Psicologia dello sviluppo
Le teorie dello sviluppo
Lo sviluppo può essere definito come il processo in base al quale l’individuo passa dalla condizione di bambino a quella di adulto. Le caratteristiche fisiche, funzionali e psicologiche dell’individuo cambiano secondo tempi definiti, individuando periodi caratteristici dello sviluppo:
- Dalla nascita ai 2 anni: la prima infanzia
- 3-7 anni: la seconda infanzia
- 6-7 ai 12-13 anni: la terza infanzia (fanciullezza)
- 13-14 anni e arriva alla condizione di adulto: l’adolescenza
La psicologia dello sviluppo si occupa della crescita psicologica dell’individuo, poi c’è un’altra prospettiva che descrive lo sviluppo secondo le tappe evolutive. La capacità dell’individuo di integrarsi all’ambiente si realizza attraverso lo sviluppo di alcune competenze che si raggruppano in diverse aree:
- Area motoria (riguarda le competenze che permettono all'individuo di muoversi, toccare, agire sul territorio)
- Area della percezione (permette all'individuo di raccogliere informazioni dall'esterno e di attribuirgli un significato)
- Area linguistica (consente all'individuo di appropriarsi del codice di comunicazione del gruppo cui appartiene)
- Area cognitiva (permette all'individuo di raccogliere e sistematizzare le esperienze in sistemi di conoscenza)
- Area affettivo-relazionale (permette all'individuo di comprendere e riflettere sui propri stati mentali, su quelli degli altri e sulle leggi che regolano i rapporti interpersonali)
Sul piano somatico lo sviluppo è sancito da cambiamenti fisici. Sul piano psicologico invece la maturità è desunta da una serie di comportamenti che si attuano in una dimensione affettivo-relazionale stabile e dal fatto che l'individuo abbia raggiunto la capacità di adattamento sociale nel gruppo cui appartiene. Tutti i diversi schemi di comportamento formano la personalità che è l'essenza di ogni persona e si esprime nel comportamento e nell'esperienza soggettiva. Essa è costituita da una serie di caratteristiche, i tratti di personalità, che sono dei modi costanti di percepire, di rapportarsi e di pensare nei confronti dell'ambiente e di sé stessi, che si manifestano nei contesti sociali e personali. Questi elementi costitutivi sono duraturi nel tempo e caratterizzano il modo di essere e interagire dell'individuo. Per spiegare l’organizzazione della personalità utilizziamo 3 tipi diversi di approccio:
- Approccio psicoanalitico
- Approccio comportamentista
- Approccio biologico
Approccio psicoanalitico
L'approccio psicoanalitico tende a spiegare il funzionamento psichico dell’uomo. La teoria psicoanalitica, elaborata da Freud, alla base di tale ipotesi è il principio del determinismo psichico in base al quale niente avviene per caso nell'organizzazione mentale. Ogni processo psichico può essere compreso secondo 3 punti di vista:
- Topico: che considera l’apparato psichico come un’organizzazione di diversi sistemi che assicurano funzioni diverse.
- Dinamico: esistenza di un gioco di forze in interazione fra loro.
- Economico: sottolineano che ogni fenomeno psichico è regolato da una certa quantità di energia.
La teoria psicoanalitica ha fornito un contributo determinante per l’interpretazione del funzionamento della personalità. La concezione psicoanalitica della personalità si incentra sull’interazione organismo/ambiente. Questa interazione si svolge secondo processi dinamici che si caratterizzano nel corso dello sviluppo. Con l’opera “Interpretazione dei sogni” Freud mise a punto una concezione dell’apparato psichico distinguendone 3 livelli (prima concezione topica):
- Livello inconscio: appartengono contenuti esclusi dal campo della coscienza.
- Livello preconscio: comprende i contenuti che possono essere richiamati alla coscienza stessa.
- Livello conscio: include tutti i pensieri, affetti, ricordi dei quali l’individuo ha chiara consapevolezza e percezione.
A partire dal 1920 Freud elaborò una seconda concezione dell’apparato psichico (seconda topica), definita ipotesi strutturale, con la quale descrive la personalità dell’individuo attraverso 3 istanze psichiche:
- Es
- Io
- Super-io
L’es rappresenta il polo pulsionale della personalità e comprende l'insieme delle energie pulsionali. I contenuti dell’es appartengono alla sfera dell’inconscio. Il modo di funzionare dell’es è definito da Freud processo primario ed implica lo scarico immediato delle pulsioni. Questa modalità di funzionamento psichico è predominante nei primi stadi della vita, quando il bambino tende ad agire secondo il principio di piacere.
