Educare e comunicare
Cap. 1: La complessità
Il termine complesso significa “tutto ciò che è legato”, e rimanda al tessuto. Il termine complessità equivale “a far rete”, lavora sui collegamenti, ridefinisce e modifica i punti, cambia il disegno. Tutto questo qualifica il passaggio da un sistema a bassa complessità a un sistema ad alta complessità sia nella teorizzazione che nella realizzazione.
- Nei modelli a bassa complessità prevalgono i principi di gerarchia, funzionalità e controllo.
- Nei modelli ad alta complessità prevalgono i principi di integrazione, intercomunicazione e autonomia.
Si pensa che la città e la scuola siano sistemi ad alta complessità, mentre la scuola rimane un sistema a bassa complessità.
I tre paradigmi
I tre concetti ai quali attribuire un valore paradigmatico sono:
- Performance
- Testualità
- Rete
Performance
L’uomo è un essere che ragiona, realizza, usa simboli: che costruisce se stesso. Esso rappresenta e si rappresenta. La società equivale a una scena teatrale in cui gli attori svolgono azioni riflessive, qui partecipando alle rappresentazioni conoscono meglio se stessi e si confrontano con gli altri attraverso le proprie esperienze. La performance è un paradigma capace di tener conto di tutte le situazioni in cui la presenza e la presentazione del sé della vita quotidiana operano all’interno di regole sociali. L’universo digitale si è andato sempre più affermando, ha dato un ulteriore grande impulso allo sviluppo dei generi e alle pratiche performative.
Testualità
Non è difficile distinguere un testo da un non testo. Un testo può essere una lettera, un e-mail, mentre un non testo un appunto. Con la crescita della democrazia le forme di testualità si sono moltiplicate e differenziate, sia a livello di superficie (un articolo di giornale non equivale a un saggio accademico, anche per come si presenta ai nostri occhi), sia al livello profondo (articolo di giornale e il saggio, sono forme testuali diverse per i saperi, per la ricchezza, per densità e complessità). La testualità teorizza il modo di essere che non sempre si coglie nella semplice forma del sapere. La testualità tende a impegnare e impregnare di sé ogni elemento educativo: soggetti, oggetti, tempi, azioni.
Rete
Gli aggettivi associati alla parola rete sono molti: autostrada, ferrovia, telefonica, telematica, televisiva ed altri. Nel caso delle reti comunicative, quelle che si sono sviluppate dopo l’avvento del telefono, non siamo noi a viaggiare ma i dati di nostra conoscenza che elaboriamo, condividiamo, scambiamo: ossia scritti immagini, video. Questi dati si fanno viaggiare in modo indipendente dai portatori fisici e dagli elementi stessi. Tutto ciò rinforza il carattere paradigmatico del concetto di rete.
Capitolo 2: La città
La città è un fatto concreto, materiale, giuridico e politico, ma è anche un’idea, un concetto potente: sede di utopie e distopie, per alcuni è un luogo da costruire, per altri un luogo da lasciare alle spalle. Le formazioni urbane sono ambienti di mediazione, socializzazione, comunicazione ed educazione, ma anche luoghi della costruzione della realtà. Le città, le case e le strade hanno a che fare con gli scambi comunicativi, le costruzioni sociali. Il cittadino per definizione è colto, l’uomo studia, l’uomo alfabetizzato, la comunicazione in città è soprattutto orale, un’oralità alfabetizzata. La piazza cittadina concentra in sé funzioni sociali e relazioni di mercato, ha la funzione di informare, cerca di divertire e intrattenere per tenere insieme e comprendere e per far partecipare.
L’abitare moderno consiste in una continua compenetrazione tra interno e esterno, vita pubblica e vita privata, questo grazie alla diffusione dei media sempre più nuovi, dall’elettricità al telefono. Il telefono offre la possibilità di parlare a distanza, di raggiungere ed essere raggiunti attraverso un filtro. La diffusione del cinema, della radio, della televisione consente di attingere sempre più alla comunicazione sociale. Il progresso si nota anche dal progresso architettonico, vengono sovrapposti, mescolati stili diversi ed appartenenti a epoche diverse. La città non è semplicemente l’insieme di singoli uomini, servizi sociali, istituzioni, strumenti amministrativi; la città è piuttosto un corpo di costumi e tradizioni, atteggiamenti e sentimenti. Non è semplicemente un meccanismo fisico, una costruzione artificiale, essa è un prodotto della natura, in particolare della natura umana.
