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Importanza della tecnica mangimistica

HAACP si fanno degli studi per capire quali sono i rischi. Si effettua anche per evitare Carry over. Il mangime è un insieme di alcune materie prime come orzo, avena ecc. Conoscere gli elementi di base è fondamentale, inoltre si aggiungono anche degli integratori per far fronte ai bisogni degli animali. Bisogna utilizzare più alimenti in quanto non esiste un singolo alimento che copra tutti i fabbisogni dell’animale nei vari momenti fisiologici. I fabbisogni riguardano sia l’energia, sia le proteine, sia i macroelementi che i microelementi e, soprattutto per le specie monogastriche ma non solo, non basta parlare semplicemente di proteine ma bisogna parlare di amminoacidi. Ad esempio, nel pulcino occorrono 10 aminoacidi per una corretta crescita, quindi bisogna dare questi aminoacidi in giuste proporzioni.

Additivi e trattamenti nei mangimi

Poi abbiamo gli additivi che hanno varie funzioni come preservare l’alimento evitando le ossidazioni, conferire certe caratteristiche a certi prodotti, ad esempio per conferire una certa consistenza o un certo colore. Gli additivi possono essere sostanze naturali o chimiche. Tutto ciò è fondamentale per coprire il fabbisogno di un animale in un certo momento. La platea di materie prime utilizzabili è molto ampia, l’obiettivo è quello di creare il miglior mangime con minore costo. In genere si operano dei trattamenti fisici sui mangimi come la cottura che permettono di migliorarne la digeribilità ed il valore nutritivo. Non bisogna cuocere in maniera eccessiva un alimento altrimenti si può arrivare anche alla produzione di sostanze potenzialmente cancerogene.

Implicazioni sanitarie e medicazione

Gli animali possono andare incontro a patologie respiratorie o relative all’apparato digerente. Spesso è impossibile somministrare i farmaci attraverso iniezione (basta pensare ad un allevamento di polli). Molto più conveniente è somministrare il farmaco attraverso il mangime, per cui l’animale alimentandosi assume anche il farmaco senza stress ulteriori. Per cui il mangime può anche essere un veicolo per la cura degli animali. Chiaramente bisogna stare attenti ed evitare che residui di antibiotici arrivino nel piatto umano, perciò il mangime medicato può essere acquistato dall’allevatore solo in presenza di una ricetta medico-veterinaria.

Campionamento e tecniche mangimistiche

Altro aspetto importante è il campionamento che deve essere fatto sempre per poter eseguire l’analisi sul campione e valutare l’idoneità a per essere somministrato agli animali, il campionamento deve seguire certe regole. A cosa serve al veterinario la tecnica mangimistica? L’alimentazione e la nutrizione animale e la tecnica mangimistica incidono notevolmente sulla salute animale, sulla quantità e la qualità dei prodotti di origine animale, sulla sicurezza alimentare, sul benessere e sull’economia delle persone!

Errore alimentare e insorgenza di patologie

Quale peso hanno gli errori alimentari sull’insorgenza di patologie? Si stima che gli errori alimentari incidano maggiormente negli allevamenti intensivi come causa diretta di patologie per il 60 - 65% e favoriscano l’insorgenza patologie con altra eziologia per un ulteriore 10-15%. Questo perché l’animale non nutrito in maniera adeguata va più facilmente incontro ad una certa patologia. La tecnica mangimistica non solo mette insieme gli alimenti ma li prepara anche attraverso degli aspetti puramente tecnologici in modo da renderli utilizzabili.

Fasi della produzione mangimistica

Ad esempio, la macinazione è un passaggio importante per rendere l’alimento più digeribile in quanto riducendo le dimensioni delle particelle viene aumentata la superficie di attacco da parte degli enzimi digestivi. Ma si è visto che i suini con un peso che va da 40 a 80 Kg e le scrofe nel periparto presentavano spesso delle ulcere gastriche che nel 3 - 4,5% portavano alla morte dell’animale. Queste ulcere hanno una causa multifattoriale ma soprattutto sono dovute all’eccessiva finezza degli alimenti che venivano macinati fino ad assumere dimensioni medie inferiori a 0,4-0,5 mm. La macinazione ideale per il suino è tra 0,8 e 1 mm, per questo di solito si usano dei setacci in modo da eliminare le eventuali particelle di dimensioni inferiori, evitando quindi l’insorgere della patologia in questione.

