Tecnologia del DNA ricombinante
Ibridazione
L'ibridazione è una strategia fondamentale nella tecnologia del DNA ricombinante e rappresenta il processo attraverso il quale un frammento di DNA o di RNA con sequenza nucleotidica nota e di dimensioni variabili (sonda o probe) è utilizzato per identificare un altro frammento di DNA contenente una sequenza complementare (bersaglio).
Caratteristica essenziale per tutte le reazioni di ibridazione: sonda e bersaglio a singolo filamento. Il processo di separazione dei due filamenti di DNA è chiamato denaturazione o melting, e avviene mediante l’aumento della temperatura o mediante il trattamento con alcali (quest’ultimo però idrolizza l’RNA).
Quando il DNA sonda e il DNA bersaglio a catena singola sono mescolati, le basi complementari tenderanno ad associarsi di nuovo. Questo processo è chiamato ibridazione e può dare origine a diversi prodotti a doppio filamento:
- Un omoduplex sonda-sonda
- Un omoduplex bersaglio-bersaglio
- Eteroduplex ibrido sonda-bersaglio
L'affidabilità e la specificità del processo d’ibridazione e quindi la sua Tm (melting point) viene influenzata da vari fattori:
- La lunghezza del filamento
- La composizione in basi
- Forza ionica e pH della miscela di reazione
- Divergenza delle sequenze
- Presenza di denaturante
Marcatura delle sonde
Le sonde devono essere marcate per permetterne l’identificazione. Esistono vari modi per marcare il DNA in vitro:
- Marcatura terminale: consiste nell’attacco di un gruppo marcato ad un’estremità della sonda. Scambio del gruppo fosforico γ marcato dell’ATP con il fosfato sul terminale 5’ di un frammento di DNA. L’enzima che catalizza lo scambio è la polinucleotide chinasi.
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Marcatura mediante polimerasi:
- Utilizzando una DNA polimerasi, numerosi nucleotidi marcati possono essere incorporati in una sonda nel corso della sua sintesi.
- Questa reazione di sintesi richiede naturalmente la presenza di deossiribonucleotidi trifosfato (dNTP), di cui, in genere, uno, per esempio il dCTP, è marcato (dCTP*).
- Le sonde sintetizzate con questa tecnica hanno un’alta attività specifica, poiché, mediamente fino al 25% dei nucleotidi incorporati sono marcati.
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Una tecnica molto utilizzata per marcare un frammento di DNA da utilizzare come sonda è costituita dalla marcatura a innesco casuale (random priming).
- Questa tecnica prevede l’utilizzo di diversi esanucleotidi con sequenza casuale tale da rappresentare tutte le possibili combinazioni di basi A, T, G e C.
- Necessariamente tra questi esanucleotidi ce ne sarà almeno uno in grado di ibridare con una regione complementare su un filamento di DNA.
- La sonda che deve essere marcata viene denaturata a DNA a singolo filamento e incubata con la miscela di esonucleotidi per permettere l’ibridazione.
- Il legame di uno o più esanucleotidi a singolo filamento della sonda genererà dei punti di marcatura.