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Sviluppo neuropsichico Appunti scolastici Premium

Appunti di sviluppo neuropsichico per l'esame della professoressa Antonella Gritti.
Negli appunti sullo sviluppo neuropsichico emergono le parti fondamentali per lo studio accurato della materia:
teorie dello sviluppo, basi psicologiche dello sviluppo, valutazione dello sviluppo,... Vedi di più

Esame di Neuropsichiatria infantile docente Prof. A. Gritti

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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

1 CAPITOLO

LE TEORIE DELLO SVILUPPO

Lo sviluppo può essere definito come il processo in base al quale l’individuo passa dalla condizione

Le caratteristiche fisiche, funzionali e psicologiche dell’individuo

di bambino a quella di adulto.

cambiano secondo tempi definiti, individuando periodi caratteristici dello sviluppo:

 → dalla nascita ai 2 anni

LA PRIMA INFANZIA

 → 3-7

LA SECONDA INFANZIA anni

 → (Fanciullezza) dai 6-7

LA TERZA INFANZIA anni ai 12-13 anni

 L’ADOLESCENZA → va dai 13-14 anni e arriva alla condizione di adulto.

La psicologia dello sviluppo si occupa della crescita psicologica dell’individuo, poi c’è un’altra

prospettiva che descrive lo sviluppo secondo le tappe evolutive. La capacità dell’individuo di

integrarsi all’ambiente si realizza attraverso lo sviluppo di alcune competenze che si raggruppano in

diverse aree:

 AREA MOTORIA ( riguarda le competenze che permettono all'individuo di

muoversi,toccare, agire sul territorio)

 → permette all'individuo

AREA DELLA PERCEZIONE di raccogliere informazioni

dall'esterno e di attribuirgli un significato

 AREA LINGUISTICA (consente all'individuo di appropriarsi del codice di comunicazione

del gruppo cui appartiene)

 AREA COGNITIVA (permette all'individuo di raccogliere e sistematizzare le esperienze in

sistemi di conoscenza)

 AREA AFFETTIVO-RELAZIONALE (permette all'individuo di comprendere e riflettere

sui propri stati mentali, su quelli degli altri e sulle leggi che regolano i rapporti

interpersonali)

Sul piano somatico lo sviluppo è sancito da cambiamenti fisici. Sul piano psicologico invece la

maturità è desunta da una serie di comportamenti che si attuano in una dimensione affettivo-

relazionale stabile e dal fatto che l'individuo abbia raggiunta la capacità di adattamento sociale nel

PERSONALITA’

gruppo cui appartiene. Tutti i diversi schemi di comportamento formano la che è

l'essenza di ogni persona e si esprime nel comportamento e nell'esperienza soggettiva. Essa è

costituita da una serie di caratteristiche, i tratti di personalità, che sono dei modi costanti di

percepire, di rapportarsi e di pensare nei confronti dell'ambiente e di sé stessi, che si manifestano

nei contesti sociali e personali. Questi elementi costitutivi sono duraturi nel tempo e caratterizzano

interagire dell'individuo. Per spiegare l’organizzazione della personalità

il modo di essere e

utilizziamo 3 tipi diversi di approccio:

1) APPROCCIO PSICOANALITICO

2) APPROCCIO COMPORTAMENTISTA

3) APPROCCIO BIOLOGICO

APPROCCIO PSICOANALITICO tende a spiegare il funzionamento psichico dell’uomo.

La teoria psicoanalitica, elaborata da Freud,

Alla base di tale ipotesi è il principio del determinismo psichico in base al quale niente avviene per

caso nell'organizzazione mentale. Ogni processo psichico può essere compreso secondo 3 punti di

vista: → che considera l’apparato psichico come un’organizzazione di diversi sistemi

1) TOPICO

che assicurano funzioni diverse.

→ esistenza di un gioco di forze in interazione fra loro.

2) DINAMICO → sottolineano che ogni fenomeno psichico è regolato

3) ECONOMICO da una certa quantità

di energia.

La teoria psicoanalitica ha fornito un contributo determinante per l’interpretazione del

funzionamento della personalità. La concezione psicoanalitica della personalità si incentra

sull’interazione organismo/ambiente. Questa interazione si svolge secondo processi dinamici che si

caratterizzano nel corso dello sviluppo. Con l’opera “Interpretazione Freud mise a punto

dei sogni”

una concezione dell’apparato psichico distinguendone 3 livelli (prima concezione topica)

→ appartengono contenuti esclusi dal campo della coscienza

1) al LIVELLO INCONSCIO → comprende i contenuti che possono essere richiamati alla

2) il LIVELLO PRECONSCIO

coscienza stessa → include tutti i pensieri, affetti, ricordi dei quali l’individuo

3) il LIVELLO CONSCIO ha

chiara consapevolezza e percezione.

A partire dal 1920 Freud elaborò una seconda concezione dell’apparato psichico (seconda topica),

con la quale descrive la personalità dell’individuo attraverso 3 istanze

definita ipotesi strutturale,

psichiche:

 ES

 IO

 SUPER-IO

L’ES rappresenta il polo pulsionale della personalità e comprende l'insieme delle energie pulsionali.

I contenuti dell’ES appartengono alla sfera dell’inconscio. Il modo di funzionare dell’ES è definito

da Freud processo primario ed implica lo scarico immediato delle pulsioni. Questa modalità di

funzionamento psichico è predominante nei primi stadi della vita, quando il bambino tende ad agire

Secondo Freud alla nascita l’apparato psichico è costituito solo

secondo il principio di piacere.

dall’ES e poi da esso si verrebbero a costituire l’IO ed il SUPER-IO.

L’IO rappresenta un’istanza della personalità molto complessa che svolge diverse funzioni. Il suo

scopo è di garantire il successo nel processo di adattamento attraverso il coordinamento delle

istanze psichiche. Le strutture dell’IO svolgono un’azione di verifica e di controllo sull’ambiente

per assicurare il successo nel processo di adattamento e programmare il soddisfacimento delle

esigenze interiori. L’IO si pone anche come polo difensivo della personalità per far si che ci sia un

Nell’ipotesi strutturale l’IO svolge una

equilibrio psichico interiore (IO = principio di realtà).

azione inconscia attraverso i meccanismi di difesa, cioè modalità messe in atto per reagire al

spinte dell’ES e del SUPER-IO.

conflitto generato dalle La caratteristica fondamentale di questi

meccanismi è di svilupparsi e di funzionare al di fuori della consapevolezza dell’individuo. Il

che si produce rappresenta lo scontro tra le 2 istanze in cui l’ES tende all’appagamento

conflitto

immediato, mentre l’IO tende al loro contenimento. I principali meccanismi di difesa sono:

→ meccanismo attraverso il quale vengono respinti i sentimenti

1) LA RIMOZIONE

sgradevoli → il mondo esterno viene incorporato dall’individuo,

2) L'INTROIEZIONE utilizzato nelle

prime fasi dello sviluppo (es: il bambino si identifica con un animale feroce x vincere la

paura) → tendenza ad attribuire i propri sentimenti spiacevoli ad altre persone

3) LA PROIEZIONE

(l'individuo si sente odiato e quindi prova sentimenti ostili)

→ si riduce l’ansia rifiutando la realtà esterna spiacevole

4) LA NEGAZIONE → il contenuto temuto di un sentimento viene respinto a

5) LA FORMAZIONE REATTIVA

livello inconscio e sostituito con quello opposto (il genitore di un bambino portatore di

handicap trasforma il sentimento di rifiuto in iperprotezione)

→ arresto ad una prima fase dello sviluppo in quanto un passaggio a

6) LA FISSAZIONE

quella successiva implica una angoscia eccessiva

→ si ritorna a fasi precedenti dello sviluppo,

7) LA REGRESSIONE presente in bambini alla

nascita di un fratellino → trasferire le pulsioni mal tollerate verso motivazioni accettabili

8) LO SPOSTAMENTO → le energie legate all’appagamento di un impulso vengono distolte

9) LA SUBLIMAZIONE

e mobilitate verso una finalità socialmente approvata (scelta di castità o competizioni

sportive) → tendenza a proporre a tutti una spiegazione logica dei

10) LA RAZIONALIZZAZIONE

propri sentimenti (favola della volpe e l'uva)

L’INTELLETTUALIZZAZIONE → spostare gli impulsi penosi dal campo delle

11) emozioni ai concetti intellettualizzati, presente nei soggetti con tratti ossessivi.

I meccanismi di difesa si formano durante lo sviluppo e sono presenti in tutti gli individui normali.

Essi formano i tratti di carattere ma se divengono troppo rigidi e ripetitivi, assumono un carattere

patologico.

