Processi di Deformazione di Volume:
Sono processi in cui le dimensioni e forme desiderate sono ottenute attraverso la
deformazione plastica dei metalli tramite l’applicazione di forze esterne. Lo
strumento, generalmente denominato matrice (die), applica una tensione che
supera il carico di snervamento del metallo, e quest’ultimo assume la forma
determinata dalla geometria dello stampo. Sono caratterizzati da:
- Alti cambiamenti di diametro e dimensioni.
- Elevato indurimento del materiale.
- Alte forze, deformazioni e sollecitazioni dell’utensile.
Questi processi sono suddivisibili in base alla temperatura alla quale vengono fatti:
Pregi Difetti
1) Costo dei materiali degli 1) Elevate forze.
utensili basso. 2) Limitatezza della deformazione
plastica.
2) Bassa influenza della velocità
di formatura.
Deformazione a 3) No costi di energia per il
Freddo riscaldamento.
4) No errori dimensionali
causati dal rimpicciolimento.
5) Qualità superficiale alta.
6) Aumento durezza del
componente.
1) Potenziamento del pezzo. 1) Tensioni di flusso elevate.
Deformazione 2) Basso campo di tolleranza 2) Energia iniziale per il
Intermedia causato dal rimpicciolimento. riscaldamento.
3) Buona qualità superficiale.
1) Il pezzo può essere 1) Alta energia per il
significativamente alterato. riscaldamento.
2) Alta duttilità. 2) Elevati costi di materiale per gli
Deformazione a 3) Incrudimento circa nullo. utensili.
Caldo 3) Errori dimensionali causati dal
ristringimento.
4) Vita utensile breve.
5) Perdita di materiale e finitura
causata dall’ossidazione.
1
Un aspetto molto importante è l’attrito, che non è desiderabile in quanto:
Il flusso di metallo è ridotto.
Le forze e la potenza aumentano.
Gli utensili si usurano più velocemente.
Si distinguono due attriti:
→ = ∙
Attrito Coulombiano
→ = ∙ 0≤ ≤1
√
Attrito di Taglio
Lubrificazione:
Nelle lavorazioni dei materiali, l’interfaccia tra utensili, matrici, stampi e pezzo è
soggetta a molte variabili, tra le quali le più importanti sono:
- Può assumere valori variabili dal campo elastico a
Pressione di Contatto:
multipli della tensione di snervamento del materiale lavorato.
- Può variare da valori molto bassi (ad esempio nella formatura
Velocità:
superplastica) a molto elevati (ad esempio nella formatura mediante
esplosione controllata, nella trafilatura di fili sottili e nelle lavorazioni ad alata
velocità di taglio).
- Variabile dalla temperatura ambiente a quella di fusione.
Temperatura:
Quando due superfici strisciano una contro l’altra in condizioni di pressioni, velocità
e/o temperature elevate ed in assenza di strati protettivi all’interfaccia, attrito ed
usura risultano inevitabilmente consistenti. Attrito ed usura, però, possono essere
ridotti interponendo tra le due superfici una sostanza in grado di diminuire la
tensione di taglio necessaria per permettere lo strisciamento. Questa sostanza è
detta Il lubrificante riduce molti effetti negativi dovuti all’attrito:
lubrificante.
- Riduce l’aderenza, le forze, la potenza e l’usura dell’utensile.
- Migliora la finitura superficiale.
- Dissipa il calore dall’utensile. 2
• Forgiatura:
È un processo caratterizzato dall’applicazione di forze di compressione mediante
l’utilizzo di stampi. Può essere effettuata a diverse temperature:
A freddo → 0.3 = Temperatura di Fusione(.
A media temperatura → 0.3 0.3.
Ad alta temperatura → * 0.6.
Ci sono tre tipologie di forgiatura:
1. Ricalcatura (open – die forging):
Avviene posizionando una billetta cilindrica tra due stampi piani e
riducendone l’altezza mediante un’azione di compressione. La superficie tra i
due stampi può essere piana oppure cava. In figura è
mostrato il
processo di
ricalcatura di un
provino cilindrico
in condizioni
ideali, cioè senza
attrito.
In figura è mostrato il processo di ricalcatura
di un provino cilindrico in condizioni reali,
cioè in presenza di attrito all’interfaccia
stampo – componente. È ben visibile il
fenomeno di imbarilimento: le forze di
attrito all’interfaccia pezzo – stampo si
oppongono all’avanzamento del materiale
all’interfaccia, originando una forma finale
simile ad un barile.
