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Lezione 2: Supply Chain

Definizioni di supply chain

1 - A Supply Chain (SC) is a network of organizations that are involved in the different processes and activities that produce value in the form of products and services in the hands of the ultimate consumer (Christopher, 1992).

2 - Networks of manufacturing and distribution sites that procure raw materials, transform them into intermediate products, and distribute the finished products to customers (Lee e Billington, 1992).

3 - SC is used to refer to the chain linking each element of the production and supply process from raw materials through the end customers (Scott e Westbrook, 1992).

4 - A SC is a system, the constituent parts of which include raw materials, production facilities, distribution services, customers linked together via the feed forward of materials and the feedback flow of information (Towill et al, 1992).

Descrizione delle definizioni

1 - La definizione 1 dice che la SC è una rete, dove le imprese non vengono messe in maniera seriale (meglio usare la parola network) di imprese che sono coinvolte in una serie di processi. Realizzano processi diversi o attività diverse che producono valore nella forma di prodotti e servizi che poi verranno venduti al consumatore finale. Le imprese sono tante e non vengono considerate in maniera seriale ma ci sono link anche più complessi. Le imprese svolgono attività diverse e alla fine esce un prodotto o un servizio.

2 - Questa è una definizione più specifica. Infatti, in questo caso si parla di processo manifatturiero e produttivo. Nel processo manifatturiero, il prodotto tipico è un bene, mentre in quello produttivo può essere anche un servizio. Quindi la supply chain è una rete di processi manifatturieri e siti di distribuzione che procurano materie prime, le trasformano in prodotti intermedi e distribuiscono i prodotti finiti ai consumatori.

5 - A supply chain network is a network of autonomous or semiautonomous business entities involved, through upstream and downstream linkages, in the different processes and activities that produce physical goods or services to customers (Lee e Billington, 1993).

6 - Set of entities, including suppliers, logistics service providers, manufacturers, distributors, and resellers through which materials, products, information flow (Kopczak, 1997).

7 - A network of entities that starts with suppliers' suppliers and ends with the customers' custom in the production and delivery of goods and services (Lee e Ng, 1997).

Cos'è la supply chain?

La supply chain (SC) è costituita da tutte le imprese coinvolte nelle attività e nei processi necessari alla realizzazione di un prodotto finito o di un servizio per uno specifico consumatore finale, a partire dai fornitori di materie prime e semi-lavorati, includendo i produttori, i distributori sino al consumatore finale.

4 - La supply chain è un sistema le cui parti comprendono imprese di materie prime, impianti di produzione collegati tra loro attraverso flussi di materiali. Per esempio, prendiamo in considerazione la supply chain della produzione del caffè:

  • Produzione caffè
  • Macinazione e torrefazione caffè
  • Confezionamento caffè
  • Distribuzione
  • Cliente finale

Tra queste imprese ci sarà un flusso di materiali e informazioni, in quanto, per esempio, bisogna comunicare la quantità di prodotto ordinata. Il flusso monetario non lo terremo in conto.

Stadi principali di una SC

  • Fornitura
  • Produzione
  • Distribuzione
  • Consumatori finali

Le unità della supply chain possono essere autonome, e in questo caso parleremo di mercato perché le relazioni saranno basate sul prezzo, mentre se le unità appartengono allo stesso gruppo ci sarà un controllo centrale che gestisce queste relazioni. Se il processo viene svolto in una stessa impresa, allora possiamo dire che questa sarà verticalmente integrata. Un esempio può essere quello di Ford negli anni '50. Alcuni esempi di integrazione a valle possono essere Zara che possiede canali di distribuzione oppure H&M che possiede punti vendita all'esterno. Mentre alcuni esempi di integrazione a monte possono essere quello di Illy caffè che ha al suo interno la fase di torrefazione macinazione e confezionamento e inoltre possiede anche le piantagioni di caffè. Natuzzi possiede le praterie dove pascola il bestiame usato per la pelle dei divani mentre Luxottica possiede un'impresa che fa le lenti. Si parla di supplier quando un'impresa fornisce dei prodotti mentre quando un'impresa distribuisce dei servizi allora viene identificata con il nome di provider. Il first tier è lo stadio di fornitura che fornisce i prodotti direttamente alla focal company poi abbiamo il second-tier, il third-tier supplier e infine il raw tier material supplier. Anche a valle abbiamo clienti diretti o meno, quelli indiretti sono clienti dei clienti.

