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Tecniche e strumenti psicometrici Appunti scolastici Premium

Appunti di Tecniche e strumenti psicometrici. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: L'attenzione, L’ATTENZIONE SOSTENUTA, selettiva e di mantenimento, L’ATTENZIONE DIVISA O MULTI-CATALIZZATA, LO SHIFTING della attenzione, Le differenze nelle capacità attentive del bambino... Vedi di più

Esame di Tecniche e strumenti psicometrici docente Prof. F. Cuzzocrea

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controllare l’attenzione per mezzo di mediatori esterni (forniti dall’ambiente) che vengono

successivamente interiorizzati e restano così disponibili al soggetto per il controllo attivo

sugli stimoli.

Lo sviluppo delle capacità attentive, oltre che alla maturazione neuropsicologica, è

connesso a fattori sia di apprendimento che di contesto: tra i primi, importante è la sensibi-

lizzazione verso certi stimoli (che risulteranno quindi più facilmente attenzionati), effetto a

sua volta di specifiche esperienze o di particolari addestramenti; tra i fattori contestuali

vanno ricordati il tipo di compito, e la situazione interattiva in cui la prestazione

attenzionale avviene.

Tutte le abilità attentive prima elencate sono indispensabili per un corretto funziona-

mento della funzione recettiva: esse devono essere possedute precocemente dal bambino

- prima dell’inizio della scolarizzazione primaria - perché gli apprendimenti scolastici pos-

sano procedere correttamente, e ne costituiscono pertanto i pre-requisiti essenziali.

L’assessment delle lacune della attenzione e dei processi cognitivi e neuro-

psicologici associati è di grande importanza nella valutazione dei deficit di sviluppo e delle

1

disabilità di apprendimento : si è pertanto tentato di individuare una serie di prove che

potesse costituire una batteria completa ma al tempo stesso di semplice e rapida

applicazione con bambini, al di fuori del contesto di laboratorio per il quale la maggior

parte delle prove di attenzione reperibili in letteratura sono state pensate. Alcune di queste

prove sono state tarate e validate per la utilizzazione in ambito scolastico, e precisamente

nel testing d’ingresso alla scuola elementare; possono essere ovviamente usate con

soggetti di età superiore in situazione di ritordo o disabilità.

I TEST PER L’ATTENZIONE

I. Attenzione selettiva e di ‘mantenimento’.

Viene comunemente valutata mediante prove di risposta differenziale a target uditivi

o visivi che il soggetto deve distinguere da altri simoli diversi. Si può ad esempio

procedere alla misura dei tempi di reazione in una serie di prove di riconoscimento di un

determinato target presentato insieme ad altri; più la serie è prolungata e più gli stimoli

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sono simili tra loro, più la vigilanza deve essere ‘sostenuta’ . Si tratta però di prove che,

richiedendo particolari attrezzature (tachistoscopio, o computer), sono poco ‘esportabili’ in

ambito scolastico.

Due test mirati a valutare le stesse abilità attentive, differenziati rispetto alla

modalità interessata (uditiva e visuo-spaziale), sono più adatti per l’assessment nella

scuola.

Il Continuous Performance Test uditivo (C.P.T.) è una prova di vigilanza e di

mantenimento in cui vengono presentate, al registratore, una serie di 120 lettere

dell’alfabeto in ordine casuale (scheda 1). Il bambino deve sollevare la mano tutte le volte

che sente la lettera A e abbassarla immediatamente dopo (la lettera A è presente 12

1

2

volte). Vengono valutate le omissioni (non viene alzata la mano alla lettera A) e i falsi

positivi (la mano viene alzata ad una lettera che non è la A). La prova è sempre preceduta

da un training che garantisca pienamente la comprensione del compito. Vi è evidenza

sperimentale che, accertata la comprensione delle consegne, il rendimento non è

influenzato dalla intelligenza.

La prova fornisce indicazioni sulla funzionalità dei processi attentivi di base e sulla

capacità di mantenere nel tempo la concentrazione. Prestazioni scadenti testimoniano un

danno ai meccanismi di base della vigilanza o della concentrazione e possono essere

ricondotte a facile distraibilità e all’incapacità di inibire le risposte a stimoli inappropriati.

Per valutare la continuità dell’attenzione su basi visive può essere utilizzato un adat-

tamento del Test di cancellazione non verbale di Mesulam. Nella sua versione originale

completa il test è una prova di visual search, articolata in quattro subtests, ciascuno

composto da un insieme di stimoli, all’interno dei quali va individuato uno stimolo target: la

lettera A nella forma verbale, un cerchio diviso da una linea obliqua verso destra nella

forma non verbale. Nella forma completa del test il target è presente 60 volte, distribuito in

parti uguali nei quattro quadranti del foglio (15 per ogni quadrante).

Per l’assessment d’ingresso alla scuola elementare il test è stato semplificato ridu-

cendolo alla sola prova con stimoli non verbali disposti in maniera non strutturata, cioè non

collocati sequenzialmente sulla stessa riga. Inoltre, il numero degli stimoli è stato

dimezzato, mentre le loro dimensioni sono state raddoppiate, pur rimanendo inalterate la

posizione e la distribuzione nel foglio. I target risultano così in numero di 30, distribuiti 15

per ogni metà foglio (scheda 2).

La consegna è di cerchiare tutti i target nel più breve tempo. Ai fini di una più appro-

fondita analisi qualitativa, il compito può essere eseguito con 5 differenti pennarelli colorati,

sostituiti, di volta in volta, dopo l'individuazione, da parte del soggetto, di 6 target. L'uso dei

colori consente di evidenziare le eventuali strategie di ricerca utilizzate.

Si valutano le omissioni, i falsi positivi e il tempo di esecuzione, differenziando il

tempo realmente impiegato per cerchiare i 30 target (che è il più rilevante), da quello in cui

il bambino dichiara di aver finito.

III. Attenzione distribuita.

Può essere esplorata all’ingresso della scuola primaria mediante una prova di

doppio compito (dual task) contemporaneo, così strutturata: il bambino deve anzitutto

cercare e barrare un target (stella) in una pagina in cui questo target è mescolato ad altri 8

stimoli ripetuti in ordine randomizzato (scheda 3-A); vengono registrati il tempo e il numero

di errori + omissioni in questo compito di ricerca, che costituisce il base-line per la

successiva prova. In essa - dopo un intervallo di 10’ - viene riproposto un compito

analogo e parallelo consistente nel cercare e barrare un target (scheda 3-B); contempo-

raneamente il bambino ascolta una lista di parole e deve battere sul tavolo la mano non

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impegnata nel barrage, ogni volta che sente la parola target (SOLE). Si registrano per la

3

scheda B tempo e numero di errori + omissioni e quindi per entrambi gli aspetti vanno cal-

colate le differenze rispetto alla prima registrazione (B-A), insieme al numero di errori nella

parallela prova di ascolto (C). Questi punteggi (incremento dei tempi e degli errori nel

compito-base ed errori nel compito secondario) costituiscono tre indicatori concorrenti di

interferenza relativi alla attenzione divisa.

Alcuni test, destinati all’esame di particolari aspetti dell’attenzione che presentano

maggiori difficoltà rispetto a quelli precedentemente esposti, sono più adatti a soggetti di

età superiore.

IV. Attenzione divisa (e resistenza alla distrazione)

Può essere valutata mediante test quali la interferenza colore-parola. Nella

versione originale di questa prova, messa a punto da Stroop negli anni ’30, il soggetto

davanti a parole denominanti un colore scritte in un colore diverso (ad esempio rosso

scritto in blu) deve denominare il colore in cui la parola è scritta (blu), superando pertanto

l’interferenza derivante dalla abitudine a leggere le parole. Perché l’interferenza possa

verificarsi occorre che il soggetto abbia una notevole dimestichezza con la lettura; il test è

di conseguenza poco adatto a bambini delle prime classi della scuola primaria. Per l’uso

4

del test di Stroop esiste un apposito manuale cui si rinvia .

V. Shifting della attenzione

Si può utilizzare pe rla valutazione di questa abilità una prova di barrage multiplo

che è un adattamento della classico test di cancellazione, in una duplice versione

coinvolgente rispettivamente il canale verbale e quello visuo-spaziale. In entrambe le ver-

sioni il compito consiste nella ricerca e cancellazione, in 8 blocchi di 90 stimoli ciascuno,

di targets sempre diversi; stimoli e targets sono in una delle due versioni di tipo verbale

(lettere), nell’altra - presentata nella fig. 6 - dei quadratini con una piccola coda orientata in

modo diverso, tipici del test Toulose-Pieron (Zazzo, 1975). I targets sono tre per ciascun

blocco, per cui il soggetto deve tenerli presenti contemporaneamente, e sono alternati nei

diversi blocchi, in modo da obbligare al cambiamento continuo del focus attenzionale.

Viene conteggiato il tempo ed il numero di errori + omissioni compiuti negli otto blocchi.

Anche questa prova, per la sua difficoltà, è adatta per soggetti in età non inferiore agli 8-9

anni.

PERCEZIONE

La percezione è un processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme

dotate di significato.

A differenza della sensazione, legata agli effetti immediati del contatto dei recettori

sensoriali con i segnali provenienti dall'esterno, la percezione, corrisponde invece

all'organizzazione dei dati sensoriali in un'esperienza complessa, cioè al prodotto finale di

un processo di elaborazione dell'informazione sensoriale da parte dell'intero organismo.

4

La scuola che maggiormente si è occupata di percezione è la Gestalt, che ha ipotizzato

una serie di leggi percettive indipendenti dall'esperienza esterna (quindi non legate a

fenomeni di apprendimento) e presenti sin dalla nascita. Queste leggi analizzano

l'organizzazione figurale prendendo in considerazione la separazione della figura dallo

sfondo (attraverso il colore, la densità, la trama, il contorno).

1. La legge della sovrapposizione: le forme sopra sono figure. Perché si verifichi

una sovrapposizione è allora necessario che ci siano indizi di profondità.

2. La legge dell'area occupata. La zona distinta che occupa un'estensione minore

tende ad essere colta come figura, mentre quella più estesa come sfondo.

Risulta importante anche orientamento dell'area occupata. Questo meccanismo

di identificazione degli oggetti sullo sfondo funziona anche se la chiusura è

incompleta

3. Legge dell'organizzazione percettiva sulla base del destino comune. Tale

meccanismo di vicinanza risulta saliente non solo a livello di modificazioni dello

spazio, ma anche del tempo.

Altri studi si sono occupati di postulare le leggi generali volte a sintetizzare più elementi in

un'unica percezione globale:

1. La legge della gestalt, che sintetizza l'intera logica della percezione, è quella della

semplicità o della "buona forma": i dati vengono infatti organizzati nella maniera più

semplice e più coerente possibile, rispetto alle esperienze pregresse.

2. La legge del raggruppamento per somiglianza: in elementi disposti

disordinatamente, quelli che si somigliano tendono ad essere percepiti come forma,

staccati dallo sfondo e divenire una figura. La percezione della figura risulta tanto

più forte quanto più forte è la somiglianza.

3. Legge della buona continuazione (o continuità della direzione): si impone come

unità percettiva quella che offre il minor numero di irregolarità od interruzioni, a

parità delle altre proprietà.

Altri studi ancora si sono invece occupati di determinare gli elementi figurali utilizzati per la

percezione della terza dimensione. Essa risulta infatti legata alla percezione del

movimento. I principali indicatori identificati sono:

la grandezza relativa (l'oggetto più grande è il più vicino),

 la luminosità,

 la prospettiva aerea e quella lineare.

