Definizione e fattori della curva di domanda
La domanda è una funzione (o una curva) che mostra le diverse quantità di un bene che i consumatori sarebbero disposti ad acquistare per ognuno dei molteplici prezzi possibili nel corso di un determinato periodo di tempo, considerati tutti gli altri vincoli. I fattori che ne determinano un aumento sono:
- Aumento del reddito o della ricchezza
- Aumento del prezzo di un bene sostituto
- Aumento della popolazione
- Aumento del prezzo atteso
- Aumento delle preferenze su quel bene
- Riduzione di un bene complementare
Effetto dell'innovazione tecnologica sull'offerta
L’offerta è la relazione diretta tra la quantità di un bene o servizio che i venditori sono disposti a vendere e il prezzo del bene o del servizio. Vi sono dei fattori che al loro variare possono comportare un cambiamento dell’offerta. Uno di questi riguarda l’innovazione tecnologica. Il progresso tecnologico pone le aziende nella condizione di poter produrre quantità di output sempre maggiori con il minor impiego di risorse e ciò con positivi riflessi sui costi di produzione. Pertanto, un progresso tecnologico che consente un risparmio sui costi aumenta l’offerta di un bene, spostando la curva verso destra.
Effetto dell'incremento nei costi di produzione sull'offerta
L’offerta è la relazione diretta tra la quantità di un bene o servizio che i venditori sono disposti a vendere e il prezzo del bene o del servizio. Vi sono dei fattori che al loro variare possono comportare un cambiamento dell’offerta. Uno di questi riguarda l’incremento dei costi di produzione. I prezzi delle risorse impiegate nel processo produttivo contribuiscono a determinare il costo di produzione sopportato dalle imprese. Se le risorse hanno prezzi elevati e crescenti, le imprese dovranno far fronte a un costante aumento dei costi, e quindi, per ogni livello di prezzo, vedranno contrarsi i profitti. Questo riduce la quantità che l’impresa è disposta ad offrire per ogni livello di prezzo. Quindi, un aumento del prezzo di un fattore produttivo provocherà una diminuzione dell’offerta e uno spostamento della curva verso sinistra.
Determinanti dell'offerta
Le determinanti dell’offerta sono: prezzi delle risorse, innovazione tecnologica, tasse e sussidi, prezzi degli altri prodotti alternativi, prezzi attesi, numerosità dei venditori. I prezzi delle risorse impiegate nel processo produttivo contribuiscono a determinare il costo di produzione sopportato dalle imprese. Se le risorse hanno prezzi elevati e crescenti, le imprese dovranno far fronte a un costante aumento dei costi. Il progresso tecnologico pone le aziende nella condizione di poter produrre quantità di output sempre maggiori con il minor impiego di risorse e ciò con positivi riflessi sui costi di produzione. Le imprese considerano la tassazione come un costo: quindi un aumento delle tasse (o imposte) farà aumentare i costi di produzione e ridurrà l’offerta. Le imprese che producono un determinato bene possono servirsi dei propri impianti anche per produrre beni affini. Un aumento del prezzo dei beni alternativi potrebbe indurre i produttori a convertire la produzione e indirizzarla verso questi beni. Le variazioni sulle aspettative sul prezzo futuro del prodotto potrebbero influire sulla volontà dei produttori di immetterlo sul mercato. Infine, tanto maggiore è il numero di produttori, tanto maggiore è l’offerta di mercato.
Definizione di breve e lungo periodo
Può essere relativamente semplice modificare l’impiego di materie prime e di forza lavoro, ma non lo è altrettanto ridurre, o aumentare, la capacità degli impianti. Per questo motivo in economia si distingue il breve dal lungo periodo. Il breve periodo è un periodo troppo limitato perché l’impresa riesca a modificare la capacità dei propri impianti produttivi. Il lungo periodo, invece, è un periodo tale da consentire all’impresa di modificare le quantità impiegate di tutte le risorse di cui si serve, inclusa la capacità produttiva dell’impianto.
Definizione di utilità marginale e totale di un bene
L’utilità è soggettiva, cioè varia da persona a persona, ed è molto difficile da quantificare. L’utilità marginale è la soddisfazione ulteriore che un consumatore realizza con un’unità addizionale del bene. L’utilità marginale rimane positiva fino al punto di massimo dell’utilità totale, e poi diventa negativa. Possiamo definire l’utilità marginale come la variazione che subisce l’utilità totale per effetto del consumo aggiuntivo di una unità. L’utilità totale misura l’ammontare complessivo di soddisfazione che un soggetto trae dal consumo di una particolare quantità. Studiando il grafico noteremo come essa raggiunge un massimo, per poi iniziare a decrescere.
Definizione di prodotto totale, marginale e medio
Un’impresa è un’organizzazione che impiega risorse per la produzione di beni e/o servizi per ricavarne un profitto, ossia combinano gli input per ottenere gli output. La funzione di produzione, per ogni combinazione di input, definisce la quantità massima di prodotto che l’impresa può realizzare in un determinato arco di tempo. Al riguardo il prodotto si divide in: totale, marginale e medio. Il prodotto totale è la quantità complessiva di un particolare bene o servizio che si può realizzare con una determinata combinazione di input. Il prodotto marginale è la produzione aggiuntiva che si ottiene incrementando di un’unità l’impiego del fattore variabile. Il prodotto medio è la quantità di prodotto ottenuta per ogni unità di input impiegata. L’utilizzo di maggiori quantità di input di prodotto marginale prima aumenta e poi diminuisce. Quando il prodotto marginale di un input cresce all’aumentare delle unità impiegate di quell’input, parleremo di rendimenti marginali crescenti di quel fattore. Quando il prodotto marginale di un input diminuisce diciamo che ci sono rendimenti marginali decrescenti di quel fattore. La quantità di prodotto totale aumenta con l’introduzione di un nuovo input, ma l’incremento è sempre minore.
