Tecniche grafiche di stampa
Esame e prodotti
4 prodotti non stampanti ma file (pdf): due monografie 12 pg su Leonardo Da Vinci.
Realizzazione maglietta stampa solo fronte e produzione in serigrafia
Test: 20 domande, mezzo punto x ogni domanda, se si sbaglia -1.
Softproofing: prova colore
Lezione 1: Il colore
Principi di colorimetria e produzione del colore. Colore viola e verde su fondi diversi danno l’impressione di essere diversi. Il rosso se sovrapposto con colori uguali ma in maniera opposta appare diverso. La definizione di un colore risulta spesso vaga ed estremamente soggettiva. Il colore è la sensazione fisiologica che il nostro cervello utilizza per riconoscere gli oggetti che ci circondano.
- Una sorgente luminosa emette una luce
- Un oggetto la riflette modificandola secondo le sue caratteristiche superficiali
- L’occhio umano la trasforma in stimolo percettibile dal cervello
- Il cervello elabora le informazioni e genera la sensazione cromatica
Se vado a modificare una di quelle parti non avrò la stessa visione, se vado a modificare la luce avrò un risultato diverso.
La radiazione elettromagnetica
Teoria corpuscolare, flusso di particelle che viaggiano alla velocità di 300.000 km/s “velocità della luce”. Teoria ondulatoria, onde elettromagnetiche che partono da una sorgente e viaggiano alla velocità 300.000 km/s. La luce è un fenomeno ondulatorio dotato di una frequenza. Si definisce luce una radiazione elettromagnetica la cui lunghezza d’onda varia tra 380nm e 770nm e che, di conseguenza, ha la capacità di suscitare al nostro occhio l’effetto di brillanza.
- Colori caldi: Le luci con lunghezza d’onda maggiore (giallo, arancio, rosso)
- Colori freddi: Le luci con lunghezza d’onda minore (Viola, Indaco, blu)
Le illuminanti CIE
Commission International de L’Eclairage: sorgente luminosa che nel 1931 ha definito la composizione spettrale degli illuminanti normalizzati, noti come:
- Illuminante A
- Illuminante B
- Illuminante C temperatura di colore Tc=2856 K
Illuminante A: rappresentato da una lampada di tungsteno, riempita di gas funziona alla (dominante giallo rossa), è fisicamente realizzabile e pertanto una sorgente vera e propria. Temperatura colore Tc=4750 K. Illuminante B: è l’illuminante A filtrata mediante un filtro di ben determinata chimica (tendente bianco giallo), approssimativamente luce solare di mezzogiorno. Temperatura colore Tc=6744 K. Illuminante C: è l’illuminante A filtrata mediante un filtro di composizione chimica simile al B (Colore bianco azzurro), luce cielo coperto.
Illuminanti D50 - D65: proposti nel 1965 dalla CIE, composizione simile a quella della luce diurna.
- D50 bianco neutro appena caldo: Per ciò che riguarda la stampa
- D65 bianco leggermente freddo (viene utilizzato nel settore dell’imballaggio perché più simile a condizioni di illuminamento dei prodotti nei supermercati)
Color specification
Per definire un colore si ha bisogno di metodi oggettivi, basati su una descrizione numerica, serve per definire il colore in maniera univoca.
- Color differèce: valuta lo scostamento cromatico (rispetto a un colore campione), da anni ormai si utilizzano strumenti specifici (spettrofotometri e colorimetri) per misurare i riferimenti e valutare il prodotto finale rispetto ad uno standard.
- Color apparence: per valutare il risultato della produzione a colori di un’immagine, il problema diventa molto più ampio. Partendo dal presupposto che la riproduzione a mezzo stampa, illuminata per riflessione, non possa essere oggettivamente uguale ad un fotocolor, analizzato con luce trasmessa, entra in gioco il concetto di “percezione del colore”.
Dovremo quindi stabilire se vengono ancora percepiti come concordanti i singoli colori associati agli oggetti riprodotti rispetto a quello dell’originale (fotocolor).
I sistemi di specifica del colore
- Sistema mediante campioni colorati: Pantone
- Sistemi numerici: ci permette di andare a definire realmente cos’è il colore
Sistemi per campioni colorati
Tutti devono avere lo stesso campionario per vernici, pitture murali, stoffe, fili colorati. Campionario pantone: Coated e Uncoated. Carta patinata: coated. Carta naturale/usomano: uncoated.