Secondo Freud alla nascita l’apparato psichico è costituito solo dall’es e poi da esso si verrebbero a costituire l’io ed il super-io.
L’io rappresenta un’istanza della personalità molto complessa che svolge diverse funzioni. Il suo scopo è di garantire il successo nel processo di adattamento attraverso il coordinamento delle istanze psichiche. Le strutture dell’io svolgono un’azione di verifica e di controllo sull’ambiente per assicurare il successo nel processo di adattamento e programmare il soddisfacimento delle esigenze interiori. L’io si pone anche come polo difensivo della personalità per far si che ci sia un equilibrio psichico interiore (io = principio di realtà).
Nell’ipotesi strutturale l’io svolge una azione inconscia attraverso i meccanismi di difesa, cioè modalità messe in atto per reagire al conflitto generato dalle spinte dell’es e del super-io. La caratteristica fondamentale di questi meccanismi è di svilupparsi e di funzionare al di fuori della consapevolezza dell’individuo. Il conflitto che si produce rappresenta lo scontro tra le 2 istanze in cui l’es tende all’appagamento immediato, mentre l’io tende al loro contenimento. I principali meccanismi di difesa sono:
- La rimozione: meccanismo attraverso il quale vengono respinti i sentimenti sgradevoli.
- L'introiezione: il mondo esterno viene incorporato dall’individuo, utilizzato nelle prime fasi dello sviluppo (es: il bambino si identifica con un animale feroce per vincere la paura).
- La proiezione: tendenza ad attribuire i propri sentimenti spiacevoli ad altre persone (l'individuo si sente odiato e quindi prova sentimenti ostili).
- La negazione: si riduce l’ansia rifiutando la realtà esterna spiacevole.
- La formazione reattiva: il contenuto temuto di un sentimento viene respinto a livello inconscio e sostituito con quello opposto (il genitore di un bambino portatore di handicap trasforma il sentimento di rifiuto in iperprotezione).
- La fissazione: arresto ad una prima fase dello sviluppo in quanto un passaggio a quella successiva implica un'angoscia eccessiva.
- La regressione: si ritorna a fasi precedenti dello sviluppo, presente in bambini alla nascita di un fratellino.
- Lo spostamento: trasferire le pulsioni mal tollerate verso motivazioni accettabili.
- La sublimazione: le energie legate all’appagamento di un impulso vengono distolte e mobilitate verso una finalità socialmente approvata (scelta di castità o competizioni sportive).
- La razionalizzazione: tendenza a proporre a tutti una spiegazione logica dei propri sentimenti (favola della volpe e l'uva).
- L’intellettualizzazione: spostare gli impulsi penosi dal campo delle emozioni ai concetti intellettualizzati, presente nei soggetti con tratti ossessivi.
I meccanismi di difesa si formano durante lo sviluppo e sono presenti in tutti gli individui normali. Essi formano i tratti di carattere ma se divengono troppo rigidi e ripetitivi, assumono un carattere patologico.
Il super-io comprende funzioni di divieto e il sistema di valori. Quando compiamo un’azione viene espresso un giudizio interiore che può essere di approvazione o di rimprovero e condanna, questa è la funzione svolta dal super-io. Secondo Freud il super-io compare attorno ai 4-5 anni. Il super-io svolge una funzione sia conscia che inconscia, in quanto da una parte rappresenta contenuti relativi a norme e valori, ma si costituisce su dinamiche pulsionali che rimangono inconsce. La finalità dell’apparato psichico consiste nel realizzare il processo di adattamento, cambiare in base alle modifiche ambientali.
Lo sviluppo psicosessuale
La sessualità non è solo un istinto che tende alla scarica attraverso un’eccitazione genitale, ma include una serie di attività che derivano da zone corporee diverse in assenza di finalità riproduttive. Secondo Freud la sessualità infantile ha 3 aspetti importanti:
- Le aree che rappresentano fonti di stimolo eccitatori non sono solo quelle genitali ma includono anche altre regioni corporee, definite zone erogene.