Definizione e andamento della PPF
La PPF ossia Frontiera delle Possibilità di Produzione (Production Possibilities Frontier) è una curva e indica le diverse combinazioni di beni che si possono produrre avendo a disposizione un quantitativo definito di risorse e tecnologia. Ogni punto sulla frontiera rappresenta una combinazione limite tra due prodotti, che può ottenersi se si occupano in modo efficiente tutte le risorse. L’andamento della curva ci mostra un costo opportunità crescente: più bene x decidiamo di produrre, maggiore è la rinuncia ad ‘altri beni’ che si deve fare. Dato l’andamento crescente del costo opportunità, la curva in esame è concava, cioè diventa sempre più ripida spostandosi verso destra. Poiché il costo opportunità aumenta spostandoci a destra, anche il valore assoluto della pendenza della PPF deve aumentare. In altri termini, quanto più elevata è la produzione di un bene in una società, tanto maggiore risulterà il costo opportunità da sostenere per ottenere un’unità addizionale.
Definizione e andamento del costo totale
Il costo totale di produzione che un’impresa deve sostenere corrisponde al costo opportunità che sostengono coloro che apportano il capitale di rischio: in effetti questi sacrificano delle risorse per realizzare una determinata quantità di output. Il costo totale è dato dalla somma dei costi fissi e dei costi variabili. TC = TFC + TVC (TC = costo totale, TFC = costo fisso totale, TVC = costo variabile totale). Il costo totale parte sull’asse delle ordinate dal livello di costo fisso e cresce in considerazione del costo variabile.
Definizione del vincolo di bilancio
Nell’ambito economico consideriamo che la maggior parte degli individui cerchi di massimizzare la propria soddisfazione, compatibilmente con il reddito a disposizione. Questo limite posto alle scelte del consumatore viene definito come vincolo di bilancio. Il vincolo di bilancio individua le diverse combinazioni di beni e/o servizi cui il soggetto può accedere, compatibilmente con il reddito a disposizione e sulla base dei prezzi. Nel grafico notiamo la retta di bilancio che mostra le combinazioni di due prodotti che possono essere acquistati con determinati livelli di reddito, con annessi i prezzi degli stessi prodotti. Nel punto a si sceglie di acquistare zero unità del bene A ma si acquisteranno le unità del bene B. Nel punto b si sceglie una combinazione dei due beni, mentre nel punto d solo unità del bene A.
Perché Ed è sempre negativa?
Dal momento che le curve di domanda hanno pendenza negativa, Ed sarà sempre un numero negativo. Ad esempio, se il prezzo si riduce, la quantità domandata aumenterà: ciò vuol dire che il numeratore della formula sarà positivo, mentre il denominatore sarà negativo, determinando un valore negativo dell’elasticità.
Definizione del costo marginale
Il costo marginale è il costo addizionale che si deve sostenere per la produzione di una ulteriore unità di prodotto. MC = ΔTC/ΔQ. I costi marginali sono costi che l’impresa può controllare in modo diretto e immediato. Nello specifico MC è il costo complessivo che si sostiene per la produzione dell’ultima unità realizzata e, quindi, indica anche il costo che si può risparmiare se questa ultima unità non si realizza. Le decisioni di un’impresa in merito al livello produttivo sono prese spesso in funzione di variabili marginali.
Effetto di reddito e effetto di sostituzione
Si definisce effetto di reddito l’impatto di una variazione nel prezzo di un prodotto sul reddito reale (potere di acquisto) di un consumatore e, quindi, sulla quantità domandata di quel bene. Ad esempio, se il prezzo di uno dei due beni, A e B, scende, aumenta il potere di acquisto del consumatore: graficamente la retta di bilancio ruota verso destra. Dobbiamo comunque ricordare che un aumento del reddito incrementerà la domanda di beni normali e ridurrà quella di beni inferiori.
Si definisce effetto di sostituzione l’impatto esercitato dalla variazione del prezzo di un prodotto, sul suo costo relativo, ossia rispetto ad altri beni. L’effetto di sostituzione provoca sempre una variazione della quantità domandata nella direzione opposta rispetto a quella del prezzo: in altre parole, quando il prezzo scende l’effetto di sostituzione causa un aumento della quantità domandata, mentre quando il prezzo sale l’effetto di sostituzione causa una diminuzione della quantità domandata. ESEMPIO: All’aumentare del prezzo del grano diminuisce il prezzo del riso.
Perché la produttività marginale è decrescente?
La produttività marginale è la quantità addizionale della produzione che si ottiene impiegando un’unità aggiuntiva di un fattore produttivo. Oltrepassato un determinato limite, l’impiego aggiuntivo del fattore produttivo incrementa la produzione in modo meno che proporzionale. Ciò accade quando l’incremento del fattore produttivo non si combina...
-
Filosofia del Diritto - 50059 - Prova Parziale (con svolgimento)
-
Svolgimento Compito di Matematica Finanziaria
-
Esercitazione Statistica con svolgimento
-
Svolgimento esercizi idrostatica