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Soluzioni estrattive

Soluzioni estrattive sono liquidi ottenuti estraendo solo in parte il contenuto in principi attivi di una droga o liquidi in cui la droga è parzialmente solubile.

Droghe vegetali

Secondo la FU ed XII, sono da considerarsi droghe vegetali tutte le piante o parti di esse, alghe, funghi e licheni generalmente non trattati e allo stato secco, ma talvolta anche fresche. Sono da annoverarsi anche alcuni particolari essudati che non hanno subito alcun trattamento.

Alcune droghe vegetali presentano un contenuto in aflatossine, sostanze molto tossiche e cancerogene. Tra esse, la più tossica è la B1. Campioni di queste droghe devono essere manipolati sotto cappa di estrazione ed utilizzando i glow box. Il contenuto massimo in aflatossine che una droga vegetale può contenere per essere utilizzata a fini farmaceutici è riportato in FU (non più di 2 microgrammi per chilogrammo).

Le preparazioni a base di droghe vegetali si ottengono mediante processi quali la spremitura, la fermentazione, la frammentazione, la distillazione ecc. Tra esse le più comuni sono: le tisane (ottenute dalle cosiddette piante per tisane), i succhi (ottenuti per spremitura), le tinture, gli estratti, le essenze ecc.

Operazioni per ottenere una soluzione estrattiva

Si suddividono in base al tipo di droga (fresca o secca) o in base al trattamento che subisce la droga stessa (a freddo o a caldo).

Per una droga fresca, il trattamento a freddo viene fatto tramite macerazione, ottenendo i macerati (che si distinguono in base al solvente in glicerici, glicolici e alcolaturi) e le tinture madri (molto utilizzate in omeopatia).

Per una droga secca, il trattamento a freddo per macerazione con successiva percolazione ci dà le tinture (ottenibili anche solo per macerazione) e gli estratti (che si basano sulla consistenza e si dividono in fluidi, molli e secchi; mentre in base al solvente si dividono in acquosi, alcolici, idroalcolici ed eterei).

Macerazione

Consiste nel mettere a contatto con l'adatto solvente (detto mestruo) una droga vegetale, per un arco di tempo stabilito, permettendo così la liberazione dei principi attivi contenuti nella droga.

La macerazione viene utilizzata in caso di principi attivi solubili, in caso di principi attivi termolabili e nel caso in cui non siamo in possesso di percolatori. È un processo influenzato dal tipo di solvente (possono essere utilizzati anche tensioattivi, che attraverso l'abbassamento della tensione superficiale tra solvente e droga vegetale, aumentano la capacità “solvente” e la penetrazione attraverso le membrane), dalla temperatura e dal grado di suddivisione della droga (più fine è la droga, minore è il tempo di macerazione, in quanto maggiore è la superficie di polvere che viene esposta al solvente), però una maggiore finezza può comportare una minore bagnabilità della polvere.

Procedimento: si pone in un recipiente la droga...

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Scienze chimiche CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dariom_89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia e legislazione farmaceutica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Miro Agnese.
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