Capitolo 4: La casa
La casa è uno spazio che si percepisce come stabile, intimo e privatissimo. È un laboratorio degli affetti e delle scelte private. In precedenza si lavorava in casa, le stanze non avevano funzioni particolari (a parte la cucina), i servi mangiavano e dormivano negli stessi locali dei padroni e la casa era relativamente aperta alla comunità. Le stanze hanno incominciato ad avere funzioni specifiche con il ceto medio e la nobiltà, che per primi impararono a leggere e scrivere. Prima molte donne scrivevano in casa, la scrittura rappresentava un atto intimo e privato, quindi si preferiva restare nelle 4 mura. La sfera pubblica delle pratiche della scrittura è stata occupata per lo più dagli uomini, mentre quella privata maggiormente dalle donne.
Per quanto riguarda la lettura di libri, le donne hanno rappresentato una tipologia di pubblico fondamentale, al punto di restituire un riferimento fondamentale fin dalle origini del romanzo tra il 700 e l'800. Le donne scrittrici erano abituate a convivere con i rumori, con le interruzioni, il senso persistente di pericolo per tenere nascosto il lavoro di scrittura. Oggi la prospettiva della casa è aperta e si fa mondo, non solo perché è piena di schermi che proiettano immagini del mondo, ma perché interagisce costantemente con ciò che proviene dall’esterno e penetra tra le mura. Le cose sono sempre più simili a set televisivi, con schermi accesi che confondono immagini e suoni l’uno nell’altro. Poi ciascuno porta con sé la propria casa muovendosi all’esterno con il cellulare. Il confine tra dimensione pubblica e privata nel contesto casalingo e familiare è mobile, pensiamo alla funzione di “teatralizzazione” svolta dalle immagini fotografiche di ritratti individuali e familiari. Sullo stesso piano potremmo considerare un altro processo: l’esplosione di sentimenti e relazioni sentimentali, non totalmente private ma proiettate sulla scena, pubblica televisiva, come Grande Fratello. Il salotto, palcoscenico della vita privata, diviene lo spazio domestico di più alta concentrazione dei media. Oggi con tutti i media a disposizione, i bambini imparano con modalità attiva e partecipativa. In antichità i bambini non vivevano la loro infanzia, ma venivano proiettati prestissimo nella sfera del mondo adulto: lavoravano piccolissimi. Si muovevano autonomamente ecc.
Capitolo: La scuola
Con il termine scuola si intende un’istituzione che persegue finalità educative attraverso un programma di studi. Più comunemente con il termine scuola, si intende l’insieme di istituzioni che forniscono l’istruzione e la formazione ai bambini e ai ragazzi. Le università vengono escluse dal termine scuola. Storicamente e geograficamente la scuola presenta una radicale evoluzione con la modernizzazione industriale. L’800, epoca della fabbrica, della rivoluzione industriale, fa sì che la scuola diventi fondamentale per i ragazzi, per imparare a leggere e scrivere e per poi andare a lavorare in fabbrica. È un modello funzionale di scuola perché prepara e addestra i ragazzi per un miglior futuro. Tra la fine dell’800 e l'inizio del 900 nascono le “scuole nuove” che lavorano sulla continuità scuola-famiglia. Oggi con l’accelerazioni dei tempi e delle tecnologie il sapere è fortemente individualizzato in contraddizione con la tradizionale trasmissione dei saperi. La scuola per molto ha bandito dalle aule, le radio, la televisione, i cinema, videogiochi, trascurando la centralità che i mass media occupano nella vita quotidiana dei ragazzi e dei bambini.
Insegnante guetenberghiano
L’insegnante formatosi nell’ambiente tipografico adotta l’alfabeto come modello mentale e metafora della conoscenza. La logica guetenberghiana sposa la logica che porta il cervello a classificare le informazioni, proprio come facciamo con l’alfabeto, e delinea una struttura concettuale che coincide con quella scolastica. In sostanza è ancora il brainframes alfabetico a segnare l’impostazione scolastica. Maestri e professori adottano l’alfabeto e il libro come mezzo preferito per la conoscenza.