3
Osservazione: Nei processi di ricalcatura a
caldo, l’imbarilimento è molto più pronunciato.
Infatti in prossimità del contatto tra stampo e
pezzo, quest’ultimo si raffredda. Come si
evince dal grafico accanto, la resistenza al
flusso plastico decresce al crescere della
temperatura, per cui le due facce a contatto
con lo stampo presentano una resistenza
maggiore alla deformazione rispetto alla parte
centrale del pezzo.
Forze e lavoro di deformazione in condizioni ideali: ,,
Se l’attrito all’interfaccia stampo – pezzo è nullo ed il materiale ha un
comportamento perfettamente plastico con una tensione di snervamento
,.
la tensione normale di compressione sulla sezione cilindrica del campione è
ℎ
uniforme e pari al valore della tensione di snervamento La forza esercitata
.
sull’altezza (altezza finale) è:
/ = ,0 0 = Sezione trasversale(
. .
4:
Il lavoro di deformazione è dato dal prodotto del volume del campione e
dell’energia specifica ℎ
: ; = ln
Lavoro = Volume ∙ 7 89 =9 = ??
>
ℎ
. .
< Se il materiale presenta un
comportamento incrudente, con una
curva deformazione reale – tensione
= @9
data da: A
la forza esercitata nell’istante generico
per deformare il componente diventa:
/ = , 0
B .
,
B
dove è il valore della tensione di
flusso del materiale, che corrisponde
4
alla deformazione reale. L’espressione per il lavoro fatto è:
,C( (
Lavoro = Volume( ∙ 9
.
,C
dove rappresenta il valore della tensione di flusso media ed è data da:
@ 9 89
D : @9
A .A
;
,C = =
< EF1
9
.
Metodo dello slab: Metodo che serve per l’analisi delle tensioni e delle forze
nei processi di lavorazione massiva. Si definisce un elementino di materiale e
si identificano tutte le tensioni normali e dovute all’attrito agenti
sull’elemento.
• Forgiatura di un componente rettangolare in condizioni di stato di
deformazione piana (sliding): Hp:
- Elemento Prismatico.
- Stato di Deformazione Piano.
- Criterio di Von Mises: 2∙,
= √3
G H
Approssimazione di non aderenza 2 PQ T
Coulomb: = ∙ M = ,∙O
N S UGV
R P
√3
H
M = M =
G G H G
T 2 ℎ SQT
P
/ = 2 ∙ Y ∙ 7 M Z( 8Z → / ≃ ,∙0∙ 1^
]O V
R
\
√3
B>WX H B>WX
< /ℎ
Osservazione: La pressione aumenta esponenzialmente verso il centro del
T
P
campione ed aumenta all’aumentare del rapporto: e dell’attrito. Per un
, ,
P B`
√
materiale incrudente il termie: è sostituito dal valore: .
5
• Forgiatura di un campione a sezione cilindrica:
2 PQ
= , ∙ O
dM WUG(
R
√3
b 2 2 j incrudente: , → ,
lMateriale o
≃ , F
M =1 ?
c B
C
3ℎ
3
√
efghi
b ∙ kj
/ = M
a P
efghi
• Forgiatura in condizioni di adesione (sticking): M
Il prodotto del coefficiente di attrito e
della pressione è la tensione dovuta Z
dall’attrito (tensione superficiale di taglio)
che agisce ad una determinata coordinata
M M
all’interfaccia tra componente e stampo. Al
M
crescere di verso il centro, aumenta.
Tuttavia, il valore non può raggiungere
p.
valori superiori a quelli della tensione di
M = p snervamento del materiale, La
condizione per cui è conosciuta come condizione di adesione.
Approssimazione di adesione 2 \
, M = , ∙ F ∙= Z?s
N r1
Attirto di taglio: = ∙ ℎ 2
√3
H
√3
T 2 \
P
/ = 2 ∙ Y ∙ 7 M Z( 8Z → / ≃ , ∙ F ?∙0
=1 4ℎ
√3
B>WX H B>WX
<
Osservazione: In figura è mostrata l’espansione laterale
del materiale degli spigoli di base. Si può
notare come l’aumento della larghezza sia
molto maggiore di quello in lunghezza.