Consumo e composizione dei mangimi

Quale quota della razione rappresenta il mangime? Differisce in relazione a specie, categoria produttiva e stadio fisiologico. L’animale è in grado di ingerire maggiori quantità di alimenti umidi piuttosto che di alimenti secchi in quanto negli alimenti umidi e l’acqua presente non influisce, mentre determina un maggior rischio di contaminazione degli alimenti umidi.

Percentuali di utilizzo dei mangimi

  • Vacche da latte → dal 40 al 60% = 8 -12 kg/dì. Le vacche sono vere e proprie macchine da latte, di conseguenza è necessario che vengano alimentate in modo assolutamente adeguato. Gli alimenti naturali dei ruminanti sarebbero i foraggi, ma anche con foraggi ottimi al massimo si coprirebbe una produzione di latte insufficiente = 20L/dì, parte dei foraggi viene quindi sostituita con concertati entro un certo limite, altrimenti si ha l’insorgenza di patologie. Se ad esempio somministrando il limite massimo di mangime = 12 Kg /dì il pH ruminale diventerebbe 5 (ottimo 6,5) tendendo all’acidosi, dovuta al contenuto in amidi del mangime. L’acidosi può essere provocata anche dal somministrare in una sola volta tutta la quota di mangime giornaliero (errore nella somministrazione).
  • Vitelli da carne → dal 20 al 50%
  • Suini → 100%
  • Ovaiole → 100%
  • Broiler (polli da carne) → 100%
  • Coniglio → 100%
  • Pecora da latte → 40-50%

Ricordiamo che:

  • Nel mangime abbiamo il 13% di acqua e l’87% di ss
  • Nel fieno abbiamo il 15% di acqua e l’85% ss
  • Nell’insilato abbiamo il 67% di acqua ed il 33% ss → porta alla produzione di acidi lattici che abbassano il pH dell’organismo.

Scandali alimentari e normative

Molti scandali alimentari sono risultati legati alla produzione di mangimi. Si ricorda la BSE derivato dall’uso di proteine di origine animale nell’alimentazione dei ruminanti, somministrate per il loro elevato valore biologico, maggiore rispetto a quelle vegetali, avendo un maggior numero di proteine bypass. Si ricorda anche la contaminazione da micotossine tra cui le aflatossine che passano dalla razione al latte essendo somministrate con la razione, sono cancerogene per l’uomo, comportando gravi danni alla salute umana.

I mangimifici si inseriscono quasi all’inizio della filiera alimentare e costituiscono un punto di rischio elevato. È importante l’autocontrollo e i controlli dell’autorità per garantire la sicurezza alimentare tramite una catena che lega una serie di operazioni che vanno dalla materia prima al prodotto finale: si parte dal campo → mangimificio → somministrazione agli animali latte → formaggio → consumatore.

È importante conoscere anche la normativa che regola il settore alimentare per operare correttamente. Nello schema abbiamo varie normative a riguardo, quelle orizzontali sono le più importanti:

  • Reg. 178/2002 → riguarda la sicurezza alimentare per aumentare la sicurezza del cittadino europeo, sono stati messi sullo stesso piano gli alimenti destinati all’uomo e quelli destinati all’animale.
  • Reg. 183 del 2005 → riguarda l’igiene dei mangimi.
  • Reg. 767 del 2009 → riguarda l’etichettatura dei mangimi.
  • Reg. 882 del 2004 e reg. 152 del 2009 → riguardano i controlli sugli alimenti per animali.

In verticale abbiamo:

  • Direttiva 90/167 sui mangimi medicati
  • Reg. 999 del 2001 sull’encefalopatia spongiforme TSE
  • Direttiva del 2002 sulla presenza di sostanze indesiderabili di natura biologica o meno
  • Reg. 1774 del 2002 sui sottoprodotti di origine animale e vegetale
  • Reg. 1829 e la 1830 del 2003 sugli OGM, la loro autorizzazione e la loro tracciabilità
  • Reg. 1831 del 2003 sugli additivi delle premiscele
  • Reg. 834 del 2007 sull’alimentazione biologica

Il mangime medicato

Il mangime medicato è uno strumento fondamentale per controllare le patologie all’interno degli allevamenti intensivi. Legata ai mangimi medicati è la ricetta medico veterinaria obbligatoria da compilarsi, secondo il “modello A” che serve per permettere all’allevatore di comprare l’alimento medicato, valutando la quantità di mangime medicato per coprire le necessità degli animali nel periodo del trattamento senza che questo rimanga in eccesso. Altrimenti l’allevatore potrebbe riutilizzarlo senza tenere presente il tempo di sospensione: tempo tra il momento in cui l’alimento viene sospeso al momento in cui gli alimenti prodotti dagli animali quali carne, latte e uova possono essere commercializzati, indispensabile per evitare che i farmaci vadano a finire nel piatto del consumatore si basa su studi effetti sul farmaco e sul dosaggio.

Problema del carry over

Problema del Carry Over: si tratta del trasferimento indesiderato di farmaci o additivi da un lotto di produzione di mangime ai lotti successivi, per la presenza di residui lungo la linea di produzione, andando a contaminare tutti i prodotti finali. Si può grazie al sistema HACCP, una procedura attivata da tutte le aziende alimentari per prevenire o ridurre al minimo i rischi. Esempio, per evitare il rischio che un farmaco vada a finire in un mangime non medicato si può fare una linea per la produzione dei mangimi medicati ed una dedicata invece ai mangimi non medicati.

La tecnica mangimistica

La tecnica mangimistica è una branca della scienza dell’alimentazione animale, avente il compito di ricercare e studiare nuove tecniche per esaltare e potenziare le caratteristiche nutritive e dietetiche degli alimenti destinati agli animali attraverso la formazione di mangimi che garantiscano la salute dell’animale ma anche l’abbassamento dei costi. All’evoluzione delle conoscenze nel campo della nutrizione animale ha fatto seguito, attraverso l’industria mangimistica, la messa a punto di tecnologie ed innovazioni per il trattamento, la preparazione e la miscelazione delle varie materie prime disponibili in modo da renderle idonee all’alimentazione animale. Questo ha permesso operazioni delicate come l’inserimento di vitamine, microelementi, farmaci e liquidi (melassatura e grassatura) e la produzione di pellettati. Quindi è aumentata la disponibilità di mangimi ben equilibrati sia quanti-qualitativamente con riduzione dei costi dei prodotti di origine animale contribuendo di conseguenza a migliorare anche il benessere delle popolazioni.

Produzione mondiale e ruolo dei mangimifici

La produzione mondiale di mangimi di tipo industriale ha raggiunto nel 2017 i 1070 milioni di tonnellate con un numero globale di mangimifici (feed mill): 30,000. Guardando la classifica del mercato dei mangimi vede al primo posto il pollame 45% = 439 milioni di tonnellate, mentre i suini e i pets hanno la più grande percentuale di crescita 5,3% e 5% rispettivamente per mangime suino ed il pet food. Gli acquatici invece hanno subito un incremento del solo 1,8% mentre il pollame ed i cavalli sono in decrescita.

Notiamo che la produzione dei mangimi per il pollame e suino è nettamente maggiore rispetto alle altre perché permette la produzione di carne a costi molto più bassi rispetto alle altre produzioni ed è più utilizzata in Asia soprattutto per il pollame. La carne di bovino è cara.

Ruolo dei mangimifici in Europa

Mentre la produzione Eu-25 di mangimi ha raggiunto i 158 milioni di tonnellate (stime) con al primo posto Germania 23,3 t, Spagna 22 t, Francia 21,1 t, UK 14, t, Italia 14, 3t e l’Olanda 14,2 t → ha una produzione simile a quella italiana ed inglese pur essendo molto più piccola, ma la sua produzione viene per lo più esportata, perché sono i “fondatori” della produzione di mangimi, i mangimifici sono stati creati vicino sulla costa, riducendo il costo di trasporto ai porti: stazione di passaggio di tutte le materie prime passavano di lì; i mangimifici sono vicino ai porti. Viceversa, l'Italia ha dei costi maggiori rispetto all'Olanda legata anche al tipo trasporto.

Produzione e consumo di materie prime nella UE

La produzione in Eu era così divisa:

  • 34,6% avicoli e uova
  • 31,9% suini
  • 28,1% bovini
  • 4,6% altri
  • 1% sostituti del latte

Consumo (%) di materie prime per la produzione di mangimi industriali nella UE nel 2017. L’industria mangimistica ha un ruolo essenziale nell’economia europea: ogni anno 150 milioni di tonnellate di materie prime vengono trasformate 150 milioni di tonnellate di mangimi composti da 100,000 addetti che lavorano in 3929 mangimifici per un valore di 3,500 euro.