Insegnante generalista
Con il termine generalista si intende la fase di consolidamento del mezzo televisivo. La tv agisce come strumento di pedagogia civile, e funziona secondo questo modello: l’emittente è uno, i destinatari sono molti. Il ruolo del docente si è plasmato secondo le caratteristiche della tv generalista. È la vera unica fonte di informazione, è un’emanazione del sapere e non può essere messa in discussione dallo studente. La società, con l’eredità mediale del 9010, pressa le porte delle porte chiuse, fa leva sul bambino, sugli adolescenti, sulla società che vive il trasformarsi dell’ambiente di vita.
Brainframe
Concetto: cornice mentale, strumento teorico che consente di collocare gli effetti dei media a livello cognitivo e sociale. Esistono tre tipi di B.:
- Alfabetico: il B. ha influenzato il nostro modo di organizzare i pensieri, combiniamo l’informazione come facciamo con l’alfabeto.
- Televisivo: il B. influenza la nostra elaborazione televisiva, caratterizzata dalla simultaneità, sinteticità, globalità.
- Cibernetico: il cervello accentua l’interazione cibernetica permanente nel cervello umano con il mondo esterno.
Costruttivismo
Il costruttivismo rifiuta la figura dell’insegnante come fornitore di informazioni, spinge all’integrazione con la vita. In contrapposizione con il modello tradizionale, si pone in sintonia con il modello delle scuole attive. La prospettiva costruttiva prevede studenti attivamente coinvolti nella ricerca e nella produzione di conoscenze. Insegnanti e studenti dovrebbero coniugare l’approccio oggettivo con l’approccio più aperto allo scambio e alla costruzione di sapere condiviso.
Capitolo 5: Abruzzese
A partire dalla metà del 900, i sistemi della scuola e dell’università sono stati invasi da processi di modernizzazione dell’industria della tecnologia, economie di mercato. Hanno vissuto i mutamenti della vita quotidiana come aggressioni esterne. 4 dimensioni spazio-temporali hanno contribuito a modificare i modi di formare e comunicare:
- Educazione, istruzione, divulgazione.
- Industria, cultura e moda.
- Avanguardie storiche: futurismo, dadaismo, surrealismo.
- Mass media e consumi diffusi.
1. La scuola e l’istruzione erano regolate da una rigida gerarchia forte e severa, che aveva la funzione di addestrare il corpo e la mente del giovane, in quanto futuro cittadino. Era un’istruzione di tipo militare fondata su un’ideologia fortemente unitaria. Si trattava di una trasmissione del sapere fondata sull’esecuzione di ordini e sulla memorizzazione di concetti. La divulgazione, è stata ed è quel settore editoriale che, non riduce il sapere a livello scolastico, ma lo adatta a misura di pubblico, a misura del tempo e dei desideri di emancipazione di classi disagiate. Se la scuola e l’istruzione servivano ad emancipare al lavoro, la divulgazione aveva iniziato a operare un arricchimento dell’individuo moderno.
2. A muoversi diversamente rispetto all’addestramento militare e all’istruzione è l’industria culturale: stampa, libri, spettacoli. Questa sfera di azione soddisfa i bisogni ma ne crea anche dei nuovi. Nasce quindi la moda di ogni merce, necessaria e superflua. La creatività diventa un ingrediente sempre più necessario all’industria culturale e alla moda.
3. Le avanguardie come il futurismo, il dadaismo e il surrealismo, hanno sviluppato le proprie strategie espressive proprio partendo dagli apparati creativi e comunicativi delle mode. L’opera deve essere talmente incomprensibile per il pubblico che solo per questa intraducibilità può dare senso all’arte. L’evento che sconvolge le regole. Un orinatoio in una stazione è una cosa normale, in un museo diventa un ‘opera d’arte. Di tutto questo fare e ragionare hanno fatto tesoro le culture dei mass media e dei consumatori.
4. Senza il contributo formativo delle avanguardie storiche, la qualità dei media non avrebbe mai potuto raggiungere l’attuale traguardo. La grande trasformazione sociale, rivoluziona le persone e le loro forme di vita relazionale ha portato alla nascita della stampa, cinema televisione. Il carattere dei linguaggi di massa, inoltre, ha dato modo di ampliare sempre più la sfera sociale; l’invasione della realtà e soggettività mediatica è stata recepita dai saperi tradizionali e dai loro modelli formativi ed espressivi.