I TEST PER LA PERCEZIONE

TEST VISUO MOTORIO DI BENDER : Fin dalla sua introduzione nell’assessment

 psicologico è stato uno dei più popolari strumenti di valutazione; infatti, per oltre mezzo

secolo è stato usato sia come uno strumento di valutazione dello sviluppo

dell’intelligenza in generale che di abilità cognitive in particolare, sia come una stima

del Quoziente Intellettivo non verbale, sia come tecnica di screening individuale o di

gruppo per rilevare disfunzioni neuropsicologiche, sia come strumento clinico per

misurare le abilità percettivo-motorie ed infine anche come strumento proiettivo per la

valutazione della personalità. In generale questo test si propone di rilevare lo sviluppo

della funzione della gestalt visuomotoria e studiarne eventuali deviazioni o regressioni

permettendo di determinare le capacità di risposta del soggetto all’ambiente in rapporto

all’età. Il VMGT consiste di nove disegni geometrici molto semplici che vengono

presentati al soggetto osservato, a cui si chiede di riprodurli a mano. Si richiede al

soggetto di copiare le figure “così come le vede”, su uno o più fogli bianchi, senza limiti

di tempo. Grazie alla semplicità delle figure da riprodurre ed al compito estremamente

elementare il test può essere somministrato ad una popolazione che va dai 4 anni in

su.

E’uno dei pochi test esistenti che richiede un tempo breve di somministrazione (da 5 a

15 minuti), con un materiale poco costoso. Non meno importante è la considerazione

che il test non prevede un intervento di un operatore estremamente esperto (visto che

l’interazione tra somministratore e soggetto è ridotta al minimo). Inoltre, tra i vari test

percettivo-motori è stato uno dei pochi ad avere fin da subito una molteplicità di

ricerche e studi che ne hanno determinato una certa campionatura di riferimento

affidabile ed una costante revisione critica dello scoring proposto, per migliorarne

l’attendibilità. Inoltre, il fatto che il test consiste nello stimolare una produzione di

risposte non verbali permette di minimizzare e tenere adeguatamente sotto controllo

eventuali interferenze dovute a fattori culturali e socioeconomici.

REATTIVO DELLE FIGURE COMPLESSE DI REY

: la prova richiede dia di copiare

sia di riprodurre a memoria una figura complessa per consentire una distinzione e una

connessione tra abilità percettive e abilità mnestiche. La figura prescelta è ovviamente

priva di significato e non richiede grandi abilità grafiche. La prima fase consiste nel far

copiare la figura al soggetto cronometrando il tempo e osservando il modo in cui il

soggetto copia (se inizia dai dettagli o fa prima la struttura principale e poi la rifinisce): a

questo scopo si utilizzano sei colori diversi di successione. Nella prova di copia le variabili

tenute in considerazione dal somministratore sono l’accuratezza della riproduzione e dal

tempo di esecuzione: il tempo molto breve può indicare incapacità di analisi, ma un tempo

troppo lungo al contrario può indicare precisione e meticolosità, ma scarsa rapidità ad

analizzare le strutture spaziali.

TEST PMA (Primary Mental Abilities) DI THURSTONE: è un test fattoriale che

misura le seguenti abilità: Verbale, Numerica, Percettiva, Spaziale, Ragionamento (per

soggetti tra gli 11 e i 17 anni). Nel caso della percezione viene misurata la velocità

percettiva: vengono presentate delle schede e il soggetto deve segnare con una matita la

figura perfettamente uguale alla prima figura di ogni fila. La prova ha un limite di tempo

che deve essere misurato accuratamente. In Italia sono disponibili le seguenti forme del

test: K-1 per la scuola materna e la prima elementare, PMA 2-4 per la seconda e la terza

elementare, PMA 4-6 dalla terza elementare alla prima media, PMA intermedia per i

ragazzi dagli undici ai 17 anni. Tra i limiti di questo test ricordiamo l’assenza di alcune

variabili (ad esempio la memoria) e l’eccessiva influenza del tempo di esecuzione.

