Estratto del documento

Tecnica Professionale ( Corso Progredito )

L’azienda. Che parametri prendiamo in considerazione? Dal punto di vista dell’economista

Dimensione.

aziendale la dimensione è connessa al business model.

Equilibrio Economico= ricavi > costi, della gestione caratteristica. Quando andiamo ad analizzare

il CE dobbiamo andare ad esaminare quelli che sono i ricavi e i costi del core business dell’azienda

prescindendo i ricavi e i costi di natura accessoria (i beni accessori sono assets che possono essere

dell’azienda), ad posso avere l’attività principale

ceduti senza intaccare il model business esempio, core business. Arriviamo

in perdita e quella accessoria in positivo che assorbe le perdite dell’attività

all’EBIT

così e successivamente dobbiamo analizzare il risultato della gestione finanziaria e gest.

straordinaria (esp: se EBIT gest.fin=positivo meno la gest.straordianaria si realizza una perdita,

dobbiamo capire se queste condizioni sono ripetibili nel tempo). Se siamo un’impresa industriale la

gest finanz è NEGATIVA perché avremmo accesso dei debiti.

di un’impresa

Equilibrio Patrimoniale=all’inizio avremo il versamento di cap sociale. Il

patrimonio modifica la sua composizione nel corso del tempo e dobbiamo analizzare che il

sufficiente a svolgere la propria attività, per capirlo dobbiamo una fare l’analisi del

patrimonio sia

business model e dei competitors. Il c.c chiede di mantenere un capitale minimo in un’azienda.

Equilibrio Finanziario=di natura strutturale o dinamico. 1.Dinamico=il documento più importante

è il rendiconto, obbligatorio (IAS 7 e OIC 10). Ci interesserà capire i flussi di cassa di natura

operativa che il business genera senza considerare gli apporti o rimborsi dei debiti di natura

finanziaria. I flussi di cassa di natura operativa ci interessano esaminarli su 2 profili: a)PROFILO

OPERATIVO. La mia attività genera flussi di cassa? o sono inefficiente? b)determinazione

dei flussi di cassa operativi per l’

dell’assorbimento il mantenimento degli impianti o per

ampliamento (per mantenere il mio business nel tempo). La parte dei flussi di cassa residuale sono

flussi che posso si utilizzare per rimborsare i diversi debiti di natura finanziaria o rimborso di cap

l’equilibrio finanziario strutturale deve

proprio. 2.Strutturale= analizzare COME ho finanziato il

mio business, ci deve essere un equilibrio tra fonti e impieghi (esp: investimento in capitale fisso

accedendo a un finanziamenti a lungo termine). Quando si parla di equilibrio strutturale si parla

di una corretta calibrazione tra indebitamento e capitale proprio (fonti) e una corretta

e investimento in attività d’impresa(impieghi).

correlazione tra tipologia di indebitamento

Equilibrio Monetario=gestione del CCN. Bisogna andare a capire se le disponibilità liquidità

riescono a gestire il disallineamento tra cassa dei crediti e pagamento delle obbligazione o bisogna

ricorrere all’indebitamento bancario. La relazione sulla gestione (cod.civ 2428) fa riferimento a

degli indicatori finanziari, quali ad esempio PFN/EBITA = misura questo indebitamento in quanti

anni lo rimborso se l’EBITA dovesse essere sempre dello stesso importo (payback period).

 La PFN utilizzata per la riclassificazione funzionale dello SP vuole individuare

l’indebitamento finanziario netto e per farlo si devono identificare tutti i debiti di matrice finanziaria

a breve, medio/lungo che generano oneri finanziari al netto delle disponibilità liquide perché si

vuole identificare il debito netto che l’impresa ha in un determinato momento.

EBITA=EBIT+ammortamenti ->è un flusso reddituale che più approssima a un flusso di cassa,

perché per passare a un flusso di cassa della gest operativa dobbiamo togliere le imposte e

∆ all’altro –

aggiungere o sottrarre la di CCN da un esercizio In un ipostesi se tutti i ricavi o costi

esercizio sono l’EBITA rappresenta il flusso di cassa operativo dell’impresa.

dell’ incassati e pagati,

l’analisi sull’economicità dell’impresa.

Documenti che servono per fare 1.Bilancio=dipende. Se

ad esempio, ho intrapreso un processo di ristrutturazione e organizzazione del business, i bilanci

passati non sono di supporto 2.Riclassificazione dei dati 3.Budget=economico o di cassa 4.Piani

previsionali=il driver principale per la produzione dei dati previsionali sono i ricavi attraverso i

quali possiamo effettuare la previsione dei costi e sulla base dei dati economici possiamo fare la

previsione della situazione patrimoniale. Qual è il documento previsionale per costruire il piano

industriale di una società? Si parte sempre dai dati economici. 4.Altri reports=se ad esempio

siamo una società quotata abbiamo le relazioni trimestrali…ecc.

 Riclassificazione finanziaria dello SP=lettura della Solvibilità(crescente o decrescente)

dell’impresa. Mi permette di analizzare un CCN FIN dato

dalla differenza tra ATT e PASS CORRENTI. In termini di

copertura finanziaria, corrisponde alla differenza tra fonti e

impieghi durevoli, infatti se CCN FIN <0 gli impieghi

durevoli sono finanziati da fonti a brevi con problemi di

solvibilità (esp: parcogiochi). Nella riclassifica finanziaria

non c’è differenza tra debiti di natura finanziaria e debiti di

natura operativa.

 devono versare l’accantonamento annuale di TFR ai

Il TFR è una fonte finanziaria? Le quotate

fondi previdenziali, quindi, il TFR nel tempo si accresce per la rivalutazione annuale (onere

finanziario) e diminuisce man mano che i dipendenti lasciano l’impresa

 Nelle piccole imprese è una fonte operativa.

Riclassificazione funzionale dello SP=mi permette di giungere a un CCN dato dalla differenza tra

ATT e PASS legate alla gest tipica

corrente. Se il CCNoperativo>0 vuol

dire che gli investimenti della

gestione tipica sono finanziati dalla

gestione stessa. PFN/PN= metto in

evidenza la struttura finanziaria

dell’impresa.

Capitale Investito (netto) della

Circolante Netto (esprime l’investimento

gestione caratteristica=Capitale NETTO connesso al

ciclo operativo acquisto-trasformazione-vendita) + Attività operative della gestione caratteristica

non corrente.

Capitale Investito (netto) della gestione caratteristica + Attività della gestione extracaratteristica

(accessoria o complementare) otteniamo il Capitale Investito (netto) che è uguale Finanziamenti

passivi + Patrimonio netto. Il CI è un indicatore di efficienza; se CI>0 la gestione tipica genera

liquidità.

 Immobilizzazioni nette operative al netto dei fondi rischi(di natura tributaria o legale)

ROIC=redditività del capitale investito= Reddito operativo(Ebit)/Cap Investito netto

Ebit margin= Ebit/valore produzione -> ogni euro di fatturato quanta parte di un euro di fatturato si

trasforma in reddito operativo Total Asset Return=intensità di utilizzo del cap investito netto=

Valore produzione/CI= più il valore è basso più non sto lavorando Oneri finanziari netti/magine

2014 sono 7,1% perciò l’Ebit>oneri finanziari

operativo netto=nel Leverage=PFN/PN ROE=

capire quando rende l’impresa in base alle risorse

utile netto/PN ->voglio di cui è stata dotata<-

ROI=Ris operativo/Cap investito netto

Gli obiettivi dell’azienda: 1)Economicità=attitudine della gestione a remunerare attraverso il

conseguimento dei ricavi tutti i fattori produttivi 2)Attendibiltà delle informazioni= informazioni

attendibili a supporto dei processi decisionali 3)Conformità= operare nel tempo in conformità delle

leggi e dei regolamenti interni all’impresa.

L’impresa è soggetta a dei rischi (rischio=fattore che può pregiudicare il raggiungimento

Il rischio.

degli obiettivi) che variano in base al settore in cui opera; quindi, il management deve controllare e

gestire i rischi a cui l’impresa può andare incontro.