La scuola digitale: Paolo Ferri
Come le nuove tecnologie cambiano la formazione.
Premessa
La scuola digitale si propone di analizzare il mega cambiamento che il rapporto tra scuola, formazione e informazione e comunicazione sta generando. Dai dati emersi dall’indagine OCSE-PISA è stato dimostrato come l’infrastrutturazione tecnologica della scuola incide sulle modalità di apprendimento ed insegnamento. La formazione e la scuola digitali infatti ridisegnano i loro spazi fisici oltre che pedagogici epistemologici e relazionali. In tutta Europa, ma purtroppo non in Italia, le classi vengono ridisegnate o abolite, le enciclopedie vengono sostituite da Wikipedia.
I nuovi ambienti digitali per l’apprendimento
Attualmente siamo dinanzi a una rivoluzione digitale che consiste nel passaggio dalla prima forma di internet Web 1.0 alla seconda Web 2.0. Con la nuova forma di internet i soggetti possono ancor più interagire, conversare e avere informazioni su prodotti, servizi ecc. Se Netscape può essere considerato archetipo del Web 1.0, Google è l’archetipo del Web 2.0, poiché mentre Netscape si limitava ad offrire un prodotto (Web browser), Google si è posizionato come servizio diventando uno strumento intermedio tra l’utilizzatore e la sua esperienza online. Grazie a questa novità (la nuova internet) anche i modelli di insegnamento/apprendimento possono essere rivoluzionati vedendo gli studenti non come “vasi da riempire” ma talenti da far crescere.
Il Web 2.0 e i nuovi strumenti del comunicare
Tim O’Reilly, che è l’inventore del Web 2.0, considera il web come una piattaforma priva di confini rigidi dotata di una strutturale essenza interattiva e sociale. Web 2.0 è un modo di pensare il mondo del software, crea un mercato di conversazioni, di persone che si confrontano e interagiscono tra loro. Web 2.0 è dunque uno spazio del sapere sociale con un'intelligenza collettiva continuamente valorizzata, coordinata e ben distribuita (ogni volta che gli studenti creano nuovi siti o blog, questi vengono integrati nella struttura web). De Kerckhove introduce la nozione di brainframe, secondo cui ogni tecnologia della conoscenza, es internet, produce una trasformazione delle nostre modalità di apprendere, conoscere ecc. Il web 2.0 è un web incrementale in cui i contenuti sono fluidi e modificabili dai “navigatori”. (Sono gli utenti ad aggiungere valore ai servizi web), ognuno può abbandonare il ruolo di spettatore per diventare autore del web. I fruitori del web 2.0 rappresentano circa il 56% degli italiani che navigano su internet, tale dato è emerso dalla ricerca fatta dal Nilsen/Netratings. I giganti del web 2.0 sono YouTube e Myspace.
La nuova rivoluzione digitale: la società della conoscenza e della formazione
Negli ultimi 30 anni e in particolare nell’ultimo decennio c’è stata la diffusione dell’informatica e delle nuove tecnologie della comunicazione digitale, internet soprattutto. Da una ricerca Europea è emerso che un italiano su due in ogni classe di età ha almeno un potenziale accesso ai servizi digitali, invece la percentuale degli adolescenti è del 78%.
La società informazionale e il capitalismo culturale
Manuel Castells sostiene che la nostra è una società dei flussi di informazione, poiché anche le nostre istituzioni sono ormai sempre più basate su uno scambio simbolico di significati (tale scambio si realizza con la digitalizzazione, cioè attraverso le reti di comunicazioni digitali). Le reti di flussi informazionali riplasmano, infatti, la società contemporanea a tre livelli:
- La rete globale dei flussi informazionali organizza la posizione degli attori, delle imprese e le istituzioni all’interno della società, le cui posizioni di centralità o marginalità dipendono dalla quantità di informazioni e di conoscenze che possono generare e scambiare.
- In base alla capacità di un individuo di interagire nei flussi informazionali della rete. La rete dei flussi si trasforma velocemente in base alle scoperte scientifiche, tecnologiche ecc.
- Al potere dei flussi si contrappone quello dell’identità, poiché più i flussi globali si omogeneizzano tra loro, più diventa radicale l’identità individuale.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento
-
Appunti esame Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento
-
Quiz esame tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento
-
Appunti di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento