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Neurofisiologia dei processi mentali

Data: 10/12/2015

Il linguaggio

È un meccanismo che ci permette di utilizzare simboli arbitrari ai quali attribuiamo un significato, sia su base culturale che in termini filogenetici. È una funzione tipica dell'uomo. Si costituisce di 3 componenti fondamentali:

  • Fonologica
  • Morfologica
  • Sintattica

Kandel (pag.1357-1358)

Il linguaggio è una caratteristica esclusiva dell’uomo. Le tecniche di visualizzazione cerebrale, come PET e fMRI, hanno permesso di osservare il tipo di attivazione che ha luogo a livello cerebrale durante lo svolgimento di compiti linguistici. Si è scoperto che nella produzione del discorso cooperano sistemi cerebrali multipli e relativamente distinti. L’uomo non è la sola specie in grado di comunicare, ma nessun animale possiede un sistema di comunicazione paragonabile al linguaggio umano.

La caratteristica fondamentale del linguaggio è quella di essere formato da un numero finito di suoni (fonemi) che possono essere combinati con infinite possibilità. Molte lingue utilizzano suoni identici, ma raggruppati in modo diverso: i bambini, per poter differenziare le parole e fonemi e coglierne il significato, devono scoprire in che modo la loro lingua raggruppa i suoni. I frequenze sub-fonemi si distinguono per sottili variazioni della vibrazione del tratto vocale, dette formanti: il tipo e la durata di queste frequenze formanti distinguono le parole che differiscono per una sola unità fonetica. Il sistema uditivo percepisce queste rapide variazioni. L’ascolto del linguaggio modifica ben presto il cervello del bambino, e l’apprendimento precoce lo modifica per tutta la vita.

I morfemi sono le più piccole unità di linguaggio dotate di significato (prefissi e suffissi). La sintassi specifica l’ordine con cui le parole si susseguono in una frase per ciascun linguaggio (es. soggetto-verbo-predicato).

Gli aspetti di ognuna di queste componenti sono riconducibili a specifici substrati nervosi. Il linguaggio ha quindi una sua struttura, ma esistono anche aspetti che vanno al di là di essa e che compongono la prosodia, la quale comprende tutti quegli elementi che caratterizzano il messaggio (pause, intercalari, tono della voce, velocità, enfasi…). Anche la prosodia corrisponde a uno specifico elemento neurale.

Kandel (pag.1362-1363)

La prosodia comprende anche elementi paralinguistici, come lo stato emotivo di chi parla. Anche nel corso della vita uterina i feti imparano ascoltando gli effetti prosodici dei discorsi fatti dalla madre. Infatti alla nascita i neonati mostrano una preferenza di ascolto per la lingua parlata dalla madre durante la gravidanza, per la voce della mamma piuttosto che quella di altre donne.

Il linguaggio viene appreso in base all'esposizione, quindi in gran parte per imitazione: se un bambino non viene esposto al linguaggio non svilupperà questa funzione.

Kandel (pag.1361)

I bambini sviluppano la capacità di imitare i suoni che sentono pronunciare dagli altri a circa 20 settimane di vita.

Lo sviluppo del linguaggio

  • Fino a 7 mesi il bambino emette solo suoni, poi comincia a pronunciare sillabe, "balbettio".
  • A 12 mesi capiscono circa 50 parole e cominciano a pronunciare discorsi che assomigliano a quelli della lingua natia.
  • Dai 18 mesi si osserva uno sviluppo esponenziale del linguaggio, con i rudimenti della sintassi e l’accoppiamento di parole in successione.
  • A 24 mesi pronunciano 200-300 parole e cominciano a comprendere frasi complesse.
  • A 36 mesi costruiscono la frase come gli adulti.

Kandel (pag.1363-1364)

L’acquisizione del linguaggio è l’esempio di un’abilità che viene meglio appresa nel corso di un periodo critico dello sviluppo. Lennenberg ha proposto che durante la pubertà, fattori legati alla maturazione determinano una variazione dei meccanismi nervosi che controllano l’apprendimento delle lingue. Il primo apprendimento, quello della lingua nativa, determina un orientamento nervoso che permette di mettere meglio in evidenza le particolarità specificoacustiche di quella lingua. Tale orientamento interferisce con l’apprendimento successivo di un’altra lingua, riducendo la capacità di identificare strutture linguistiche diverse da quella della lingua nativa. Nelle prime fasi della vita è possibile apprendere 2 o più lingue, in quanto gli effetti di queste interferenze sono minimi.

La maturazione determina il tempo nel quale la finestra dell’apprendimento si apre; l’esperienza è la principale responsabile della chiusura di questa finestra. Tuttavia noi non perdiamo completamente la capacità di apprendere una nuova lingua.

Il "maternese" migliora l’apprendimento del linguaggio, poiché è un particolare stile di discorso che utilizza toni più alti, un ritmo più lento con un’esagerata intonazione che enfatizza le unità fonetiche.

Durante l'apprendimento del linguaggio i bambini sono creativi: quando "sbagliano" non si tratta di veri e propri errori, ma di tentativi di creare qualcosa di nuovo e di personale.

Kandel (pag.1359-1360)

Skinner

Ognuno di noi ha una facoltà di linguaggio innata. Il linguaggio è un comportamento appreso che si sviluppa in funzione dei rinforzi.

Chomsky

Il linguaggio comprende una grammatica universale e una universale fonetica: è poi l’esposizione a una certa lingua che ne guida lo sviluppo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeDzEp1991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurofisiologia dei processi mentali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Fogassi Leonardo.
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