Al mangime prodotto industrialmente si va ad aggiungere a:

  • 235 milioni di tonnellate di foraggi
  • 100 milioni di tonnellate di materie prime prodotte o acquistate direttamente dagli allevatori per alimentare ogni giorno:
    • 6,000 milioni di broiler
    • 350 milioni di ovaiole
    • 250 milioni di suini
    • 100 milioni di bovini

Tutto questo per fornire ai cittadini europei:

  • 131 milioni di ettolitri di latte
  • 45 milioni di tonnellate di carne
  • 6 milioni di tonnellate di uova

Formula del mangime medio nella UE

Dal consumo di materie prime per la produzione di mangimi industriali nella UE si può ricavare la formula del mangime medio:

  • Cereali 48,0%: la maggior parte è mais seguito da orzo, sorgo e frumento → servono soprattutto per apportare energia;
  • Fonti proteiche 27-28%: utilizziamo semi oleosi, l'olio viene estratto ed utilizzato per l'alimentazione umana, il residuo è utilizzato per l’alimentazione animale. Si tratta di sottoprodotti di estrazione dell’olio come girasole, soia ecc.;
  • Farina di estrazione, porzione proteica del seme (aumentata) residua dall’estrazione dell’olio con mezzi chimici: solventi organici messi a contatto con i semi organici estraggono gli oli soia: farina di estrazione di soia, girasole: farina di estrazione di girasole ecc.; olio residuo 2-3%;
  • Panello cake residuo dell'estrazione dell'olio tramite mezzi di estrazione meccanica, meno efficiente per cui il panello ha un contenuto residuo di olio nettamente maggiore rispetto alla farina, olio residuo circa 12%;
  • Espellur: Tramite estrusione in cui l'estrazione viene fatto con una vite, che continuando a ruotare fa avanzare e spinge il prodotto. Questa forte estrazione meccanica produce l'olio, l'azione meccanica essendo forte sviluppa calore e l'estrazione è migliore, è più efficiente della meccanica, residuo 6%.
  • NB: Se il prodotto è ricco d'olio abbiamo meno proteine e si possono bloccare i processi fermentativi nel rumine. Un mangime può ricoprire il fabbisogno energetico ma bisogna tenere di conto anche determinate caratteristiche fisiologiche (rumine).
  • Sottoprodotti industria alimentare 11,7%: dalla lavorazione del frumento come la crusca ecc.
  • Minerali e vitamine 2,8%.
  • Oli e grassi 1,6%.
  • Proteaginose 1,3%.
  • Foraggi disidratati 1,4%.
  • Sottoprodotti latterio caseari 0,8%.
  • Farine animali 0,4%: possono essere utilizzate in alcune specie come nel suino (circa lo 0,4%) ma sono vietate nei ruminanti, hanno un grande valore biologico ma non vengono utilizzate perché comporterebbero una perdita economica, sono utili soprattutto nella prima fase di crescita ed in genere quando si danno farine animali si danno farine di pesce.
  • Altre materie prime 4,2%.

Produzione nazionale di mangimi industriali

  • 41,4% avicoli → carne a basso costo
  • 25,3% suini
  • 22,8% bovini
  • 10,5% altri

Struttura organizzativa dell’industria mangimistica italiana

La complessità produttiva di un mangimificio è relativamente modesta: l’industria mangimistica è un’industria complessa nella gestione ma abbastanza semplice per quanto riguarda i processi produttivi:

  1. Arrivano le materie prime.
  2. Vengono stoccate in silos o magazzini.
  3. Pesata: vengono prese, pesate le quantità per mangime.
  4. Macinazione e miscelazione delle stesse.
  5. Eventuale palettatura o estrusione.

Inizialmente il mangimificio produceva un certo numero di mangimi ma comunque ristretti. Negli ultimi decenni tuttavia le aziende rimaste hanno modificato la loro struttura organizzativa adattandola alla realtà di mercato. In particolare, alcune industrie mangimistiche non si sono limitate alla semplice produzione di mangimi ma si sono proposte anche come fornitrici di servizi tecnici e finanziari.

I principali servizi tecnici forniti consistono nell’assistenza di tipo nutrizionale, attraverso la formazione del razionamento per i vari allevamenti e l’analisi dei foraggi e nell’assistenza di tipo sanitario per la prevenzione e per la terapia di massa. Il mangimificio ad oggi fa spesso anche attività di ricerca e di sviluppo in collegamento con il mondo scientifico universitario e con gli istituti di ricerca.

Nel supporto finanziario rientra anche l’acquisto di silos che però siccome ha un costo elevato può essere fornito dal gruppi finanziari, mangimificio, (Amadori) che oltretutto possono fornire un contratto di soching, le due parti si dividono i compiti, l’imprenditore mette a disposizioni la struttura stalle e manodopera mentre il mangimificio mette a disposizione gli animali e l’assistenza sanitari, e il mangimificio poi acquis...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/18 Nutrizione e alimentazione animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elyb1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica mangimistica animale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Liponi Gian Battista.
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