Il SUPER-IO comprende funzioni di divieto e il sistema di valori. Quando compiamo una azione

viene espresso un giudizio interiore che può essere di approvazione o di rimprovero e condanna,

questa è la funzione svolta dal SUPER-IO. Secondo Freud il SUPER-IO compare attorno ai 4-5

anni. Il SUPER-IO svolge una funzione sia conscia che inconscia, in quanto da una parte

rappresenta contenuti relativi a norme e valori, ma si costituisce su dinamiche pulsionali che

inconsce. La finalità dell’apparato psichico consiste nel realizzare il

rimangono processo di

adattamento, cambiare in base alle modifiche ambientali.

LO SVILUPPO PSICOSESSUALE

La sessualità non è solo un istinto che tende alla scarica attraverso un’eccitazione genitale, ma

include una serie di attività che derivano da zone corporee diverse in assenza di finalità riproduttive.

Secondo Freud la sessualità infantile ha 3 spetti importanti:

 Le aree che rappresentano fonti di stimolo eccitatori non sono solo quelle genitali ma

includono anche altre regioni corporee, definite zone erogene.

 Le manifestazioni sessuali si estrinsecano in attività e relazioni che fanno parte del piacere

preliminare.

 La sessualità infantile è autoerotica, in quanto il bambino ricerca il soddisfacimento

attraverso la stimolazione di parti del proprio corpo.

La pulsione sessuale e l’energia ad essa legata, definita LIBIDO, subiscono trasformazioni durante

lo sviluppo assumendo manifestazioni diverse. Questa evoluzione si articola secondo le FASI

LIBIDICHE. L’evoluzione della sessualità infantile è divisa in:

1) PERIODO PREGENITALE, che si divide in:

→ dalla nascita ad 1 anno circa di età

a. FASE ORALE → da 1 a 3 anni

b. FASE ANALE → da 3 a 5 anni circa

c. FASE FALLICA → da 6-7

2) PERIODO DI LATENZA anni fino alla pubertà

→ inizia con la pubertà.

3) PERIODO GENITALE

PERIODO PREGENITALE

→ nel primo anno di vita, la zona bucco-faringea

a. FASE ORALE costituisce la zona

erogena predominante. Secondo Freud la suzione è la più precoce espressione della pulsione

sessuale. Essa si basa su un'attività riflessa innata, già presente al momento della nascita

ed è legata alle funzioni alimentari e ai bisogni di gratificazione. Infatti il neonato non

succhia solo il seno quando è affamato, ma anche quando è sazio perché gli provoca piacere.

In questa fase le fobie infantili sono la paura di essere divorato. In età adulta vi sono tracce

di questa prima fase che si ritrovano nel piacere di baciare, di mangiare, bere e fumare.

→ durante il 2-3

b. FASE ANALE anno di vita. La zona uretro-anale e perianale

rappresentano la zona erogena predominante. Il bambino prova piacere nelle attività di

eliminazione e ritenzione. Le feci acquistano il valore di segni simbolici e rappresentano una

parte del corpo che il bambino in un certo senso perde. Il bambino attribuisce alle feci il

significato di un dono che fa alla madre. In questa fase appare la paura di essere derubato dei

contenuti del proprio corpo. Tracce di questo stadio si ritrovano nei tratti di carattere

dell'adulto come l'ostinazione, l'ordine e l'aggressività.

→ fra i 3-5 anni d’età. La zona erogena è quella genitale. In questa fase si

c. FASE FALLICA

passa dall’autoerotismo ad una scelta di un oggetto d’amore esterno. Le vicende relazionali

vengono denominate complesso di Edipo. Secondo Freud in questa fase si instaura una

situazione triangolare tra padre madre - figlio in cui il padre assume un ruolo importante

per il bambino, mentre verso la madre dirige le sue richieste di soddisfacimento sessuale. Il

sessuali e d’amore per il genitore di sesso opposto e

bambino sperimenta sentimenti

sentimenti di gelosia per quello dello stesso sesso. L’oggetto di maggior interesse sia per i

maschi che per le femmine è il pene. Per il bambino possedere il pene è fonte di orgoglio,

ne è invidiosa. Il bambino inizia ad avere l’angoscia

mentre la femmina di castrazione e

supera il complesso di Edipo, reprimendo i sentimenti incestuosi che prova x la mamma e

riconosce il padre come modello ideale e ne interiorizza le norme e i divieti. La bambina,

invece, prova rabbia nei confronti della madre perché non le ha fornito il pene. Il desiderio

di avere un pene diventa il desiderio di avere un figlio dal padre.

PERIODO DI LATENZA

Va dai 6 anni alla pubertà. In questo periodo la sessualità subisce una fase di arresto. Infatti, il

quadro evolutivo è caratterizzato da una diminuzione dell’interesse sessuale e dal sorgere di nuovi

interessi orientati verso la vita pratica. Il bambino comincerà ad instaurare relazioni al di fuori della

cerchia familiare, ovvero nel gruppo dei coetanei. Il bambino prova interesse x gli eventi della

realtà. Questo periodo è molto importante perché in esso si forma il carattere dell’individuo.

PERIODO GENITALE

Inizia con la pubertà che comporta un’intensificazione degli impulsi sessuali. La pubertà riaccende

il conflitto tra l’ES e i meccanismi difensivi dell’IO. Freud denominò questi organizzazione

che si costituisce appunto nella pubertà e rappresenta l’ultima fase dello sviluppo

genitale

psicosessuale. In questa fase, gli stimoli eccitatori, connessi con le altre zone erogene, partecipano

al piacere preliminare che precede l'orgasmo. La sessualità matura e può dirsi conclusa.

APPROCCIO COMPORTAMENTISTA

Il presupposto di questo approccio è che la mente del bambino alla nascita è tabula rasa e che

L’apprendimento consiste in una modificazione

quindi ogni comportamento deve essere appreso.

stabile del comportamento. La teoria associazionista nacque con l’intento di ridurre i contenuti

psichici a sensazioni dalla quale per associazione si formano idee più complesse. Molti autori

affermano che le idee si associano se ricorrono spesso insieme con :

 CONTIGUITA’ TEMPORALE

 CONTIGUITA’ SPAZIALE

 CONGIUNZIONE COSTANTE

In psicologia il condizionamento viene considerato una forma semplice di apprendimento. Questo

condizionamento è un paradigma sperimentale utilizzato dal comportamentismo. Il

comportamentismo nacque nel 1913 ad opera di Watson e si basa su comportamenti osservabili.

Secondo questa scienza l’unica conoscenza valida è quella che si basa sull’osservazione. L’oggetto

di studio è il comportamento.

APPRENDIMENTO PER CONDIZIONAMENTO CLASSICO

In uno dei suoi esperimenti Pavlov, studiando la secrezione salivare del cane, osservò che questa si

produceva ogni volta che il cane mangiava. Dato che la salivazione era automatica e non vi era

nessun tipo di apprendimento venne denominata risposta incondizionata mentre il cibo stimolo

incondizionato. In un successivo esperimento Pavlov faceva suonare un campanello prima di dare

varie presentazioni “campanello-cibo”, il cane iniziava a salivare appena sentiva il

il cibo. Dopo

campanello e quindi il cane aveva avuto una forma di apprendimento. Il suono del campanello

venne chiamato stimolo condizionato e la salivazione anticipata risposta condizionata. Il

L’approfondimento

principio del condizionamento classico venne definito principio di contiguità.

degli studi di Pavlov stabilì 2 regole:

 dello stimolo → principio secondo cui gli stimoli simili evocano la

La generalizzazione

stessa risposta

 → indebolimento della risposta condizionata(salivazione anticipata) quando

L’estinzione

allo stimolo condizionato(suono) non segue lo stimolo incondizionato (cibo).

Riguardo lo sviluppo del bambino si può notare che diversi comportamenti vengono appresi per

condizionamento classico. Sono comportamenti che il bambino mette in atto in presenza di stimoli

neutri. Questi comportamenti che il bambino apprende possono essere sia piacevoli che spiacevoli.

APPRENDIMENTO PER CONDIZIONAMENTO OPERANTE

Si fonda sul principio che un soggetto che deve apprendere mette in atto comportamenti che poi

associa a conseguenze piacevoli o spiacevoli. Thorndike elaborò la teoria del connessionismo,

secondo cui la mente non è altro che un sistema di connessioni fra stimoli ambientali e le risposte

manifestate dall’organismo. Uno degli esperimenti più importanti di Thorndike consisteva nel

collocare un gatto affamato in una gabbia, dove al di fuori era posto il cibo. Inizialmente il gatto

azione non gli permise l’erogazione del cibo. Pian

compiva azioni inefficaci fino a quando una

piano il gatto compiva sempre meno azioni inutili e diminuiva il tempo per uscire dalla scatola.

Thorndike concluse che chi apprende procede per “prove ed errori”. Con i suoi esperimenti,

Thorndike formulò una serie di leggi:

 LEGGE DELL’ESERCIZIO → per la quale ogni risposta si associa ad una situazione

quanto più verrà utilizzata in quella situazione.

 LEGGE DELL’INTENSITA’ → quanto maggiore è il soddisfacimento o l’insoddisfazione

tanto maggiore sarà il rafforzamento o l’indebolimento del legame

prodotte dalla risposta,

associativo esistente

 LEGGE DELL’EFFETTO → secondo cui le risposte riuscite vengono impresse e ripetute

con più probabilità, mentre quelle non riuscite con meno probabilità.

Secondo Skinner sia gli animali che gli uomini tendono a ripetere le azioni che determinano

situazioni piacevoli. Secondo Skinner l’individuo non rimane passivo nel suo ambiente, ma entra in

interazione con molti stimoli che discrimina, seleziona e modifica. Il risultato delle azioni può

essere di rinforzo positivo, di rinforzo negativo o di una punizione. Il rinforzo positivo è una

ricompensa piacevole all’attuazione di un comportamento. Il è un’esperienza

rinforzo negativo

piacevole che si verifica quando una azione riesce a far cessare uno stimolo avversativo, prevede un

è l’applicazione

comportamento attivo che permette di evitare situazioni spiacevoli. La punizione

di un comportamento per favorirne un altro, ma non riesce ad insegnare nulla di nuovo.

APPRENDIMENTO OSSERVATIVO ( O APPRENDIMENTO PER IMITAZIONE)

è molto importante nell’apprendimento l’imitazione. La maggior parte degli

Secondo Bandura

esperimenti di Bandura prevedevano l’apprendimento di un compito da parte di alcuni soggetti, che

venivano divisi in 2 gruppi in cui solo uno aveva la possibilità di osservare un modello come

esempio. Alla fine dell’esperimento si notò che l’osservazione del modello favoriva l’assunzione

del comportamento. Anche questo apprendimento riguarda sia comportamenti negativi che positivi.

Bandura ha anche attirato l’attenzione su un altro tipo di rinforzo, intrinseco, dove il piacere che

deriva dall’aver compiuto un certo comportamento agisce all’interno nel rinforzare tale

comportamento, anche senza il consenso esterno. Bandura sottolinea anche alcuni aspetti che fanno

dell’apprendimento un atto cognitivo:

 Gli uomini sono individui cognitivi perché pensano e riflettono sulle conseguenze che

derivano dal loro comportamento

 Gli individui sono influenzati da quello che pensano possa accadere che da quello che

realmente accade

 I bambini imparano nuove risposte osservando il comportamento degli altri

 Il bambino è in grado di apprendere osservando e in seguito deciderà lui quando e se

utilizzare tali comportamenti

Bandura sostituisce il determinismo ambientale, secondo cui il bambino è visto come un recettore

passivo degli stimoli, con il determinismo reciproco, che individua il bambino come fonte attiva

degli stimoli ambientali.

APPROCCIO BIOLOGICO

Il bambino è un sistema in crescita; il corpo cresce, il comportamento cresce.

LO SVILUPPO È MATURAZIONE

Per i maturazionisti, la maturazione consiste in una serie di modifiche del Sistema Nervoso

IL TEMPERAMENTO

I fattori genetici determinerebbero nell’individuo specifici tratti temperamentali ereditati. Il

termine “temperamento” indica l’aspetto della personalità dell’individuo, come il bambino

reagisce e non perché. Le teorie sul temperamento sono discordanti fra loro, ma concordano su

alcuni punti:

 → ogni individuo nasce provvisto

PUNTO 1 di propri schemi caratteristici per rispondere

all’ambiente e alle persone

 → le caratteristiche temperamentali persistono dall’infanzia all’età adulta. Gli

PUNTO 2

schemi comportamentali si modificano, ma non cambiano

 → le caratteristiche temperamentali

PUNTO 3 influenzano il tipo di risposte che un

individuo dà alle persone e alle cose e influenzano le risposte degli altri verso di lui. I tratti

temperamentali spingono l’individuo verso attività e stimoli comportamentali congruenti

con le sue attitudini innate.

IL MODELLO TRANSAZIONALE

Secondo l’approccio biologico le forze che spingono il processo di sviluppo sono di 2 tipi:

 → costituiti da strutture anatomiche che realizzano una serie di

FATTORI BIOLOGICI

funzioni adattive quali il linguaggio e il movimento (genotipo).

 → sono quell’insieme di esperienze che derivano dai rapporti

FATTORI AMBIENTALI

che l’individuo stabilisce nell’ambiente in cui vive (ecotipo).

L’ ecotipo interagisce costantemente col genotipo, producendo il fenotipo. Il bambino agisce

sull’ambiente, il quale a sua volta agisce sul bambino. Il è costituito dall’insieme

codice culturale

di modelli che caratterizzano il modo di una società di allevare il bambino. Il codice familiare è

costituito dall’insieme di regole che permette agli individui di costituire una famiglia.

2 CAPITOLO

LE BASI BIOLOGICHE DELLO SVILUPPO

L’individuo è costituito da un insieme di L’elemento

organi i quali si organizzano in apparati.

costitutivo dei vari organi è la cellula. In ogni organo la cellula assume una specializzazione

funzionale in base ad una serie di informazioni contenute nei cromosomi che sonodei speciali

organuli cellulari. Le cellule umane contengono un patrimonio genetico costituito da 46 cromosomi.

l’uomo che per la donna definiti (autosomi).

Esistono 22 coppie di cromosomi uguali sia per Gli

altri 2 cromosomi nella donna sono uguali, rappresentati da 2 cromosomi X (XX), mentre

nell’uomo sono diversi, rappresentati da un cromosoma X e da un cromosoma Y (XY). La

continuità di questo patrimonio è garantito da un particolare processo di divisione cellulare, la

mitosi, nella quale si ha una duplicazione del materiale cromosomico che viene diviso tra le 2

cellule figlie. Gli organi preposti alla riproduzione, le gonadi, e sono costituiti dai testicoli

nell’uomo e dalle ovaie nella donna. I fenomeni di moltiplicazione non si verificano attraverso la

mitosi, ma attraverso un processo definito meiosi, costituita da 2 divisioni cellulari associate ad una

sola moltiplicazione del materiale cromosomico. Da ciò deriva la formazione di una nuova cellula,

il gamete, dotato di minori cromosomi. Il gamete maschile, spermatozoo, ha 23 cromosomi di cui

uno solo sessuale che può essere X o Y. Il gamete femminile, oocita, ha 23 cromosomi di cui uno

sessuale che è solo X. La fecondazione è il processo in cui il gamete maschile si fonde con quello

femminile per dare luogo ad una nuova cellula, zigote. Nei cromosomi esistono i geni che

contengono i caratteri che compongono l’individuo. Ogni individuo nasce con un proprio

patrimonio genetico in cui sono iscritte le informazioni per lo sviluppo dei vari organi del Sistema

Nervoso. Lo studio del Sistema Nervoso Centrale ha permesso di descrivere 8 stadi di sviluppo:

→ processo in base al quale

1) INDUZIONE DELLA PLACCA NEURALE le cellule

dell’embrione iniziano a differenziarsi → le cellule della placca neurale si moltiplicano

2) PROLIFERAZIONE CELLULARE

→ le cellule moltiplicate migrano nella loro posizione

3) MIGRAZIONE CELLULARE

definitiva → i neuroni che hanno raggiunto

4) AGGREGAZIONE la loro posizione si aggregano ad altri

elementi cellulari per formare strutture specifiche

→ i neuroni assumono il loro aspetto

5) DIFFERENZIAZIONE E SINAPTOGENESI

maturo e stabiliscono connessioni con altri neuroni, SINAPSI

→ in alcune regioni dell’encefalo il numero di

6) MORTE CELLULARE SELETTIVA

neuroni è elevato e quindi in base alle connessioni stabilite vanno incontro alla

degenerazione → nello sviluppo i neuroni

7) ELIMINAZIONE DELLE SINAPSI IN ECCESSO

stabiliscono molte più connessioni del necessario e quelle meno utili vengono eliminate.

I PRIMI ADATTAMENTI DEL NEONATO ALL’AMBIENTE

Alla nascita il Sistema nervoso del bambino è ancora immaturo, è “funzionante” ma non

“funzionale”. L’osservazione del neonato permette di valutare il livello di maturazione del Sistema

Nervoso. L’elemento caratterizzante è una elevata motricità caotica, definito riflesso arcaico. Ne

esistono diversi:

 → definito riflesso di ricerca e si ottiene

RIFLESSO DEI PUNTI CARDINALI

stimolando la cute periorale del neonato. La risposta è la rotazione del capo verso il lato

stimolato

 → è rappresentato da movimenti di suzione ritmici che si

RIFLESSO DI SUZIONE

producono mettendo una tettarella vicino la bocca del neonato

 → consiste nella retrazione di una parte del corpo

RIFLESSO DI FUGA in cui viene

applicato uno stimolo nocicettivo

 → in presenza di stimoli luminosi intensi

RIFLESSO DI CHIUSURA DEGLI OCCHI

 → riflesso di galant dovuto a

RIFLESSO DI INCURVAMENTO DEL TRONCO

stimolazioni tattili paravertebrali con significato di allontanamento dallo stimolo

 → va differenziato dal riflesso di Moro x la natura dello

RIFLESSO DI SOBBALZO

stimolo, rappresentato di un rumore intenso improvviso, e x una componente flessoria

globale che espone la minore superficie corporea allo stimolo dannoso.

 → si verifica in seguito ad una brusca modificazione del capo

RIFLESSO DI MORO

rispetto al tronco. La reazione si divide in 2 fasi: prima una improvvisa estensione ed

abduzione degli arti superiori, pianto e apertura delle mani, poi flessione e adduzione degli

arti superiori (abbraccio)

 → si determina x stimolazione della superficie

RIFLESSO DI PRENSIONE PALMARE

palmare. La risposta è la flessione delle dita sull’oggetto stimolante e chiusura a pugno della

mano.

 → è rappresentato

RIFLESSO DELLA MARCIA AUTOMATICA da un automatismo

deambulatorio che si determina sostenendo il bambino in posizione eretta. Permette gli

spostamenti intrauterini del feto

 → si ottiene verticalizzando il

REAZIONE GLOBALE DI RADDRIZZAMENTO

piano di appoggio. Determina l’estensione

bambino e stimolando la superficie plantare sul

degli arti inferiori, del tronco e del capo. Permette la partecipazione attiva del feto al parto.

Riguardo il bisogno alimentare, il bambino riconosce 2 stadi: quello di benessere (sazietà) e quello

di malessere (fame). Per esprimere il malessere il neonato piange. Nel corso delle settimane

successive alla nascita la maggioranza di questi riflessi scompare. (testimonianza di maturazione

delle strutture encefaliche).

LA PROGRESSIVA ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE DELL’ENCEFALO

Parallelamente al progredire della maturazione si ha una specializzazione funzionale delle strutture

encefaliche. →

CERVELLETTO situato nel cranio sotto i lobi occipitali del cervello, svolge un ruolo

determinante nell’organizzazione e realizzazione dell’atto motorio. Il cervelletto inoltre sembra

coinvolto in alcuni quadri psicopatologici complessi, quali AUTISMO e SCHIZOFRENIA.

LOBI FRONTALI rappresentano il polo anteriore degli emisferi cerebrali, sede di strutture

preposte all’organizzazione dei movimenti e alla programmazione degli atti comportamentali che

richiede la capacità di pensare l’azione da compiere, di prevederne le conseguenze e coordinare gli

atti che costituiscono l’azione (FUNZIONI ESECUTIVE).

AMIGDALA struttura localizzata nella profondità del lobo temporale, costituita da piccoli

nuclei che prendono connessione con le aree encefaliche. Ha il compito di attribuire la connotazione

emozionale alle esperienze.

IL BAMBINO QUALE ESSERE PRE-ADATTATO AD INTERAGIRE ATTIVAMENTE

CON L’AMBIENTE

Il patrimonio genetico favorisce l’adattamento all’ambiente e alla crescita. Il bambino nasce con la

voglia di muoversi, di agire ed interagire, di conoscere, scoprire e appropriarsi del mondo

circostante. Egli è un essere geneticamente pre-adattato ad interagire attivamente con l'ambiente.

Le istanze che spingono il bambino ad agire sono:

 → meccanismi innati che favoriscono

LE MOTIVAZIONI OMEOSTATICHE

l’adattamento primitivo dell’individuo all’ambiente (mangiare, bere, difendersi).

 → bisogno di conoscere e capire

LE MOTIVAZIONI COGNITIVE

 → esigenza di entrare in interscambio comunicativo con

LE MOTIVAZIONI SOCIALI

gli altri.

L’ambiente, inteso in termini di affetti, rinforzi, punizioni, incoraggiamenti, gratificazioni, incide

sul soggetto e sul substrato neurologico di fondo determinando modifiche strutturali di questo

substrato e della sua organizzazione funzionale.

3 CAPITOLO

LA VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO

Per studiare le fasi dello sviluppo gli strumenti adottati sono:

 OSSERVAZIONE

 LIBERA

 IN SITUAZIONI SEMISTRUTTURATE

 QUESTIONARI

 INTERVISTE

 COLLOQUIO

 REATTIVI STANDARDIZZATI

Questi strumenti sono utili per definire:

 Il livello raggiunto dal soggetto in tutte le aree funzionale

 Il percorso evolutivo che ha caratterizzato il livello attuale

 dell’ambiente: tipologia dei genitori, livello socio-culturale,

Le caratteristiche etc.

Un aspetto importante per un buon esame è l’atteggiamento che deve assumere l’esaminatore

durante le fasi. La qualità della relazione che si va a formare è molto importante anche perché da

essa deriva la compliace dei genitori. La qualità della relazione è garantita da:

 Grande disponibilità dell’esaminatore che deve essere a totale disposizione del bambino

 Assenza dei preconcetti, il bambino viene per parlarci di lui e solo lui può permetterci di

conoscerlo

 Desiderio di comprendere, curiosità di capire il mondo del bambino

 Capacità di analizzare i sentimenti che scaturiscono dalla relazione

 Capacità di identificarsi con il bambino senza confondersi con esso.

Le fasi critiche per lo studio dello sviluppo sono rappresentate da:

 L’OSSERVAZIONE

 IL COLLOQUIO

 L’UTILIZZAZIONE DI SPECIFICI STRUMENTI DI VALUTAZIONE

L’OSSERVAZIONE

Dal momento in cui il bambino e i genitori entrano nella sala visita fino al momento in cui escono,

l’osservazione permette di raccogliere informazioni utili per il “processo di conoscenza”. Risultano

molto importanti:

 Il modo in cui il bambino entra nella stanza, che può essere di rifiuto, inibizione o totale

disinibizione

 Il modo in cui investe lo spazio, ricerca di uno spazio privilegiato o può esprimere

un’attività motoria frenetica

 Come esplora gli oggetti nella stanza, se in modo sistematico o caotico

 In che modo reagisce alla presenza dell’altro, indifferenza o buona disponibilità

 alle richieste dell’esaminatore, buona disponibilità, aderenza passiva

Il modo in cui risponde

o totale rifiuto.

L’osservazione si struttura come una situazione in cui il bambino è messo in condizione di agire ed

interagire liberamente, ma in cui le variabili esterne sono controllate.

ruolo dell’osservatore varia in base all’età del soggetto e al tipo di problema. Per i soggetti con

Il

disabilità sociali e per bambini molto piccoli l’osservazione costituisce l’elemento più importante

l’attività esplorativa e ludica del bambino. Il

per conoscere e capire il bambino, viene valutata

– –

comportamento esplorativo è un esame senso percettivo motorio di un oggetto, la cui funzione è

ridurre l’incertezza soggettiva. Il gioco non è associato con l’acquisizione di informazioni, ma da

esso ne derivano comportamenti e sequenze comportamentali che appaiono compiuti per se stesso e

condotti ad un’attivazione emotiva positiva.

IL GIOCO

Offre all’esaminatore una serie di conoscenze:

 L’attitudine del bambino a rapportarsi ai giochi e le modalità con cui li usa

 La capacità del bambino di organizzare il gioco che indica la maturazione affettiva del

bambino

 La tematica del gioco

 L’abilità psicomotoria

 La tolleranza alle frustrazioni

Due aspetti vanno sottolineati:

A) IL GIOCO COME STRUMENTO PER CONOSCERE IL LIVELLO DI SVILUPPO

B) IL GIOCO COME STRUMENTO PER CAPIRE DINAMICHE RELATIVE AL

MONDO INTERNO DEL BAMBINO

[A] Il gioco come strumento per conoscere il livello di sviluppo

Le attività che il bambino svolge nel gioco riflettono:

 Le sue capacità di organizzare i dati percettivi

 Gli schemi di conoscenze che ha

 Il repertorio di comportamenti che gli permettono di agire sulla realtà esterna

La complessità del gioco rappresenta anche le progressive acquisizioni che il bambino effettua sul

piano cognitivo. → il bambino si limita ad un gioco esplorativo.

Fino ai 7-8 mesi

→ il bambino si impegna in giochi

Dai 7-8 mesi pre-simbolici, si diverte ad agire sugli oggetti.

Non è ancora maturata la capacità di giocare con l’altro . il bambino o gioca con l’oggetto o con

l’altro.

A 10 mesi → gioco di finzione, il bambino fa finta di bere da una tazza vuota ad esempio è un

in quanto l’oggetto è riconosciuto nel suo uso. Col passare del tempo questo tipo

gioco funzionale fa finta di essere un’altra persona.

di gioco subisce un cambiamento nel senso che il bambino

A partire dai 2 anni → nel gioco di finzione gli oggetti assumono cose completamente diverse (

scopa → cavallo)

4-5 anni compare il gioco socio-drammatico(il bambino assume ruoli den definiti)

A 7 anni → il bambino si impegna in giochi che hanno regole ben definite (calcio, birilli)

Alcuni elementi critici nel valutare l’evoluzione del bambino attraverso il gioco sono:

 L’AGENTE SIMBOLICO → il destinatario dell’atto simbolico. Ad un primo livello il

se stesso .al secondo livello agisce sull’altro. Al terzo livello assume

bambino agisce su

l’identità di un’altra persona o animale. Al quarto livello organizza i ruoli ad altre persone

 →

IL SOSTITUTO SIMBOLICO Tale area riguarda il grado di astrazione rappresentativa.

diviso anch’esso in 4 livelli: al primo livello il bambino utilizza oggetti reali, gioco

E'

funzionale; al secondo livello l’oggetto è realistico ma non reale; al terzo livello l’oggetto è

ambiguo, ma con somiglianza a quello reale; al quarto livello gli oggetti sono immaginari.

 LA COMPLESSITA’ SIMBOLICA → numero di atti simbolici che il bambino riesce a

combinare per creare un gioco. Al primo livello il bambino compie un solo atto di gioco, una

sola volta. Al secondo livello un solo atto di gioco più volte. Al terzo livello compie 2-3 atti

collegati allo stesso tema. Al quarto livello il bambino ripete atti e scene collegati alla vita

reale.

[B] Il gioco come strumento per capire dinamiche relative al mondo interno del bambino

Melanie Klein indicò nell’analisi del gioco una tecnica più adatta al bambino che permette di

individuare i disturbi anche prima della comparsa del linguaggio verbale. L’indagine viene condotta

osservando il bambino che gioca con giocattoli vari o con materiale prestabilito. Questo tipo di

indagine può fornire indicazioni sull’organizzazione psichica del bambino sulla struttura dell’IO. I

particolari del gioco non vanno valutati secondo schemi fissi, in quanto uno stesso gioco può

all’ambiente di cui fa parte il bambino.

assumere significati diversi e quindi deve essere condotto

Un aspetto molto importante è l’atteggiamento con cui partecipa l’esaminatore al colloquio, in

modo intenso, positivo ed incoraggiante. Deve lasciare spazio all’iniziativa del bambino.

L’osservazione deve avvenire in un contesto apparentemente libero, nel senso che nulla deve essere

lasciato al caso. L’osservazione in campo psicoanalitico permette una analisi del comportamento ed

è molto semplice in quanto l’osservatore è presente nella situazione, ma non deve in alcun modo

intervenire nell’azione.

IL COLLOQUIO

Comporta un rapporto diretto col bambino ed il suo mondo interno. Molto importante per il

colloquio è:

 La preparazione del bambino all’esame da parte della famiglia

 Le modalità con le quali viene accolto dall’esaminatore

 L’ambiente dove si svolge la valutazione

Rispettando comunque la libera espressione del bambino bisogna domandare:

 motivo della consultazione

 natura degli interessi e delle attività ludiche

 tipo di rapporto con i coetanei

 progetti per il futuro

 qualità delle relazioni all’interno della famiglia

 partecipazione all’attività scolastica

 caratteristiche delle fantasticherie e delle esperienze spiacevoli

 consapevolezza sociale.

Bisogna evitare atteggiamenti direttivi in quanto possono mobilitare atteggiamenti negativi.

Bisogna anche analizzare la natura dei sentimenti che l’esaminatore ha nei confronti del bambino ed

analizzarne le motivazioni. Il colloquio con i genitori permette di valutare l’atteggiamento affettivo

da parte dei genitori nei confronti del bambino ed il posto che il bambino occupa nella relazione di

coppia. I genitori vanno esaminati insieme anche se sono separati. L’esaminatore lascia spazio al

libero discorso dei genitori.

GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE

La valutazione dello sviluppo viene integrata da schede di valutazione e da reattivi mentali.

1. Le schede di valutazione

Sono protocolli di esame predefiniti. Sono rappresentati da liste di elementi da valutare, utilizzando

per ogni elemento un sistema di siglatura:

 →

BINARIA ad esempio si/no riferito alla presenza di una determinata patologia

nell’anamnesi, o presente/assente riferito ad un determinato segno patologico

 →

CATEGORIALE a 3- 4 o più categorie, per esempio vivace/normale/debole/assente

riferito ad un riflesso, o spesso/talvolta/mai riferito ad un comportamento

Questi schemi vanno compilati attraverso l’intervista ai genitori, l’autosomministrazione o

l’osservazione diretta.

2. I reattivi mentali

Sono tecniche di valutazione standardizzata; sono prove selezionate dopo studi di valutazione fatti

sulla popolazione. In rapporto all’area di valutazione essi vengono divisi in reattivi di livello e

reattivi proiettivi.

2.1 reattivi mentali di livello

Sono finalizzati a valutare l’efficienza intellettiva. Essi sono:

 → dai 2 anni e mezzo fino a 5 anni utilizzata per la

SCALA STANFORD-BINET

valutazione dell’intelligenza, costituita da prove di difficoltà crescente e permette di

valutare l’Età Mentale. Facendo il rapporto tra Età Mentale ed Età Cronologica per 100

si ottiene il Quoziente Intellettivo (QI).

 → sono rappresentate da 3 scale:

SCALE DELLA SERIE WECHSLER WPPSI per

bambini tra i 4-6 anni e mezzo; WISC-C per i ragazzi tra i 6-17 anni; WAIS per adulti.

Sono scale complete che includono prove di diverso tipo per valutare i vari aspetti

dell’intelligenza. Il numero di prove superate fornisce il QI che può essere: →

TOTALE

somma dei punteggi dei test fornisce un grado generale della capacità intellettiva;

→ QI legato al livello socio-culturale

VERBALE e al profitto scolastico;

→ indicatore delle capacità del soggetto di mettere in atto la sua

PERFORMANCE

capacità intellettiva

 → utilizzata per

SCALA DI SVILUPPO PSICOMOTORIO DI BRUNET E LÈZINE

determinare il livello di sviluppo del comportamento del bambino nei primi 30 mesi di vita.

Prevede esami sulla: postura, coordinazione motoria, linguaggio e socialità. Alcune prove

sono eseguite dall’esaminatore, altre valutate sulla base di informazioni fornite dai genitori.

Ogni prova ha un punteggio dove il totale dà l’Età di Sviluppo Psicomotorio (ESPM), che,

riportata all’età cronologica, fornisce il Quoziente di Sviluppo Psicomotorio (QSPM)

 → si compone di 12 tavole di colori incomplete, il soggetto

MATRICI PROGRESSIVE

deve scegliere tra 6 risposte quella che completa il disegno. Le prove sono ordinate

secondo una difficoltà crescente. È il test più saturo per l’intelligenza generale e meno

influenzato da fattori culturali.

2.2 Reattivi proiettivi

Si basano sulla tendenza di ogni individuo a strutturare qualsiasi materiale non organizzato

rivelando in questo modo le motivazioni del comportamento. La tecnica di applicazione è molto

complessa. I principali reattivi utilizzati sono:

 → per adulti, ma può essere applicato anche a bambini tra i 5-6

TEST DI RORSCHACH

anni. Il materiale è composta da 10 tavole con macchie di inchiostro di cui alcune colorate.