Sistemi per colore campionati
Ogni campione è classificato con una sigla. I limiti di questo sistema sono evidenti:
- Tutti devono avere lo stesso identico campionario
- Non è possibile definire i colori assenti dal campionario
- Non è certa la definizione dei colori intermedi tra due di quelli presenti nel campionario
- La valutazione è effettuata per comparsa visiva
- Non è sempre certa la stabilità nel tempo dei colori di un campionario
Sistema Pantone
I colori sono ottenuti grazie all’utilizzo di 9 inchiostri di base (YELLOW, WARM RED, RUBINE RED, RHODAMINE RED, PURPLE, VIOLET, REFLEX BLU, PROCESS BLU, GREEN), vengono mescolati tra loro con un inchiostro bianco trasparente o nero. Le miscele ottenute vengono numerate con una codifica di 3 o 4 cifre seguite dalla lettera C (Coated) o U (uncoated).
Sistemi numerici
Vengono classificati con tre numeri. Valutazione oggettiva. (GUARDARE SCHEDA)
Sistema CIELAB
Questi sistemi sono in grado di definire univocamente una sensazione di colore cromatica classificandola con tre numeri. Dispone tutti i colori in modo ordinato all’interno di uno spazio a tre dimensioni e lo specifica usando le coordinate di quello spazio. Mediante una misurazione con lo spettrofotometro si ottengono tre numeri.
- 3 piani: 0 è nero e 100 è bianco.
- L=0=NERO L=100/BIANCO
I sistemi di riproduzione del colore
Sintesi additiva: RGB
Un modello cromatico additivo è basato sulla luce emessa direttamente da una sorgente o una qualsiasi fonte di illuminazione. Il processo di riproduzione additiva inizia dal nero o dall’assenza di colore. Per ottenere il colore desiderato vengono quindi aggiunte combinazioni di colore rosso, verde e blu (RGB). I monitor dei computer e i televisori rappresentano l’applicazione più comune di colore additivo. Per ottenere il bianco devo avere tutta la luce, si basa su rosso verde blu.
Sintesi sottrattiva: CMYK
Inizia dal bianco o dalla riflessione di tutti i colori. Vengono quindi aggiunti i coloranti, che spostano i valori di riflessione e producono il colore desiderato. Questo modello viene utilizzato per miscelare vernici, tinte, inchiostri e coloranti naturali al fine di creare una gamma di colori.
Esacromia
Rappresentazione a 6 colori. Si indica il sistema di conversione dell’immagine in più di 4 monocromi di stampa, risponde a 3 diverse esigenze:
- Aumentare lo spazio colore nella riproduzione stampata
- Ottimizzare la stampa a colori in condizioni particolari (ink-jet)
- Ottenere effetti particolari con l'uso di inchiostri speciali (flourescenti, metallicini, vernici)
Guardare SLIDE
Esacromia ink-jet
È una tecnica di esacromia, usata nel settore ink-jet, consiste nell’utilizzare 3 cartucce CMY ad alta concentrazione di colorante contemporaneamente ad altre 3 cartucce CMY a bassa concentrazione. Il RIP che gestisce la stampante stabilisce quale dei due primari è vantaggioso utilizzare per la qualità dell’immagine, la velocità di asciugamento e il risparmio economico.
Color management system
I suoi principali compiti sono:
- Garantire la corretta definizione di un colore sia RGB che CMYK per riprodurlo correttamente
- Mantenere il colore inalterato quando si passa da un dispositivo ad un altro
Perché CMS? Insieme di strumenti software progettati per allineare le capacità di riprodurre il colore degli scanner, monitor, stampanti tradizionali e digitali ed assicurare che un colore venga riprodotto nel modo più coerente possibile.
4 componenti base
- PCS (profile connection space), detto cuore del CMS, consente di specificare il colore in modo numerico utilizzando i modelli CIEXYZ o CIELAB.
- Profilo: descrive la relazione tra dispositivi RGB e CMYK definendo i valori numerici da assegnare all'interno dei due modelli descritti.
- CMM: Il Color Management Module chiamato anche “Motore colore”, è un software che converte i dati colorimetrici RGB e CMYK da un profilo all’altro.
- Intento di rendering: sono 4 diverse regole che definiscono come trattare i colori fuori gamma.