Infatti il materiale tende a scorrere nella
direzione di minore resistenza. A causa
della grandezza minore, nella direzione
della larghezza del provino la resistenza dovuta ad attrito è minore di quanto si
viene ad aver in lunghezza. 6 Diagramma per la
caratterizzazione dell’attrito
in base alla prova di
compressione dell’anello.
Dopo che la prova di
compressione dell’anello è
completata, vengono
misurate e trovate le
variazioni del diametro
interno e dell’altezza.
Dall’incrocio di questi due
.
parametri, si può misurare il
coefficiente di attrito
Lo stappo potrebbe essere
efficacemente spostato a
deformazioni più alte sovrapponendo
delle tensioni di compressione
(mediante l’utilizzo di un fluido).
2. Forgiatura in stampo (impression – die forging):
Si usa uno stampo ed il pezzo viene
deformato fino ad assumere la
forma della cavità. Rimangono
sempre delle parti del pezzo che
fuoriescono dallo stampo (flash) e
sono sottoposte ad alti attriti, bloccando l’ulteriore fuoriuscita di materiale e
forzando il riempimento corretto della cavità. La forza necessaria alla
deformazione in questo caso è superiore a causa dell’attrito del pezzo e della
parte che fuoriesce:
/ = @ , 0 = Coefficiente correttivoo
l@
u B u 7
Osservazione: Carico di forgiatura in funzione della corsa
3. Forgiatura in stampo chiuso (closed – die forging):
È simile alla “impressione – die forging”,
ma senza la fuoriuscita del materiale. La
quantità di materiale necessaria deve
essere calcolata esattamente, così come la
deformazione per impedire il flusso di
materiale nelle giunzioni dello stampo
prima della chiusura completa. Richiede
sforzi inferiori e si raggiungono maggiori
precisioni sui pezzi.
Difetti: Una quantità eccessiva di
materiale nelle costole che
collegano parti massive in
forgiatura possono generare
problemi correlati ai fenomeni di
instabilità e provocare pieghe.
Se la zona di collegamento è
troppo spessa, il materiale in
eccesso presenta un flusso che si
va a sovrapporre alle parti già
formate, generando dei difetti
interni.
8
• Rifilatura (trimming):
È un processo di taglio per rimuovere la bava dal pezzo
lavorato per forgiatura in stampo (impression – die forging).
Generalmente viene effettuata quando il pezzo è ancora
caldo.
• Coniatura (coining): È un processo che permette di ottenere dettagli
molti fini e complicati sulla superficie del pezzo di
lavoro. Non si può far uso di lubrificanti per il
rischio che rimangano intrappolati nelle cavità dello
stampo e quindi si impedisca il completo
riempimento della cavità stessa da parte del
materiale.
• Indentatura (piercing):
Un punzone indenta la superficie dello sbozzato per
produrre una cavità con una forma specifica. Lo sbozzato
può essere vincolato nella cavità dello stampo o può
essere libero. La forza dipende dalla forma dell’area
trasversale, dalla forma del punzone, dalla tensione di
flusso del materiale e dall’attrito all’interfaccia.
Possono avere forme, capacità di carico, velocità e corse
Macchine per Forgiatura:
differenti in funzione dei processi per cui sono progettate.
1. Pressa Meccanica: Sono le velocità di
limitate in corsa,
lavoro variano da un valore massimo nella parte centrale
della corsa ad un valore nullo in prossimità del punto
morto inferiore. Alte forze possono essere applicate. Alti
ritmi produttivi (in quanto sono più facili da
automatizzare). Le capacita variano da 2.7 MN a 107 MN.
9
2. Pressa a Vite: Derivano l’energia di funzionamento dal
movimento di un volano mantenuto in rotazione che
determina lo spostamento verticale della vite alla quale
è ancorata la slitta. Sono (la massima
limitate in energia
energia di forgiatura è pari all’energia cinetica
immagazzinata nel volano posto in rotazione). Sono
adatte per produzioni di lotti di piccola quantità e di
componenti dove è richiesta un’elevata precisione
dimensionale. Hanno un campo di capacità che varia da
1.4 MN a 280 MN.
3. Pressa Idraulica: Sono caratterizzate da una bassa
velocità di lavoro e sono in quanto la forza
limitate in forza,
massima applicabile dipende dalla pressione garantita
dall’impianto idraulico. Sono in grado di utilizzare una
grande quantità di energia nella deformazione del
componente. La velocità della slitta può essere modulata
durante la corsa e questo le rende adatte sia per
operazioni di forgiatura in stampo aperto che chiuso. Il
campo delle capacità varia da 125 MN a 405 MN.
