Sceneggiatura e racconto
Sceneggiatura: diversi stadi
- Idea ➔
- Soggetto: prima manifestazione concreta dell’idea. Ha un’esistenza legale. Poche righe, massimo 2 pagine, ma il soggetto di un adattamento può essere di centinaia di pagine. ➔
- Trattamento: approfondimento del soggetto. Forma ancora letteraria ma più definita. Attenzione all’ambientazione e alla precisazione delle situazioni, dialoghi già abbozzati (ancora in stile indiretto). Qualche decina di pagine. ➔
- Scaletta: il trattamento è suddiviso in scene numerate. 2 pagine, 20-30 episodi. ➔
- Sceneggiatura: sono messe in ordine tutte le scene, descritti ambienti, personaggi, eventi, dialoghi. ➔
- Découpage tecnico: le scene sono divise in immagini (inquadrature o piani) numerate, di cui si indica il contenuto, punto di vista della cinepresa, movimenti di macchina ➔
- Sceneggiatura desunta dalla copia definitiva del film: segue il film. Fatta da un critico o da uno studioso del cinema.
Caratteristiche
- Carattere “fluttuante” e instabile
- È ultimata quando le sue funzioni vengono meno, quando il film è finito
- Testo scritto realizzato in funzione di un film, fatto di immagini ➔
- Funzione pratica: indica materiali di produzione, luoghi delle riprese, attori e comparse… permette di prevedere il denaro necessario. ➔
Cinema classico e moderno
Pudovkin, cinema americano classico (dall’avvento del sonoro ➔ Robert Bresson, sceneggiature agli anni ’50), Hitchcock, molto dettagliate, ma cambia tutto durante le riprese ➔ Cinema moderno, sceneggiatura più aperta e modificabile. Nouvelle Vague.
Storia e discorso
Storia: contenuto. Concatenarsi di eventi + esistenti (personaggi, elementi dell’ambiente). Che cosa racconto ➔ Discorso: mezzi tramite cui viene comunicato il contenuto. Come. Catena di eventi, legati da una relazione di causa-effetto, che accadono nel tempo e nello spazio. ➔ Narratività: insieme di codici, procedure e operazioni, indipendentemente dal medium nel quale esse si possono realizzare, ma la cui presenza nel testo ci permette di riconoscerlo come un racconto.
Causalità e modelli narrativi
- Gardies figura minimale: equilibrio - squilibrio - riequilibrio. Equilibrio - evento o serie di eventi - squilibrio - evento o serie di eventi - riequilibrio ➔
- Greimas modello attanziale: Destinatore ➔ Destinatario, beneficia dell’oggetto. Soggetto ➔ Oggetto di valore o di eroe valore. Adiuvante ➔ Opponente, ostacola il soggetto ➔
- Propp: fiabe russe. Pur raccontando storie diverse partono da un ristretto numero di funzioni ➔
- Bartes: solidarietà interna e valore funzionale degli elementi che costituiscono un racconto. Niente è insignificante. Elementi, funzioni, indizi: fare. Fanno avanzare la storia. Stato. Arricchiscono il racconto.
Diegesi e narrazione cinematografica
Diegesi: tutto ciò che appartiene alla storia raccontata e al mondo proposto o supposto dalla finzione. Nasce da una cooperazione tra un racconto e il suo destinatario.
- Diegetico (o intradiegetico): fa parte della diegesi
- Extradiegetico: esula dalla diegesi, ma fa parte del film
Racconto cinematografico: narrazione - rappresentazione ➔ Rappresentazione teatrale. C’è un narratore istanza astratta che ci dà info su personaggi, ambienti, situazioni, azioni ➔ Cinema come nella rappresentazione. Ci sono attori che interpretano personaggi e azioni. Però il rapporto attore-personaggio è mediato da un’istanza invisibile che manipola immagini e suoni e regola il flusso delle info.
Istanze narrative
- Opera sui principi di Selezione, combinazione
- Istanze narrante (o enunciatore): narrare, mostrare, far sentire ➔
- Narratore extradiegetico: voce narrante che non appartiene a nessuno dei personaggi. Manifestazione verbale dell’istanza narrante ➔
- Narratore intradiegetico: un personaggio assume il ruolo di narratore.