Logistica

La logistica concerne tutte le attività di approvvigionamento delle materie prime, di produzione, di movimentazione e di distribuzione dei semilavorati e dei prodotti finiti. La logistica si occupa di gestire il flusso di informazioni e di prodotti all'interno dell'impresa. Il supply chain management è una estensione della logistica. La logistica comprende tutte le attività connesse con il flusso di materiali all'interno dell'impresa, tutte le attività di approvvigionamento delle materie prime in ingresso, la produzione, la movimentazione e la distribuzione.

Funzioni tipiche della logistica

  • Approvvigionamenti
  • Produzione
  • Distribuzione
  • Trasporti

Se queste funzioni sono gestite in maniera separata, allora si parla di logistica interna. Ogni funzione avrà un manager diverso, ciò vuol dire maggiore indipendenza. Per esempio, il manager della produzione ha come obiettivo personale quello di aumentare la posizione e quindi di implementare un piano di produzione con pochi setup. Invece, il manager degli approvvigionamenti avrà come obiettivo quello di risparmiare sul budget. In questo caso, dato che gli obiettivi vengono raggiunti in maniera separata, non è detto che ciò aumenti i profitti dell'impresa. Anche se magari la produzione è aumentata, non è detto che la domanda corrisponda a quello che è stato fatto. Infatti, c'è l'alto rischio che si possa creare un overstocking, cioè una sopra scorta che genera costi di giacenza. Mentre un under stocking significa che la domanda è maggiore di ciò che abbiamo in magazzino e genera un mancato profitto. L'obiettivo della funzione approvvigionamento sarà quello di ridurre i costi degli acquisti e di conseguenza ridurre la qualità del prodotto. Ma in realtà, i profitti dell'impresa in generale non sono saliti perché questo risparmio avrà fatto salire da altre parti i costi. Quindi ognuno gestisce la propria area senza preoccuparsi degli effetti che le proprie decisioni possono avere sulle altre funzioni e quindi su un risultato complessivo. Quindi la logistica interna non tiene conto delle interdipendenze mentre la logistica integrata tiene conto degli effetti della propria decisione sulle altre funzioni.

Dalla logistica interna alla logistica integrata

  • Logistica interna – Ottimizzazione separata di ogni funzione della logistica.
  • Logistica integrata – Ottimizzazione integrata delle funzioni della logistica. Si occupa di gestire in modo integrato gli acquisti, la produzione e la distribuzione. Focus interno all'impresa.

Supply chain management

Approccio integrato alla pianificazione e al controllo del flusso di materiali ed informazioni lungo l'intera SC, al fine di assicurare che il prodotto finito sia consegnato nelle esatte quantità e nei giusti tempi al cliente finale che lo ha richiesto.

Evoluzione del significato di logistica

  • Logistica interna – Focus sulla gestione separata di ciascuna funzione logistica.
  • Logistica integrata – Focus sulla gestione integrata delle funzioni logistiche.
  • Logistica estesa o SCM – Focus sulla gestione integrata dell'intera SC.

Nel caso della logistica interna integrata, il focus è solo da una singola impresa mentre per quanto riguarda la logistica estesa o supply chain management, il focus è sull'intera supply chain. La logistica si chiama estesa perché include anche i fornitori, distributori, clienti. La logistica estesa quindi è un'estensione della logistica integrata perché devo considerare anche altre aziende e non solo le funzioni. Quindi il supply chain management è un principio secondo il quale la supply chain deve essere gestita in modo integrato.

Obiettivi del SCM

Il SCM è una fonte di vantaggio competitivo – aumento del livello di servizio – simultanea riduzione dei costi logistici.

