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FIGURE RETORICHE

Hysteron Proteron: (dal greco hysteron proteron, "l'ultimo come primo") consiste nell'inversione

dell'ordine temporale degli avvenimenti, per cui viene posto prima ciò che logicamente andrebbe posto

dopo, per conseguire un particolare effetto espressivo.

Interrogazione Retorica: proposizione espressa in forma interrogativa, che non chiede però

risposta in quanto la contiene già in sé, affermativa o negativa; serve ad aggiungere efficacia

all'argomentazione e a indurre il lettore o l'interlocutore ad accogliere la nostra opinione.

Inversione: fenomeno linguistico consistente nello spostamento degli elementi costitutivi di una frase

in una disposizione che capovolge la normale struttura sintattica, per conferire all'elemento anteposto un

particolare risalto espressivo. Così ad esempio nel seguente celebre verso si ha una evidente inversione

nell'ordine normale dei singoli termini della frase:

Dolce e chiara è la notte e senza vento (G. Leopardi)

Invettiva: consiste nel rivolgersi improvvisamente e vivacemente a persona o cosa presente o assente,

con un tono di aspro rimprovero o di accusa, come nei versi danteschi:

Ahi Pisa, vituperio delle genti del bel paese là dove 'l si suona...

Ipallage: (dal greco hypallassein, "scambiare") (vedi anche Enallage, figura retorica con cui l'ipallage

spesso coincide):figura retorica che consiste nell' attribuire a un termine di una frase qualcosa

(qualificazione, determinazione o specificazione) che logicamente spetterebbe a un termine vicino. Così

nei versi di G. Pascoli

un ribatte / le porche con la sua marra paziente,

l' aggettivo "paziente" è riferito all'arnese "marra" ma logicamente va riferito a essere umano, cioè al

contadino che usa la marra e che è paziente.

Iperbato: rottura dell'ordine naturale della frase o del periodo per ottenere particolari effetti di

espressività.

Iperbole: consiste nell'esprimere in termini esagerati un concetto per difetto o per eccesso.

Ipostasi: (dal greco hypostasys, "materia condensata") nell' ambito della linguistica indica il passaggio

di una parola da una categoria grammaticale a un'altra. Come figura retorica indica la concretizzazione e

personificazione di un concetto astratto.

Ipotiposi: (dal greco hypotyposis, "abbozzo") figura retorica che consiste nel descrivere qualcuno con

particolare evidenza, vivacità e concretezza di particolari.

Ironia: consiste nell' affermare una cosa che è esattamente il contrario di ciò che si vuole intendere. Si

tratta di un tipo di comunicazione che richiede nel lettore e nell'ascoltatore la capacità di cogliere

l'ambiguità sostanziale dell'enunciato.

Isocolon: (dal greco isókôlon, "stesso membro") figura della retorica classica, che consiste nella

perfetta corrispondenza fra due o più membri di un periodo, per numero e disposizione di parole.

Isterologia: (dal greco, hysteron "posteriore" e lógos "discorso") figura retorica che consiste

nell'invertire l'ordine logico delle frasi, anticipando ciò che si dovrebbe dire dopo.

Iterazione: ripetizione di parole o di frasi, spesso con valore espressivo così da costituire una figura

retorica.

Litote: attenuazione di un concetto mediante la negazione del contrario, come nella frase:

FIGURE RETORICHE

Don abbondio non era nato con un cuor di leone

dove s'intende che era poco coraggioso (Manzoni).

Metafora: (trasposizione) sostituzione di un termine con una frase figurata legata a quel termine da un

rapporto di somiglianza, ad esempio: Stanno distruggendo i polmoni del mondo, in cui "i polmoni del

mondo" sta per "boschi".

Metonimia o metonomia: consiste nell'usare il nome della causa per quello dell'effetto, per

esempio: "vive del suo lavoro" significa che "vive del denaro guadagnato grazie al suo lavoro".

Omoteleuto: utilizzo di termini vicini o successivi che terminano con lo stesso fonema finale.

Onomatopea: (dal greco onoma, "nome" e poièo, "faccio") è un vocabolo o un'espressione che tenta

di riprodurre per mezzo del suono una determinata imitazione. Ad esempio din-don riproduce il suono di

una campana.

Ossimoro: (dal greco oksymoron, composto di oksys, "acuto" e morós, "sciocco" come modello di

unione di concetti discordanti) forma di antitesi di singole parole che vengono accostate con effetti

paradossali (es. paradiso infernale, ghiaccio bollente).

Paradosso: (dal greco para "contro" e doxa "opionione") figura retorica consistente in un'affermazione

che appare contraria al buon senso, ma che in realtà si dimostra valida a un'attenta analisi. Nell'ambito

della letteratura, si chiama in questo modo un'opera che presenti situazioni assurde e incredibili, in

contrasto con il buon senso e con le convenzioni culturali di una determinata epoca.

Paragoge: (dal greco paragogè, "aggiunta") consiste nell'aggiungere un fonema alla fine di una parola.

È presente soprattutto nella lingua arcaica e poetica (virtude per virtù).

Paronimia: (dal greco para "vicino" e onoma "nome") accostamento di due o più parole di suono

simile, ma di diverso significato. Es. Traduttore traditore.