ESAME DELL’AREA MOTORIA

Batteria Q1, prove per la valutazione delle abilità di base nell’apprendimento

 scolastico: Valuta il profilo completo delle abilità cognitive e metacognitive

dell’alunno. Il binomio programmazione-valutazione è diventato ormai da qualche

anno il fulcro dell’azione didattica del docente e, ai fini della stesura di un profilo

individuale di valutazione, la corretta valutazione dell’alunno all’inizio dell’anno

scolastico acquista particolare importanza. In quest’ottica, il programma Q1

prevede una serie di strumenti oggettivi volti ad esplorare abilità di base e di tipo

trasversale per gli alunni del secondo ciclo della scuola elementare e della scuola

media inferiore. Una serie di prove, graduate per livello scolare, analizza aree molto

importanti per la progettazione degli interventi didattico-educativi ed indaga gli

aspetti cognitivi e metacognitivi dei singoli alunni. Inoltre, è stata costruita una

griglia di osservazione degli aspetti metacognitivi e socio-relazionali dell’alunno per

essere compilata collegialmente durante il consiglio di classe. Della batteria sono

disponibili due versioni: Q1 Elementari da somministrarsi all’ingresso delle classi

del secondo ciclo della scuola elementare e Q1 Medie per la valutazione delle

abilità di base all’ingresso delle tre classi della scuola media inferiore. La batteria

Q1 prevede anche prove prassiche per la valutazione dell’area motoria. Nello

specifico abbiamo 9 tipi di prove:

1. 6 prove prassiche carta e matita (suddivise per grado di difficoltà a seconda

del livello scolastico) [analisi dell’uso degli strumenti: con un ruhello bisogna

tracciare delle line per unire i punti; uso del colore: colorare solo determinate

parti di un disegno; riprodurre un disegno complesso; ecc)

2. Una prova di riproduzione a memoria di sequenze

3. Una prova di equilibrio statico e dinamico

4. Una prova motoria di orientamento propriocettivo

TEST DI IMITAZIONE DEI GESTI

: valuta attraverso la richiesta di imitazione di una

 serie di gesti il grado di sviluppo psicomotorio e l’acquisizione degli elementi dello

schema corporeo in bambini di età tra i 3 ai 6 anni. La prova si compone di due

parti, l prima in cui viene proposta l’imitazione di alcuni gesti semplici (due mani

aperte, una aperta e una chiusa) e la seconda in cui vengono richiesti gesti più

complessi 8per esempio una particolare configurazione con le mani). In questa

prova la componente verbale è ridotta al minimo (la consegna è: guarda ciò che

faccio e fai esattamente come me) e i gesti presentati non hanno un senso logico.

SCALA DI SVILUPPO PSICOMOTORIO : valuta quattro aspetti: motorio o

 posturale, verbale, comportamento con gli oggetti e relazioni sociali. Si riferisce a

bambini tra il quarto e il trentesimo mese di età. Una prova tipica può essere: si

presentano alcuni cubi al bambino; dopo averlo lasciato manipolare gli oggetti

spontaneamente gli si può fare una richiesta del genere: “fammi una torre più alta

che puoi” oppure “guarda, faccio una scala: prova a farla uguale”.

MEMORIA

La memoria è la funzione di mantenere ricordi, a mente, o per iscritto. Per meglio dire la

memoria è quella funzione psichica volta all'assimilazione, alla ritenzione e al richiamo di

informazioni apprese durante l'esperienza.

I processi mnestici fondamentali sono di tre tipi:

Acquisizione e codificazione

, recepimento dello stimolo e traduzione in

1. rappresentazione interna stabile e registrabile in memoria. Lavoro di

categorizzazione ed etichettatura legato agli schemi e alle categorie

preesistenti.

Ritenzione ed immagazzinamento . Stabilizzazione dell'informazione in

2. memoria e ritenzione dell'informazione stessa per un determinato lasso di

tempo.

Recupero . Riemersione a livello di consapevolezza dell'informazione prima

3. archiviata, mediante richiamo o riconoscimento (la vedo e ricordo di averlo

visto, è il modo più semplice per recuperare).

Non esiste un unico magazzino di memoria. Il concetto di memoria è infatti suddiviso in:

Memoria a breve termine : anche chiamata memoria primaria o attiva, è

4. quella parte di memoria che si ritiene capace di conservare una piccola

quantità di informazione, quantificabile tra i 5 e i 9 elementi, come lettere o

parole) per una durata di pochi secondi. Attualmente al posto di memoria a

breve termine, gli psicologi cognitivi preferiscono parlare di "working

memory" o memoria di lavoro: facendo un paragone con l'informatica (o con

l'architettura di un computer), la memoria di lavoro coincide con la cache,

ovvero con quelle informazioni tenute altamente attive, su cui si sta

effettivamente lavorando e che, a meno che non siano memorizzate in modo

meno volatile, sono destinate ad andare perse dopo poche decine di

secondi.