Prima fase della gestione del colore
Calibrazione (Linearizzazione): Consente di ottimizzare la risposta della macchina rispetto alle richieste dei dati in input. La calibrazione viene effettuata tramite l’uso di densitometri o spettrofotometri e mediante specifici software, misurando i valori tonali su appositi test contenenti tacche colorate. Una volta ottenute le condizioni ottimali di lavoro si può procedere alla fase di caratterizzazione. Caratterizzare o profilare significa ottenere una descrizione delle periferiche usate mediante valori di colorimetria. Si ottiene il gamut della periferica, ossia l’insieme dei colori riproducibili nelle condizioni ottimali, traducibile con la creazione di un profilo ICC.
Quando codifico un’immagine con RGB o CMYK non descrivo in modo qualitativo il colore ma solamente quantitativo.
Lo spazio colore
Per spazio colore si intende la porzione di spazio cromatico che contiene i colori riproducibili in una ben definita situazione. Il gamut è il volume occupato da un determinato spazio colore. Spazi colori diversi avranno gamut diversi più o meno estesi.
Lezione 2: Calibrazione
Calibrazione con programma I1profiler
Caratterizzare o profilare significa ottenere una descrizione delle periferiche usate mediante valori di colorimetria. Si ottiene il gamut della periferica, ossia l’insieme dei colori riproducibili nelle condizioni ottimali, traducibile con la creazione di un profilo ICC. Selezionare la tipologia di strumento che sto andando a selezionare nella pagina principale.
Ci permette di selezionare il tipo di bianco. D55 o D65? D65 Luminance / candele: 120cd/m2 Gamma tonale: 2.20
AVANTI Andare su: Preferenze desktop screen saver never. Energy server: Never Per rappresentare il colore in modo qualitativo bisogna confrontarli con i profili colori La provenienza = profilo colore. Cosa contiene la provenienza? Le regole che caratterizzano il pomodoro, scusate, l’immagine “sono sRGB oppure adobe RGB
Lezione 3: Progetti in stampa offset
5 mm di abbondanza. Lo spazio colore: porzione di spazio cromatico che contiene i colori riproducibili in ben definita situazione. Intento di rendering: sono 4 diverse regole che definiscono come trattare i colori fuori gamma.
PRIMA COSA DA FARE QUANDO SI APRE PH: impostazione colore SENZA ASTERISCO: IMMAGINE PROFILO CORRISPONDENTE ALLO SPAZIO COLORE (*) dentro la parentesi PROFILO COLORE DIVERSO ALLO SPAZIO COLORE (#) dentro la parentesi NON HA PROFILO COLORE ()* fuori dalla partenti: SERVE PER FARTI CAPIRE CHE NON HAI SALVATO IL FILE Conversione e assegnazione sono due cose diverse Per assegnare: edit assign profile. Aprire info e poi info panel options.
Assegnazione prende i numeri lab e li sposta da un profilo ad un altro e non li modifica, rimangono gli stessi valori lab mentre adobergb non può essere rappresentato. VIEW: GAMUT WARNING: ci dice che quei colori non sono in gamma, quindi non possono essere rappresentati.
Lezione 4: Gestione colore
Disattivando la gestione di rib (gestione dei colori) accade questo: L’immagine viola ha dei dati di calorimetria sballati. Disattivando la gestione dei colori. L’assegnazione tiene i valori di colorimetria e va ad assegnare altri profili colori. La conversione cerca di tenere la corrispondenza cromatica di quello che vediamo e va ad aggiustare i numeri.
MAC Windows
I profili colori si registrano su: vai alla cartella /Library/ColorSync/Profiles - tasto destro installa profilo (Windows/System32/Spool/Driver/Color)
Gestione colore negli applicativi Adobe
I valori Lab sono importanti per rappresentare correttamente quel colore. Se il file riporta al proprio interno, incorporato, il profilo ICC di riferimento la trasformazione Lab è effettuata correttamente e i valori Lab sono condivisi con il sistema operativo per gestire, ad esempio, la coppia scheda video/monitor per la visualizzazione. Impostare il file su PRESTAMPA EUROPA 3 sempre.
Se all’interno del file non è incorporato il profilo ICC, Photoshop attuerà comunque operazioni alternative che gli permetteranno di ricavare (o meglio ipotizzare) i valori Lab corrispondenti, sempre per condividerli con il sistema operativo. Per questo motivo è importante impostare correttamente il pannello Impostazioni Colore: per far sì che Photoshop segua regole e strategie controllate da noi in modo da tenere sotto controllo la gestione del colore.