Spazio del racconto
Spazio della storia ➔ Spazio del racconto: spazio diegetico rappresentato spazio che si forma sullo schermo attraverso il modo in cui il discorso articola lo spazio della storia.
- Gaudreault e Jost ➔ Identità “stesso qui”, sovrapposizione parziale tra un’immagine e l’altra ➔ Contiguità “qui”, i due spazi sono adiacenti. Articolazione di prossimità “là”, due spazi non adiacenti tra cui è possibile una comunicazione. Alterità visiva o sonora non amplificata. Disgiunzione di distanza “laggiù”, due spazi privi di comunicazione visiva o sonora diretta.
Funzioni narrative dello spazio
- Funzione attanziale (può essere destinatario, destinatore, oggetto, adiuvante, opponente)
- Funzione narrativamente attiva, quando si rapporta ai personaggi di un racconto, indicandone alcune caratteristiche ➔ Gardies rapporti spazio-personaggio. 4 modelli:
- Soggetto disgiunto dallo spazio - trasformazione - congiunzione
- Soggetto congiunto - trasformazione - soggetto disgiunto
- Soggetto disgiunto - disequilibrio - soggetto congiunto - soggetto disgiunto
- Soggetto congiunto - disequilibrio - soggetto disgiunto - soggetto congiunto
Tempo del racconto
Il tempo del film è il presente. Due tempi: tempo della storia, diegetico e tempo del discorso, del racconto, filmico ➔ Genette 3 livelli:
Ordine
- Flashback ➔ un tipo di analessi ➔
- Flashforward, un tipo di prolessi
- Sia le analessi che le prolessi si possono distinguere in:
- Esterna: l’episodio inizia e finisce prima dell’inizio del racconto
- Interna: l’episodio inizia dopo l’inizio della storia
- Mista: inizia prima e termina dopo l’inizio del racconto.
Durata
M pellicola impressionata. Durata storia=durata film. Genette: 5 diversi rapporti temporali fra durata della storia e durata del racconto:
- Pausa (TR=n, TS=0): movimenti della macchina da presa che mostrino un ambiente in cui non si svolge nessuna azione rilevante, successione di diverse immagini, campo vuoto, fermofotogramma.
- Estensione (TR>TS): slow motion (velocità immagini rallentata)
- Scena (TR=TS): in una singola immagine o in un episodio narrativo compiuto senza scatti temporali
- Sommario (TR<TS): dà vita alle sequenze, che possono essere di due tipi:
- Ordinaria, con ellissi minime
- A episodi, una serie di rapide immagini, separate da dissolvenze o panoramiche.
- Ellisse (TR=0, TS=n): funzioni: eliminare i tempi morti; accentuare il ritmo della narrazione; creare suspense; non mostrare, lasciando intendere, fatti e azioni che potrebbero turbare in una certa epoca.
Frequenza
Rapporto che si stabilisce tra il numero di volte che un determinato evento è evocato dal racconto e il numero di volte che si presume sia accaduto nella storia. Per Genette ci sono 4 possibili rapporti:
- Singolativo: racconta 1 volta quanto avvenuto 1 volta
- Singolativo: racconta n volte quanto avvenuto n volte
- Iterativo: racconta 1 volta quanto avvenuto n volte
- Ripetitivo: racconta n volte quanto avvenuto 1 volta
Focalizzazione
Modo in cui vengono regolati all’interno di un racconto i rapporti di sapere tra istanza narrante, personaggio e spettatore. L’istanza narrante sa sempre tutto, ma decide, sul piano delle strategie narrative, quando e quanto del suo sapere discernere nel corso del progredire della narrazione stessa.
- Per Genette:
- Racconto non focalizzato o a focalizzazione zero, narrazione onnisciente, il narratore dice di più di quello che sanno i personaggi;
- Racconto a focalizzazione interna, il narratore assume il punto di vista di un personaggio, dice solo quello che questo personaggio sa;
- Racconto a focalizzazione esterna, il narratore non fa conoscere i pensieri e i punti di vista del personaggio, dice meno di quanto questi sappia.
- Due varianti:
- Variabilità della focalizzazione all’interno dello stesso racconto
- Più personaggi: ci può essere focalizzazione interna rispetto a un personaggio e esterna rispetto a un altro
Ocularizzazione
Rapporto che si instaura... (testo incompleto)
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