Al soggetto viene chiesto di dare un significato ad ogni tavola. I risultati possono fornire

indicazioni sull’organizzazione della personalità. Permette di descrivere: le capacità di

prestazioni intellettive del soggetto, il funzionamento affettivo e la varietà e la stabilità dei

meccanismi che sottendono la personalità

 → età superiore ai 10 anni utilizzato per

THEMATIC APPERCEPTION TEST (T.A.T.)

lo studio di personalità normali, costituito da 31 tavole, di cui una bianca, che raffigurano

scene di situazioni interpersonali. Al soggetto vengono presentate 20 tavole e per ciascuna

gli viene chiesto di raccontare una storia. L’interpretazione del T.A.T. fornisce informazioni

sulle problematiche relazionali

 CHILDREN’S APPERCEPTION TEST (C.A.T.) → età inferiore ai 10 anni costituito da

10 tavole con rappresentate scene di animali in situazioni evocanti problemi affettivi

fondamentali dell’età evolutiva (rivalità fraterna, rapporto con i genitori) derivato da T.A.T.

ma per bambini

 → per bambini da 4-5

TEST DI ROSENZWEIG PER FANCIULLI anni a 10-12 anni,

costituito da 24 vignette con rappresentati 2 soggetti coinvolti in situazioni frustranti. Il test

è volto a valutare il grado di tolleranza del soggetto alle frustrazioni e le sue modalità di

reazione

 → consiste in una serie di 10 brevi storie che il

METODI DELLE FAVOLE DI L. DÜSS

bambino deve completare. In ogni storia viene presentata una situazione relativa ad uno

stadio di evoluzione dello sviluppo psichico.

IL DISEGNO utilizzato sia come reattivo di livello sia come reattivo proiettivo

Strumento utile per stabilire un rapporto fra l’esaminatore e il bambino. Permette di rilevare

elementi utili per una valutazione del livello di sviluppo e per la diagnosi della personalità.

L’evoluzione del grafismo segue tappe ben precise, caratterizzata da segni disordinati che il

bambino produce. In questa fase si osserva la partecipazione di tutto il corpo. Verso i 18 mesi il

bambino capisce che c’è un rapporto di causa-effetto tra i gesti e i segni ottenuti e inizia a variare

volontariamente i gesti. A 3 anni il bambino attribuisce dei significati ai segni prodotti. Dai 3-4 anni

anni l’attività grafica

in poi gli elementi grafici sono più organizzati. Dai 5-6 è spinta dalla volontà

del bambino di raccontare le proprie esperienze. Anche il contenuto ha grande importanza sia nel

disegno libero che a tema indicato.

DISEGNI A TEMA INDICATO:

 → verso i 3 anni è molto schematica: il cerchio

DISEGNO DELLA FIGURA UMANA è

la testa da cui si dipartono dei tratti che sono le braccia e le gambe (omino-testone). A 4-5

anni compaiono gli occhi, la bocca, il naso, con aggiunta del tronco e vestiario. La figura

umana diventa completa verso i 10 anni. Questo tipo di disegno può fornire indicazioni sullo

sviluppo intellettivo del bambino. La figura umana che viene rappresentata è l’immagine

che il bambino ha di sé stesso. Machover ha proposto l’utilizzazione proiettiva del disegno

della figura umana. Il metodo di somministrazione è far disegnare al bambino 2 personaggi,

il secondo di sesso opposto al primo. La testa rappresenta il potere intellettuale e le relazioni

affettive; le braccia, le mani e le gambe sono gli strumenti di esplorazione. Omissioni o

sproporzioni tra le parti possono indicare presenza di conflitti.

 → è utile per comprendere come il bambino si colloca

DISEGNO DELLA FAMIGLIA

nella famiglia. Nel disegno esprime più liberamente i propri desideri e conflitti. L’analisi del

contenuto tiene conto di 3 aspetti: 1) DISPOSIZIONE E COMPOSIZIONE GLOBALE

DELLA FAMIGLIA che fornisce indicazioni sul modo in cui il soggetto si rapporta con la

famiglia; 2) IL POSTO IN CUI IL SOGGETTO STESSO SI COLLOCA in relazione agli

altri. Troppo vicino ai genitori indica dipendenza e bisogno di protezione. Auto eliminazione

indica autosvalutazione, sentimenti di esclusione. In alcuni casi il soggetto è assente, ma

sostituito da un personaggio al quale si identifica; 3) GRADO DI ENFATIZZAZIONE DEI

→ il personaggio valorizzato

COMPONENTI DELLA FAMIGLIA rappresenta il soggetto

al quale il bambino è più legato e tende ad identificarsi. Viene disegnato per primo, di

dimensioni maggiori rispetto agli altri ed è più curato. Mentre quello svalorizzato è

disegnato per ultimo, con dimensioni minori e con meno dettagli. La svalorizzazione è

espressa anche con la cancellatura.

Reattivo di livello: in quanto traduce l'evoluzione di alcune funzioni di base, quali il controllo del

tratto, l'organizzazione spaziale e temporale, lo schema corporeo e l'organizzazione del pensiero.

Reattivo proiettivo: sia la forma grafica che il contenuto possono rivelare il mondo interno del

bambino.

4 CAPITOLO

LO SVILUPPO MOTORIO

IL MOVIMENTO

Realizza la possibilità di adattamento dell’individuo al suo ambiente. Indica lo spostamento nello

spazio del corpo. L’azione motoria implica la partecipazione di funzioni preposte

all’armonizzazione dei singoli movimenti. La realizzazione dell’azione motoria viene investita dal

L’osservazione di un oggetto alle prese con un

punto di vista anatomico, funzionale e relazionale.

compito nuovo permette di rilevare che i suoi movimenti sono lenti e che poi attraversi prove e

ripetizioni diventa più rapido e preciso, ovvero l’azione motoria viene automatizzata.

L’automatizzazione dei movimenti è una forma di apprendimento

LO SVILUPPO MOTORIO

Lo sviluppo motorio si configura come un processo di apprendimento. Con il termine di sviluppo

motorio si indica quel processo attraverso il quale il bambino acquisisce una serie di abilità motorie

posturali che gli permettono di inserirsi nell’ambiente. Nei primi 3 anni di vita il bambino passa:

e  Da una completa incompetenza posturale ad un completo controllo dell’equilibrio e delle

posture;

 Da una motricità caotica ad azioni motorie rispondenti ad obiettivi;

 Dal riflesso di prensione palmare alla motricità differenziata delle dita.

Per descrivere le tappe dello sviluppo motorio si fa riferimento a 2 aspetti:

1. LO SVILUPPO DELLA MOTRICITA’ “GROSSOLANA” → processo di acquisizione di

competenze che permettono al bambino di assumere una posizione. La motricità neonatale è globale

e caratterizzata dalla presenza dei riflessi arcaici. Lo sviluppo si configura come costituito da 2

processi:

 LE FUNZIONI REGRESSIVE rappresentate dai riflessi arcaici che poi pian piano vanno

scomparendo

 LE COMPETENZE EMERGENTI che sono le abilità che compaiono con la maturazione.

Contemporaneamente evolvono anche competenze dinamiche, ovvero quei passaggi posturali che il

bambino compie spontaneamente per spostarsi nell’ambiente (rotolamento, strisciamento).

2. LO SVILUPPO DELLA MOTRICITA’ “FINE” → acquisizione delle capacità manuali che

permettono al bambino di afferrare, manipolare. In epoca neonatale le mani sono coinvolte in un

riflesso della prensione palmare che tende a scomparire verso i 2-3 mesi per lasciare spazio ad una

Solo dal 4° mese in poi iniziano i movimenti del braccio verso l’oggetto con

prensione al contatto.

modalità di afferra mento. Contemporaneamente emergono le possibilità del bambino di agire

sull’oggetto. anni l’elemento caratterizzante dello sviluppo motorio non è più la

A partire dai 2-3

comparsa di nuove tappe ma la maturazione dei sistemi di controllo che rendono il movimento più

controllato. La possibilità di muoversi con più competenza permette di conoscere meglio il proprio

corpo, incrementare la conoscenza dell’ambiente, appropriarsi dei codici di comunicazione mimica

e gestuale che poi alla comparsa del linguaggio verbale arricchiscono la comunicazione e la

rendono più esplicita.

LA LATERALIZZAZIONE

LA PREFERENZA MANUALE

Il corpo umano possiede numerosi organi in rappresentazione simmetrica e anche funzionale a

differenza delle mani. La preferenza manuale è uno di quei fenomeni nei cui confronti viene

assunto un atteggiamento di realismo ingenuo. Secondo alcune ipotesi la comparsa della preferenza

manuale ha costituito una tappa fondamentale per il percorso evolutivo. Per cercare di spiegare la

preferenza della mano destra rispetto alla sinistra sono state formulate alcune ipotesi:

 “scudo dove viene ipotizzato che i nostri antenati per combattere

La teoria dello da guerra”

da una mano reggevano lo scudo e dall’altra l’arma e risultava più efficiente colpire con la

destra, ma questa teoria non è plausibile.