Panello di controllo
Gli spazi di lavoro identificano i profili ai quali farà riferimento l’applicazione quando si crea un documento nuovo oppure quando si apre un’immagine che non ha incorporato un profilo, sono modificabili:
- Disattivato: non considera eventuali profili incorporati: la cromia dell’immagine viene visualizzata facendo riferimento al profilo incorporato nello spazio di lavoro
- Mantieni profili incorporati: mantiene il profilo incorporato nell’immagine, segnalando la differenza con lo spazio di lavoro aggiungendo il carattere * a fianco del nome nella barra del titolo della finestra immagine
- Converti nello spazio di lavoro (in questo caso RGB): converte i colori dell’immagine dal profilo incorporato al profilo previsto come spazio di lavoro
Con i due menù a tendina si possono scegliere il “motore” di CMS e l’intento di rendering. L’intento di rendering permette di gestire in modo diverso i colori fuori gamut ovvero i colori che non sono presenti nel profilo colore di destinazione. Di seguito una breve descrizione:
- Colorimetrico relativo: porta tutti i colori fuori gamut sul bordo del gamut del profilo di destinazione, lasciando inalterati gli altri colori. I punti di bianco dei due profili vengono fatti coincidere.
- Colorimetrico assoluto: come il relativo porta tutti i colori fuori gamut sul bordo del gamut del profilo di destinazione, lasciando inalterati gli altri colori ma i punti di bianco dei due profili rimangono inalterati.
- Percettivo: modifica tutti i colori, sia in gamut che fuori, per mantenere la differenza visiva fra due colori.
- Saturazione: simile al percettivo, porta i colori alla massima saturazione possibile
Assegna il profilo e converti in profilo
“Assegna profilo cambia i colori del documento senza cambiare i numeri; Converti in profilo cambia i numeri del documento senza cambiare i colori”. Sappiamo che il gamut di CMYK e quello RGB sono diversi, questo implica che un’immagine codificata in una qualche variante di RGB che contenga dei colori che cadono fuori dal gamut dello spazio CMYK di destinazione subirà una modifica del suo aspetto nella conversione.
Soft e hard proof
Le prove colore che si basano sulla simulazione di una macchina da stampa (stampe basate su profili ICC e fatte con inchiostro e RIP, non cromali o approval) possono essere classificate in:
- Soft proof: le prove colore fatte con un monitor
- Hard proof: le prove colore fatte con una stampante
Per una buona stampa, i colori della prova al pc e della stampa devono essere uguali. È necessario che il gamut di quest’ultima periferica contenga tutto il (o gran parte del) gamut della macchina da stampa.
Una prova colore basata sui profili ICC consiste di due conversioni di colore, una successiva all’altra.
Prima conversione (separazione)
La prima conversione replica quella che sarà fatta durante la stampa effettiva, ed è determinata dai seguenti parametri:
- Profilo di origine: il profilo dell’immagine originale (per esempio Adobe RGB)
- Profilo di destinazione: il profilo di una macchina da stampa da simulare (per esempio Euroscale coated)
- Intento di rendering: la scelta dipende dalle caratteristiche dell’immagine; normalmente cade su colorimetro relativo (con o senza compensazione del punto nero), oppure su percettivo
- Motore di colore: quello scelto nelle «Impostazioni colore»
Questo primo passaggio è la conversione in quadricromia se l’immagine è RGB (da RGB a CMYK) o il repurposing (riseparazione) se l’immagine è CMYK (da CMYK dell’immagine a CMYK della macchina da stampa).
Seconda conversione (simulazione)
A questo punto è necessario simulare i colori della periferica finale mediante la periferica con la quale si simula, e questo si realizza con una seconda conversione ed è determinata da questi parametri:
- Profilo di origine: il profilo della macchina da stampa (per esempio Euroscale coated)
- Profilo di destinazione: il profilo della periferica di prova (cioè il profilo di un monitor o di una stampante)
- Intento di rendering; motore di colore: quello scelto nelle «Impostazioni colore»
In questa seconda conversione si può usare come intento di rendering il colorimetro relativo (con o senza compensazione del punto nero) oppure il colorimetro assoluto. Poiché il risultato deve essere una simulazione, gli altri intenti di rendering (cioè percettivo e saturazione) non sono utilizzabili. Se si usa l’intento di rendering colorimetrico assoluto si avrà una corrispondenza «colorimetricamente» esatta, cioè i colori della macchina da stampa, in particolare il colore della carta e il colore dell’inchiostro nero (cioè il colore più chiaro e il colore più scuro) sono esattamente simulati sulla periferica di simulazione. Se viene usato l’intento di rendering colorimetro relativo, il colore dell’inchiostro nero è ancora simulato, ma il colore della carta della periferica da simulare no.
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