• È un processo di riduzione dell’altezza o cambio di sezione di un
Laminazione: ℎ
pezzo attraverso la pressione applicata tramite due rulli rotanti. Una striscia di
>
ℎ v
materiale di spessore entra tra i rulli e viene ridotta ad uno spessore finale
B W
mediante l’azione dei rulli che ruotano alla velocità periferica .
HP:
- Stato di Deformazione piano.
- Criterio di Von Mises.
- Il contatto tra i rulli ed il metallo
è una parte di un cerchio.
- Il coefficiente di attrito è
costante (varia lungo l’arco di
contatto).
10
Parametri geometrici: ℎ ℎ
dMassimo rapporto di riduzione: j = > B
ℎ
b >
b ∆ℎ
b x
Coefficiente d attrito: = tan w ≃
` z
b
b √z∆ℎ
=
Arco di contatto: \
b { z,C
Spessore limite di laminazione: ℎ =
c 12,8 ∙ •
|A
b 2 \
]1 ^
Pressione media sull arco di contatto: M̅ = C F {
b ` 2ℎC
3
√
b Forza: / = M̅ ∙ \ ∙ ‚
b { 1
b =/ ?
Coppia sui rulli: ƒ = 2 ∙ ∙ ∙ \
b 2 {
a Potenza applicata: „ = ƒ ∙ …
Velocità del materiale: v
Il punto dove la velocità di superficie del rullo
W uguaglia la velocità della lamiera è chiamato punto
neutro o punto di non slittamento (aderenza). Prima di
questo punto, i rulli si muovono più velocemente del
materiale dello sbozzato, mentre dopo l’asse neutro il
materiale si muove più velocemente. Le forze di attrito
prima dell’asse neutro sono maggiori di quelle che
giacciono dopo l’asse. Il risultato è una forza risultante di attrito che trascina la
lastra tra i rulli, rendendo possibile il processo di laminazione. Inoltre, la forza di
attrito risultante e la velocità sulla superficie dei rulli devono avere la stessa
direzione, quindi l’asse neutro è localizzato verso l’uscita.
Andamento della pressione:
1. La distribuzione di pressione non arriva ad un forte picco al
punto neutro.
2. L’area sotto la curva è proporzionale al carico di laminazione.
3. L’area in tratteggio rappresenta la forza richiesta per vincere
le forze di attrito.
4. L’area sotto la linea tratteggiata rappresenta la forza
richiesta per deformare il metallo nel piano di compressione
omogenea. 11
Distribuzione della pressione (adimensionale) in funzione dell’attrito:
All’aumentare dell’attrito:
- Aumenta la pressione richiesta di laminazione
- Il punto neutro si sposta verso la zona in ingresso
- Aumenta la riduzione percentuale dell’area
Al diminuire dell’attrito:
- Diminuisce la pressione richiesta di laminazione
- Il punto neutro si sposta verso la zona in uscita
- I rulli iniziano a slittare
- Diminuisce la riduzione percentuale dell’area
Tensione di Tiro e Contro – tiro: La tensione di contro – tiro può
essere generata dal controllo
della velocità di contro – tiro,
relativa alla velocità di rullo.
La tensione di tiro può essere
creata attraverso il controllo del
tiro. La tensione di contro – tiro è
„
circa due volte più efficace nel
ridurre il carico della tensione
di tiro.
Condizione d’imbocco: / = Forza d attrito
`
sin w
/ cos w ≥ „ ‡
„ = Forza Normale
W W
12
Effetti sui grani: In figura è mostrato il cambiamento
nella struttura del grano cristallino dei
metalli durante la laminazione a caldo.
La riduzione delle dimensioni di grano
nei metalli determina un aumento della
resistenza meccanica e della duttilità.
Flessione dei rulli ed imbarilimento:
Le forze che si vengono ad avere durante un
processo di laminazione tendono a deformare i rulli,
con il risultato che la striscia di materiale è più spessa
nella sua parte centrale rispetto alle estremità. Per
evitare questo problema, i rulli vengono lavorati in
modo che il diametro nella parte centrale sia
maggiore di quello alle estremità laterali. Questa
curvatura è chiamata bombatura.
Difetti: (a) Ondulazione.
(b) Difetto nella parte centrale della striscia.
(c) Difetti laterali.
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