Il controllo. Il controllo definisce i comportamenti fondamentali da parte di chi è chiamato al suo

esercizio, quali: la sorveglianza degli eventi, l’esercizio del potere, la verifica dell’esattezza e della

validità dei fatti. Nel sistema aziendale abbiamo una diversa definizione della parola controllo a

seconda della derivazione etimologica che vogliamo dare: a)se ci riferiamo al contre-role di

derivazione francese, il controllo è una un’attività ispettiva e di vigilanza b)se ci riferiamo al to

di origine anglosassone, il controllo è inteso come la guida e il governo dell’impresa per

control

raggiungere i propri obiettivi. Il controllo è una funzione di secondo livello perché per svogerlo vi

deve essere un fatto o oggetto da controllare e per controllare ho necessità di avere un modello di

riferimento per poter confrontare il fatto empirico oggetto del controllo. Brusa, ha definito

l’amministrazione e controllo come funzioni presenti in tutte le aziende, di cui ne qualificano il

informazioni; quindi, l’attività di controllo è necessaria

sistema di produzione delle per raggiungere

l’obiettivo delle informazioni. Il legame tra amministrazione e controllo si manifesta: nello

svolgimento del processo di pianificazione, programmazione e controllo e nella definizione dei

Il processo di pianificazione è l’insieme delle attività aziendali che

modelli di governo aziendale. –

consente di: - definire gli obiettivi strategici della gestione indivisuare le linee di azione da

– –

intraprendere per raggiungere gli obiettivi redigere i piani operativi verificare il raggiungimento

dei risultati intermedi attivare le azioni correttive in caso di discostamento dai programmi

operativi. Nell’ambito del processo di programmazione e controllo ci sono 3 livelli di controllo:

controllo operativo=è il controllo che viene svolto con riferimento a compiti individuali (controllo

sull’azione e non sul risultato) allo scopo di garantire che le attività vengano svolte con efficacia ed

efficienza rispetto alle direttive aziendali controllo direzionale= è volto a modificare i risultati e ad

orientare i comportamenti indivuali verso il raggiungimento degli obiettvi aziendali. È un controllo

nel corso dell’esercizio dell’impresa

svolto in via preventiva e a livello consuntivo, viene svolto

d’indirizzo) è

controllo strategico= (controllo volto a verificare le strategie adottate dal

management provvedendo, nel caso in cui fosse necessario, ad azioni correttive della strategia

adottata. tipologie d’informazioni. Ad esempio,

Ciascun tipo di controllo ha la necessità di avere determinate

controllo operativo necessità d’informazioni molto dettagliate;

-il il controllo strategico necessità,

invece, di informazioni sia qualitative e sia quantitative ed è svolto da soggetti con elevate

modelli e simulazioni; il controllo di gestione ha necessità d’informazioni

conoscenze attraverso

affidabili e si basa sugli strumenti amministrativi e contabili (contabilità generale, analitica,

budget…) Il legame che unisce l’amministrazione e

I modelli di governance. il controllo aziendale si estende

anche alla definizione dei modelli di governance. Il modello di governance si riferisce alla

identificazione dei ruoli, delle relazioni e delle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nella vita

aziendale. Possiamo avere società (s.p.a) solitamente organizzate secondo 3 modelli di governance:

tradizionale, dualistico o monistico.

Il management aziendale ha il ruolo di definire gli obiettivi aziendali. Nel modello tradizionale, il

consiglio di amministrazione dovrà definire gli obiettivi aziendali e le strategie tenendo conto dei

rischi relativi al settore in cui opera l’azienda e monitorando nel tempo, i diversi risultati ottenuti e

se questi siano in linea con gli obiettivi . non è un’attività che viene svolta su uno specifico

Il sistema dei controlli interni. Il controllo

oggetto ma consta di diversi processi. È un sistema fondato su assetti procedurali, supporti tecnico

informatici ma soprattutto è costituito da persone che hanno diverse masioni e fanno parte

dell’organizzazione. Nelle società quotate, è obbligatoria l’adozione di un << sistema di controllo

interno e di gestione dei rischi costituito dall’insieme delle regole, delle procedure, delle strutture

organizzative volte a consentire l’ identificazione, la misura, la gestione e il monitoraggio dei

principali rischi….integrato nei più generali assetti organizzativi e di governo societario adottati>>

(CodicediAutodisciplinadiBorsaItaliana,luglio2015)

Il governo dei rischi, quindi, consta di queste 4 fasi: identificazione, misura, gestione e

monitoraggio dei principali rischi. Il sistema di controllo interno è l’insieme degli assetti

organizzativi che sono parte dell’impresa a cui vengono affidati particolari compiti per garentire il

presidio dei rischi. Il sistema di controllo interno deve fornire la ragionevole certezza del

conseguimento dell’efficacia ed efficienza delle attività operative, attendibilità delle informazioni di

bilancio e conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore. Il sistema di controllo interno deve

