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Interna: vedo ciò che vede le traccie di qcn che guarda

un personaggio (SOGGETTIVA) (es. deformazioni ottiche)

Secondaria: alternanza di 2

immagini che mostrano una il

personaggio che guarda e

l’altra il personaggio che è

guardato

Zero: vedo qcs Enunciazione mascherata

direttamente, senza la Enunciazione marcata

mediazione di 1 personaggio

L’inquadratura unità base del discorso filmico. Rappresentazione in

continuità di un certo spazio x un certo tempo.

Spazialmente porzione di realtà rappresentata da un certo punto di

vista e delimitata da una cornice ideale costituita dai 4 bordi dell’inq

stessa. 

Temporalmente durata compresa tra il suo inizio, che segue la fine

dell’inq prec, e la sua fine, che precede l’inizio dell’inq seg.

Piano porzione di spazio rappresentata e modalità della sua

organizzazione e composizione.

Imm filmica bidimensionaleeffetto tridimensionale nasce dal ricorso a

varie tecniche (angolazione, movimento, prof d campo) Prospettiva:

arte di rappresentare gli oggetti su una superficie piana in modo che

questa rapp sia simile alla xcezione visiva che si può avere, nella

realtà, d questi stessi oggetti.

2 livelli d un’inq:

PROFILMICO: ciò che sta davanti alla macchina da presa ed è lì

appositamente x essere filmato e fa parte della storia narrata.

Ambiente: lo spazio ambientale può essere naturale, parzialmente

modificato o interamente ricostruito (scenografia: modificazione o

creazione di un ambiente in funzione della ripresa cinematografica).

MARTIN 3 modi di concepire un ambiente:

1. Realista

2. Impressionista: costruito a partire dalla dominante psicologica

dell’azione

3. Espressionista: esplicitamente artificiale, deformato e stilizzato

in funz simbolica

Luce e colore: distinzione tra luce dietetica e etradiegetica.

BORDWELL e THOMPSON 4 caratteristiche fondamentali della luce:

1. Qualità: opposizione tra luce contrastata (netti contrasti tra zone

in luce e zone in ombra, funz di drammatizzare lo spazio) e luce

diffusa (rapp + omogenea dello spazio)

2. Direzione: l.frontale (elimina le ombre e appiattisce l’immagine),

l.laterale (scolpisce i tratti del volto e accentua il gioco luci-

ombre), controluce(stacca la fig dallo sfondo e ne evidenzia i

contornii), l.dal basso (distorce i tratti del volto creando effetti

drammatici), l.dall’alto (suggerisce la presenza d una fonte di luce

dietetica sopra al personaggio).

3. Sorgente: Key light (primaria, determina l’illuminazione dominante e

struttura le ombre principali, frontale), fill light (attenua o

elimina le ombre create dalla key light, laterale), back light

(stacca il personaggio dallo sfondo, alle sue spalle e leggermente +

in alto)

4. Colore: introdotto a metà degli anni 30, si afferma sul bianco e

nero negli anni 50 e 60.

Ruolo di primo piano nell’articolazione significante dell’immagine.

Colori caldi attraggono + d quelli freddi. Il colore può assecondare

o rovesciare i rapporti tra primo piano e sfondo. Inq con pochi

colori si leggono + rapidamente d quelle con molti colori.

CINEMA CLASSICO pone in primo piano la potenza espressiva della luce

nei processi di significazione e coinvolgimento emotivo dello

spettatore.

CINEMA MODERNO riproduce le luci così come sono

FILMICO:modi con cui vengono rappresentati gli elementi profilmici

Scala dei piani:

Campo totale

- : rappresenta x intero un ambiente e mette in campo

tutti i personaggi protagonisti della scena

Campo lungo lunghissimo

- o : porzione di spazio molto estesa.

Funz descrittiva

Campo medio

- : fig umana occupa circa 1/3 o metà della verticale dello

spazio rappresentato. Punto di vista simile a quello dello

spettatore teatrale.

Fig intera

- : fig umana occupa almeno 2/3 della verticale dell’imm.

Centralità del personaggio e suo predominio sull’ambiente.

Piano americano

- : dalle ginocchia in su

DELEUZEprimo piano come immagine-affezione, 2categorie: volto

riflessivo(pensa a qualcosa e si fissa su un oggetto-Griffith),

volto intensivo (prova o sente qcs-Ejzenstejn)

Mezza figura

- : dalla vita in su

Primo piano

- : dalle spalle in su

Primissimo piano

- : solo volto umano

Particolare

- : parte del volto o corpo umano

Dettaglio

- : piano ravvicinato di un oggetto

Angolazione: piani dal basso (potenza, superiorità), dall’alto

(debolezza, soggezione), da dx, da sx

Cornice: distinzione campo/fuori campo(elementi profilmici non inclusi

nel campo ma che hanno con questo una relazione spaziale ben precisa)

BURCH spazio fuori campo divisibile in 6 diverse aree: 4 ai lati

dell’inquadratura, una oltre la scenografia e una dietro la MdP.