Livello di servizio

  • Tempi – Rapidità dei tempi di consegna – Puntualità dei tempi di consegna.
  • Flessibilità – Volume – Gamma.
  • Affidabilità

Costi logistici

  • Costi di mantenimento a scorta
  • Costi di stock out
  • Costi di trasporto
  • Costi di impianti ed attrezzature
  • Costi di gestione operativa

Costi di mantenimento a scorta

  • Costi opportunità
  • Deterioramento
  • Obsolescenza
  • Assicurazione

Costi di stock-out

  • Mancata vendita
  • Penali
  • Perdita cliente
  • Costi di backorder
  • Slittamento incassi
  • Perdita di immagine

Il livello di servizio consiste nella strategia di efficacia quindi nella capacità della supply chain di soddisfare il cliente. Si misura attraverso tempi, flessibilità e affidabilità. Flessibilità vuol dire customizzare cioè personalizzare il prodotto così come lo richiede il cliente. Questo comporta costi logistici connessi al flusso dei materiali. Infatti, se offriamo meno servizi avremo di conseguenza meno costi. Consideriamo in un grafico cartesiano i costi di giacenza in funzione della velocità nel servire il cliente. Quindi più siamo veloci più prodotti avremo in magazzino. Cioè i prodotti devono essere più vicino possibile al cliente. In questo grafico i costi di giacenza variano linearmente con la velocità nel tardi che il cliente. Sulle ordinate avremo i costi di giacenza mentre sulle ascisse la velocità. Se applichiamo il supply chain management possiamo aumentare il livello di servizio facendo aumentare meno i costi rispetto al caso in cui la supply chain non è integrata. Questi costi possono diminuire posizionando le scorte dove conviene di più. Ci sono diversi costi di logistica tra il retailer e il magazzino prodotti finiti. I costi di giacenza aumentano man mano che ci spostiamo da monte verso valle della supply chain. I costi di giacenza infatti sono un costo opportunità in quanto corrispondono a soldi investiti per un prodotto invenduto, cioè potevo non fare niente. Quindi ci sarà un trade off tra il costo unitario (Cu) di prodotto e il tasso di interesse (i). Infatti il costo opportunità sarà pari a: i*Cu, che corrisponde a quanto avremmo guadagnato mettendo i nostri soldi in banca. Il costo unitario di prodotto man mano ci spostiamo verso valle nella supply chain aumenta perché ci saranno più lavorazioni e più componenti. Quando ci spostiamo al retailer (ultima fase) bisogna sommare anche il costo di trasporto. Con la gestione integrata per avere un certo livello di servizio posso scoprire che conviene tenere il prodotto a magazzino e non presso il retailer.

Approfondimento sulle due dimensioni: livello di servizio e costi logistici

Queste sono due variabili che possono essere misurate. La rapidità corrisponde all'intervallo di tempo che intercorre tra la data di ricezione dell'ordine e la data di uscita dal magazzino del prodotto (tra ordine ed evasione dello stesso). La puntualità consiste nel rispettare le date di consegna: intervallo di tempo tra la data di consegna promessa e quella effettiva. Questo ci fa capire se un'impresa è puntuale o meno. Per rendere il livello di servizio una variabile quantitativa posso calcolare la percentuale del numero di volte che l'intervallo di tempo è negativo. Quindi, per esempio, se nell'anno il 20% degli ordini ha un intervallo negativo il livello di servizio sarà pari all'80%. La flessibilità può essere di gamma e di volume. La flessibilità di gamma corrisponde alla customizzazione e quindi al numero di prodotti diversi da offrire. Infatti, una gamma significa catalogo di prodotti. Una estrema flessibilità di gamma consiste nel personalizzare il prodotto (Dell). Quindi avrò una gamma infinita e posso scegliere qualunque tipo di computer che desidero. Mentre la flessibilità di volume misura quanto un'impresa è flessibile nella capacità di produrre. Misura in che modo la supply chain o l'impresa è in grado di seguire l'andamento della domanda. La domanda non è lineare ma è variabile al variare del tempo. Mentre l'ideale della produzione è una linea orizzontale costante quindi produrre sempre un volume costante nel tempo. Questo lo fanno le imprese perché hanno una capacità produttiva finita. Quindi ci potranno essere delle situazioni di overstocking e under stocking. In questo caso, la situazione in celeste è l'under stocking cioè quando la domanda è maggiore delle giacenze, mentre la situazione in verde corrisponde a un overstocking cioè il volume di giacenza è maggiore della domanda. Quindi quando la supply chain è rigida il ritmo di produzione sarà costante, la domanda varía e questo genera dei costi. La domanda può essere calcolata come una gaussiana, cioè una funzione probabilità con una certa media μ è una deviazione standard σ. Quindi la capacità produttiva la scelgo in base alla media. Tanto minore è la deviazione standard, meno variabile è la domanda quindi la media è affidabile. Affidabilità vuol dire mantenere nel tempo queste prestazioni, e se affidabile sul livello di servizio valutato con le altre performance.