- Le manifestazioni sessuali si estrinsecano in attività e relazioni che fanno parte del piacere preliminare.
- La sessualità infantile è autoerotica, in quanto il bambino ricerca il soddisfacimento attraverso la stimolazione di parti del proprio corpo.
La pulsione sessuale e l’energia ad essa legata, definita libido, subiscono trasformazioni durante lo sviluppo assumendo manifestazioni diverse. Questa evoluzione si articola secondo le fasi libidiche. L’evoluzione della sessualità infantile è divisa in:
- Periodo pregenitale, che si divide in:
- a. Fase orale: dalla nascita ad 1 anno circa di età.
- b. Fase anale: da 1 a 3 anni.
- c. Fase fallica: da 3 a 5 anni circa.
- Periodo di latenza: da 6-7 anni fino alla pubertà.
- Periodo genitale: inizia con la pubertà.
Periodo pregenitale
Fase orale: nel primo anno di vita, la zona bucco-faringea costituisce la zona erogena predominante. Secondo Freud la suzione è la più precoce espressione della pulsione sessuale. Essa si basa su un'attività riflessa innata, già presente al momento della nascita ed è legata alle funzioni alimentari e ai bisogni di gratificazione. Infatti il neonato non succhia solo il seno quando è affamato, ma anche quando è sazio perché gli provoca piacere. In questa fase le fobie infantili sono la paura di essere divorato. In età adulta vi sono tracce di questa prima fase che si ritrovano nel piacere di baciare, di mangiare, bere e fumare.
Fase anale: durante il 2-3 anno di vita. La zona uretro-anale e perianale rappresentano la zona erogena predominante. Il bambino prova piacere nelle attività di eliminazione e ritenzione. Le feci acquistano il valore di segni simbolici e rappresentano una parte del corpo che il bambino in un certo senso perde. Il bambino attribuisce alle feci il significato di un dono che fa alla madre. In questa fase appare la paura di essere derubato dei contenuti del proprio corpo. Tracce di questo stadio si ritrovano nei tratti di carattere dell'adulto come l'ostinazione, l'ordine e l'aggressività.
Fase fallica: fra i 3-5 anni d’età. La zona erogena è quella genitale. In questa fase si passa dall’autoerotismo ad una scelta di un oggetto d’amore esterno. Le vicende relazionali vengono denominate complesso di Edipo. Secondo Freud in questa fase si instaura una situazione triangolare tra padre, madre e figlio in cui il padre assume un ruolo importante per il bambino, mentre verso la madre dirige le sue richieste di soddisfacimento sessuale. Il bambino sperimenta sentimenti sessuali e d’amore per il genitore di sesso opposto e sentimenti di gelosia per quello dello stesso sesso. L’oggetto di maggior interesse sia per i maschi che per le femmine è il pene. Per il bambino possedere il pene è fonte di orgoglio, mentre la femmina ne è invidiosa. Il bambino inizia ad avere l’angoscia di castrazione e supera il complesso di Edipo, reprimendo i sentimenti incestuosi che prova per la mamma e riconosce il padre come modello ideale e ne interiorizza le norme e i divieti. La bambina, invece, prova rabbia nei confronti della madre perché non le ha fornito il pene. Il desiderio di avere un pene diventa il desiderio di avere un figlio dal padre.
Periodo di latenza
Va dai 6 anni alla pubertà. In questo periodo la sessualità subisce una fase di arresto. Infatti, il quadro evolutivo è caratterizzato da una diminuzione dell’interesse sessuale e dal sorgere di nuovi interessi orientati verso la vita pratica. Il bambino comincerà ad instaurare relazioni al di fuori della cerchia familiare, ovvero nel gruppo dei coetanei. Il bambino prova interesse per gli eventi della realtà. Questo periodo è molto importante perché in esso si forma il carattere dell’individuo.
Periodo genitale
Inizia con la pubertà che comporta un’intensificazione degli impulsi sessuali. La pubertà riaccende il conflitto tra l’es e i meccanismi difensivi dell’io. Freud denominò questi organizzazione genitale che si costituisce appunto nella pubertà e rappresenta l’ultima fase dello sviluppo psicosessuale. In questa fase, gli stimoli eccitatori, connessi con le altre zone erogene, partecipano al piacere preliminare che precede l'orgasmo. La sessualità matura e può dirsi conclusa.