è l’insieme degli individui che

essere costituito da 5 componenti: 1.Ambiente di controllo=

in cui opera l’azienda(es,

operano in un determinato contesto e il contesto aziendale ambiente

semplice->azienda familiare) 2.Risk Management= il sistema di controllo interno deve tener conto

dell’analisi e valutazione dei rischi di cui l’impresa è assoggettata. 3.Attività di controllo=

un’attività di controllo deve garantire la corretta applicazione della gestione dei rischi e determinare

all’estensione dei rischi.

i limiti I rischi possono essere correttamente gestiti, il rischio può essere:

rifiutato, accettato, mitigato o condiviso(es, sono un’impresa che opero con paesi instabili

politacamente e decido di rifiutare il rischio facendomi pagare anticipatamente/ oppure/condivisione

del rischio nel caso di prestiti sindacali) 4.Informazione e comunicazione= i flussi informativi che

operano all’interno dell’azienda L’informazione per essere attendibile

devono essere attendibili.

deve essere:- necessaria e precisa per la decisione che devo prendere - tempestiva perché ho

bisogno d’informazioni aggiornate e accurate - deve essere accesibile in modo facile e immediata

rispetto a tutti i soggetti e strutture che fanno parte del sistema

5.Monitoroggio= verifica le necessità di aggiornamento del sistema e consente di verificare che

tutti i controlli previsti all’interno del sistema siano stati eseguiti. Il sistema di controllo è unico e

deve essere tarato in base alla realtà aziendale a cui si riferisce. Il sistema di controllo di

un’organizzazione si basa, da un lato sull’efficienza degli strumenti del controllo della gestione,

dall’altro sull’efficacia delle regole di governo aziendale. Questi possiamo vederli come sistemi

interdipendenti. Il sistema di controllo di gestione mi consente di avere a disposizione informazioni

attendibili per il conseguimento delle politiche aziendali tuttavia, oltre ad avere un sist controllo di

è necessario anche un’efficace sistema di controllo interno.

gestione efficiente,

L’esercizio del rischio di oversight da parte del Consiglio di Amministrazione= il termine “risk

oversight” descrive pienamente il ruolo del Consiglio di Amministrazione nel processo di risk

management. ASSIREVI n°18. Un sistema di controllo interno e di gestione dei rischi adeguato,

una maggiore affidabilità complessiva dell’informativa fornita dai responsabili

infatti, determina,

delle attività di governance e dalla direzione aziendale al revisore esterno. Le recenti evoluzioni

della corporate governance, anche a seguito delle analisi effettuate sulle cause della crisi finanziaria

di questi ultimi anni, hanno evidenziato come al Board(C.d.A) spetti un ruolo da protagonista nei

processi di gestione dei rischi. Il suo tradizionale ruolo di indirizzo strategico, quindi, non si

esaurisce nell’approvazione dei business plan e nella definizione degli assetti organizzativi più

idonei al loro conseguimento. Il Consiglio è infatti chiamato ad assicurare che i piani strategici

contengano un adeguato livello di rischio coerente con la remunerazione attesa del capitale investito

e compatibile con la sostenibilità nel medio-lungo periodo e che gli assetti organizzativi siano

strutturati per garantire il conseguimento degli obiettivi, considerando anche gli elementi del

SistemaControloInternoeGestRischi funzionali al mantenimento dei livelli di rischio desiderati (risk

si pone l’obiettivo di fornire in maniera organica una panoramica

appetite). Il presente documento

sul ruolo del Consiglio di Amministrazione nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

nonché fornire elementi utili alla comprensione delle modalità operative per lo svolgimento delle

attività connesse alla sua funzione di risk oversight.

I SISTEMI DI CONTROLLO INTERNO: I PROCESSI AZIENDALI E LA MAPPATURA

DEI RISCHI

Non c’è attività che viene svolta all’interno dell’impresa che non sia assoggettata al SCI, questo

perché ogni attività è soggetta a dei rischi e quindi è necessario un controllo su questi. Non esiste un

manuale di gestione dei rischi sono in continua evoluzione quindi è un ambito molto complesso e

quello che è richiesto al professionista è quello di capire le logiche sottostanti per gestire i diversi

rischi aziendali. Nel controllo interno si distinguono diversi livelli di rischi: (nb: gestire i rischi ha

un costo per l’impresa, quindi, le imp

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 47
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 1 Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica Professionale Corso Progredito + (sintesi codice autodisciplina) parte 1° Pag. 46
1 su 47
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/13 Scienze merceologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filippo1908 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Franceschi Luca Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community