La memoria a breve termine non è un magazzino unitario ma a sua volta è

articolato in due sottosistemi: uno adibito all’elaborazione di informazioni

verbali e acustici (circuito fonologico) e uno adibito all’informazione visuo

spaziale (taccuino visuospaziale). Questi due sottoinsieme sono regolati e

controllati da un sistema sovraordinato chiamato esecutivo centrale, che

svolge funzioni di supervisione, coordinamento e integrazione delle

informazioni che provengono da essi.

Memoria a lungo termine : è definita come quella memoria, contenuta nel

5. cervello, che ha una durata variabile da qualche minuto a decenni.

Paragonando il sistema cognitivo a un computer, la memoria a lungo termine

svolge la stessa funzione di dispositivi per memoria di massa come gli hard

disk o i DVD: memorizzata per un periodo di tempo che superi il momento

contingente, e che potenzialmente finisca solo con la morte del supporto (o

del soggetto).

Anche la memoria a lungo termine può essere a sua volta divisa in

“conoscenza procedurale” e “conoscenza dichiarativa o proposizionale”. La

conoscenza procedurale consiste nel sapere come si fa una cosa ed è

evidenziata dalla maggiore o minore abilità nello svolgere un compito. Essa

può essere rappresentata in script (o copioni), vale a dire schemi che

descrivono in termini generali come fare qualcosa. La conoscenza

dichiarativa può essere invece distinta in conoscenza episodica (ricordo di

singoli eventi relativi alla propria esistenza) e conoscenza semantica

(patrimonio di conoscenze possedute).

Se al soggetto vengono presentati una serie di item in misura gradualmente crescente egli

tenderà a ricordare i primi ed ultimi. Rispettivamente questi due fenomeni sono definiti

Effetto Primacy e Recency. Secondo l'attuale concezione della memoria l'effetto Primacy è

dovuto all'ingresso dei primi item nella MLT perché sono stati maggiormente ripetuti

mentre l'effetto Recency è dovuto alla permanenza degli ultimi item nella MBT. Un'altra

spiegazione del perché gli elementi centrali sono meno ricordati è dato dalla psicologia

associazionista. L'apprendimento di nuovi ricordi può interferire con nuovi elementi

(interferenza retroattiva) e viceversa (interferenza proattiva). Gli elementi centrali sono di

fatto quelli che subiscono entrambe le interferenze.

Alcune tecniche per valutare la memoria sono:

Compiti di riconoscimento in cui il soggetto deve riconoscere degli stimoli

6. (verbali, visivi o uditivi) che gli sono stati proposti in precedenza. Questo tipo

di compiti comprende varie tecniche, per esempio la più classica consiste nel

presentare inizialmente degli stimoli, ripresentarli poi in modo confuso con

altri distrattori e chiedere al soggetto di individuare quali stimoli fanno

effettivamente parte della serie precedentemente proposta.

Compiti di rievocazione (di riproduzione se si tratta di materiale visivo) che

7. permettono di valutare quanto il soggetto ricorda di una determinata

informazione senza l’aiuto di una sua ripresentazione. Esistono due tipi di

rievocazione: seriale o libera, a seconda se si devono ricordare gli itemi

nell’ordine di presentazione oppure no. Esiste inoltre la rievocazione aiutata

da suggerimenti: se pre esempio l’item da ricordare è “rosa” un

suggerimento potrebbe essere quello di indicare la categoria semantica

(fiore).

Compiti di riapprendi mento. Ebbinghaus dimostrò che l’informazione rimane

8. in memoria anche quanto sembra di non ricordarle più. Per esempio:

ricordare una lista di sillabe senza senso è difficile ma nel momento in cui si

riapprendono quelle stesse liste appare evidente che una traccia di esse è

conservata in memoria.

