Telecomunicazioni verso la convergenza tecnologica
Alla comparsa dei nuovi media, legati allo straordinario sviluppo tecnologico, si accompagna il fenomeno della c.d. convergenza tecnologica, che consente l’utilizzazione di uno stesso “mezzo” per diffondere una pluralità di servizi: ciò ha rotto la tradizionale corrispondenza tra mezzi di diffusione e servizi (si pensi alle telecomunicazioni, alla telegrafia, alla telefonia, ognuno dei quali utilizzava un diverso mezzo di diffusione, ognuno dei quali oggetto di mercati rigorosamente distinti).
Non solo, ma la distinzione tra mezzi e servizi corrispondenti ha portato ad ancorare le discipline di settore a differenti principi costituzionali: così la radio-TV legata al combinato disposto degli artt. 21 e 41 (iniziativa econom.), mentre la telefonia legata al combinato disposto degli artt. 15 (libertà e segretezza corrispondenza) e 43 (servizio pubblico). Ma, quel fenomeno chiamato “convergenza tecnologica” ha mutato completamente tale corrispondenza mezzi-servizi, comportando uno sviluppo legislativo tutt’ora in corso.
I principali passaggi dell’innovazione tecnologica
Vediamo, brevemente, le quattro innovazioni tecnologiche legate a questa evoluzione:
- La telematica: l’applicazione dell’informatica alle telecomunicazioni ha consentito di accrescere la capacità trasmissiva delle reti di telecomunicazione, rendendo possibile, oltre alla trasmissione dati e informaz., la contestuale elaborazione a distanza: ciò significa che l’informazione trasmessa può essere oggetto d’intervento da parte dell’utente, così avviando un rapporto interattivo tra l’utente e la fonte dell’informazione stessa.
- Il cavo a fibra ottica ed il satellite a diffusione diretta: il cavo ottico, che sta progressivamente sostituendo i vecchi cavi, ed il satellite a diffusione diretta sono dotati di una capacità e velocità trasmissiva molto più elevata rispetto alle tecnologie tradizionali.
- Il sistema numerico digitale per la trasmissione di segnali diversi: il sistema digitale, vero snodo della convergenza tecnologica, sta sostituendo la tecnica analogica e consente di trasmettere qualsiasi tipo di informazione (dati, immagini, suoni) riducendola ad una serie sequenziale di numeri che danno vita ad una sorta di alfabeto universale, che consente di trasmettere simultaneamente segnali di ogni genere.
- Le tecniche di codifica dei segnali trasmessi: le quali influiscono sulla ricevibilità del segnale, limitandolo all’utilizzo di strumenti o parole chiave (pay-TV, garanzie di sicurezza informazioni trasmesse).
È a queste novità che vanno ricondotti i fenomeni:
- Della c.d. multimedialità, cioè la possibilità di scambiare contemporaneamente diverse forme di informazione (voce, immagine, testi ecc.) e combinando insieme più mezzi di comunicazione (TV, telefono, computer).
- Della convergenza tecnologica, cioè la progressiva convergenza delle tecniche e delle infrastrutture di trasmissione per tutti i servizi.
La prima forma di convergenza realizzatasi nelle reti fissa di comunicazione (telefonia e telegrafia) è rappresentata dalla rete ISDN, cioè un rete numerica che consente di trasmettere non solo fonia ma anche dati e video a bassa frequenza. Ma il passaggio fondamentale è rappresentato dalla rete Internet, attraverso la quale è possibile fruire di servizi multimediali più avanzati e che si caratterizza per la dimensione internazionale della struttura.
Per quanto riguarda la telefonia, i passaggi dal TACS (telefonia mobile analogica) alla tecnica numerico-digitale (GSM), oggi interessano il passaggio verso l'UMTS (Universal Mobile Telecommunication System) cioè uno standard che, grazie all’integrazione tra reti cellulari terrestri e satellitari, possiede un’altissima velocità trasmissiva e soprattutto è compatibile con internet e i servizi multimediali.
Nel settore radio-TV, la prima forma di convergenza viene ritenuta la televisione interattiva (video on demand), ma oggi è la piattaforma digitale ad essere al centro dello sviluppo: si tratta di un sistema complesso volto a realizzare congiuntamente trasmissioni digitali da satellite e cavo e trasmissioni codificate in forma analogica trasmesse su reti terrestri.
Innovazione tecnologica e disciplina giuridica: la nuova definizione di servizi di telecomunicazione
Il mutamento dello scenario tecnologico non poteva non avere riflessi sul piano giuridico. Il primo segnale in questo senso è la nuova definizione di servizi di telecomunicazione adottata in sede comunitaria e recepita nell’ordinamento nazionale con D.P.R. 318 del 1997: “Trasmissione e instradamento di segnali su reti di telecomunicazione, ivi compreso qualunque servizio interattivo anche se relativo a prodotti audiovisivi, esclusa la diffusione di programmi radiofonici e televisivi”: un’esclusione, quella della radio-TV, dettata dalla specificità che (tutt’ora) mantiene l’attività radiotelevisiva via etere tradizionale.
La fine dei monopoli pubblici, l’avvio del mercato concorrenziale: la normativa comunitaria in materia di liberalizzazione ed armonizzazione delle leggi nazionali
Altra importantissima conseguenza dell’innovazione tecnologica è stata la fine dei monopoli pubblici e l’avvio di un mercato di libera concorrenza. In modo del tutto analogo a quanto avvenuto per la radio-TV, due sono stati gli elementi che hanno causato il tramonto dei monopoli pubblici nelle telecomunicazioni:
- L’aspetto tecnico del mezzo (che prima giustificava il monopolio naturale, mentre ora ha reso possibile l’ingresso di nuovi operatori perché più veloce, potente, economico, accessibile).
- Le decisioni prese in sede comunitaria (legate alla progressiva internazionalizzazione del problema).
Punto di partenza era dunque la situazione di monopolio, contenuta nel codice postale del 1973 che riconfermava la riserva allo Stato dei servizi di telecomunicazione, riserva che trovava fondamento nell’art. 43 Cost., e che comprendeva sia la realizzazione – gestione delle infrastrutture, sia l’erogazione dei servizi, sia la fornitura degli apparecchi terminali destinati a consentire all’utente di fruire dei servizi del monopolio. Dunque, in concreto, ciò si traduceva in modello di gestione con impianti pubblici, uniformità della tariffa, obbligatorietà del servizio, ricorso alla concessione in esclusiva a società pubbliche (SIP, ITALCABLE, STET).
Il quadro muta repentinamente con la sentenza British Telecommunications della Corte di Giustizia CE del 1985, ove si afferma che le regole della concorrenza si applicano anche alle telecomunicazioni e dunque anche ai monopolisti pubblici. Da allora, la CE ha cominciato a sviluppare una vera e propria politica delle telecomunicazioni, politica volta da un lato a liberalizzare i mercati nazionali (dunque la fine dei monopoli), da un altro lato volta ad armonizzare le nuove legislazioni nazionali.
- Il primo intervento è avvenuto attraverso una serie di direttive degli anni '90, le quali hanno imposto agli Stati membri l’eliminazione di diritti speciali o esclusivi alle concessionarie pubbliche, estendendo ciò anche al satellitare, via cavo, telefonia fissa.
- Il secondo intervento di armonizzazione delle leggi nazionali ha interessato soprattutto la disciplina.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.