Paronomasia: accostamento di parole che hanno suono simile ma significato diverso usate con

l'intento di ottenere particolari effetti fonici. Es. Amore amaro.

Perifrasi: (dal greco periphrasis, "locuzione intorno") detta anche comunemente "giro di

parole",consiste nell' usare, invece del termine proprio, una sequenza di parole per indicare una persona

o una cosa (il ghibellin fuggiasco per Dante).

Personificazione o Prosopopea: (dal greco prósopon, "volto" e poiéin, "fare") figura retorica, di

gusto classico, consistente nell'introdurre a parlare un personaggio assente o defunto, o anche cose

astratte e inanimate, come se fossero persone reali.

Molti e celebri sono gli esempi, che evidenziano come la poesia abbia sempre fatto un largo uso di una

simile tecnica espressiva, dalla personificazione della Fama nell'Eneide virgiliana, a quella della Frode

nell'Orlando Furioso di L. Ariosto, fino ai cipressi introdotti a parlare in una celebre lirica (Davanti San

Guido) di Carducci.

Pleonasmo: ridondanza che consiste nell'utilizzo di un termine superfluo. Es. A me mi piace.

Polisindeto: contrario dell'asindeto e consiste in una sequenza molto marcata di congiunzioni fra due

o più parole o enunciati.

Poliptoto: figura retorica che consiste nel ripetere, in un giro di frasi relativamente breve, una parola,

cambiandone le funzioni morfo-sintattiche:

e li 'nfiammati infiammar sì Augusto (Dante)

FIGURE RETORICHE

Premunizione: figura retorica consistente nel controbattere preventivamente alle possibili obiezioni

dell'interlocutore.

Preterizione: (dal latino praeterire, "passare oltre") figura retorica che consiste nel fingere di voler

tacere ciò che in realtà si dice. Ad esempio: Non ti dico il calore, l'affetto, la cordialità con cui siamo stati

accolti.

Prolessi: (dal greco prolambanein, "prendere prima") anticipazione di un termine che sintatticamente

andrebbe posto dopo, per sottolineare.

Reiterazione: figura retorica consistente nel ripetere uno stesso concetto con altre parole.

Reticenza: (dal latino reticere, 'tacere') consiste nell'interrompere e lasciare in sospeso una frase

facendone intuire al lettore o all'ascoltatore la conclusione, conclusione che comunque viene taciuta

deliberatamente per creare nell'ascoltatore o nel lettore una particolare e viva impressione. Un esempio

sono frasi in cui sono presenti puntini di sospensione:

E questo padre cristoforo, so da certi ragguagli che è un uomo che non ha tutta quella prudenza,

tutti quei riguardi... (A. Manzoni)

Ripetizione: figura retorica che consiste nel ripetere una o più parole a breve distanza per dare

maggiore evidenza o calore al discorso. Es. Via, via di qui!

Sillessi: (dal greco syllepsis, "raccolta insieme") figura retorica della grammatica classica, secondo la

quale ciò che si riferisce soltanto a una cosa o persona viene arbitrariamente esteso ad altra cosa o

persona che, nell'enunciato, segue alla prima: ad esempio: "Borea e Zefiro che soffiano nella Tracia" (ma

soltanto Borea soffia nella Tracia).

Similitudine: (dal latino similitudo, "somiglianza") figura retorica consistente in un paragone istituito

tra immagini, cose, persone e situazioni, attraverso la mediazione di avverbi di paragone o locuzioni

avverbiali (come, simile a, a somiglianza di). Es. È furbo come una volpe.

Sinalefe: (dal greco synaloiphè, "il confondere insieme") è il fenomeno per cui due vocali si fondono in

una sola sillaba e si pronunciano come se le due vocali appartenessero ad una sola sillaba. Es. "vado a

casa" si pronuncia come "va-da-ca-sa".

Sinchisi: (dal greco synkhêin "mescolare") figura retorica consistente in una modificazione dell'ordine

sintattico normale di una frase e del sovvertimento dell'ordine consueto del discorso che può produrre

oscurità.

Sincope: (dal greco syncopè, "taglio") consiste nell'eliminare una sillaba all'interno di una parola. Es.

opra per opera.

Sineddoche: (dal greco synekdékhomai, "prendo insieme") figura semantica consistente

nell'utilizzazione in senso figurato di una parola di significato più o meno ampio della parola propria.

Fondata essenzialmente su un rapporto di estensione del significato della parola, questa figura esprime:

la parte per il tutto (vela invece di nave); il tutto per la parte (una borsa di foca, per indicare una borsa

fatta di pelle di foca); il singolare per il plurale e viceversa (l'italiano è molto sportivo); il genere per la

specie (mortale per l'uomo).

Sineresi: (dal greco synairesis, "il prendere insieme") consiste nella contrazione di due vocali in una

sola all'interno di una parola in modo da formare una sola sillaba.

Sinestesia: (dal greco syn, "insieme" e aisthánestai, "percepire") procedimento retorico che consiste

nell'associare, all'interno di un'unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali

diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno origine a un'immagine vividamente inedita.

Un simile procedimento, non estraneo alla poesia antica, diviene particolarmente frequente a partire dai


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Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche espressive e composizioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gaspari Gianmarco.

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