Approccio comportamentista
Il presupposto di questo approccio è che la mente del bambino alla nascita è tabula rasa e che quindi ogni comportamento deve essere appreso. L’apprendimento consiste in una modificazione stabile del comportamento. La teoria associazionista nacque con l’intento di ridurre i contenuti psichici a sensazioni dalla quale per associazione si formano idee più complesse. Molti autori affermano che le idee si associano se ricorrono spesso insieme con:
- Contiguità temporale
- Contiguità spaziale
- Congiunzione costante
In psicologia il condizionamento viene considerato una forma semplice di apprendimento. Questo condizionamento è un paradigma sperimentale utilizzato dal comportamentismo. Il comportamentismo nacque nel 1913 ad opera di Watson e si basa su comportamenti osservabili. Secondo questa scienza l’unica conoscenza valida è quella che si basa sull’osservazione. L’oggetto di studio è il comportamento.
Apprendimento per condizionamento classico
In uno dei suoi esperimenti Pavlov, studiando la secrezione salivare del cane, osservò che questa si produceva ogni volta che il cane mangiava. Dato che la salivazione era automatica e non vi era nessun tipo di apprendimento venne denominata risposta incondizionata mentre il cibo stimolo incondizionato. In un successivo esperimento Pavlov faceva suonare un campanello prima di dare il cibo. Dopo varie presentazioni “campanello-cibo”, il cane iniziava a salivare appena sentiva il campanello e quindi il cane aveva avuto una forma di apprendimento. Il suono del campanello venne chiamato stimolo condizionato e la salivazione anticipata risposta condizionata. Il principio del condizionamento classico venne definito principio di contiguità. L’approfondimento degli studi di Pavlov stabilì 2 regole:
- La generalizzazione dello stimolo: principio secondo cui gli stimoli simili evocano la stessa risposta.
- L’estinzione: indebolimento della risposta condizionata (salivazione anticipata) quando allo stimolo condizionato (suono) non segue lo stimolo incondizionato (cibo).
Riguardo lo sviluppo del bambino si può notare che diversi comportamenti vengono appresi per condizionamento classico. Sono comportamenti che il bambino mette in atto in presenza di stimoli neutri. Questi comportamenti che il bambino apprende possono essere sia piacevoli che spiacevoli.
Apprendimento per condizionamento operante
Si fonda sul principio che un soggetto che deve apprendere mette in atto comportamenti che poi associa a conseguenze piacevoli o spiacevoli. Thorndike elaborò la teoria del connessionismo, secondo cui la mente non è altro che un sistema di connessioni fra stimoli ambientali e le risposte manifestate dall’organismo. Uno degli esperimenti più importanti di Thorndike consisteva nel collocare un gatto affamato in una gabbia, dove al di fuori era posto il cibo. Inizialmente il gatto compiva azioni inefficaci fino a quando una azione non gli permise l’erogazione del cibo. Pian piano il gatto compiva sempre meno azioni inutili e diminuiva il tempo per uscire dalla scatola. Thorndike concluse che chi apprende procede per “prove ed errori”. Con i suoi esperimenti, Thorndike formulò una serie di leggi:
- Legge dell’esercizio: per la quale ogni risposta si associa ad una situazione quanto più verrà utilizzata in quella situazione.
- Legge dell’intensità: quanto maggiore è il soddisfacimento o l’insoddisfazione prodotte dalla risposta, tanto maggiore sarà il rafforzamento o l’indebolimento del legame associativo esistente.
- Legge dell’effetto: secondo cui le risposte riuscite vengono impresse e ripetute con più probabilità, mentre quelle non riuscite con meno probabilità.
Secondo Skinner sia gli animali che gli uomini tendono a ripetere le azioni che determinano situazioni piacevoli. Secondo Skinner l’individuo non rimane passivo nel suo ambiente, ma entra in interazione con molti stimoli che discrimina, seleziona e modifica. Il risultato delle azioni può essere di rinforzo positivo, di rinforzo negativo o di una punizione.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Sviluppo neuropsichico
-
Riassunto esame Psicologia delle Relazioni Familiari, prof. Larcan, libro consigliato I Disturbi dello Sviluppo di …
-
Sviluppo psicologico
-
Sviluppo uccelli