Nella classificazione dei costi logistici troviamo:

  • Il costo di mantenimento a scorta che corrisponde al corso di giacenza (i*Cu) quindi tasso di interesse per costo unitario di prodotto.
  • Costi di stock out anche detti rottura di scorta: obbligo quando ci troviamo sotto scorta e quindi gli ordini superano la quantità di prodotti in magazzino.
  • Costi di trasporto.
  • Costi di produzione (di impianti attrezzature) tra cui l'ammortamento, sono costi fissi e quindi non dipendono dal sistema.
  • Costi di gestione operativa (database etc.).

A seconda di come gestiamo il sistema verranno influenzati i primi tre costi. Il quarto e il quinto sono fissi rispetto alla gestione. Tra le voci per quantificare il costo di mantenimento a scorta troviamo:

  • Costi opportunità per aver bloccato una certa quantità monetaria in quel prodotto (i*Cu).
  • Deterioramento cioè prodotto che sta in magazzino e con il tempo si rovina.
  • Obsolescenza cioè c'è un delta di prezzo (perdita di valore) che va considerato.
  • Assicurazione soprattutto per quei prodotti che valgono molto.

Tra le voci per stimare i costi di stock out bisogna distinguere due situazioni:

  1. Sotto scorta: dove la domanda è maggiore del volume e l'ordine è perduto quindi il cliente non ritira nulla. Per una, perdo la differenza tra il prezzo e il costo unitario di prodotto. Infatti, il costo di perdita non equivale al prezzo perché comunque quel prodotto rimane a noi e quindi il costo unitario è nostro. A questa voce si potrebbe aggiungere anche il costo della perdita di immagine e la perdita del cliente.
  2. Il cliente aspetta che l'impresa sia in grado di fornire l'ordine. Il costo di back order equivale al costo di attesa affinché l'ordine sia evaso. Il costo è dato dal fatto che l'impresa deve stoppare immediatamente quello che sta facendo ed evadere gli altri ordini, questo costo deve essere quantificato. Se l'ordine viene evaso più tardi l'incasso di conseguenza avverrà più tardi e quindi ci sarà un mancato tasso di interesse dato dal fatto che i soldi non sono stati messi in banca prima.

I costi di trasporto sono costi fissi indipendenti dalla quantità trasportata. Maggiore è la quantità trasportata più il costo unitario del prodotto si va a distribuire e diminuisce.

Evoluzioni del significato di SCM

  • Prospettiva orientata alle funzioni – Logistica interna – Logistica integrata oltre i confini della singola impresa.
  • Prospettiva di integrazione orientata ai processi – processi non più esclusivamente di tipo logistico.

Processi da gestire in ottica SCM

  • Processi logistici: Approvvigionamenti – Gestione del flusso di produzione – Gestione della domanda – Gestione del ciclo dell'ordine.
  • Processi di marketing: Gestione delle relazioni con il cliente – Gestione del servizio al cliente.
  • Processi di innovazione: Gestione dello sviluppo nuovo prodotto.

Perché il SCM?

  • Gestione indipendente o locale – Ottimizzazione indipendente di ogni singolo attore della SC – Inefficiente.
  • Coordinamento del canale o globale (ottica SCM) – Ottimizzazione complessiva dell'intera SC garantisce un risultato migliore – Efficiente.

Importanza del SCM

  • Ciascuno stadio della SC ha obiettivi contrastanti con quelli degli altri stadi – inefficienze si propagano nella SC.
  • Il SCM consente di risolvere il problema degli obiet...
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Antmal1805 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione della supply chain e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Giannoccaro Ilaria.
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