 Un’altra teoria è quella che fa riferimento a condizionamenti culturali, secondo cui la

preferenza manuale destra è un comportamento appreso. L’organizzazione sociale ci

spingerebbe a sviluppare competenze specifiche per ognuna delle mani.

 anche l’influenza della

Per spiegare la preferenza della mano destra è stata ipotizzata

posizione intrauterina, rilevando che la posizione intrauterina condiziona l’atteggiamento

preferenziale del capo del neonato in posizione supina e a sua volta questo atteggiamento si

mostra in correlazione con la preferenza manuale.

 È stato anche ipotizzato che il modo della madre di tenere in braccio il lattante possa

condizionare la scelta del lato.

In base a tutto ciò è evidente che deve esserci un fattore biologico che ne condiziona l’espressività

si è affermata l’esistenza di una asimmetria degli emisferi cerebrali la quale

fenomenica. Negli anni

è responsabile della lateralizzazione.

LA SPECIALIZZAZIONE EMISFERICA

Broca nel 1861 dimostrò che una lesione a carico dell’emisfero sinistro determinava un disturbo del

linguaggio. Ciò ha portato a formulare una teoria che si articola in diversi punti:

L’emisfero sinistro è la sede dei più importanti processi mentali per cui viene denominato

a) Mentre l’emisfero destro ha solo la funzione di elaborazione di funzioni

emisfero dominante.

senso-motorie elementari

L’asimmetria funzionale non corrisponde ad una asimmetria strutturale, ovvero i 2 emisferi

b) sono identici

L’asimmetria funzionale è una caratteristica specie-specifica

c) umana

Nei destrimani l’emisfero dominante è il sinistro, mentre

d) nei mancini si ha una dominanza

dell’emisfero destro.

Successivamente questi concetti sono stati modificati:

a) È stato abbandonato il concetto di dominanza assoluta

b) I 2 emisferi non sono uguali da un punto di vista anatomico

c) Asimmetrie anatomiche sono state riconosciute in animali e non solo negli umani.

LA MISURAZIONE DELLA PREFERENZA MANUALE

L’esperienza di tutti i giorni ci permette di rilevare una serie di particolarità che ci rendono più

difficile la definizione di preferenza di lato perché:

 Ci sono soggetti che per un compito usano la mano destra e per un altro la sinistra. Questo

aspetto induce il concetto di costanza della preferenza

 Per uno stesso compito la preferenza di lato può variare in base al numero delle prove.

Concetto di forza di preferenza (preferenza forte: sempre la stessa mano in tutte le prove di

uno stesso compito; preferenza debole: intercambiabilità delle mani nel corso delle varie

prove)

 I soggetti che per un compito preferiscono la sinistra per un altro la destra.

L’empasse viene risolta con la divisione in 3 soggetti:

1. Lateralizzati a destra

2. Lateralizzati a sinistra

3. Ambidestri

La misurazione della preferenza di lato è semplice attraverso questionari di autosomministrazione,

in cui sono previsti molti comportamenti e il soggetto deve indicare per ogni comportamento quale

lato preferisce utilizzare.

L’ORGANIZZAZIONE MOTORIA DELLA DOMINANZA

Nell’apprendimento motorio l’encefalo per effettuare un movimento non agisce su singole unità

motorie periferiche, ma dispone di programmi di movimento che manda in esecuzione per

l’effettuazione del compito. Questi programmi contengono tutte le informazioni necessarie per

l’attivazione coordinata di unità motorie. I programmi motori sono frutto di apprendimenti. Nei

l’individuo sotto il controllo del feedback periferico, prova una serie

confronti di un compito nuovo

di movimenti. La sequenza motoria che risponde alle richieste viene memorizzata attraverso

l’apprendimento. Secondo Liepmann nei destrimani la corteccia premotoria dell’emisfero sinistro

sarebbe la sede specializzata per l’acquisizione, la conservazione e la messa in esecuzione dei

programmi. Il controllo bilaterale dei 2 emilati è garantito dalle connessioni callosali che

permetterebbero il passaggio degli impulsi dall’area premotoria di sinistra a quella di destra. Un

individuo per un compito usa si la destra che la sinistra e quindi è stata suggerita l’opportunità di

sostituire il concetto di una preferenza assoluta, destra o sinistra, con quello di preferenza relativa,

che può essere destra o sinistra in rapporto al compito. Esistono 2 tipi di apprendimento:

 → riguarda l’apprendimento di programmi rappresentati da complesse

PIRAMIDALE

sequenze di movimenti fini, ovvero le dita

 → consiste nell’acquisizione di programmi di movimenti

ASSIALE relativi al tronco e al

controllo dei cingoli.

LO SVILUPPO DELLA PREFERENZA MANUALE

Esiste una preferenza di un lato sull’altro, la quale a sua volta, è legata ad una specializzazione

genetica programmata dell’emisfero controlaterale. È un programma genetico che si realizza nel

corso dello sviluppo: solo con l’inizio della scuola comincia ad apprezzarsi una chiara preferenza di

lato. Esistono numerose evidenze di preferenza di lato già prima dei 6 mesi di vita. Con riferimento

al portare la mano alla bocca, già in epoca neonatale si rivelerebbe un uso preferenziale della mano

destra. Ma comunque risulta difficile dimostrare una preferenza di una mano sull’altra in un periodo

in cui non è ancora comparso l’uso intenzionale. Con l’inizio dell’uso intenzionale delle mani (4

mesi) comincia a rendersi evidente una preferenza manuale. In questa fase dello sviluppo, alcune

ricerche hanno messo in evidenza che i bambini più precoci nel linguaggio mostrano una più rapida

scelta nella preferenza manuale.

5 CAPITOLO

LA PERCEZIONE IN ETA’ EVOLUTIVA

LA PERCEZIONE

La percezione è il processo attraverso il quale vengono estratte informazioni dall’ambiente. I sensi

sono sistemi preposti alla raccolta dei dati provenienti dal mondo esterno. Attraverso i sensi le

informazioni viaggiano come impulsi elettrici, poi il cervello che interpreterà questi messaggi e

attribuirà loro un messaggio. Quello che noi vediamo o sentiamo non sempre corrisponde ad una

realtà oggettiva. Esiste una discordanza fra realtà oggettiva e soggettiva, come dimostrano:

o LE IMMAGINI MAL DEFINITE

o LE ORGANIZZAZIONI CONCORRENTI, che sono rappresentate da immagini che si

prestano ad una doppia interpretazione

L’EFFETTO “CONTESTO”,

o dove una configurazione visiva può essere percepita in

maniera diversa in base alle informazioni derivanti dal contesto.

Il cervello all’arrivo dei dati attraverso i sensi si attiva, quindi la percezione non è un processo

passivo ma attivo. La percezione può anche essere definita come il processo in base al quale viene

un significato all’esperienza sensoriale.

attribuito Percezione e riconoscimento quindi sono 2

aspetti che fanno parte dello stesso processo.

LE ABILITA’ PERCETTIVE IN ETA’ EVOLUTIVA

Il bambino, già dalle prime fasi dello sviluppo, dimostra di possedere qualità percettive.

METODOLOGIA PER LO STUDIO DELLE ABILITA’ PERCETTIVE IN ETA’ EVOLUTIVA

Sono state utilizzate diverse strategie per studiare la percezione nelle varie fasi dello sviluppo.

Vanno citate soprattutto le esperienze che utilizzano il fenomeno dell’ABITUDINE e della

DISABITUDINE.

IL FENOMENO DELL’ABITUDINE → con la presentazione di uno stimolo nuovo ad un

o bambino possono comparire: espressioni mimiche, reazioni neurovegetative, modifiche dei

livelli dell’attività motoria, etc. Se questo stimolo continua ad essere presentato la risposta

pin piano si attenua fino a scomparire e quindi non mostra più reazioni. Questo fenomeno è

detto appunto ABITUDINE

→ è un fenomeno che può essere messo in evidenza solo con la

o LA DISABITUDINE

comparsa dell’abitudine. Se alla scomparsa della reazione viene impressa una modifica nello

stimolo, la reazione compare.

Esistono anche altri metodi per studiare le capacità percettive del bambino e sono:

 → che consiste nel presentare

IL METODO DELLA PREFERENZA

contemporaneamente 2 stimoli, visivi o uditivi, ed osservare a quale dei 2 il bambino presta

più attenzione

 → sono onde elettriche registrate attraverso l’uso di alcuni

I POTENZIALI EVOCATI

apparecchi. Si prevede la presentazione di uno stimolo e la registrazione delle onde che esso

determina

 → dove si associa al ritmo della suzione la comparsa di

IL RITMO DELLA SUZIONE

uno stimolo, si verifica un aumento del ritmo di suzione.