Diversi modi per creare un dialogo col fuori campo:

- entrate e uscite di campo da/verso ognuna delle 6 aree (+ rara

l’uscita sul davanti)

- sguardo verso il fuori campo del personaggio, esplicita l’esistenza

di qcs che può vedere il personaggio ma nn lo spettatore

- suono-off, suono dietetico d cui l’inquadratura nn mostra la fonte

- inquadrature che tagliano il corpo d un personaggio, tenendone in

campo solo una parte

Soggettiva: punto d vista d un personaggio

BRANIGAN schema costruzione soggettiva: 1.Punto, 2.Sguardo,

3.Transizione, 4.Posizione della MdP da cui si guarda, 5.Oggetto,

6.Consapevolezza della presenza del personaggio

Semisoggettiva inquadratura che pur rappresentando lo sguardo di un

personaggio nn ne rispetta la posizione

Falsa soggettiva simula un carattere d soggettiva x poi rivelarsi, o

trasformarsi nel corso della sua durata, in piano oggettivo

Movimenti di macchina: determinano la dinamicità del filmico.

Panoramica

- : la MdP, fissata su un cavalletto, ruota sul proprio asse

in senso orizzontale o verticale. Tende a esprimere un punto d vista

sogg

Carrellata

- : la MdP è sistemata su un carrello che corre su binari o

su un veicolo a pneumatici (camera car). Può essere in avanti,

indietro, a dx, a sx, obliqua, circolare, aerea (con un aeroplano o

un elicottero), laterale(la MdP si muove parallelamente al

personaggio e lo riprende d profilo), a precedere (precede il

personaggio inquadrandolo frontalmente), a seguire (lo segue

inquadrandolo d spalle).

Carrellata ottica

- : la MdP nn si muove, zoom in avanti o indietro

attraverso la variazione della lunghezza focale dell’obiettivo.

Rappresentazione dello spazio + appiattita e artificiale

Travelling

- : movimenti + complessi, con possibilità d far salire e

scendere la MdP con gru, dolly(la MdP è fissata su un braccio mobile,

collocato su una piattaforma sistemata su un veicolo a ruote),

steadicam(intelaiatura con un sistema d ammortizzatori, indossata

direttamente dall’operatore, su cui è fissata la MdP), luoma(braccio

meccanico in grado di spostare di spostare la MdP in qualsiasi

direzione, fino a un’altezza d 7m)

macchina a mano

- Movimento ottenuto con la , con sbalzi e scossoni,

discontinuo e irregolare

- Correzione di campo o re-inquadratura: brevi movimenti della MdP

rapportati a quelli di un personaggio. Compito di mantenere

l’equilibrio e la centratura del piano nonostante gli spostamenti

profilmici.

Il Montaggio unire la fine d un’inquadratura con l’inizio della successiva.

Funz connettiva: mette in relazione 2 o + elementi tra loro sia sul piano

diegetico (il pers dell’inq A e quello dell’inq B), che su quello discorsivo

(l’angolaz dall’alto in A e quella dal basso in B), che su quello dietetico-

discorsivo (il pers ripreso dal basso in A e quello dall’alto in B)

Assente nei primi film di Lumière o Méliès (un solo piano, di 1min circa, in

campo medio senza movimenti della MdP) e nei film più lunghi, con + scene

girate su un’unica inquadratura, in cui il mont interveniva solo nel collegare

tra loro queste scene.

Inizia con la scuola inglese e nel periodo d transizione tra il cinema classico

e quello holliwoodiano (1909-1916).

STACCO passaggio diretto e immediato da un piano al successivo.

3

DISSOLVENZA forme: d’apertura, in chiusura, incrociata. Molto usata nel

cinema classico.

IRIS un foro circolare si apre si chiude intorno

a un’immagine

 Cadute in disuso

TENDINA la nuova immagine si sostituisce alla

precedente facendola scorrere via dallo

schermo. 

PIANI D’AMBIENTAZIONE inquadratura descrittiva che avvia una scena

introducendone i caratteri ambientali.

SPAZIOil montaggio ha la funzione di articolare lo spazio diegetico in varie

unità, privilegiando di volta in volta quelle che appaiono più importanti e

mettendo così in rilievo gli eventi o gli esistenti che occupano o

rappresentano quelle diverse unità.