I TEST PER LA MEMORIA

Memoria a breve termine

Prova span di cifre o Digit Span, presentato al bambino come il ‘Gioco del telefono’.

 Si presentano serie di lunghezza crescente di numeri e si chiede di ripeterli, prima nello

stesso ordine e successivamente in ordine inverso. Le prove cominciano sempre con

due digit. Se si supera la serie, si aumenta di un digit; se la serie non è superata, si

ripropone un’altra sequenza della stessa lunghezza. Se anche questa non è superata,

si verifica la stabilità dello span precedente riproponendo un’altra sequenza di quella

lunghezza. Il punteggio corrisponde alla lunghezza della serie ripetuta correttamente

due volte su tre.

La capacità di riproporre sequenzialmente una successione arbitraria di suoni e simboli

è strettamente collegata con la concentrazione e la vigilanza ed implica, specie nella ri-

petizione regressiva, un coinvolgimento delle aree frontali e prefrontali. Può essere,

quindi, considerata anche una prova di attenzione. Prestazioni molto basse, grosse

discrepanze fra la prestazione in avanti e quella regressiva indicano difficoltà ad

operare su informazioni che devono accedere alla memoria a breve termine, e

«correlano spesso con le difficoltà di attenzione e con l’incapacità nell’eseguire un

lavoro intellettuale che richieda uno sforzo concentrato» (Wechsler).

Test di memoria e apprendimento (TEMA): Il test TEMA (Test of Memory and

 Learning) consente di ricavare 7 indici e punteggi di memoria, un indice della capacità

di apprendimento e un indice di attenzione e concentrazione. Basato su prove di tipo

verbale (memoria di storie, rievocazione libera di parole, oggetti, sequenze di cifre,

coppie associate di parole, sequenze anterograde e retrograde di lettere e cifre) e non

verbale (memoria di volti umani, di configurazioni spaziali e figure astratte, di sequenze

di forme, di posizioni nello spazio, imitazione motoria di sequenze di movimenti della

mano), il TEMA è lo strumento più moderno, largamente usato a livello internazionale,

per la valutazione della memoria e dell'apprendimento.

La prova di Cornoldi: Memoria di figure categorizzabili parzialmente ripetute:

 Vengono presentate al bambino 4 matrici di 16 figure ciascuna, di cui 8 categorizzabili

e 8 no. In un primo momento viene chiesto al soggetto di nominare tutte le figure per

accertarsi che non ci siano probemi di scarsa comprensione. Poi, viene presentata una

matrice per volta per 60 secondi e il soggetto deve ricordare gli oggetti presenti in

quella matrice, non per forza in ordine. Siccome una parte di questi oggetti si possono

categorizzare viene da pensare che il soggetto li ricordi in modo più raggruppato

rispetto agli altri.

Memoria di lavoro

Listening Span Test e Reading Span Test: Compito del soggetto è di giudicare la

 verità o la falsità di ogni frase subito dopo averla sentita e di ricordare, alla fine di ogni

sequenza di frasi, l’ultima parola di ognuna. Ad ogni soggetto si richiedono quindi due

compiti: 1) leggere/ascoltare attentamente le frasi per esprimere, alla fine di ognuna,

un giudizio vero/falso (tale giudizio è richiesto affinché il soggetto elabori l'intera frase e

non presti attenzione esclusivamente all'ultima parola) e 2) immediatamente dopo la

comparsa di un segnale acustico, rievocare in ordine tutte le ultime parole delle frasi.

Le sequenze, composte da un minimo di due a un massimo di sei frasi, venivano

proposte in ordine crescente e erano ripetute tre volte, per un totale di sessanta frasi. Il


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Tecniche e strumenti psicometrici. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: L'attenzione, L’ATTENZIONE SOSTENUTA, selettiva e di mantenimento, L’ATTENZIONE DIVISA O MULTI-CATALIZZATA, LO SHIFTING della attenzione, Le differenze nelle capacità attentive del bambino rispetto all’adulto, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche e strumenti psicometrici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Cuzzocrea Francesca.

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