LE ABILITA’ PERCETTIVE DEL NEONATO “viene messo al seno”)

Il neonato riesce a riconoscere un certo atteggiamento posturale (quando

come anticipatorio di una funzione a lui cara (l’allattamento). Questo, più che un riflesso, è un vero

e proprio comportamento. Per quanto riguarda la percezione uditiva è stato possibile rilevare che i

neonati:

 Riconoscono la voce della madre

 Preferiscono la voce della madre a quella di una estranea

 Preferiscono le favole udite nell’utero

 Sono attratti dalla musica, ma sono infastiditi dai rumori.

L’acuità uditiva è superiore a quella uditiva. Nell’ambito della percezione visiva sono state messe in

evidenza alcune abilità, come il riflesso pupillare della luce (= restringimento della pupilla per

stimolazione luminosa). Se la stimolazione luminosa è intensa, il bambino non si limita a restringere

neonato è anche in grado di fissare ed inseguire lo sguardo. L’abilità

la pupilla, ma serra gli occhi. Il

percettiva più sorprendente è quella della capacità di imitare le espressioni facciali. Il neonato è

attratto dal volto dell’altro e soprattutto dai movimenti della bocca, ma soprattutto non si limita a

guardare, ma imita.

LE ABILITA’ PERCETTIVE DEL LATTANTE

A 4 mesi il lattante sembra riconoscere i colori, preferendo il giallo e il rosso. A 6 mesi hanno già la

percezione della profondità come dimostrato dalle esperienze del precipizio visivo di Gibson e

Walk. Il precipizio visivo consisteva in una piattaforma elevata di vetro divisa in 2: metà coperta

con una tavola a scacchiera, l’altra metà trasparente con fondo sempre a scacchiera. È stato rilevato

che il bambino striscia sulla parte solida e si ferma quando arriva a quella trasparente, dimostrando

che ha percepito la profondità. Anche la percezione del volto umano ha dei progressi. Infatti il

bambino giunge a 2 conquiste:

L’IDENTITA’ DEL VOLTO

o I DIVERSI ASPETTI CHE UN VOLTO PUO’ ASSUMERE → il bambino impara che

o ogni espressione è associata ad un particolare stato emotivo.

L’APPRENDIMENTO PERCETTIVO

È possibile affermare che nell’età evolutiva si sviluppano 3 competenze:

 Le strategie di esplorazione dell’ambiente, ovvero le modalità di esaminare lo stimolo

 La capacità di estrarre le caratteristiche rilevanti

 La capacità di escludere ciò che è irrilevante.

STRATEGIE DI ESPLORAZIONE

È sufficiente una attenta osservazione del bambino.

ESTRAZIONE DEI DATI RILEVANTI ED ESCLUSIONE DEI DATI IRRILEVANTI

conduce all’acquisizione di

Questa capacità di estrarre i dati rilevanti, ovvero i tratti distintivi,

mesi è in grado di riconoscere il “suo” giocattolo. Dopo

costanze percettive. Il bambino, già a 3-4

dell’oggetto (che riguarda le caratteristiche percettive dell’oggetto), il

aver acquisito la costanza dell’oggetto. Con l’acquisizione del concetto dell’oggetto

bambino acquisisce anche il concetto il

bambino giunge alla realtà oggettiva della “cosa” , capisce che ha un’esistenza autonoma, è dotata

di caratteristiche invarianti. Per alcuni autori l’estrazione dei tratti distintivi è il processo attraverso

cui si giunge al riconoscimento delle lettere e all’apprendimento della lettura. Il bambino

imparerebbe a riconoscere le lettere in base alla loro configurazione spaziale.

L’INTEGRAZIONE FRA LE DIVERSE MODALITA’ PERCETTIVE

Un aspetto molo studiato riguarda lo sviluppo dell’integrazione fra le diverse modalità

L’adulto riesce a riconoscere un oggetto indipendentemente dalla modalità sensoriale

percettive.

utilizzata. Per la maggior parte degli autori questa capacità è una abilità che matura nel tempo. Ad

esempio, secondo Piaget i sensi maturano in maniera indipendente e solo successivamente

interagiscono fra loro. Ma una serie di ricerche recenti mostrano che i bambini sono in grado di

integrare percezioni provenienti da diversi sistemi sensoriali. Inoltre è stato dimostrato che il

lattante a 4 mesi prova disagio quando vede parlare la madre, ma sente la voce provenire da un’altra

direzione.

6 CAPITOLO

LO SVILUPPO COGNITIVO

Lo sviluppo cognitivo indica quel processo attraverso il quale il bambino accede a forme di

ragionamento che gli consentono l’adozione di strategie di risoluzione dei problemi più complessi.

L’intelligenza è una funzione complessa e ancora mal definita. Le diverse prospettive di studio

utilizzate sono:

 L’APPROCCIO PSICOMETRICO → basato sullo studio del potenziale cognitivo

 L’APPROCCIO DELLO SVILUPPO COGNITIVO → in cui l’interesse è centrato sullo

studio delle strutture cognitive

 L’APPROCCIO DELL’ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE

L’INTELLIGENZA E L’APPROCCIO PSICOMETRICO

Uno degli approcci più utilizzati per studiare l’intelligenza è quello basato sui test. Secondo i teorici

della psicometria, l’intelligenza può essere considerata come un tratto quantitativo e quindi

misurabile. I test vengono definiti standardizzati, molto eterogenei per rispondere alle varie

sfaccettature dell’intelligenza e cercano di fornire un valore alle capacità intellettive.

LA STRUTTURA DELL’INTELLIGENZA

Il QI esprime il potenziale cognitivo. La variabilità fra gli individui non riguarda il QI totale, ma

anche il rendimento alle prove che contribuiscono a determinarlo. Mentre alcuni soggetti

eccellevano in alcune prove e cadevano in altre, altri facevano viceversa. Ciò portò ad ipotizzare

l’esistenza di abilità mentali diverse. Per valutare queste ipotesi è stata utilizzata una procedura

definita analisi fattoriale, che prende in considerazione i risultati dei reattivi somministrati a molti

evidenza vari tipi di prove. Utilizzando l’analisi fattoriale

soggetti mettendo in Spearman ipotizzò

l’esistenza di 2 fattori:

 CAPACITA’ MENTALE GENERALE → condiziona le prestazioni

Il fattore G, definito

dell’individuo

 CAPACITA’ SPECIALE → prevedeva diverse

Il fattore S, definito capacità speciali.

Il rendimento ad una prova dipenderebbe sia dal fattore g che da quello s. invece Thurstone

ipotizzò l’esistenza di 7 fattori distinti, che indicò con il termine di capacità mentali primarie,

costituite da:

 ABILITA’ SPAZIALI

 PERCETTIVA

VELOCITA’

 RAGIONAMENTO ARITMETICO

 ABILITA’ LESSICALE

 FLUIDITA’ VERBALE

 MEMORIA

 RAGIONAMENTO INDUTTIVO

Le ricerche di Spearman e Thurstone mettono in evidenza abilità di base che costituiscono

l’intelligenza. Secondo Raimond Cattell e John Horn i fattori s di Spearman e le capacità mentali

primarie di Thurstone possono essere suddivise in 2 dimensioni dell’intelligenza:

 L’INTELLIGENZA FLUIDA → rappresentata da quelle abilità mentali preposte alla

e dell’adolescenza.

risoluzione di problemi astratti. Aumenta nel corso dell’infanzia

 L’INTELLIGENZA CRISTALLIZZATA → costituita da quelle abilità che dipendono

dalla conoscenza acquisita come risultato dell’apprendimento scolastico. Aumenta nel corso

dell’esistenza.

riconosce l’esistenza di 3

Robert Sternberg dimensioni o tipi di intelligenza:

 L’INTELLIGENZA COMPONENZIALE → si riferisce ai processi di organizzazione dei

dati percepiti, di richiamo dei dati in memoria

 L’INTELLIGENZA ESPERENZIALE → riguarda la capacità di “utilizzare” i dati

dell’esperienza in maniera flessibile e “creativa”

 L’INTELLIGENZA CONTESTUALE → definita “scaltrezza” e riguarda le capacità di

manipolare le situazioni a proprio vantaggio.

Un altro studioso, HOWARD GARDNER, ha parlato di INTELLIGENZE MULTIPLE,


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di sviluppo neuropsichico per l'esame della professoressa Antonella Gritti.
Negli appunti sullo sviluppo neuropsichico emergono le parti fondamentali per lo studio accurato della materia:
teorie dello sviluppo, basi psicologiche dello sviluppo, valutazione dello sviluppo, sviluppo motorio, percezione in età evolutiva, sviluppo cognitivo e del linguaggio, presa di coscienza di sé e dell'altro, processo di socializzazione e crisi evolutiva.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsichiatria infantile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Gritti Antonella.

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