è nella capacità di riconoscere Dio in tutte le opere create.

  • L'uomo prega con tutte le dimensioni del suo essere: intelligenza, affettività, corporeità, abbigliamento, luogo, tempo.
  • Diverse forme di preghiera: adorazione, benedizione, supplica, intercessione, ringraziamento, meditazione e lode (si complementano).
  • Diversi frutti: conversione del cuore a Dio, illuminazione da parte di Dio, aumento della grazia, crescita nelle virtù teologali e morali, raccoglimento e rinvigorimento dell'anima.

Il voto e il giuramento

Il voto e il giuramento non sono così frequenti, non sono così necessari né dovuti.

  • Voto: promessa deliberata e libera di un bene possibile migliore fatta a Dio - assoluti o condizionati / personali, reali (promettono valore materiale) o misti / determinati (nei dettagli) o disgiuntivi / pubblici o privati / solenni o semplici.
  • Giuramento: invocazione del nome di Dio a testimonianza della verità, va realizzato con verità, rettitudine e giustizia - assertorio (veracità di fatti passati) o promissorio (impegno futuro, Dio invocato come garante) / invocatorio (Dio come testimone) o esecratorio (come giudice) / semplice o solenne / invocazione di Dio diretta o indiretta.

I peccati

Per omissione, non facendo gli atti religiosi che sono dovuti all'onore divino; per commissione, con atti oggettivamente contrari al fine della virtù della religione (per difetto, irreligione: bestemmie, imprecazioni, maledizioni, sacrilegio, simonia e ateismo // e per eccesso, superstizione: idolatria, divinizzare ciò che non è Dio; divinazione, desiderio morboso di conoscere eventi nascosti o futuri; magia, richiesta di aiuto illecita, esplicita o implicita ai demoni).

Le tre virtù divine

La virtù della religione, a livello naturale, non è in grado di dare una risposta definitiva ai quesiti ultimi dell'uomo, da cui la stessa domanda religiosa prende inizio. È la grazia che rende l'uomo capace di partecipare alla conoscenza e all'amore di Dio tramite le virtù teologali: fede, speranza, carità. Ciò che invece fa la religione è disporre l'uomo all'apertura verso un aldilà che Dio riempie gratuitamente col suo amore redentore, come un "preambolo" della fede.

  • Fede: Dio come somma Verità (intelletto).
  • Speranza: Dio come Sommo Bene per noi (volontà).
  • Carità: Dio come Sommo Bene in sé.

Incarnazione

L'Incarnazione è l'espressione piena e radicale dell'essere religioso. A Cristo, infatti, appartiene in senso proprio il culto religioso di adorazione. In questo modo la chiave cristologica della religione acquista un fondamento trinitario. Giovanni approfondisce l'argomento della comunione di vita del cristiano con Cristo tramite due immagini: l'identificazione che si realizza tramite la comunione con Lui nella conoscenza (conoscere Cristo: chi conosce me conosce il Padre che mi ha mandato); e la necessità di vivere innestato in Cristo da cui riceve la linfa vita (vivere con Cristo: la parabola della vite e dei tralci). Da ciò non si può separare il dono dello Spirito Santo e il suo carattere relazionale: lo Spirito Santo si appropria della persona umana per condurla nel Figlio al Padre.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tridente di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia morale speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Gammarelli Ettore.
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