C’è un ambiente (spazio diegetico) e una rappresentazione d questo ambiente

attraverso una successione d inquadrature (spazio filmico). 2possibilità d

segmentazione dello spazio (décuopage):

1. A un piano d’insieme dell’ambiente seguono una serie d inquadrature che lo

frammentano

2. Lo spazio d’insieme è costruito attraverso una serie d inquadrature parziali

che ne mostrano sempre e solo una parte e mai la sua globalità

TEMPOil montaggio decide la durata d ogni singolo piano.

Consente d determinare il rapporto tra l’ordine degli eventi della storia

(fabula) e quello dell’intreccio.

Il cinema classico preferisce una struttura lineare e cronologica.

Montaggio ellittico montaggio d contrazione temporale che omette il superfluo

e ciò che il film non vuole mostrare. L’ellissi si può indicare con

dissolvenze, stacchi, espedienti di messa in scena, campi vuoti, inserti,

sequenze a episodi(brevi scenette separate da effetti ottici che si succedono

in ordine cronologico)

Estensionet.discorso + lungo del t.storia. Slow motion, fermofotogramma e

overlapping editing(la parte finale dell’azione rappresentata in un piano viene

nuovamente mostrata in quello successivo.

Montaggio alternatoalterna inq d 2 o + eventi che si svolgono in luoghi

diversi contemporaneamente e sono destinati a convergere in 1 stesso spazio.

Narratore onnisciente.

MONTAGGIO NARRATIVO E DECOUPAGE CLASSICO

Cinema classicoproduzione hollywoodiana tra 1917 e 1960. Dar vita a uno

spettatore inconsapevole che si proietti nella vicenda narrata e si identifichi

coi protagonisti del racconto. Montaggio invisibile, deve rispettare l’unità di

azione, luogo e tempo e include uno spettatore invisibile situato in ogni piano

nel migliore punto d vista possibile.

RACCORDI:

- di sguardo

- sul movimento

- sull’asse: 2 movimenti successivi d un’azione sono mostrati in 2 inq, la

2^ delle quali è ripresa sullo stesso asse della prima, ma + vicina o

lontana al sogg agente.

- sonoro

- d posizione: 2 pers ripresi in un’inq uno a dx e l’altro a sx, devono

mantenere la stessa posizione in quella successiva

- d direzione: un pers che esce di campo a dx in un’inq dovrà rientrare a sx

nella successiva.

Sistema dello spazio a 180° scavalcamento d campo possibile solo posizionando

la MdP sulla linea o usando inserti, o se è motivato.

MONTAGGIO CONNOTATIVOcostruzione del significato (Ejzenstejn)

Effetto Kulesov l’associazione di 2 immag può produrre un senso ≠ da quello

che ognuna d esse ha presa in sé e x sé.

X EJZENSTEJN il cinema non può limitarsi a riprodurre il reale, deve

interpretarlo. Conflitto tra 2 inq che si trovano l’una accanto all’altra, sia

nel passaggio da 1 piano all’altro, sia in una stessa inq. Può essere:

- conf delle direzioni grafiche (delle linee)

- conf dei piani (tra loro)

- conf dei volumi

- conf delle masse (dei volumi sottoposti a diversa intensità luminosa)

- conf degli spazi, ecc…

(E.) Montaggio intellettuale, dar vita a una situazione in cui il conflitto

serve a creare nuovi concetti, nuove visioni.

Inquadratura: cellula del montaggio; deve, da una parte, mettere in gioco gli

stessi elementi di conflitto propri del montaggio e dall’altra essere

strutturata in rapporto alle inq che la precedono e la seguono..

Il mont ha un ruolo centrale anche sul piano della costr dei rapp

audiovisivi:il rapp tra suono e immag nn deve limitarsi alla riproduzione del

reale ma darcene il senso.

MONTAGGIO FORMALE

Funz estetica del mont porre in 1°piano effetti d tipo formale, attraverso

l’accostamento d immag che instaurano tra loro un rapp d volumi, superfici,

linee, punti, al di là della natura concreta degli ogg rappresentati

OZU modo d riprendere i dialoghi che frequentemente gioca sulla ricerca d

associazioni e sovrapp d tipo formale. Rifiuta i modi usuali del campo e

controcampo ponendo la MdP nn a fianco dei 2 personaggi che dialogano ma

sull’immaginaria linea che li unisce.

Componenti ritmico-temporali: 3 forme ritmiche predominanti:

1. ritmo regolare, success d brevi inq della stessa durata

2. ritmo accelerati, piani sempre + brevi

3. ritmo irregolare, le inq che si succedono hanno durate molto diverse

MONTAGGIO DISCONTINUOtrasgredisce le regole della continuità classica:

- violazione del sist a 180° (TATI e OZU, rapp dello spazio a 360°)

- falso raccordo: 2 diverse forme d raccordi irregolari:

1. altera il principio del cinema classico x cui 2 inq consecutive

dello stesso pers o ogg devono essere differenziate sul piano

dell’angolazione (almen0 30°) e della distanza

2. + piani d 1 stesso personaggio si succedono mostrandolo in luoghi e

tempi diversi (discontinuità sul piano spaziale e temporale)

- inserti non diegetici, interrompono la regolare e continua successione d

inquadrature attraverso piani estranei allo spazio e tempo del racconto

- discontinuità temporale: flashback, flashforward, discontinuità di frequenza

(ciò che accade 1 volta nella storia può essere rapp + volte)

- estensione

MONTAGGIO PROIBITO

BAZIN(estetica normativa)negazione del montaggio, 2 postulati base:

1. cinema deve rappresentare il reale nel rispetto delle sue caratteristiche

essenziali

2. nella realtà nessun avvenimento ha un senso determinato a priori;

ambiguità del reale.

Il cinema deve riprodurre il mondo reale nella sua continuità fisica ed

evenemenziale, nel rispetto fotografico della continuità spazio-temporale.

Profondità d campo: immagine in cui tutti gli elementi rappresentati, sia

quelli in 1°piano sia quelli sullo sfondo, sono perfettamente a fuoco. +

significati insieme, > tempo d lettura.

Piano sequenza:mantiene la continuità spazio-temporale della realtà, nn +

spezzettata dalla succ delle inq; lo spazio è rappr x blocchi unitari e siamo

noi a doverne cogliere gli elementi significanti. > realismo

Critiche a Bazin:

1. realtà rappresentazione. Anche prescindendo dal montaggio ogni imm

cinematografica è rappresentazione della realtà.

2. esistono piani sequenza e messe in scena in profondità che impongono una

lettura univoca tanto come nel découpage classico. C’è montaggio

internocostruito all’interno d 1 solo piano

Suono e Immagine

Il cinema nasce come success d immag prive d accompagnamento sonoro

registrato. In molte sale c’era un pianista o un’orchestra.

Il primo film con un commento sonoro registrato direttamente sulla

Don Giovanni e Lucrezia

pellicola, ma ancora privo d dialoghi, fu

Borgia , diretto da Alan Crosland(1926).

Agli inizi degli anni ’30 in America (un paio d’anni dopo in Europa) il

cinema muto era stato totalmente abbandonato.

Inizialmente l’affermarsi del sonoro determina un arretramento rispetto

alle capacità linguistiche e espressive del cinema muto (le attrezzature

ponevano notevoli problemi alle riprese), ma in poco tempo i nuovi

progressi tecnici permettono al cinema sonoro d aumentare le proprie

possibilità espressive.

Fine anni ’20 nasce la colonna sonora del film, formata da parole,

rumori, musiche.

FUNZIONI DEL SUONO

- valore aggiunto valore espressivo e informativo d cui un suono

arricchisce un’immagine.

- Attutire l’effetto d rottura degli stacchi o, al contrario,

accentuare gli stacchi x creare un particolare effetto drammatico

- Suggerire la distanza della sua sorgente

- Supercampo campo audiovisivo determinato nn solo da ciò che

l’immag c mostra, ma anche dal suono ambiente che proviene dagli

altoparlanti dietro lo schermo e da quelli disseminati nella sala

Il suono è sottoposto a un processo d selezione e combinazionemontaggio

sonoromissaggio; insieme al montaggio visivo dà vita a un’unica forma d

montaggio montaggio audio-visivo.

Spazio. Distinzione tra:

- Suono diegetico

- In campofonte all’interno dell’inq (in)

- Fuori campofonte esterna all’inq (off)

- Suono extradiegetico (over)

CHION 3 particolari suoni:

- suono ambienteavvolge una scena

- suono internoproviene dalla realtà interna del personaggio

- suono on the airtrasmesso da strumenti come una radio, un

telefono… La loro sorgente ultima può essere in campo, ma la

sorgente primaria è fuori campo.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Tecniche e Linguaggi del Cinema e dell'Audiovisivo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Manuale del Film, Rondolino consigliato dal docente di Donato. Gli argomenti sono: sceneggiatura e caratteristiche, racconto cinematografico, cinema moderno, montaggio narrativo e docoupage classico, suono e immagine, analisi del film.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura, musica e spettacolo
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche e linguaggi del cinema e dell'audiovisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Di Donato Mauro.

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